Competenze necessarie per realizzare un progetto domotico

Per realizzare un progetto domotico, residenziale o commerciale, è sempre più importante avere competenze che permettano di controllare direttamente gli elementi di automazione fin dai primi momenti. Così da poterli integrare in modo armonico nella visione progettuale totale.

Attraverso l’applicazione ragionata di metodologie centrate sull’utente, l’Architetto può:

  • controllare l’impatto degli elementi domotici sul suo progetto,
  • gestire in modo efficace la definizione delle funzionalità attese dal cliente,
  • comunicare in modo diretto le richieste agli installatori.

L’Architetto deve riappropriarsi del controllo degli elementi di automazione.
Progetta la Domotica nasce per fornire strumenti metodologici che permettano di ritornare ad avere il controllo della situazione, già in fase progettuale.

La casa non risponde più solo alle esigenze dell’utente ma le anticipa, piegando gli automatismi ai bisogni e alle abitudini di chi la abita.
Cambia così la relazione con l’utente che non è solo attivatore di azioni ma anche fruitore, spesso inconsapevole, di servizi e attenzioni pensate per facilitargli la vita.

Servono strumenti progettuali corretti per gestire questa nuova modalità di interazione. La domotica richiede infatti che si ripensi, sin dall’inizio, ad alcuni strumenti già in possesso degli Architetti, integrandoli con elementi nuovi, specifici, che risolvano le problematiche e le situazioni tipiche della domotica e della smart home.

I prossimi articoli ci permetteranno di fare un approfondimento su queste nuove competenze:

  • introduzione al Design Thinking per la progettazione domotica;
  • elementi di Ambient Intelligence System Design e strumenti di definizione dei requisiti;
  • Storytelling for validation per la validazione del progetto domotico con il cliente;
  • Abstract device list ed esplorazione del progetto con gli addetti alla realizzazione dell’impianto domotico;
  • valutazione dei progetti attraverso la Channel Analysis e l’aderenza della relazione Uomo-Ambiente.

Il Design Thinking nelle abitazioni smart

Il Design Thinking è la metodologia di progettazione che nasce nell’ambito del design di prodotto.
Si tratta di un processo a cui è gli Architetti non sono nuovi, spesso impegnati a mettere il cliente al centro. E a domandarsi quale interazione possa nascere tra un oggetto e l’ambiente o, come nel caso della domotica, tra la tecnologia e l’ambiente.

Non è importante sapere come si comporti la tecnologia in sé ma risulta fondamentale, in fase progettuale, scoprire e analizzare il suo rapporto con ciò che la circonda.

Che si tratti della progettazione di un’interfaccia o di un software, non si può esulare dall’analisi dei comportamenti derivati dal rapporto della tecnologia con gli utenti.

Ambient Intelligence System Design

L’Architetto conosce già, per sua formazione, il processo che genera un oggetto e il suo rapporto con l’utente.
Anche nel campo della domotica è importante usare tecniche di progettazione user centered poiché l’intelligenza ambientale (AmI) si riferisce ad ambienti elettronici sensibili alla presenza di persone.

Il termine User Centered Design è stato coniato nel 1980 da Donald Norman a seguito delle sue ricerche nei laboratori dell’Università della California-San Diego e prevede quattro suggerimenti:

  • Rendere facile determinare quali azioni siano possibili in ogni momento.
  • Rendere le cose visibili.
  • Semplificare la valutazione dello stato corrente del sistema.
  • Seguire mappature naturali tra le intenzioni e le azioni richieste.

Questi consigli pongono l’utente al centro del progetto. Il ruolo del designer, come del progettista domotico, è di facilitare l’attività per l’utente e assicurarsi che egli sia in grado di utilizzare il prodotto come previsto. E con uno sforzo minimo per imparare ad usarlo.

Storytelling per la validazione del progetto domotico

Abbiamo già avuto modo di porre l’accento sulla necessità di occuparsi del cliente e delle sue esigenze. Non bisogna dimenticare quanto sia importante trovare, ed utilizzare, degli strumenti informali che permettano di comunicare con il committente.

Si deve puntare sullo Storytelling, sfruttando l’occasione per raccontare al cliente come sarà la sua vita nella nuova casa domotica.
Concentrandosi sul fattore emozionale, gli si permette di identificarsi nel suo futuro ruolo di padrone di casa.

Si possono creare degli scenari, basandosi sulla raccolta dati che consigliamo di effettuare sempre in fase preliminare, in cui l’utente si senta protagonista e cominci a pregustare l’effetto che farà vivere in un’abitazione che cercherà di anticipare i suoi bisogni.

Abstract device list

Durante la realizzazione di un impianto domotico può capitare che si registrino incomprensioni tra progettisti e tecnici abilitati all’implemento degli impianti.

Una soluzione è stilare la lista degli oggetti che garantiscano le funzionalità decise in fase di progettazione.

In questa fase l’Architetto ha bisogno di stimare i costi ma non è detto che abbia già deciso a quale fornitore affidarsi.
Tutti sembrano poter andare bene ma ci sarà di sicuro quello che andrà meglio e che risponderà alle specifiche esigenze.

Il tecnico responsabile di un determinato marchio vaglierà la lista dei componenti, fornita di istruzioni astratte, e proporrà una soluzione personalizzata.

Potrebbe servire una centralina con dieci ingressi che si occupi di far accendere le luci. Ma quella funzionalità la si può ottenere in modi diversi e sarà il fornitore a proporre la soluzione migliore alla specifica richiesta.

Channel Analysis delle relazioni Uomo-Ambiente

La Channel Analysis è un metodo utile per fare una misura qualitativa dell’aderenza del progetto domotico alle persone che lo useranno.
Non è più solo l’ambiente l’oggetto della programmazione ma come questo interagisce con le persone.

Esistono quattro possibili caratteristiche che definiscono la relazione tra Ambiente e Utente. Il nostro compito è supportare l’Architetto nella scomposizione e analisi di queste relazioni.

  • Fisico
  • Funzionale
  • Comfort
  • Emozionale

L’utente “fisico” dalla spiccata sensibilità tattile, ama interagire con le cose toccandole.

La sua inclinazione verrà soddisfatta predisponendo per lui un ambiente con elementi fisici, tangibili, con un diretto riferimento agli ambienti e agli impianti tradizionali.

L’utente più “funzionale” sarà quel tipo di persona che ama tasti e bottoni e si aspetterà di trovarli nella sua abitazione.

Per lui è importante avere il controllo di tutto e vuole circondarsi di tante funzionalità che renderanno l’ambiente pronto ad intercettare molteplici bisogni.

Il profilo dell’utente sensibile all’idea di “comfort” corrisponde all’idea di ambiente domotico e di relazione che si crea sul corpo dell’utente.

Un tipo di spazio in cui i bisogni del padrone di casa vengono intercettati dal sistema che risponderà “coccolandolo”. La luce si accende al calar del sole o la temperatura si alza quando si è malati, anticipando i desideri dell’utente.

Infine, l’utente “emozionale” che instaura con l’ambiente una relazione a livello “mentale”.

I desideri di questa tipologia di utente vengono esauditi eliminando cavi, pulsanti o interruttori. Realizzando, invece, un impianto basato sull’interazione vocale con il sistema.
L’esempio più noto è quello del rapporto empatico che si instaura con Alexa. In questo caso l’utente è più attivo e si muove in prima persona per chiedere allo smart home speaker che gli vengano risolti determinati problemi.

L’Architetto deve sentirci affini e vicini al suo modo di lavorare poiché condividiamo l’esigenza di mettere il cliente al primo posto.
La nostra ricerca è tesa al raggiungimento del suo più alto grado di soddisfazione e otteniamo questo risultato confrontandoci e parlando a lungo per aiutarlo a capire cosa desidera e di cosa ha bisogno.

Se l’impianto proposto (e realizzato) al cliente corrisponde alle sue aspettative, si può dire di aver colto nel segno e aver fatto un ottimo lavoro.
E si sa, un cliente felice è un ottimo passaparola!

Un esempio di device da cui l’utente può interagire con la propria abitazione

Eliminare le chiavi. Come cambia l’accesso ai bed & breakfast con la domotica

Come Architetto ti sarà capitato di occuparti della ristrutturazione di bed & breakfast o appartamenti adibiti al soggiorno temporaneo di ospiti.

La tecnologia domotica può migliorare la gestione dell’accoglienza degli ospiti, facilitando il lavoro del tuo cliente.
Un progetto domotico mirato a cogliere le sue esigenze, può aiutarlo ad eliminare le chiavi e il relativo passaggio di mano in mano all’arrivo e alla partenza degli ospiti, a favore di sistemi digitalizzati.

La domotica si è già rivelata utile per migliorare la gestione degli accessi in alberghi e grandi strutture.
Può dimostrarsi risolutiva anche per chi si occupa di micro hospitality. Questa è la definizione per quella forma di accoglienza di cui gli utenti possono beneficiare usando servizi come Airbnb o Booking.com.

Soluzioni integrate nei marketplace che gestiscono case e appartamenti

Molte soluzioni sono integrate nell’interfaccia del marketplace al quale si appoggia il tuo cliente, che può ridurre i suoi interventi nell’accoglienza e nell’interazione con i propri ospiti. Non è più imprescindibile che l’accoglienza venga effettuata vis-a-vis per adempiere alla consegna delle chiavi.
Se da un lato questo rende più autonomi gli ospiti, non è detto che sia una soluzione adatta a tutti gli host.

Il nostro consiglio è quello di impostare i lavori partendo da un confronto sincero e diretto con il tuo committente.
Se da un lato può desiderare un minor coinvolgimento nelle pratiche di accoglienza degli ospiti, è bene ragionare insieme sui rischi di una eccessiva spersonalizzazione del servizio. A fronte di una maggior praticità e sicurezza, potrebbe registrarsi una riduzione della qualità del customer care.

I marketplace ci stanno abituando alle recensioni e alla condivisione di commenti e opinioni. Molti proprietari di b&b non se la sentono di rinunciare al piacere di accogliere i propri ospiti mostrandosi attenti, disponibili e facendosi messaggeri di consigli e raccomandazioni. Che poi sia per passione, per puro spirito di condivisione o “per una stellina in più”, chi può dirlo? 🙂

Se un’attenta analisi dei pro e dei contro vi fa propendere sull’introduzione di sistemi per snellire la fase di accoglienza degli ospiti, ecco cosa si può trovare sul mercato domotico.

Soluzioni per abbandonare le chiavi e gestire gli accessi in modo smart

Per gli host che desiderano automatizzare in sicurezza l’accesso dei clienti nelle proprie strutture ricettive, quali soluzioni sono disponibili?

Elettroserrature intelligenti per accogliere i clienti nel tuo b&b

Le elettroserrature in commercio sostituiscono il classico nottolino e permettono di abbandonare le classiche chiavi. La porta si aprirà attraverso un tastierino numerico posizionato in prossimità della serratura. La composizione, sul tastierino, di un codice univoco a tempo determinato, garantirà agli ospiti l’apertura e l’accesso nell’abitazione.

Tra i prodotti più diffusi la scelta può ricadere su componenti marchiati Yale, Kiwikset o Remotelook.
Alcuni di questi prodotti offrono integrazione con Airbnb e altri servizi di booking. Il tuo cliente non dovrà essere presente all’arrivo degli ospiti perché il codice verrà generato automaticamente tramite una App e potrà essere inviato a qualsiasi ora.

Questo tipo di serratuta va installato su porte adatte. Sembra una banalità ma spesso ci si può trovare davanti a serramenti pensati per il mercato estero. Ciò che è stato pensato per abitazioni americane non sempre si adatta al mercato europeo.

Chiave motorizzata per semplificare l’accesso ai tuoi ospiti

Un altro esempio di smart lock esterna è la chiave motorizzata. Tra le più conosciute in Italia, troviamo Nuki che si può integrare con Apple HomeKit, Amazon Alexa, Google Assistant e supporta gli host Airbnb.
Questa tipologia di soluzione si installa facilmente, montandola sul cilindro e sulla chiave esistenti. La chiave rimane fissa nella serratura e si muoverà, facendo scattare la serratura, a seguito dell’inserimento di un codice.
Si tratta di una soluzione dal risultato professionale anche se installata in regime di “fai-da-te”.
Di contro, però si può rivelare una scelta di compromesso. Pur usando sempre una App e un codice, potrebbe dimostrarsi meno affidabile di altre soluzioni poiché la chiave potrebbe rompersi o rimanere incastrata a causa di un malfunzionamento del motore meccanico.

Relay remotizzato per eliminare il mazzo di chiavi

Un’altra soluzione smart disponibile è quella basata sui relay remotizzati. Consigliata soprattutto per gestire l’accesso al portone principale dell’edificio. Può togliere o mettere corrente, permettendo così la simulazione della pressione per l’aperura del portone e attivando il conseguente accesso.

Un ottimo esempio è quello del servizio fornito da Chiavistello.it
Come da descrizione sul loro sito, si scopre che:

“per installare la centralina Chiavistello, ove necessario, dovrai implementare l’impianto elettrico per connetterlo alle aperture elettromeccaniche. Per quanto riguada la serratura della porta di accesso vi sono varie opzioni: se hai già una serratura elettrificata dovrai semplicemente farla collegare; se, come nella maggioranza dei casi, hai una normale serratura meccanica, potrai farla sostituire o affiancare da una adeguata”.

Si tratta di una soluzione cloud per il controllo di contatti classici da collegare ad elettroserrature o citofoni condominiali.
Basterà aggiungere un reley che spegne le utenze e le luci direttamente nel quadro. Non necessita di installazione di tastierini o altre modifiche esterne. Il proprietario genera un accesso e il cliente riceve una email o un messaggio per attivare gli ingressi.

Serrature keyless per permettere l’apertura di b&b e case vacanza senza chiavi

Le soluzioni keyless permettono di usare il bluetooth del cellulare per aprire le porte.
Installando una App si trasforma il cellulare in una chiave contactless che, avvicinando l’apparecchio alla porta, la apre in un attimo. La controindicazione è che si tratta di un sistema legato alla presenza di uno smartphone e, soprattutto, ad un determinato tipo di device. Rientra così nelle soluzioni più difficili da applicare perché considerate un po’ lussuose rispetto alla norma.

Soluzioni smart che non necessitano della rete Internet

Come abbiamo già detto parlando della connessione Internet negli impianti domotici, la rete è importante, ma non imprescindibile.
Le opzioni per eliminare le chiavi, sin qui elencate, hanno bisogno che il sistema sia connesso in qualche modo alla rete Internet. Esistono anche soluzioni in grado di controllare gli accessi senza che le serrature siano connesse. Il loro funzionamento si basa sul fatto che il codice stesso contiene le informazioni di validità dello stesso e le tastiere possono verificarne la validà autonomamente.

EKeyless è un sistema che permette la creazione di codici che aprono più porte strutturando percorsi ideali. Un esempio potrebbe essere: “Apri il portone, poi il cancello interno e infine la porta dell’appartamento con lo stesso codice“.
A questo servizio è anche possibile aggiungere un reley che stacchi le utenze.
A completamento di una buona esperienza utente, per i clienti del bed & breakfast, gli orari di check-in e check-out possono essere fissati e impostati manualmente sul dispositivo.
Le chiavi di apertura si comprano in pacchetti, come fossero gift card, e regolano gli accessi in maniera sicura e univoca.

La soluzione migliore è mettere sempre l’utente al centro

Alcuni prodotti, utili per eliminare le chiavi e rendere smart la gestione degli accessi potrebbero essere smart e all’avanguardia ma non adatti alla creazione di utenti guest. Questo significa che, esistono soluzioni che, per funzionare correttamente, necessitano dell’installazione di un account con credenziali uniche. Sono più adatte ad un uso familiare/personale ma non sono la scelta ideale per un b&b o per una struttura aperta al pubblico.

Bisogna tenerne conto in fase di progettazione e ricordarsi di adattare il contesto alle esigenze degli utenti.
Quando si ragiona sull’applicazione di un determinato sistema all’interno di un ambiente, ci si deve preoccupare della sua compatibilità con gli usi e le abitudini di chi lo utilizzerà.

Con la domotica puoi eliminare le chiavi e rendere smart l'accesso al tuo b&b
Con la domotica puoi eliminare le chiavi e rendere smart l’accesso al tuo b&b

5 motivi per cui l’uso della domotica può modificare il progetto iniziale

La domotica introduce nuove esigenze di spazio e consumi che possono portare a modificare il progetto iniziale.
Non si può più procedere con l’approccio tradizionale che prevede, solitamente in questo ordine, la stesura dei calcoli:

  • riguardanti la struttura architettonica,
  • energetici,
  • illuminotecnici
  • domotici.

L’impianto domotico permette di muoversi trasversalmente, all’interno dello spazio abitativo, rispondendo alle esigenze del cliente.

Non facendo capo ad un input locale on/off, non sempre ad un’azione corrisponderà un pulsante o un interruttore. Nascono così nuove opzioni che impattano su spazi e consumi.

La domotica necessita perciò di spazi “fisici” adatti per dare vita ad ambienti intelligenti e interattivi.
Potrebbe servire una zona dedicata, fresca ma non umida, ricavata in un punto poco esposto della casa, in cui posizionare tutta la centralina operativa della casa domotica.

In fase di implementazione sarebbe meglio sapere quanto scalderà il Rack per poter, eventualmente, predisporre un sistema di raffrescamento.
L’armadio Rack è un sistema standard d’installazione fisica di componenti hardware a scaffale, che potrebbe far variare la temperatura della stanza in cui è allocato.

Non si può sottovalutare questo aspetto perché se non si sceglie uno spazio adatto, lo si dovrà approntare comunque, all’ultimo minuto, andando a modificare il progetto iniziale. L’ipotesi di sistemare il nucleo centrale dell’impianto domotico in cantina è una pessima idea: troppa umidità che rischierebbe di mettere a repentaglio le funzionalità della casa smart.

Armadio Rack dello studio di Progetta la Domotica
Armadio Rack dello studio di Progetta la Domotica

1. E il cavetto dove lo metto?

Il sistema di riscaldamento al pavimento è una di quelle tecnologie che mal si concilia con le necessità installative della domotica. Può risultare utile attraversare le stanze da parte a parte con i cavi ma può anche capitare di non poterlo fare, perché impossibilitati a passare i cavi nel pavimento.

Se si progetta accuratamente in fase iniziale, si può scegliere di usare strade alternative o alzare il pavimento in modo da garantire spazio per i tubi elettrici.
Questo per non rischiare di dover condividere il poco spazio presente, con i tubi e i cavi del sistema di riscaldamento.

Ma non si dovrà rinunciare alla comodità del riscaldamento senza termosifoni… basterà, piuttosto, avere ben chiaro cosa si sta progettando, sin dall’inizio dei lavori.

Lo stesso inconveniente potrebbe verificarsi se si decidesse di mettere tutto al soffitto. La mancanza di spazio inviterebbe a soluzioni alternative come, per esempio, contro-soffitti oppure, ancora meglio, cablature wireless. Queste ultime, sicuramente eleganti e poco invasive, mal si accordano però con la posizione della centralina sotto terra.

Questi sono due esempi che non devono fare da deterrente assoluto ma piuttosto, possono essere stimoli per porre la giusta attenzione in fase di progettazione domotica, per prevedere un cambiamento nella ripartizione architettonica degli spazi.

2. La domotica aiuta a recuperare spazi inutilizzati

A volte in casa può capitare che ci sia quella stanza un po’ bistrattata, troppo fredda in inverno e soffocante in estate in cui nessuno vuole stare e, per forza di cose, diventa un po’ la stanza magazzino, mal utilizzata e piena di cose che non si sa dove mettere.

La buona notizia è che una buona progettazione domotica aiuta a recuperare questi tipi di spazi. Basterà permettere al sistema di regolare la temperatura e la luminosità nel modo migliore.

3. Modificare il progetto per far evolvere la domotica

Il cliente che opta per un impianto domotico nella propria abitazione deve sapere che potrà implementare la tecnologia a sua disposizione. Una casa smart seguirà le novità e gli aggiornamenti che renderanno la propria centralina sempre più moderna e adatta a supportare le esigenze di tutti i componenti della famiglia.

Per raggiungere questo obiettivo è importante progettare gli spazi per espandersi e rinnovarsi. Si potrà recuperare un po’ di spazio su ogni piano per nascondere cavi e nuove apparecchiature. E sarà importante puntare a mantenere sempre raggiungibili gli apparati di rete e tutte le apparecchiature che necessitano di manutenzione costante.

4. Interagire con l’ambiente in modo nuovo grazie alla domotica

La casa domotica è un concentrato di alta tecnologia ma l’utente non è tenuto a sapere “cosa c’è dietro”. Per lui le cose devono funzionare nel modo più lineare ed intuitivo.
Va da sé che alcune abitudini si modificheranno ma la cosa importante è che apporteranno migliorie alla quotidianità della famiglia.

A livello estetico si percepiranno cambiamenti: potranno sparire interruttori fino a quel momento sotto-utilizzati o ne verranno aggiunti dove non erano previsti (ad esempio si potrebbero introdurre access point anche in cantina). Oppure si renderà necessario nascondere l’antenna della smart tv, senza perdere in qualità ricezione.

Anche i sensori dell’antifurto potrebbero essere parzialmente occultati, in modo da renderli sì meno esposti ma senza mettere a rischio la sicurezza della casa.

Le abitudini cambiano a favore di una nuova costruzione dell’intelligenza che vada incontro alle esigenze delle persone. Così di notte, per accompagnare l’utente senza accecarlo, nel corridoio si accenderanno luci di cortesia e non la solita illuminazione a pieno regime.

5. La rete Internet per il tuo sistema domotico

Nonostante sia già stato detto che un buon progetto domotico dovrebbe essere indipendente dalla rete Internet e dagli operatori che forniscono la connessione, è innegabile che molte funzionalità high tech siano proprio strettamente collegate a Internet.

La questione della rete va ben ragionata in fase progettuale per evitare di modificare il progetto ad un passo dal traguardo.
Non si tratta più di un elemento accessorio quindi è bene non accontentarsi di ciò che viene generalmente offerto dalla compagnia telefonica X. C’è comunque da dire che, attualmente, una con collegamenti mediamente veloci potrebbe già rispondere in modo esaustivo ad alcune delle necessità di una casa domotica.

In un progetto corposo come quello che muove una casa intelligente sono, senza dubbio, necessari più cavi, più tubi e, di conseguenza spazi maggiori.

Tutta l’infrastruttura di rete che permette di attivare l’intera dimora domotica diventa così il secondo scheletro dell’abitazione, dopo quello elettrico.

Si rende necessario valutare il posizionamento degli access point in base alla permeabilità elettromagnetica, e prendere in considerazione la possibilità di modificare il progetto.
Si potranno aggiungere nuove prese di rete (per esempio in cucina) o anche predisporre un gruppo continuo che, in caso di guasti, mantenga la rete connessa 10 minuti in più. Il tempo utile per organizzarsi e per gestire eventuali problemi.

Questi esempi non devono spaventare ma piuttosto far capire cosa si celi dietro ad un progetto domotico eseguito con le giuste attenzioni. Sarà compito dell’Ambient Intelligence Designer, valutare tutte le opzioni per fare dell’abitazione del tuo cliente, la casa dei suoi sogni.

La domotica introduce nuove esigenze che possono portare a modificare il progetto iniziale

Come raccogliere le esigenze del cliente

La domotica ci permette di mettere al centro le esigenze del cliente e di costruire i comportamenti che l’ambiente dovrà adottare in funzione dei suoi utenti.

Il grosso passo avanti è dato dal fatto che non si è più legati alle funzionalità fornite dai produttori ma si è liberi di creare, adattare e proporre soluzioni nuove.

La forza della domotica è proprio questa sua capacità di combinare tra loro elementi più o meno noti, dando vita a soluzioni inaspettate.

Choice overload: troppe possibilità bloccano la scelta

È scientificamente provato che trovandosi di fronte ad un ventaglio troppo ampio di possibilità, si è incapaci di scegliere a causa del “sovraccarico da eccesso di opzioni disponibili”.

Questo è ciò che può capitare all’utente lasciato da solo a decidere cosa dovrà fare la sua nuova casa con impianto domotico.
Vorrà farle fare… tutto! Ma “tutto” cosa significa? E soprattutto, questo “tutto”, potrà essergli utile? O rischia di metterlo nella scomoda posizione di chi si trovi a pagare per qualcosa che non userà mai?

La cosa migliore è non lasciare solo il cliente ma guidarlo, durante i primi colloqui, per far emergere esigenze e abitudini. In fin dei conti lui è l’unico a conoscere i propri gusti e aspettative.
Ha bisogno che qualcuno raccolga, in maniera acritica, il racconto delle sue giornate, i sogni, i desideri e la visione a lungo termine della sua famiglia in quella che sta per diventare la casa dei loro sogni.

Mettere nero su bianco tutte le esigenze del cliente

La raccolta delle informazioni deve essere seguita dalla stesura di un documento in cui si metterà tutto “nero su bianco”.
Questa fase dei lavori è importante per due motivi:

  • servirà al cliente per ritrovare su carta tutte le richieste fatte in fase iniziale;
  • servirà al System Integrator per avere, in un unico elenco, tutti gli elementi sui quali basare la programmazione della casa domotica.

Si deve mettere in conto che, tra la chiacchierata iniziale con il cliente e il momento in cui egli potrà realmente abitare nella sua nuova casa, potrebbero passare anche più di 6 mesi.
“Scripta manent” sarà di aiuto nel caso di discussioni a base di: “Lo davo per scontato…” “Ma io mi ricordavo di averti detto più luminoso / più caldo / quando è buio… / più basso…”

Mettere per iscritto come si comporterà la casa è il punto da cui partire per capire se il cliente e il progettista sono “allineati”.
In questi casi è meglio risultare puntuali e tenere traccia di ogni variazione, piuttosto che abbandonarsi alla comodità di lasciare qualcosa sul vago, di cui ci si potrà pentire.

A fine chiacchierata si deve verificare che sia tutto chiaro e che quello che il cliente si immagina sia realmente quello che gli si potrà dare.
Il rischio di avere il cliente scontento dopo tanto lavoro è più alto della necessità di soffermarsi a redigere un documento molto preciso.

50 sfumature di richieste… possibili

Ognuno ha la propria sensibilità e poche altre cose si mettono al servizio del cliente come la domotica. Il suo fine è quello di assecondare tutte le necessità dell’utente, mettendosi a sua disposizione.

La casa potrà rispondere in maniera diversa alle esigenze del cliente. Se si tratta di un appassionato di tecnologia sarà ben felice di interagire con pulsanti e device di ultima generazione.
Se, al contrario, non è interessato a sapere come è strutturata la programmazione domotica, preferirà godere solo del suo impatto sulla sua vita di tutti i giorni.
E per chi è molto ansioso e ha il terrore di lasciare la casa incustodita? Sarà una manna sapere di poter contare su un sistema domotico in grado di attivare la “simulazione di presenza”.

Quando si parla di casa “realizzata su misura” non si esagera poiché ad avvenimenti banali come potrebbe essere l’accensione di una luce, possono corrispondere infinite sfaccettature che si adatteranno, appunto, alle esigenze dei propri utenti.

Se lo scopo è quello di non rimanere al buio verso fine giornata, è anche vero che ci sono diverse opzioni per ottenere il risultato:
– la temporizzazione (da settare ogni mese spostando un po’ più in là l’orario di accensione);
– il calendario astronomico che fa accendere le luci all’alba e al tramonto;
– il crepuscolare che permette l’attivazione automatica di un circuito di illuminazione al calare della luce naturale;
– accendersi la luce da soli. 🙂

Oppure ci si può affidare alla casa che risponderà ai bisogni dei propri inquilini, prevedendo le loro necessità.

La casa domotica mette al centro il cliente

In una casa domotica si può trasformare in realtà quella che, nell’esempio di cui sopra, è la vera esigenza del cliente: avere luce se la quantità di illuminazione naturale è inferiore ad una certa soglia.
Oppure avere le luci accese solo quando c’è qualcuno in casa. O averne alcune accese in qualche stanza e altre lungo il vialetto in giardino, gestite attraverso un temporizzatore.

La cosa fondamentale è che questo tipo di abitudini e di bisogni legati al quotidiano, emergano al più presto e, possibilmente, dopo un’attenta chiacchierata con tutti i componenti della famiglia.
Se ci sono degli animali in casa, per esempio, si dovrà trovare una soluzione che tenga conto anche della loro presenza.

Raggruppa in situazioni-tipo gli avvenimenti quotidiani

La casa domotica sa molto dei suoi utenti e, se ben programmata, farà in modo di essere sempre un aiuto su cui contare.
Google Nest “prova a entrare nelle nostre case” dal momento che è in grado di tracciare la posizione del telefono dei propri utenti e riconosce se in casa c’è qualcuno o se sono già usciti tutti. Se la casa risulta vuota, una delle cose che potrebbe fare, è abbassare di un paio di gradi il riscaldamento.

Le tende che si muovono seguendo la luce naturale o le tapparelle che si abbassano quando il sensore indica che in casa c’è troppa luce possono essere fonte di grande gioia e orgoglio in utenti particolarmente tecnologici. Quel tipo di cliente che può spingersi anche a richiedere comportamenti asimmetrici delle tapparelle, desiderando che si abbassino solo quelle sulle quali batte il sole.

Per andare incontro a tutti quelli che hanno deciso che la casa domotica sarà per loro un’amica fidata, si possono raggruppare le abitudini in situazioni-tipo che rispondano a domande come:

  • cosa fa la casa quando non c’è nessuno?
    Abbassa la temperatura;
    spegne tutte le luci lasciando accese quella di cortesia nello studio e quelle del portico;
    innaffia i fiori;
    installa il perimetrale;
    stacca il volumetrico se il cane è in casa, ecc.
  • Come si comporta l’abitazione nel week-end?
    Stacca la sveglia;
    imposta la musica per il risveglio;
    fa partire la lavatrice;
    scollega il sistema di irrigazione perché il padrone di casa ha l’hobby del giardinaggio, ecc.
  • Se qualcuno è malato la casa si prende cura del paziente?
    Alza un po’ la temperatura;
    stacca la sveglia;
    dirotta le chiamate in entrata verso la segreteria telefonica, ecc.

Il futuro è vicino con la domotica

Durante queste sessioni di analisi dei comportamenti e dei desideri della famiglia possono emergere dubbi e domande che riguardano il futuro.
Cosa succederà quando ci saranno genitori anziani a cui badare o i figli, che ora sono piccoli, se ne andranno o al contrario resteranno chiedendo, al contempo, maggiore privacy?

Ci sono domande a cui sembra impossibile poter rispondere adesso ma con il supporto di un buon progettista domotico si può provare a fare un pensiero più sul lungo periodo.

Potrebbe costare meno predisporre in anticipo le stanze per future soluzioni adatte agli anziani. Oppure pensare che in futuro, come i vinili tanto cari alla mamma, anche l’account Spotify dei figli potrebbe non esistere più e quindi è meglio scegliere un impianto progettato con l’idea di poter essere espandibile e aggiornabile in futuro.

Le variabili possono essere infinite e spetta all’esperieza dei professionisti riuscire a guidare gli utenti attraverso il labirinto di possibilità date da una raffinata progettazione domotica.

Durante i primi incontri è bene che emergano le esigenze del cliente

Altre cose che può fare la domotica

La curiosità sul tema domotica è tanta. E noi siamo qui anche per svelarti che non tutte “Le cose più belle della vita o sono immorali, o sono illegali, oppure fanno ingrassare”, come sosteneva invece lo scrittore George Bernard Shaw.
Avere un sistema domotico è una scelta che possiamo mettere tra “le cose belle della vita” e siamo pronti a svelare altre applicazioni della domotica all’abitazione del tuo cliente, oltre a quelle elencate in questo post.

La casa domotica si adatta alla presenza dell’utente

Aprendo la porta dell’abitazione con un codice personale, la casa si adatta alla presenza di una determinata persona.
Questo significa che farà in modo di accoglierla ricordandosi i settaggi a lei associati.
Potrà variare quindi il grado di illuminazione, raggiungendo l’intensità di suo gusto. Oppure farà partire la “sua” musica, aggiustandone il volume in modo a lei piacevole.

Se i primi a rientrare in casa sono i figli, il sistema (su richiesta dei genitori, ovviamente) potrebbe impedire l’accesso ad Internet o alla console prediletta. O permetterà di scegliere solo tra alcuni canali della smart tv.

Se invece è il nonno anziano a rientrare a casa, la casa domotica saprà che deve accendergli le luci al 100% di intensità, senza dimenticare le luci di cortesia nel corridoio.
Inoltre potrebbe attivare, appositamente per lui, il montascale o l’ascensore in modo da farglielo trovare sempre al piano in cui si trova lui.

Il sistema domotico monitora i consumi e segnala i malfunzionamenti

Anche gli elementi che compongono un’abitazione domotica necessitano di manutenzione ma la cosa sorprendente è che sarà il sistema ad avvisare quando sta per subentrare un piccolo guasto o malfunzionamento.

Le lampadine più comuni, per esempio, sono certificate per 10.000 ore di attività. Il sistema, a 9.000 ore, è in grado di segnalare che… “si è quasi agli sgoccioli”. Questo permetterà di organizzarsi per un giro di manutenzione.

Questi pre-allarmi possono essere utili per non farsi cogliere impreparati ma anche per decidere di:

  • anticipare il cambio della lampadina se si sa di doversi assentare per molto tempo, lasciando a casa i genitori anziani;
  • contattare il fornitore di fiducia che riuscirà a reperire quel tipo di lampadina (un po’ particolare), che non si trova nel negozietto all’angolo.

Come vengono ripartiti i consumi?

Il sistema domotico è in grado anche di capire come vengono ripartiti i consumi nelle varie zone di casa.
Mantenendo come filo conduttore l’esempio della lampadina, si potrà ricevere un feedback dal sistema riguardo al suo uso&consumo.

Potrebbe segnalare come, quella del salotto, sia una delle fonti di illuminazione che rimane accesa per più ore. E suggerire quindi, di dotarsi di una faretto garantito per 20.000 ore di utilizzo.
Oppure si potrà ricevere come consiglio quello di cambiare la lampadina del garage, che stando accesa per pochi minuti, è un po’ sottosfruttata.

Queste doti di “preveggenza” dell’impianto domotico possono essere assimilate (in una versione molto più basic) a quelle dell’auto che segnala con la spia rossa che è ora di far benzina. Salvo poi rassicurare il guidatore, sulla possibilità di percorrere ancora 100 Km.
L’ideale sarebbe che, in autostrada, segnalasse: “Fai benzina adesso, che tra 2 minuti ti faccio lampeggiare la spia ma il prossimo distributore lo trovi fra 200 km. Poi ti tocca spingere ma non dire che non ti avevo avvisato.”

La casa domotica fa questo e altro, completando il quadro: “Cambia la lampadina adesso che tra una settimana mi spegnerò, ma tu sarai alle Maldive. I tuoi genitori anziani non sono proprio in grado di cambiare quel faretto incastonato nel contro-soffitto.”

Come scoprire guasti e malfunzionamenti?

Purtroppo anche in un moderno appartamento domotico gli elettrodomestici si usurano e possono smettere di funzionare.
La cosa positiva è che non si rischia di dover buttare via centinaia di Euro sotto forma di alimenti stipati nel congelatore “giù in cantina” che ha smesso di funzionare nottetempo, senza dare alcun segnale ai proprietari.

Il sistema domotico è capace di informare che, pur avendo “dato corrente” a tutti gli elettrodomestici di casa, il congelatore non risponde. E lo può fare anche se non si tratta di un elettrodomestico moderno e smart.
Un ottimo aiuto per scoprire rapidamente se c’è qualcosa che non va e non rischiare di trovarsi con un elettrodomestico fondamentale, guasto. Magari di venerdì sera.

La casa domotica coccola l’utente malato

Può capitare di rientrare a casa con un po’ di brividi e di accorgersi che l’influenza sia dietro l’angolo.
Questo tipo di situazione occasionale fa rivedere un po’ le abitudini e le preferenze di chi è stato colpito dal malanno di stagione.

Basterà cliccare sul device, tramite il quale l’utente comunica con la sua casa, e settare l’opzione “malattia”. La casa domotica, quella che erroneamente si immagina sempre come un’entità astratta e fredda, accoglierà il “paziente” coccolandolo e prendendosene cura.

  • Le luci abbasserano la propria intensità per non infastidire gli occhi più sensibili;
  • la sveglia verrà posticipata o staccata perché il medico ha prescritto qualche giorno di riposo a casa;
  • la musica rock che dà la carica ogni mattina verrà sostituita da quella classica;
  • la temperatura di casa si alzerà di qualche grado per assecondare quel desiderio di tepore imposto dai brividi della febbre.

La casa domotica è guidata dal contesto applicativo dell’utente e ha bisogno di essere programmata per poter andare incontro alle sue esigenze. Ogni occasione particolare può avere il proprio settaggio ed essere “richiamata” al bisogno.

Se ti abbiamo incuriosito e vuoi sentire cosa può fare la domotica per la casa del tuo cliente, contattaci per una chiacchierata!

Scopri insieme a noi cosa può fare la domotica per il tuo cliente
Scopri insieme a noi cosa può fare la domotica per il tuo cliente

Cosa può fare la domotica?

Ok la domotica. Tutti ne parlano ma, quando è il tuo cliente a citarla, ritenendo che nel 2019 non se ne possa proprio più fare a meno – come gli ha detto suo cugino – tu, Architetto, sai come indirizzarlo nel modo giusto?
Oppure, se lui non osa prenderla in considerazione per paura dei costi, tu sai quali funzionalità proporre per rimanere nel budget e dare risposta alla classica domanda: “Cosa può fare la domotica?”

Vediamo 3 esempi, ma altre idee le trovi in questo post, che ci permettono di fare chiarezza nella confusione che si crea ogni volta che vengono citati termini come domotica, smart home o building automation.

Se c’è il temporale le prese elettriche si staccano da sole

Con queste estati dal tempo atmosferico variabile, capita di essere colti da un temporale quasi quotidianamente.
Il primo pensiero, in caso di fulmini va sempre alle prese di corrente e all’antenna della televisione: meglio scollegare tutto per evitare sovraccarichi elettrici e lesioni agli elettrodomestici!

Quando un fulmine colpisce un’antenna, le può iniettare tanta corrente elettrica da procurare uno sbalzo di tensione talmente alto da compromettere gli apparecchi domestici.

Una casa domotica può occuparsi in autonomia di staccare e ricollegare i carichi elettrici, in caso di presenza di fulmini.
Il System Integrator, seguendo le istruzioni del progettista domotico, può chiedere all’abitazione di consultare servizi meteo online in caso di annuvolamenti o può installarle dei dispositivi di rilevamento dei fulmini.

La casa progettata ad hoc sarà in grado di percepire l’arrivo del temporale e si attiverà – mettendosi in modalità protezione – per staccare tutti gli elettrodomestici di casa o per scollegarne solo alcuni in determinate zone più a rischio.
In caso di apparecchi che sarebbe meglio rimanessero collegati sempre (frigoriferi, congelatori…) il sistema può decidere di riattivarli quando il rischio scongelamento si fa più pressante di quello legato alla presenza dei fulmini.

Si chiudono le tapparelle per preservare il fresco

Il sistema domotico può usare le previsioni meteorologiche online anche per prepararsi all’arrivo del caldo e abbassare di conseguenza le tapparelle nelle ore più calde.
Questo aiuta a ridurre l’entrata dei raggi solari facilitando il lavoro dei sistemi di raffrescamento.

Le stanze dell’abitazione esposte di prima mattina e est o nelle ore più calde a ovest, in estate potrebbero surriscaldarsi e costringere il condizionatore ad un’attività più intensa. Un surplus di lavoro, teso al raggiungimento della temperatura ideale per l’utente, che però si traduce in un consumo e una spesa maggiori.

Per ovviare a questa problematica la smart home abbasserà le tapparelle per mantenere il fresco e aiutare il sistema di raffrescamento.

Si regolano i consumi con pannelli solari e uso degli elettrodomestici

L’uso dei pannelli solari permette di far funzionare gli apparecchi di casa grazie all’energia prodotta dal sole.
Una parte di questa energia la si può “conservare” per usarla nei momenti di brutto tempo. Un’altra parte dell’energia prodotta la si vende al gestore elettrico con cui si è stipulato il contratto.

Ma cosa si può fare con i pannelli solari, integrati alla domotica, per rendere una casa realmente intelligente?
Si può pianificare l’avvio degli elettrodomestici per sfruttare al meglio la corrente in eccesso prodotta.

Innanzitutto si deve permettere alla casa di collegarsi ad una App di meteo online per visionare le previsioni per il giorno successivo.
Se risulta esserci una giornata con pieno sole si verrà avvisati, con un messaggio sul device con il quale si interagisce con l’abitazione, di preparare la lavatrice la sera perché, probabilmente nell’arco della mattina seguente ci sarà energia da sfruttare.

Il sistema farà così partire la lavatrice (ma anche la lavastoviglie o i robottini per pulire il pavimento) in un momento in cui, anche se in casa non c’è nessuno, il sole permette di produrre e usare più energia.

Queste sono solo alcune delle potenzialità della domotica. E non stiamo parlando di applicazioni di super-lusso. Sono cose che potrebbero essere realizzate in molti appartamenti di ultima generazione.

Purtroppo a volte ci sono le predisposizioni tecniche nelle abitazioni ma manca l’esperienza per attivare i sistemi più all’avanguardia. In questi casi si sotto-sfruttano le potenzialità di una casa domotica che, invece, potrebbe dare tante soddisfazioni al proprietario dell’immobile.

Il tuo cliente non sa cosa può fare la domotica? Raccontaglielo tu!
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Il risparmio energetico e la buona progettazione domotica

Il risparmio energetico può arrivare a picchi elevati grazie ad una buona progettazione domotica.
L’Architetto può far raggiungere all’immobile livelli di risparmio inimmaginabili con gli impianti elettrici tradizionali.

Ridurre gli sprechi favorisce il risparmio energetico

Alla base di un buon sistema domotico troviamo:

  • un uso consapevole dei materiali e dell’energia elettrica;
  • una gestione corretta di elettrodomestici e apparati a basso consumo;
  • un’intelligenza aggiuntiva che coordini i sistemi e li faccia interagire tra loro.

Nelle case passive, “che coprono la maggior parte del loro fabbisogno di energia per riscaldamento e raffrescamento ambientale interno ricorrendo a dispositivi passivi”, un’adeguata progettazione domotica permette di risparmiare, per esempio, sul riscaldamento. Durante una giornata serena l’edificio incamera il calore dato dal sole e lo libera quando fa più freddo, permettendo così al riscaldamento di lavorare con meno intensità, risparmiando.

Anche il controllo intelligente delle tende aiuta ad intervenire sui risultati di riscaldamento/raffrescamento. In una giornata particolarmente afosa, il sistema centrale farà chiudere le tende per preservare il fresco. Questo permetterà all’impianto di condizionamento di non fare un lavoro extra.

La domotica prevede le esigenze del cliente

Attraverso dispositivi domotici si possono ottimizzare i consumi in base alle esigenze degli utenti.
Nest Thermostat E e tutti quei sistemi di raffreddamento e di riscaldamento che usano algoritmi per prevedere gli usi degli utenti, sono in grado di organizzarsi in anticipo e di attivarsi secondo le abitudini acquisite.

E così il riscaldamento si attiva in anticipo, accogliendo il proprietario in casa con una temperatura piacevole, raggiunta progressivamente e con calma (e con un minor spreco economico).
Una prassi molo utile quando ci sono i pannelli solari perché, a seconda delle necessità e del consumo previsto, il sistema domotico può decidere di distribuire energia o incamerarla per usi futuri.

Differenza tra risparmio energetico e costi in bolletta

C’è un’importante discrepanza tra quello che si può risparmiare a livello energetico e i relativi costi in bolletta.
Bisogna mettere al centro le persone e il loro benessere, cercando di compensare, dove possibile, il “sacrificio” richiesto loro.

Per intenderci, se il sistema domotico abbassa automaticamente di qualche grado il termostato nei momenti della giornata più adatti, non si costringe l’utente a patire il freddo ma gli si permette di risparmiare sui costi in bolletta, usufruendo di una ripartizione del calore ragionata.

Lo stesso tipo di variazione si può applicare al concetto di illuminazione casalinga.
Quando si accende una lampadina si va dallo zero al 100% di luminosità. Abbassando del 5% la sua intensità, a fine anno si sarà consumato il 5% di energia in meno per l’illuminazione.
A livello percettivo l’occhio non si accorge se la lampadina non è alla sua massima intensità ma al 95%. Di contro il risparmio economico, seppur piccolo, fa sempre piacere.

Questo effetto, in bolletta e nel portafoglio, si ottiene grazie alle lampadine dimmerabili.
Il termine deriva dal verbo inglese “to dim” che significa abbassare. Quando le lampade sono dimmerabili ne si può regolare l’intensità grazie ad un “dimmer” o regolatore elettronico. Con il suo aiuto si può decidere di usare il 100% della potenza della lampadina oppure abbassarne la luminosità.

In un impianto domotico le lampadine dimmerabili si autoregolano in intensità nell’arco della giornata. Questa caratteristica garantisce un’adeguata illuminazione in base alla luce solare.

La collaborazione tra Architetto e Progettista Domotico

Non ci stancheremo mai di sottolineare quanto sia importante lavorare bene a monte, progettando con rigore gli impianti che verranno poi installati.
Quando l’Architetto e il Progettista Domotico lavorano a stretto contatto è più facile scovare insieme eventuali punti critici del progetto e compensare, dove necessario, con tecnologie di livello superiore.

Casa Passiva e Casa Clima, per esempio, sono due certificazioni che vengono conferite in base a determinate caratteristiche costruttive. Si basano su un’attenzione altissima nei riguardi del risparmio energetico. Giocare d’anticipo, come sa bene chi lavora nell’ambito della progettazione, è l’unico modo per non farsi travolgere da eventuali problemi di cantiere.

Considerando che le certificazioni vengono date a lavori ultimati, l’unico modo per evitare contrattempi e modifiche è proprio quello di studiare tutto, nei minimi particolari, in fase di progetto.
Non ci si riferisce solo ai macro elementi della struttura. Infatti è importante pensare anche a tutti i dispositivi elettronici che si decide di installare e alla quantità di calore che emettono.

L’equilibrio dei consumi favorisce il risparmio energetico

Nelle case passive tutto il calore prodotto lo si deve poter quantificare e usare.
Queste tipologie di abitazioni necessitano di un equilibrio costante dei consumi. Non basta prendere solo in considerazione la pompa di calore o il cappotto termico della casa. Anche il calore emesso dai dispositivi messi in campo, può variare la temperatura interna della casa!

Insomma, non si può lasciare niente al caso: si deve sapere quale tipologia di elettrodomestici installare e che peso avrà la loro presenza in accordo con l’ambiente circostante.
Tutte cose a cui è bene pensare in anticipo, per non avere problemi in futuro.

Un buon progetto domotico favorisce il risparmio energetico... ed economico!
Un buon progetto domotico favorisce il risparmio energetico… ed economico!

Building automation, domotica o smart home? Facciamo chiarezza!

Building automation, domotica e smart home definiscono le tre tipologie di impianti che sostituiranno, in tempi e modi diversi, l’impianto elettrico tradizionale.

Il tratto che le accomuna è la possibilità di migliorare la qualità della vita delle persone in rapporto all’ambiente in cui vivono.

Differenze tra diversi tipi di impianti

Il grado di automazione che caratterizzerà la casa deve essere definito in fase di progettazione degli ambienti. La scelta può ricadere su uno di questi quattro sistemi:

  • Impianto elettrico tradizionale
  • Building automation
  • Domotica
  • Smart home

L’impianto elettrico tradizionale

Realizzato con collegamenti fisici di cavi, tubi e scatole di derivazione è “fatto per durare” ma la fase di creazione, ed eventualmente il suo aggiornamento, sono piuttosto invasivi perché richiedono interventi di muratura.

Il comportamento dell’impianto elettrico tradizionale è legato a quello di chi interagisce con l’abitazione. Risponde all’utente tramite due stati: acceso/spento, presente/assente e caldo/freddo.
Questo tipo di impianto è completamente slegato e indipendente rispetto alla presenza di una connessione Internet. Di conseguenza non è controllabile dall’esterno della casa o da remoto.

La building automation

Permette il controllo e l’automazione da remoto di singoli sistemi che non comunicano tra loro. Con la building automation ci sarà una App per ogni cosa: l’automazione delle tapparelle, l’apertura dei cancelli, l’accensione delle luci ecc…
Rispetto all’acceso/spento dell’impianto elettrico tradizionale, risponde anche ad interazioni di tipo aperto/chiuso, ma lo fa in base alla presenza/assenza dell’utente.

La domotica

Il suo funzionamento è basato sulla programmazione software che permette di nascondere le complessità dietro ad un unico strumento o ad un’unica App.
Nella casa domotica è necessario prevedere interventi di manutenzione periodica e aggiornamenti software. Questo permetterà ai vari elementi di funzionare contemporaneamente, vincolo sul quale si fonda l’idea di domotica.
È in grado di mixare le informazioni del sistema elettrico tradizionale con quelle della building automation allo scopo di fornire nuove risposte.
La sua peculiarità è la capacità di attivare meccanismi anche senza input da parte dell’utente.
In una casa domotica gli elementi comunicano tra loro seguendo le esigenze dell’utente. Si aprono le tende al calar del sole, si apre il garage quando si accendono le luci del vialetto o si accende lo stereo quando si entra nel salotto.

Le combinazioni di domande alle quali può rispondere la domotica sono molte e la sua qualità più grande è che permette di restare indipendenti ottenendo il massimo.
Questo significa che l’utente può scegliere, per esempio, le migliori casse audio in vendita e farle interagire con la smartTV della sua marca preferita, senza essere costretto a scegliere il “pacchetto completo della marca X”.
Questo lo svincola e lo rende indipendente da una marca e dalle sue eventuali variazioni di mercato.

La smart home

Il termine smart home è entrato nel nostro quotidiano anche grazie alla presenza degli smart home speaker. I vari Google Assistant, Siri, Alexa e Cortana sono smart home perché permettono l’interazione di un utente con informazioni e dati online o in Cloud.
Per intenderci, la smart home è il risultato di ciò che vogliamo far succedere in casa, sommato a informazioni e servizi presenti online.

Il cloud ci mette a disposizione anche la potenza dell’intelligenza artificiale di Google. Succede ad esempio quando si fa comunicare la videocamera di sorveglianza dicendole di salvare i filmati online su Google Drive. Oppure quando si decide di installare uno strumento come Google Nest, il termostato che dopo aver “studiato le abitudini” del tuo cliente per 7 giorni, si programmerà automaticamente e risponderà al suo controllo vocale.

La smart home è una tecnologia emergente che richiede una grande attenzione nella sua applicazione. Per ora l’80% dei sistemi sul mercato non è ancora pronto per essere utilizzato esclusivamente: i gadget e le cose “accessorie” possono già essere smart, ma il cuore della casa, per ora, ha bisogno di sistemi più consolidati. Si tratta di una tecnologia ancora troppo giovane per essere considerata affidabile.

Inoltre, senza il collegamento ad Internet la smart home non esiste e i materiali sul mercato e le infrastrutture (la connessione 4G dovrà essere sostituita completamente dalla 5G, senza fili) non sono all’altezza delle necessità di questo sistema.

Speriamo di averti aiutato a delineare le differenze tra i diversi tipi di impianto. Avere le idee chiare ti permetterà di consigliare al tuo cliente la soluzione migliore per le esigenze della sua famiglia.

Domotica, Building automation e Smart home. Distinzione tra termini
La domotica applica informatica ed elettronica alla gestione delle abitazioni