Competenze necessarie per realizzare un progetto domotico

Per realizzare un progetto domotico, residenziale o commerciale, è sempre più importante avere competenze che permettano di controllare direttamente gli elementi di automazione fin dai primi momenti. Così da poterli integrare in modo armonico nella visione progettuale totale.

Attraverso l’applicazione ragionata di metodologie centrate sull’utente, l’Architetto può:

  • controllare l’impatto degli elementi domotici sul suo progetto,
  • gestire in modo efficace la definizione delle funzionalità attese dal cliente,
  • comunicare in modo diretto le richieste agli installatori.

L’Architetto deve riappropriarsi del controllo degli elementi di automazione.
Progetta la Domotica nasce per fornire strumenti metodologici che permettano di ritornare ad avere il controllo della situazione, già in fase progettuale.

La casa non risponde più solo alle esigenze dell’utente ma le anticipa, piegando gli automatismi ai bisogni e alle abitudini di chi la abita.
Cambia così la relazione con l’utente che non è solo attivatore di azioni ma anche fruitore, spesso inconsapevole, di servizi e attenzioni pensate per facilitargli la vita.

Servono strumenti progettuali corretti per gestire questa nuova modalità di interazione. La domotica richiede infatti che si ripensi, sin dall’inizio, ad alcuni strumenti già in possesso degli Architetti, integrandoli con elementi nuovi, specifici, che risolvano le problematiche e le situazioni tipiche della domotica e della smart home.

I prossimi articoli ci permetteranno di fare un approfondimento su queste nuove competenze:

  • introduzione al Design Thinking per la progettazione domotica;
  • elementi di Ambient Intelligence System Design e strumenti di definizione dei requisiti;
  • Storytelling for validation per la validazione del progetto domotico con il cliente;
  • Abstract device list ed esplorazione del progetto con gli addetti alla realizzazione dell’impianto domotico;
  • valutazione dei progetti attraverso la Channel Analysis e l’aderenza della relazione Uomo-Ambiente.

Il Design Thinking nelle abitazioni smart

Il Design Thinking è la metodologia di progettazione che nasce nell’ambito del design di prodotto.
Si tratta di un processo a cui è gli Architetti non sono nuovi, spesso impegnati a mettere il cliente al centro. E a domandarsi quale interazione possa nascere tra un oggetto e l’ambiente o, come nel caso della domotica, tra la tecnologia e l’ambiente.

Non è importante sapere come si comporti la tecnologia in sé ma risulta fondamentale, in fase progettuale, scoprire e analizzare il suo rapporto con ciò che la circonda.

Che si tratti della progettazione di un’interfaccia o di un software, non si può esulare dall’analisi dei comportamenti derivati dal rapporto della tecnologia con gli utenti.

Ambient Intelligence System Design

L’Architetto conosce già, per sua formazione, il processo che genera un oggetto e il suo rapporto con l’utente.
Anche nel campo della domotica è importante usare tecniche di progettazione user centered poiché l’intelligenza ambientale (AmI) si riferisce ad ambienti elettronici sensibili alla presenza di persone.

Il termine User Centered Design è stato coniato nel 1980 da Donald Norman a seguito delle sue ricerche nei laboratori dell’Università della California-San Diego e prevede quattro suggerimenti:

  • Rendere facile determinare quali azioni siano possibili in ogni momento.
  • Rendere le cose visibili.
  • Semplificare la valutazione dello stato corrente del sistema.
  • Seguire mappature naturali tra le intenzioni e le azioni richieste.

Questi consigli pongono l’utente al centro del progetto. Il ruolo del designer, come del progettista domotico, è di facilitare l’attività per l’utente e assicurarsi che egli sia in grado di utilizzare il prodotto come previsto. E con uno sforzo minimo per imparare ad usarlo.

Storytelling per la validazione del progetto domotico

Abbiamo già avuto modo di porre l’accento sulla necessità di occuparsi del cliente e delle sue esigenze. Non bisogna dimenticare quanto sia importante trovare, ed utilizzare, degli strumenti informali che permettano di comunicare con il committente.

Si deve puntare sullo Storytelling, sfruttando l’occasione per raccontare al cliente come sarà la sua vita nella nuova casa domotica.
Concentrandosi sul fattore emozionale, gli si permette di identificarsi nel suo futuro ruolo di padrone di casa.

Si possono creare degli scenari, basandosi sulla raccolta dati che consigliamo di effettuare sempre in fase preliminare, in cui l’utente si senta protagonista e cominci a pregustare l’effetto che farà vivere in un’abitazione che cercherà di anticipare i suoi bisogni.

Abstract device list

Durante la realizzazione di un impianto domotico può capitare che si registrino incomprensioni tra progettisti e tecnici abilitati all’implemento degli impianti.

Una soluzione è stilare la lista degli oggetti che garantiscano le funzionalità decise in fase di progettazione.

In questa fase l’Architetto ha bisogno di stimare i costi ma non è detto che abbia già deciso a quale fornitore affidarsi.
Tutti sembrano poter andare bene ma ci sarà di sicuro quello che andrà meglio e che risponderà alle specifiche esigenze.

Il tecnico responsabile di un determinato marchio vaglierà la lista dei componenti, fornita di istruzioni astratte, e proporrà una soluzione personalizzata.

Potrebbe servire una centralina con dieci ingressi che si occupi di far accendere le luci. Ma quella funzionalità la si può ottenere in modi diversi e sarà il fornitore a proporre la soluzione migliore alla specifica richiesta.

Channel Analysis delle relazioni Uomo-Ambiente

La Channel Analysis è un metodo utile per fare una misura qualitativa dell’aderenza del progetto domotico alle persone che lo useranno.
Non è più solo l’ambiente l’oggetto della programmazione ma come questo interagisce con le persone.

Esistono quattro possibili caratteristiche che definiscono la relazione tra Ambiente e Utente. Il nostro compito è supportare l’Architetto nella scomposizione e analisi di queste relazioni.

  • Fisico
  • Funzionale
  • Comfort
  • Emozionale

L’utente “fisico” dalla spiccata sensibilità tattile, ama interagire con le cose toccandole.

La sua inclinazione verrà soddisfatta predisponendo per lui un ambiente con elementi fisici, tangibili, con un diretto riferimento agli ambienti e agli impianti tradizionali.

L’utente più “funzionale” sarà quel tipo di persona che ama tasti e bottoni e si aspetterà di trovarli nella sua abitazione.

Per lui è importante avere il controllo di tutto e vuole circondarsi di tante funzionalità che renderanno l’ambiente pronto ad intercettare molteplici bisogni.

Il profilo dell’utente sensibile all’idea di “comfort” corrisponde all’idea di ambiente domotico e di relazione che si crea sul corpo dell’utente.

Un tipo di spazio in cui i bisogni del padrone di casa vengono intercettati dal sistema che risponderà “coccolandolo”. La luce si accende al calar del sole o la temperatura si alza quando si è malati, anticipando i desideri dell’utente.

Infine, l’utente “emozionale” che instaura con l’ambiente una relazione a livello “mentale”.

I desideri di questa tipologia di utente vengono esauditi eliminando cavi, pulsanti o interruttori. Realizzando, invece, un impianto basato sull’interazione vocale con il sistema.
L’esempio più noto è quello del rapporto empatico che si instaura con Alexa. In questo caso l’utente è più attivo e si muove in prima persona per chiedere allo smart home speaker che gli vengano risolti determinati problemi.

L’Architetto deve sentirci affini e vicini al suo modo di lavorare poiché condividiamo l’esigenza di mettere il cliente al primo posto.
La nostra ricerca è tesa al raggiungimento del suo più alto grado di soddisfazione e otteniamo questo risultato confrontandoci e parlando a lungo per aiutarlo a capire cosa desidera e di cosa ha bisogno.

Se l’impianto proposto (e realizzato) al cliente corrisponde alle sue aspettative, si può dire di aver colto nel segno e aver fatto un ottimo lavoro.
E si sa, un cliente felice è un ottimo passaparola!

Un esempio di device da cui l’utente può interagire con la propria abitazione

5 cose da verificare con il cliente prima di progettare la domotica della sua casa

Quando il tuo cliente varca la soglia dello studio chiedendoti di progettare la domotica della sua nuova casa e comincia a parlare di smart home, automazioni e bizzarrìe viste a casa del vicino… tu, Architetto, sai che sarà una lunga giornata.
Ti capiamo e siamo qui per affiancarti nel compito di effettuare la progettazione domotica ideale per il tuo cliente.

1- Soluzione di largo consumo o professionale?

Ci sono due tipologie di clienti finali per l’Architetto: l’amante del fai-da-te che non ha paura di “mettere le mani in pasta” e chi si lascia guidare perché non ne capisce molto e preferisce affidarsi ad un esperto.

Ci sono potenziali acquirenti che passano le notti online per informarsi sulle caratteristiche degli impianti domotici e sugli ultimi ritrovati tecnologici. Non si tratta di persone dalle strane richieste, anzi! Il loro interesse permetterà di capire in fretta cosa si aspettano da una casa domotica. E soprattutto quanto avranno voglia, eventualmente, di mettersi in gioco per il suo mantenimento ottimale.

La soluzione consumer, quella da GDO (Grande distribuzione organizzata) è più facile da installare ma i suoi componenti hanno una durata inferiore alla media. Pensata con caratteristiche meno professionali, è la soluzione ideale per gli “smanettoni” che hanno come hobby l’implementazione del proprio sistema domotico casalingo.

La soluzione professionale, quella che ci sentiamo sempre di consigliare, si fonda su elementi fatti per durare (nel limite delle accelerate a cui ci ha abituato la tecnologia domotica), di qualità superiore e dalle performance migliori.

In entrambi i casi la cosa migliore è quella di avviare un confronto vis-à-vis con il cliente. Questo ti permetterà di capire quale sia il budget e quali le sue reali esigenze. È importante separarle dall’“innamoramento del momento” o dal bisogno di avere lo stesso ausilio domotico, visto a casa di un amico.

2- Caratteristiche e requisiti dei componenti dei sistemi domotici

Molti prodotti consumer vengono realizzati all’estero e, in particolare, in Cina. Non che questo sia di per sé un problema… ma le difficoltà si possono, a volte, manifestare nel tempo.

Alcuni elementi, riportano la marcatura CE (il segnale di appartenenza ad un insieme di pratiche obbligatorie per i prodotti sotto direttiva comunitaria) ma potrebbero rientrare a stento nei parametri e presentare difetti sul lungo periodo.
È il caso, per esempio di relé – made in China – venduti a 4 €. Il loro compito è quello di aprire e chiudere le prese elettriche ma, a quel prezzo, nascondevano un difetto: si surriscaldavano molto facilmente, risultando pericolosi.
C’è un motivo se quelli professionali possono arrivare a costare fino a 100 €!

3- Se non c’è la connessione ad Internet come reagisce l’impianto domotico?

Molti impianti consumer e alcuni professionali di prima fascia si affidano ad Internet e costringono l’utente a collegarsi al wi-fi.
Esistono prodotti che sono partiti considerando come necessaria la presenza del collegamento alla Rete. È il caso di Shelly, produttore bulgaro che nel tempo ha “aggiustato il tiro” ed è passato a realizzare componenti con caratteristiche meno restrittive.

Alcuni prodotti legati al mondo della domotica non funzionano senza collegamento Internet. Altri invece, hanno alcune opzioni inibite e funzionano in modo meno sofisticato. È il caso, per esempio, di NEST (il termostato wi-fi targato Google) che, in assenza del collegamento alla Rete, non può essere controllato e gestito tramite App.

4- Se l’utente ha un problema, chi lo aiuta?

Come abbiamo visto, esistono utenti più intraprendenti e altri che preferiscono contare, in caso di necessità, su un supporto esterno.
Scegliere soluzioni consumer mette il cliente nella scomoda posizione di dover trovare da solo, o tramite un generico centro di assistenza, la soluzione alle proprie difficoltà.

I sistemi domotici professionali, invece, promettono assistenza anche sul lungo periodo.
Nel caso di NEST, che abbiamo citato precedentemente, esistono sia un servizio telefonico che una rete di distributori dedicati. In caso di guasti possono dare una mano a chi si trova in difficoltà.

5- Distinguere tra moda e necessità

A volte il cliente finale fa delle richieste dettate dalla moda o dall’infatuazione del momento. Magari ha sentito parlare del controllo vocale in campo domotico o ha visto come funziona il sistema audio a casa di un amico. Si incaponisce sostenendo che vorrebbe applicarlo nella propria abitazione.
Non sempre lo si può assecondare perché, quella da lui proposta potrebbe non essere la soluzione ideale.
Ogni famiglia ha esigenze diverse e non tutte le case hanno la stessa conformazione.

L’aiuto più grande che si può dare ad un cliente è quello di ascoltarlo, raccogliere più informazioni possibili e restituirgli la soluzione migliore, creata su misura per lui.

Per progettare la domotica di un'abitazione hai bisogno di ascoltare le esigenze del tuo cliente
Raccogli tante informazioni dal tuo cliente per progettare la domotica ideale per la sua casa!