8 domande frequenti sulla Domotica

Progetta la Domotica realizza da molti anni impianti domotici e abbiamo raccolto molte domande che sembrano… non tramontare mai. Oltre alla Regina delle domande che riguarda, da sempre il costo della Domotica, vogliamo rispondere ai dubbi ricorrenti di chi è chiamato a scegliere come rendere smart la propria abitazione grazie ad un impianto domotico.

Cosa succede se manca la corrente?

Come succede per un impianto tradizionale, in assenza di corrente elettrica il sistema non sarà funzionante. In ogni caso tutta la parte legata alla sicurezza (antifurto e telecamere) è alimentata da apposite batterie, per garantire una copertura prolungata delle funzionalità anche in assenza di corrente elettrica. Se l’energia manca per pochi minuti, non si potranno accendere le luci, ma il cuore dell’impianto rimarrà attivo.

La scelta di prevedere un piccolo gruppo di continuità garantisce un po’ di autonomia, dando tempo al sistema di avvisare l’utente che avrà così la possibilità di mettersi in sicurezza.

Per avere la Domotica devo sostituire il mio impianto elettrico?

Come abbiamo già avuto modo di spiegare, il progetto domotico non sostituisce il progetto elettrico, ma lo integra. Ci sono tre possibilità per rendere la casa più intelligente quando si possiede già un impianto elettrico finito:

  1. Il retrofit (l’aggiunta di nuove tecnologie o funzionalità ad un sistema preesistente).
  2. L’aggiunta dell’antifurto, poiché ci sono centraline con funzionalità domotiche che permettono di gestire, oltre al sistema di allarme, anche luci e tapparelle.
  3. L’aggiunta dell’intelligenza ad un impianto già smart.

Se c’è un guasto alla Domotica di casa, come faccio?

Una delle domande tipiche, che sottolinea una paura ricorrente, è quella di rimanere “imprigionati” in una casa domotica a causa di un guasto.
Se si rompe per esempio il supervisore di un impianto domotico professionale, si rischia di perdere solo qualche automatismo “zero click”. Se invece tutto l’impianto è stato impostato sulla base dell’antifurto, in caso di guasto non si potrà accendere più neanche una luce.
Noi preferiamo impianti con tecnologie a logica distributiva perché in caso di guasto, il resto continua a funzionare.

I nostri impianti, a differenza di altri prodotti, continuano a funzionare anche in assenza di connessione Internet. Quello che magari non sarà possibile avere è il controllo vocale e l’accesso al sistema se si è fuori casa tramite smartphone (mentre resta funzionante l’accesso al sistema tramite smartphone da dentro casa).

Quanta manutenzione è necessaria per l’impianto domotico?

Per rispondere a questa, come a tante altre domande, è necessario capire che tipo di tecnologia sta dietro all’impianto domotico.
La domotica professionale è progettata per avere, tendenzialmente, bassa manutenzione. Il sistema è realizzato con prodotti con obsolescenza comparabile ad un impianto tradizionale. Si raccomanda, comunque, una manutenzione programmata annuale per evitare guai.

Per impianti con Domotica più potente e particolare, è bene prevedere un ciclo di manutenzione/aggiornamento più frequente. Ovviamente più il sistema diventa complesso, più si rivela fondamentale un grado di attenzione all’altezza della situazione.

Gli aggiornamenti che riguardano la sicurezza sono i più importanti da eseguire e, possibilmente, da non ignorare mai. Se viene rilevato un protocollo poco sicuro, il sistema dovrà essere necessariamente aggiornato per poter dare ciò che ha promesso all’utente, sin dall’inizio.
Nei sistemi fai da te succede sovente, circa una volta al mese poiché sono strettamente collegati alla presenza dello smartphone e ai suoi frequenti aggiornamenti.

Nei sistemi domotici professionali, come quelli che seguiamo noi di Progetta la Domotica, l’utente non si accorge di alcun aggiornamento poiché ce ne occupiamo direttamente noi. Avvisiamo, per correttezza, che “il giorno X avverrà un aggiornamento” ma facciamo in modo che l’utente non subisca variazioni nella propria routine.

Il sistema domotico è molto complicato?

L’idea dietro ai nostri impianti domotici è proprio la semplicità. Pensiamo che sia meglio avere poche funzionalità semplici e utili nel quotidiano, piuttosto che mille opzioni che creano confusione e non si usano mai.
La chiave che rende semplice l’utilizzo di un ambiente domotico è la progettazione basata sulle esigenze del cliente. Inoltre è necessario che la scelta delle implementazioni sia adatta alle persone che le useranno.
Non tutto quello che sembra facile in assoluto, risulta esserlo anche per anziani o disabili. È necessario mettersi nei panni degli utenti finali, prevedendo e aggirando le eventuali difficoltà.

Per fare questo tipo di analisi e ottenere i risultati migliori è necessaria la figura dell’Ingegnere informatico che si occupa anche dello studio dell’interazione tra ambiente e persona.
I risultati di questa attenzione hanno contribuito alla creazione di quella che noi abbiamo ribattezzato casa “Zero Click!”, un sistema in cui la casa agisce autonomamente, prevedendo le esigenze dell’utente.

È necessario sottolineare che in case di questo tipo l’utente non è in balìa dell’abitazione, senza poter decidere in prima persona. Molte attività complesse vengono demandate agli automatismi ma è la persona che ha sempre l’ultima parola. Può e deve poter fermare tutto se qualcosa non va come desidera.
In linea generale la casa con l’impianto domotico cercherà di fare tutto quello che serve all’utente, facilitandogli la vita ma per mettere tutti nella condizione di vivere l’ambiente serenamente è importante farsi molte domande in fase progettuale.
Prevedere pulsanti o interruttori alternativi può facilitare le azioni più di un automatismo domotico. Pensiamo per esempio che a volte, se si è di fretta, piuttosto che aspettare il saluto della casa e l’accensione delle luci con l’ordine prestabilito, risulta più pratico poter pigiare l’interruttore da soli.

L’utente deve essere messo nella condizione di poter gestire il proprio impianto domotico, in autonomia

Si può espandere il sistema domotico in futuro?

Con gli impianti domotici integrati di Progetta la Domotica è possibile strutturare tutto in modo da prevedere implementazioni ed espansioni sul lungo periodo. Progettati seguendo le più moderne metodologie e utilizzando i prodotti migliori sul mercato, i nostri impianti domotici racchiudono tutte le qualità necessarie e permettono di valutare l’espansione e l’arricchimento del sistema nel tempo.
Noi lavoriamo costantemente per mantenere il nostro prodotto aggiornato e ricco di funzionalità utili e, rispetto ad un impianto tradizionale, è più facile apportare migliorie perché si agisce a livello software, senza dover ricorrere a complicate opere murarie.

Chi sceglie un impianto consumer, realizzato con un prodotto “monomarca” è legato alle decisioni del produttore e vincolato alle scelte di implementazione ed espansione della casa madre. Così non è detto che sia possibile dare spazio a migliorie e a “guizzi” personali.

È necessario un installatore per usare il sistema domotico o sarò autonomo?

La scelta di un impianto domotico professionale va a braccetto con la presenza di un installatore. Soprattutto per gli interventi di manutenzione più profondi e particolari.
L’obiettivo di un buon impianto domotico è quello di facilitare la vita dell’utente. Il sistema darà sicuramente la possibilità di modificare qualcosa in autonomia (l’orario, gli scenari domotici…) ma per interventi più seri è necessaria la conoscenza di software a cui hanno solitamente accesso solo i professionisti.

Altro discorso riguarda invece la possibilità di non legarsi a doppio filo all’installatore. Un impianto domotico progettato e realizzato seriamente dà la possibiIltà di avvalersi del supporto di altri professionisti. Non è necessario che a “metterci le mani” sia l’installatore originario, a meno che quel pezzo o quella parte di codice non li abbia inventati lui.

Se l’installatore mantiene dei “segreti” o delle parti di automazione fuori dall’abitazione in oggetto, diventerà tutto più complicato. Se il cuore dell’impianto è nell’abitazione dell’utente, qualsiasi bravo professionista potrà accedervi senza problemi. Il Team di Progetta la Domotica lavora con prodotti professionali consolidati e noti. Chiunque abbia le competenze tecniche necessarie potrà intervenire.

È meglio un sistema domotico cablato o senza fili?

Per la realizzazione di un impianto domotico all’interno di una casa nuova il vantaggio del cablato è l’affidabilità. Non ci sono problemi con il wi-fi, non ci sono stanze in cui la rete “prende meglio” perché si arriva ovunque con i cavi necessari.
Certo, il sistema domotico senza fili è pratico perché permette di non affrontare invasive opere murarie e si appoggia a protocolli sempre più efficienti. KNX ne è un esempio ed è pensato per essere espanso in futuro. Così come i prodotti Zetawave o Zigbee che si basano su protocolli specifici per la domotica sempre più sicuri e affidabili.

Con Progetta la Domotica lavoriamo su entrambi i fronti. La preferenza va al cablato ma ci è capitato di mixare le due tecnologie, in base alle esigenze dei Clienti. Il nostro obiettivo è la soddisfazione del committente, quindi ci prestiamo ad utilizzare i sistemi più adatti per raggiungere il nostro scopo.
Se desideri lavorare con noi o sottoporci la tua idea di casa domotica, contattaci per una chiacchierata!

Mancano le materie prime per i lavori edili

Dall’inizio del 2021 tutto il comparto edile si è trovato a fronteggiare molteplici difficoltà. Le forniture di materie prime sono dimezzate e i prezzi raddoppiati. I disagi si sono fatti sentire nella gestione dei cantieri, nati anche grazie alla spinta dell’Ecobonus 110% per la Riqualificazione Energetica.
La chiusure forzata di molti stabilimenti a causa della pandemia, è stata una delle cause di questa insolita penuria di materiali, ma non l’unica.
A peggiorare una situazione già compromessa, ci sono state l’ostruzione del canale di Suez del 23 marzo 2021(che ha tenuto in scacco parte dell’economia mondiale per 6 giorni) e il meteo avverso in molti Stati. Inoltre una forte richiesta interna, ha fatto sì che il mercato asiatico fosse meno incline all’export di materiali.

La crisi delle materie prime non ha colpito solo il settore edile ma anche molti tra i più importanti colossi della tecnologia. Persino la Playstation 5 e l’iPhone 13 risultano in ritardo sulla “tabella di marcia”. Nonostante le solite grandi richieste, hanno subito un rallentamento nella produzione. La causa è da imputare alla mancanza di materie prime: i semiconduttori per la console e i chip per l’Azienda di Cupertino.
La Domotica risente delle stesse pressioni poiché molti componenti necessari per gli impianti domotici provengono dala Cina. Le telecamere sono tra gli elementi più difficili da trovare e, dando ascolto ai pessimisti (o ai realisti?), pare che la scarsità globale di chip e altri componenti, sia un problema che si risolverà non prima del 2023. Quindi, per un ritorno alla completa normalità, sembra servire ancora molto tempo.

I cantieri di Progetta la Domotica risentono della mancanza di materie prime?

Noi di Progetta la Domotica affrontiamo questo periodo a testa bassa. Lavoriamo sodo per agevolare la chiusura dei cantieri già aperti e, soprattutto, per aprirne di nuovi affrontando, ed eventualemente battendo sul tempo, la scarsità delle materie prime.
Anche parte della produzione italiana si appoggia su aziende estere e la mancanza di alcuni elementi, come i processori, ci vede con le mani legate davanti alle oscillazioni del mercato.
Tuttavia vogliamo affrontare le criticità rimanendo in movimento. Non perché siamo degli idealisti “in lotta contro i mulini a vento” ma perché abbiamo deciso di continuare a lavorare dando il massimo. Le ragioni che ci tengono alto il morale sono le seguenti:

  1. Sappiamo di poter contare su un rapporto diretto con i produttori di dispositivi domotici. Ad esempio Ksenia Security Innovation, un’azienda marchigiana con la quale lavoriamo da anni e sulla cui serietà e professionalità riponiamo grande fiducia. Questo ci permette di seguire più serenamente i nostri cantieri. Ksenia in questo momento non risente della crisi globale delle materie prime, ce lo conferma il loro Ufficio Tecnico di Ricerca & Sviluppo, con il quale siamo in diretto contatto. E questo ci rassicura in una fase così critica per l’edilizia e la tecnologia.
  2. Il nostro modo di lavorare ci rende, da sempre liberi da vincoli di marchio. Noi siamo legati al risultato finale e non ad un determinato prodotto della marca X.
    Questo ci rende pronti a sostituire eventuali pezzi mancanti, senza rimanere fermi. Certo, non è una soluzione applicabile a tutte le evenienze ma, in linea di massima, è un modo per limitare gli stop forzati.
La mancanza di materie prime rischia di bloccare i cantieri per giorni. Noi sappiamo di poter contare su Ksenia Security Innovation

Come evitare i problemi causati dal calo delle materie prime?

In questo periodo complicato anche i preventivi possono risentire degli effetti della mancanza di materiale. Le repentine variazioni di prezzo delle materie prime gravano sui costi finali degli impianti e la durata del preventivo può essere ridotta.

La soluzione è “battere il ferro finché è caldo”. Non aspettare troppo per iniziare la progettazione domotica della casa dei sogni e la relativa apertura del cantiere.

L’incognita sul costo, soprattutto in un momento storico come questo, è strettamente legata al ruolo del Cliente.
Noi consigliamo, nel limite del possibile, di fermare rapidamente il preventivo con un anticipo. Questo permetterà al Team scelto di accedere ai magazzini in tempi brevi, bloccando i materiali necessari per portare avanti i lavori pattuiti.

Sembra un discorso sbilanciato dal lato dei “commercianti” ma è l’unico modo che abbiamo per tutelare il Cliente da variazioni di prezzo o da scarsa reperibilità di pezzi.
Sappiamo anche noi quanto sia brutto dover lasciare i cantieri a metà, i Clienti in difficoltà e i dipendenti senza materie prime con le quali procedere nei lavori.

Noi continuiamo a progettare impianti domotici per case da sogno!

Si tratta di un momento difficile perchè da un lato lo Stato esorta, tramite Bonus, a far partire lavori di ristrutturazione, riqualifica e ammodernamenti vari. Mentre dall’altro ci ritroviamo fermi per la riduzione di materie prime.
Parte del lavoro di Progetta la Domotica è legato a fasi di intervista e scrittura software: momenti più raccolti che non ci vedono impegnati in cantiere su scale o impalcature. Ma anche noi stiamo facendo i conti con questa scarsità di materie prime che ci impedisce di lavorare con serenità, programmando il futuro nostro… e delle case dei nostri Clienti!

Ti abbiamo voluto raccontare questa parte meno “scintillante” del nostro lavoro perché amiamo essere trasparenti e pensiamo che la sincerità sia sempre la scelta migliore. Veniamo tutti da un anno e mezzo veramente duro e i risvolti economici del Covid sul futuro non sono ancora scritti.
Noi possiamo rispondere solo per noi stessi e per la nostra voglia di spingerci sempre un po’ più in là nella ricerca domotica. Non abbiamo potere su ritardi e disservizi non strettamente legati alle nostre capacità decisionali.

Restiamo, come sempre, a disposizione di chi desidera lavorare con noi e confermiamo il nostro desiderio di fare tutto quello che sarà possibile per tenere fede a preventivi e ad accordi professionali siglati.

Non puoi aggiungere la Domotica a fine lavori

L’esperienza sul campo ci ha insegnato quanto sia fondamentale progettare la Domotica sin dall’inizio, insieme al Cliente e quanto sia importante pensare in modo diverso alla progettazione degli impianti elettrici e dati. Immaginare che si possa aggiungere la Domotica al fine lavori è sbagliato e rischia di causare molti problemi.
Il cambio di punto di vista ci spinge a guardare agli impianti domotici in modo sistemico. Considerandoli come un oggetto unico.
L’abitudine porta a ragionare nel modo più comodo e conosciuto: quello che insegna che ad ogni impianto corrisponda il proprio specialista. E che ognuno di loro lavorerà in maniera autonoma, spesso senza neanche incontrare gli altri professionisti impegnati nel cantiere.

La progettazione sistemica e il ruolo del Cliente

L’impianto domotico è come un’orchestra e ha due possibilità per risuonare nel modo più armonico per il Cliente:

  1. grazie a un System Integrator che faccia dialogare, in un secondo tempo, gli impianti creati separatamente;
  2. sfruttando la progettazione sistemica e il lavoro congiunto di Ambient Intelligence Designer e System Integrator.

La progettazione sistemica è la scelta più consigliata perché permette di vedere la casa e immaginarne gli impianti domotici, anche attraverso il punto di vista dell’utente.
La progettazione che non tiene conto di ciò di cui ha realmente bisogno il Cliente è destinata a posizionarsi o troppo in alto o troppo in basso rispetto alle aspettative.
Creare un sistema che richieda un’interazione touch per chi ha problemi motori, potrebbe non essere la soluzione migliore. Così come pensare ad automatismi troppo basici, potrebbe generare frustrazione in utenti di livello avanzato.

Far partire lo studio di progettazione dall’analisi dei sogni&bisogni del Cliente permette di lavorare, sin dall’inizio, verso un obiettivo condiviso.
Il risultato ottimale è quello che consente di incrociare costo e qualità, con il fine di creare l’ambiente più adatto alle esigenze dei proprietari. Come abbiamo avuto modo di sottolineare in questo post non è possibile raggiungere l’eccellenza pensando di aggiungere “un po’ di domotica” a fine progetto.

La conditio sine qua non di un buon impianto domotico è proprio la sua progettazione in fase embrionale. Partendo dalle prime chiacchierate con il Cliente e la sua famiglia, per poi arrivare a testare le implementazioni domotiche sul campo.

Cosa vuol dire lavorare con Progetta la Domotica?

Con il tempo abbiamo avuto conferma che, anche nel nostro lavoro, vale sempre l’adagio “Chi inizia bene è a metà dell’opera”. E per noi iniziare bene significa fermarci a capire quali sono le esigenze del Cliente. Cosa si aspetta dalla sua casa domotica.
La scelta di implementare la domotica in una casa rappresenta una spesa importante, rispetto agli impianti tradizionali. Certo, il risultato sarà proporzionato ma non si sta decidendo se piantare tulipani o rose. Quindi preferiamo prenderci, piuttosto, un giorno in più per sviscerare dubbi, paure e aspettative. Questo per evitare malcontenti, problemi e delusioni in fase operativa.

Una volta evidenziati gli obiettivi, possiamo progettare tutto insieme al Cliente. Tenere sempre la giusta prospettiva ci permette di “guardare dall’alto” il progetto e anche decidere, se dovesse rivelarsi necessario, di “aggiustare il tiro” per non sforare il budget o per altre sopraggiunte necessità.

Problemi causati da un approccio sbagliato alla Domotica

Il portone di ingresso che si rifiuta di comunicare con la casa

La progettazione domotica deve essere affrontata considerando tutti gli elementi dell’abitazione come parte di una unità.
Anche gli infissi devono rientrare in questo computo. Lo diciamo con cognizione di causa poiché ci è capitato di essere chiamati a risolvere un problema “fuori tempo massimo”.
Il protagonista era proprio un portoncino di ingresso. Il cliente si era innamorato di quel bel portoncino ma, a casa quasi ultimata (primo errore) ci ha contattati. Nessuno, fino a quel momento, era riuscito a soddisfare le sue esigenze: far comunicare il portoncino con l’impianto domotico.
Si rivela sempre complicato mettere mano ad un impianto stand alone. In questi casi più che azioni di retrofit non possiamo fare. Ma la telefonata di questo nostro Cliente ha portato a galla un problema ben più grave: il portoncino “del suo cuor” aveva un difetto insormontabile poiché non supportava l’elettronica (secondo errore) necessaria per metterlo in comunicazione con il resto della casa.
Se fossimo stati contattati in fase progettuale avremmo potuto dare al Cliente tutti gli elementi per decidere nel migliore di modi. Lo avremmo informato che il portoncino di suo gradimento sarebbe rimasto escluso dal sistema domotico ma che, scegliendone uno di diverso tipo, l’obiettivo iniziale sarebbe stato raggiunto.

La mancanza di progettazione può creare problemi. Sarebbe un peccato dover rinunciare all’apertura con smart key che il Cliente desidera

La casa non è in grado di supportare la famiglia come ci si aspetta

I problemi che possono subentrare durante la realizzazione di una casa domotica sono spesso imputabili ad una cattiva progettazione. Di seguito elenchiamo alcune situazioni spiacevoli che ci siamo trovati a fronteggiare.

Lo scenario domotico non può essere attivato

Potrebbe capitare, quando si parte senza progettare l’impianto domotico con le dovute accortezze, di aspettarsi un’abitazione che si occupi di tutto. Uscire di casa gridando “Vado via” per attivare il relativo scenario domotico, risulterà inutile se non sono state predisposte prese comandate. La casa non potrà fare niente per aiutare l’utente, se non è stata progettata e realizzata con questo obiettivo.

La casa non cablata correttamente diventa un problema

Ci si può ritrovare con fili e cavi da far passare all’interno dei muri per collegare i vari impianti quando ormai il muratore ha chiuso tutto. A quel punto, per far comunicare i sistemi, bisognerà cambiare tecnologia passando al wireless (ma non tutto è compatibile e i costi sono da valutare attentamente) oppure rinunciare ad alcuni comportamenti domotici. Con dispendio di budget, energie e allungamento dei tempi di consegna.

Scegliere un buon operatore Internet mette al riparo da guai

Stessa sorte infausta quando si viene mal consigliati anche per la scelta dell’operatore che permetterà alla casa di collegarsi ad Internet.
Una delle cose più importanti è riuscire ad essere il più indipendenti possibile dall’operatore. Sottoscrivendo il classico abbonamento si riceverà un modem su cui però, noi di Progetta la Domotica, non appoggeremo la nostra rete domotica. Piuttosto noi useremo un nostro router che sceglieremo valutando in base alle esigenze dell’impianto del Cliente e ci collegheremo a quello dell’operatore SOLO per l’accesso ad Internet. Assolutamente non per far comunicare i dispositivi interni alla casa (per quello ci sarà il nostro che è più strutturato).
Questo ci rende più indipendente dai fattori esterni come le scelte tecnologiche dell’operatore. Si deve valutare che il disastro potrebbe essere dietro l’angolo in caso di guasti o cambi. Non sarà più solo un problema di “Maaammma! Non vedo Netflix, non c’è il wi-fi!” ma di blocco totale di tutta la casa.

Quando va via la corrente si rischia di rimanere bloccati

Può capitare che vada via la corrente per un lasso di tempo più o meno lungo. E per una motivazione tecnica o dolosa. Un buon sistema domotico deve essere dotato di un piccolo gruppo di continuità con un’autonomia tale da permettere delle operazioni base di emergenza. La registrazione di cosa succede attraverso le telecamere, l’avviso rivolto ai proprietari e un back-up degli ultimi dati.
Quando nasce tutto in maniera poco strutturata, invece, si rischia di rimanere al buio, bloccati dentro o fuori e in balìa di più gruppi di continuità che, nel tentativo di sorreggere i componenti del sistema, risultano poco efficaci nel tutelare le funzionalità più critiche.

Come agevolare la manutenzione con spazi adeguati

Infine anche la mancanza di spazio fisico per le macchine che gestiscono il sistema domotico, può diventare un problema. Se, a fine lavori, non si sa dove posizionare i vari elementi, le operazioni di manutenzione saranno più difficoltose.
Meglio considerare sin dall’inizio che serve un posto adeguato, riparato e asciutto per posizionare le macchine di cui ha bisogno la casa per essere considerata smart.

Questi sono alcuni spunti che permettono di valutare quanto la nostra attenzione alla progettazione domotica non sia una fanaticherìa, quanto piuttosto il passepartout per la realizzazione di un impianto che darà soddisfazione al nostro Cliente e, perché no, anche a noi!
Se ti abbiamo incuriosito puoi contattarci, anche durante il mese di Agosto, per una chiacchierata!

7 motivi che rendono Progetta la Domotica diversa

Progetta la Domotica si occupa della progettazione e realizzazione di impianti domotici. Non ci limitiamo alla fase di design, delegando il lavoro successivo ad altri. Affrontiamo tutto in prima persona: dal “Mi piacerebbe inserire degli elementi domotici nella mia casa” all’effettiva messa in opera delle implementazioni.
Ci piace insistere, da sempre, sul fatto che la domotica vada progettata prima di iniziare i lavori. Non si tratta di qualcosa che si può aggiungere alla fine: per tecnologia, struttura e capacità è diversa dall’impianto elettrico tradizionale, a meno di non accontentarsi di soluzioni parziali o provvisorie, come quelle fornite dal retrofit.

Non c’è un’equivalenza diretta tra impianto tradizionale e domotico. Il costo può rivelarsi un parametro di fattibilità, non di scelta. Noi abbiamo deciso di dedicare ai clienti un servizio tailor made, in linea con la necessità di puntare a soluzioni che mettano in equilibrio costi e benefici.

1 – Realizziamo impianti elettrici e impianti dati intelligenti

A prima vista potrebbe sembrare che il nostro lavoro sia lo stesso di altre Società che si occupano di domotica ma noi siamo diversi. Il cambio di rotta ce lo han fatto fare la passione per la tecnologia e la struttura del nostro Team: uniamo le competenze impiantistiche della sfera domotica a quelle dell’Ingegneria Informatica, fondamentale per rendere gli impianti intelligenti.

Probabilmente non è la prima cosa a cui si pensa ma dietro ad un buon impianto domotico c’è un’attenta progettazione software. Qui si rivela indispensabile la figura dell’Ingegnere Informatico. È lui che scrive da zero il software relativo ad ognuna delle case per cui è chiamato a lavorare. Inoltre si occupa, con il resto del Team, degli aggiornamenti software.

2 – Siamo gli unici referenti all’interno del cantiere

Occuparci di tutti i passaggi necessari alla realizzazione della casa dei sogni fa sì che ci puoi trovare anche in cantiere… a fare il “lavoro sporco”. In realtà significa, più che altro, che siamo i referenti per tutte le fasi dei lavori, e non ci nascondiamo dietro ad un computer. Siamo presenti per tutta la durata dei lavori: in caso di problemi in cantiere, manteniamo la calma e cerchiamo di risolverli, grazie a tutte le competenze necessarie e uniche che portiamo sul campo. 🙂

3 – Ci occupiamo di impianti domotici per abitazioni di pregio

Non è snobismo ma consapevolezza. Dopo molti anni di lavoro nel campo della domotica, sappiamo cosa ci piace fare e abbiamo definito il tipo di impianti su cui specializzarci.
Come abbiamo raccontato in questo post sentivamo la necessità di strutturare uno schema per definire i diversi tipi di impianto domotico: dal grado cinque al grado zero. E abbiamo deciso di occuparci solo di impianti di grado due, di grado uno e di grado zero!

4 – Il nostro approccio alla domotica è innovativo!

Dal lancio di Progetta la Domotica ci siamo presentati sul mercato come start-up innovativa. Come si legge sul sito del Mise: “La start-up innovativa è un’impresa giovane, ad alto contenuto tecnologico, con forti potenzialità di crescita e rappresenta per questo uno dei punti chiave della politica industriale italiana.” Una definizione che ci accoglie comodamente e ci permette tutt’ora di sperimentare e di muoverci in un campo frizzante dal punto di vista tecnico.

Il servizio sartoriale che modernizza l’approccio alla domotica

Il nostro lavoro è sempre orientato al futuro e alle novità e abbiamo reso pubbliche le Carte Domotiche, utili per esplorare i bisogni del Cliente e per concludere in maniera ottimale la fase di preventivazione.
Il tema del costo della domotica è sempre molto dibattuto. In linea teorica non si può quantificare e dare una risposta preconfezionata. Il costo finale dipende da tanti elementi e va affrontato di volta in volta, tenendo in considerazione le esigenze e il budget del committente. Noi offriamo un servizio sartoriale e rispondiamo così alle esigenze del Cliente, adattando i prodotti alle sue necessità.

5 – Abbiamo brevettato le Carte Domotiche

Ci rendiamo conto, però, che non capire di quale cifra si stia parlando, possa essere destabilizzante. Proprio per questo motivo abbiamo voluto condividere con il pubblico le Carte Domotiche e stiamo seguendo l’iter burocratico per brevettarle. Fanno parte del nostro flusso di lavoro ma siamo sicuri che si riveleranno utili a molti. Sono una grande risorsa per chi desidera capire, dati alla mano, due cose molto importanti:

  1. Quanto costerà la casa desiderata,
  2. L’impatto che la domotica avrà nella vita di tutti i giorni dei componenti della famiglia.

Le Carte Domotiche sono le carte sono un modo per preventivare ma anche per spiegare cos’è la domotica in concreto. Inoltre, saranno di aiuto sia ai Clienti finali che agli Architetti, impegnati a supportare chi è alle prese con scelte che riguardano la domotica della propria abitazione.

6 – Diamo importanza all’Informatica negli ambienti intelligenti

Il nostro lavoro in Progetta la Domotica nasce intorno al concetto di Informatica nelle abitazioni. Nonostante si pensi all’informatizzazione della casa come ad una realtà intimorente, è stato proprio l’utente finale il primo ad introdurla nel quotidiano.
Il modo in cui si vive la casa è sempre più tecnologico. Si fruiscono contenuti streaming, si interagisce con Smart speaker e si utilizza la connessione Internet in modo molto spontaneo e naturale. Scegliere un impianto domotico per la propria abitazione porta a galla il bisogno di rimanere sempre up-to-date. Quindi si rivela fondamentale appoggiarsi a figure professionali con competenze informatiche. Sono loro che si occuperanno di progettare e sviluppare il software su cui si baserà la casa.

La casa informatizzata necessita di adeguata connessione Internet e di aggiornamenti periodici

Nel 2019 Cisco, azienda multinazionale specializzata nella fornitura di apparati di networking, ha riportato i dati, in un white paper, che indicano la saturazione delle capacità sulle tecnologie attuali.
Le reti wireless che permettono a computer, smartphone, stampanti, videocamere e wearables di interfacciarsi con Internet rischiano il collasso. Ormai è prassi comune far installare dietro ad una lavatrice, oltre alla tradizionale presa Schuko, anche una Ethernet perché gli elettrodomestici più tradizionali si sono evoluti. E ci sarà in ogni stanza una presa dedicata al controllo vocale.

Per evitare i problemi paventati da Cisco è necessario predisporre l’abitazione ponendo al suo interno tutte quelle infrastrutture che le permetteranno di sfruttare la rete.
La figura in grado di occuparsene è quella dell’Ingegnere Informatico. Non basta affidarsi ad una software house e nemmeno ad un programmatore tradizionale… Serve uno specialista che metta la casa – e il suo proprietario – al riparo da improvvisazioni e continui aggiornamenti tecnologici.

7 – Ingegnere Informatico e System Integrator collaborano per un risultato eccellente

Il mix perfetto è quello che vede un Ingegnere Informatico al comando della progettazione dell’intelligenza del sistema e un System Integrator alla progettazione degli impianti.
Il loro lavoro si distribuisce su tutti i componenti dell’impiantistica. Per avere le prestazioni migliori da ognuno dei componenti si scelgono prodotti di alta qualità, senza vincoli di marchio o di tecnologia. L’obiettivo è far parlare tra loro tutti gli elementi.
Per usare una metafora musicale, noi di Progetta la Domotica siamo i Direttori d’Orchestra e gestiamo il concerto.

Lavoriamo con l’obiettivo di facilitare la quotidianità del Cliente. Proponiamo impianti domotici di grado zero o adattiamo l’offerta senza comunque scendere ad un livello inferiore al grado due.
Ogni impianto firmato Progetta la Domotica nasce seguendo tre principi:

  1. dedichiamo la massima attenzione al cliente,
  2. puntiamo a realizzare impianti di grado zero,
  3. teniamo sempre a mente che, in qualsiasi momento, l’utente deve poter avere il massimo controllo della propria abitazione.

Con questo post speriamo di aver fugato qualche dubbio. Per tutte le altre domande… siamo disponibili per una chiacchierata. Ci piacerebbe affiancarti nel tuo prossimo progetto domotico!

Cosa sono le Carte Domotiche e come usarle

La progettazione domotica è indispensabile per rendere gli ambienti intelligenti e, soprattutto, adatti alle esigenze dei proprietari.
Noi di Progetta la Domotica ci dedichiamo da molti anni alla domotica e al suo rapporto con l’utente e abbiamo creato le Carte Domotiche per esplorare i bisogni del Cliente e restituire un preventivo il più veritiero possibile. Fare preventivazione in modo consapevole è utile non solo lato Cliente ma anche dal punto di vista dell’esperto di domotica.

L’esperienza sul campo ci ha permesso di scoprire quali siano le cose importanti da cui partire nella progettazione di un ambiente intelligente. Abbiamo riproposto in una versione nuova, seguendo il concetto di gamefication, i passaggi che fanno già parte del nostro flusso di lavoro e sono nate le Carte Domotiche.
Siamo convinti che senza la giusta attenzione al “lato umano”, le automazioni non bastino a restituire i risultati sperati.

Le Carte Domotiche migliorano la comunicazione tra Cliente e Professionisti

Per esaltare e cogliere questo lato umano è importante riuscire a stabilire un buon rapporto tra Professionisti e Cliente finale. Ma non parliamo solo di stima e simpatia… è necessario che il lavoro di progettazione si basi su chiarezza e fiducia. Siamo stati chiamati spesso a “mettere una toppa” in situazioni nate già piene di dubbi e di… “Ah, ma io pensavo che…”
Per evitare questo tipo di incomprensioni c’è un solo metodo:

Progettare bene la casa domotica, prima di entrare in cantiere. Soffermandosi anche su quelli che potrebbero sembrare particolari di poco conto.

Negli anni ci è capitato di incorrere in piccoli grandi problemi. Solitamente tutto nasce da una incomprensione comunicativa. Da un lato la fretta e, purtroppo a volte la faciloneria di alcuni addetti ai lavori, dall’altro le paure del Cliente. Di sforare il budget, di allungare i tempi di consegna o di chiedere cose che potrebbero “ritorcersigli contro” rendendo la casa troppo complicata da gestire… quasi stregata!
È emerso il bisogno di uno strumento per semplificare la comunicazione tra le parti in causa. Ma anche per dare il giusto risalto alle esigenze e ai sogni di chi abiterà la casa in oggetto.

Il preventivo è più vicino alla realtà grazie alle Carte Domotiche

Le Carte Domotiche sono uno strumento che aiuta a scoprire i bisogni dei clienti e che, defininendo i comportamenti di un impianto intelligente, aiutano a realizzare il preventivo e a consegnare un lavoro soddisfacente per tutti.
Quando si parla di costruzioni e progettazioni di impianti non è raro sentire i racconti di chi pensava di spendere “10” e si è ritrovato, invece, a spendere “100”. Pur essendo la nostra un’iperbole, fa ben intuire il problema.

Noi amiamo le cose chiare e fatte bene. Quindi preferiamo dedicare più tempo alla fase di progettazione, per non ritrovarci a dover affrontare spiacevoli problemi nelle fasi successive.

Gli scenari di comportamento e le Carte Domotiche

Lo scenario di comportamento è la risposta che scaturisce dal rapporto tra impianto domotico e ambiente o da eventi specifici innescati dall’utente. Le Carte Domotiche favoriscono la scoperta e l’analisi di tutti quei momenti in cui l’utente potrebbe pensare “Vorrei che adesso succedesse…”
Per il Cliente “dichiarare” quali sono i propri interessi è importante perché lo aiuta a rimanere coerente e a capire qual è il criterio attraverso cui valuta le varie opzioni che gli vengono proposte.

Analizzare tutti i possibili scenari comportamentali permette agli addetti ai lavori (Architetto, Progettista domotico, System Integrator…) di “mettere su carta” tutto quello che desiderano i componenti della famiglia. C’è spazio anche per le cose di cui non sono pienamente sicuri ma che, un giorno -chissà- potrebbero diventare indispensabili. Si possono sempre trasformare in predisposizioni, da rendere operative in futuro.

Come si gioca con le Carte Domotiche?

Il mazzo delle Carte Domotiche contiene:
40 Carte – Comportamento
10 Carte – Vuote per aggiungere comportamenti personalizzati
3 Carte – Scelta: Sì/No/Forse
4 Carte – Legenda
10 Carte – Scheda degli interessi

Ogni componente della famiglia pone sul tavolo la propria Scheda degli interessi che verrà compilata segnalando le preferenze riguardo ai propri desideri e interessi con un numero di stelline che va da 1 a 5 (1= poco interesse, 5= tanto interesse).

Le Carte Domotiche pronte per scegliere cosa dovrà fare la casa dei sogni

L’Architetto (o chi conduce il gioco) estrae una carta dal mazzo dei “comportamenti” e i “giocatori” decidono (discutendo tra di loro) sotto quale delle tre Carte – Scelta, posizionarla: Sì/No/Forse.
In breve tempo si avranno dei mucchietti di carte sotto ad ognuna delle Carte – Scelta.
Le carte interessanti per tutti andranno sotto alla Carta-Scelta “Sì”;
Le carte interessanti ma che non convincono appieno tutti i familiari o che, al momento lasciano qualche dubbio, andranno sotto alla Carta-Scelta “Forse”. Potrebbero essere comportamenti da implementare in futuro;
Le carte con comportamenti non interessanti andranno sotto alla Carta-Scelta “No”.

Ogni Carta – Comportamento ha un valore numerico che va da 1 a 5 che rappresenta i punti complessità.
Alla fine, chi si è occupato di condurre il gioco, sommerà i numeri sulle carte posizionate sotto al “Sì”.
La cifra ottenuta verrà comunicata al nostro Team di Progetta la Domotica fotografando il “tavolo di gioco” a fine partita. Un’idea rapida è l’invio della foto tramite WhatsApp al numero +39 375 625 99 25.

Una volta ricevuto il file, il Team convertirà i punti complessità in un preventivo e redigerà una relazione preliminare con la stima dei costi da sostenere.

Il gioco delle Carte Domotiche permette a tutti i componenti della famiglia di avere voce in capitolo e di essere ascoltati. Ogni opinione viene presa in considerazione e, quando non ci si riesce proprio a mettere d’accordo, si posiziona la carta sotto il “Forse”. Perché, parafrasando “Lilo & Stitch“:

Ohana significa famiglia e famiglia vuol dire che nessuno viene abbandonato o dimenticato ignorato.” 😉

Speriamo di averti incuriosito con le nostre Carte Domotiche. La buona notizia è che puoi richiedere il kit che ti sarà spedito direttamente nel tuo studio! Si tratta di un prototipo in attesa di brevetto, del quale siamo molto orgogliosi e siamo sicuri che ti aiuterà ad interfacciarti con i desideri del Cliente, aiutandolo a chiarirsi le idee.

Lavorare da casa ha cambiato gli spazi abitativi

L’Università Iuav di Venezia ci ha invitati ad un webinar sul tema “Mutamenti dell’abitare – La casa macchinica“.
Lavorare da casa sta cambiando la percezione degli spazi e, in generale, la vita di molte persone. Ci siamo confrontati su questo tema con illustri Sociologi e Professori dell’Ateneo. In rappresentanza di Progetta la Domotica mi sono collegato io, Matteo De Simone, Responsabile progettazione e sviluppo software.

Nell’ultimo anno e mezzo, volente o nolente la casa è diventata protagonista. Lavorare da casa è diventato la norma anche per molte figure professionali abituate a contesti collettivi, impegnate fianco a fianco con dei colleghi. La pandemia ha costretto molti lavoratori ad allontanarsi dai propri posti di lavoro portandoli a riformulare gli spazi abitativi.
Noi di Progetta la Domotica abbiamo ricevuto molte richieste da committenti che avevano la necessità di creare un piccolo ufficio in casa. Possibilmente preservando il giusto equilibrio tra la privacy e la comodità di tutti gli abitanti della casa.

Riconfigurare gli spazi abitativi per lavorare da casa

La richiesta di riconfigurazione degli spazi abitativi è pressante e viene maggiormente da quelle persone che hanno visto, all’improvviso, stravolgersi la propria routine. Molti freelance sono ormai abituati a lavorare da casa in modalità smart o agile. Ma il Covid-19 ha imposto un cambio di rotta, in diversi ambiti, che ha costretto milioni di persone a rivedere abitudini e priorità.

Trasferire il proprio ufficio in casa costringe ad imparare un nuovo modo di far coesistere casa e lavoro.

Recentemente siamo stati impegnati nella progettazione di un appartamento dove c’era questa necessità di Smart Working. Abbiamo ragionato in modo da far coesistere, nello stesso ambiente diversi interessi. La passione per musica&tv di uno dei proprietari e la necessità di avere una stanza tranquilla per lavorare da casa, per l’altro.
La domotica ci è venuta in aiuto, contribuendo a rendere impermeabile al suono la stanza del freelance. E ci ha dato comunque la possibilità di mantenere, nell’altra stanza, una configurazione audio che restituisca il suono in modo pulito. Abbiamo infatti lavorato per tagliare le frequenze audio che attraversavano le pareti in modo più invasivo. La qualità dell’audio, per chi è nella stanza relax, non ne ha risentito.

Molti lavoratori hanno iniziato a lavorare da casa a causa della pandemia
Molti lavoratori hanno iniziato a lavorare da casa a causa della pandemia

Domotica e intelligenza artificiale

In questo momento il tema fondamentale è la tecnologia che cambierà tutto grazie all’intelligenza artificiale. Grazie a lei abbiamo la possibilità di fare analisi dei dati e di creare così nuove connessioni da utilizzare per fare previsioni e prendere decisioni.
Grazie all’intelligenza arificiale possiamo connettere gli strumenti di uso quotidiano e ci avviciniamo ad un tema caldo degli ultimi anni: l’Internet delle cose. Questo coinvolge anche la domotica perché significa essere connessi con tutti i dispositivi. E fruire in modo continuo di servizi on-line, posta elettronica, sincronizzazione del calendario ecc…
Avere accesso a questi dati è molto importante. Permette di creare ambienti su misura e adattabili alle esigenze personali di ogni persona che abita un determinato luogo. Inoltre è la promessa della rivoluzione non solo nell’ambito domotico, ma in generale nel prossimo step evolutivo della tecnologia.

Il ciclo di evoluzione della tecnologia digitale nella casa

La vita del prodotto è strettamente legata all’evoluzione della tecnologia. Siamo abituati che ogni due anni, circa, cambiamo lo smartphone e questo ci garantisce di avere a portata di mano sempre una tecnologia recente.
Quando si parla di casa, la situazione è diversa. La vita di un’abitazione non si misura in mesi, ma in anni. Si acquista una casa nuova ma non è detto che significhi aver accesso alle ultime novità tecnologiche. C’è da considera poi, che si tratta di tecnologie che ci faranno compagnia per decenni.

Il ritmo tra l’evoluzione tecnologica della casa e quella alla quale siamo esposti non va di pari passo. Questo fa sì che, a fronte di ciò che ci aspettiamo, l’evoluzione della tecnologia all’interno dell’abitazione risulti distopica.

Dove è finita la promessa dei film di fantascienza che guardavamo da ragazzini? Come mai ci ritroviamo ancora a dover schiacciare un bottone per accendere la luce? 🙂

La casa passa da essere ambiente reattivo a proattivo

Il passaggio da un ambiente reattivo a quello proattivo ci porta al concetto di Ambient Intelligence System, una branca dell’evoluzione della domotica. Se nel primo caso devo dare un impulso all’ambiente per ottenere un risultato, nel secondo il sistema anticiperà le mie necessità.
I sistemi dotati di intelligenza ambientale capiscono come modificare l’ambiente. Non sarò più io ad abbassare una tapparella e a modificarlo fisicamente ma sarà il sistema che deciderà come e quando fare queste cose.

Per proteggere il comfort delle persone la casa prende da sé delle piccole decisioni migliorative.
Qualche tempo fa abbiamo lavorato ad una casa passiva integrandovi delle tende intelligenti. Il proprietario desiderava poter godere della luce dell’alba. Noi abbiamo fatto in modo che le tende si alzino all’alba, progressivamente, in modo da scoprire le grandi vetrate. Lo fanno in funzione dell’orario in cui sorge il sole e delle condizioni meteo.
Con l’obiettivo di prevedere e andare incontro alle esigenze dei proprietari, questo sistema decide come e quando fare le cose. Sceglie il modo in cui occuparsi degli utenti se sono casa e decide cosa fare quando non c’è nessuno. Per esempio, per dedicarsi ad attività di manutenzione o aggiornamento aspetta il momento in cui è sicura di non arrecare disturbo a chi vive nell’abitazione.

I gradi di indipendenza della casa: da grado 5 a grado 0

Il grado di indipendenza della casa abbiamo deciso di classificarlo secondo una scala di nostra invenzione. Si va dal grado 5, il cosiddetto impianto tradizionale in cui l’utente deve fare tutto interagendo attraverso tasti, pulsanti e manopole. E si arriva fino all’impianto di grado 0, dove la casa anticiperà le esigenze di chi la abita. Prevedendone i desideri, l’interazione sarà a zero click!
Si tratta di tecnologie già presenti, anche se l’intelligenza artificiale è meno matura di quello che ci piacerebbe.
Per ottenere un ambiente proattivo è necessario che un Ingegnere Informatico scriva e sviluppi un software, realizzato su misura in base all’esigenze del proprietario dell’abitazione. Questo ci restituisce una casa più vicina a come l’utente la desidera.

Il software che farà funzionare la tua casa come desideri, viene creato da un Ingegnere Informatico
Il software che farà funzionare la tua casa come desideri, viene creato da un Ingegnere Informatico

La persona è al centro nella progettazione di case proattive

La progettazione di una casa proattiva ci costringe a mettere al centro la persona. Il punto di vista da tenere in considerazione è sempre quello dell’utente finale. Una possibile dualità tra il punto di vista della casa e quello dell’utente può dare vita a situazioni inconsuete. Pur comportandosi nel modo corretto, in casi isolati, la casa potrebbe rischiare di passare per “cattiva“.

Una volta ci ha chiamato, tutto allarmato, un cliente. Mentre era in casa, c’è stato un blackout in tutto l’isolato. Quando è tornata la corrente, la sua casa domotica è sembrata “impazzita”. L’impianto ha pensato di doversi riattivare da zero, come se fosse stato resettato. Così ha dato il via al consueto check di tutte le luci di casa e all’analisi iniziale.
Paradossalmente, pur avendo fatto bene il proprio mestiere, il suo comportamento è apparso sbagliato al proprietario di casa. Perché lui in quel momento si trovava lì e si non aspettava che la casa facesse il reset, al ritorno dell’energia elettrica.
Chi aveva ragione in quel caso? Un quesito per niente banale che apre una serie di interrogativi.

La costruzione del rapporto tra utente e abitazione

La vera sfida è costruire il rapporto tra utente e casa domotica perché la relazione non è più quella di prima. Bisogna evitare la sensazione che la casa, da luogo sicuro e protettivo, si trasformi in una “casa stregata“.
Per noi di Progetta la Domotica è necessario fare un’innovazione non tanto a livello tecnologico, quanto a livello di metodo e metodologia. Servono nuovi strumenti e li possiamo “prendere in prestito” dalle metodologie informatiche. Ci si deve avvicinare a metodi agili, a gruppi multidisciplinari ma soprattutto alla coprogettazione con il cliente.
Un tema di importanza fondamentale perché non stiamo costruendo un motore da posizionare dentro a una tapparella. Stiamo costruendo una relazione nuova tra un ambiente, in parte fisico e in parte digitale, e una persona.

In conclusione crediamo che agli strument tecnici ne vada aggiunto uno culturale. La casa, posto in cui viviamo e spesso lavoriamo, assumerà nel tempo varie funzioni e, probabilmente, contribuirà a cambiare l’aspetto degli ambienti di lavoro tradizionali.
Servirà la sensibilità, la cultura e la capacità di gestire un paradigma nuovo. Noi di Progetta la Domotica abbiamo l’esperienza per aiutare chi si avvicina, per desiderio o per curiosità, a questo mondo incredibilmente interessante. Contattaci per una chiacchierata, senza impegno.

Dall’impianto tradizionale allo zero click!

L’acquisto o la ristrutturazione di una casa sono eventi impegnativi, in cui si è chiamati a prendere molte decisioni. Se l’obiettivo è quello di entrare in una casa smart il tuo impianto ideale è quello zero click!
Per scegliere quello più adatto alle proprie esigenze noi consigliamo di fare una valutazione delle proprie esigenze, seguendo la struttura dei sei gradi degli impianti. Si tratta di una schematizzazione di nostra invenzione, che riguarda l’intelligenza degli impianti.

Gli edifici residenziali tradizionali sono, da sempre, soggetti alla normativa CEI 64-08 che definisce tre livelli di impianto elettrico:

  • Livello 1: base
  • Livello 2: standard
  • Livello 3: domotico

Questa classificazione ha valore normativo e assicura agli utenti che l’impianto sia conforme e abbia le dotazioni prescritte per legge ma è diversa da quella necessaria per descrivere e definire un ambiente intelligente.

La definizione di ambiente intelligente

L’esperienza in Progetta la Domotica ci ha spinto a creare una scala che definisca il grado di intelligenza degli ambienti. Sentivamo la necessità di chiarire e abbiamo strutturato uno schema che va dal grado cinque al grado zero.
Attenzione, però: ad un valore basso, corrisponde un ambiente più intelligente! 🙂

Il grado dipende dalla quantità di informazioni e dalla capacità di elaborazione dimostrata dalla casa, chiamata ad attuare, di volta in volta, delle scelte adatte alla situazione e al momento.

La scala di valore associata agli ambienti smart

Per capire a cosa ci riferiamo, portiamo ad esempio uno schema. Da qui si evince come, ad un impianto di grado più alto corrisponda un maggior grado di coinvolgimento (e di fatica) da parte dell’utente:

Grado 5: Tradizionale

Gli impianti di grado 5 necessitano di tanto lavoro da parte di chi abita la casa. Sono separati e per usare ciascuno di loro, devi premere un pulsante o girare una manopola fisica.
Pensiamo al classico impianto elettrico, quello che corrisponde al primo livello (base) e che da sempre richiede un altissimo grado di interazione da parte dell’utente. Il tipo di impianto a cui pensiamo associandolo alle case di un tempo e al fatto che, senza cliccare, schiacciare, toccare ecc. non succede niente.

Grado 4: Automatizzato

Gli impianti sono quelli tradizionali ma alcune azioni possono essere automatiche. L’accensione delle luci esterne al tramonto o la gestione dell’antifurto. Elementi tipici del secondo livello degli impianti elettrici standard. Un inizio di automazione, quella delle case basilari più moderne dove ci si concede “il lusso” di illuminare il vialetto grazie al sensore crepuscolare o una irrigazione automatica alle 7 del mattino. Ma se è piovuto tutta la notte? Nessun sensore salverà il giardino da un surplus di acqua. Dovresti ricordarti tu di disattivare l’irrigatore.

Grado 3: Automatizzato smart

Sono impianti di grado 4 che offrono una o più App di controllo. Se necessario, si può attivare e verificare ogni impianto da remoto, usando la sua App. Da qui si percepiscono assonanze con quello che viene definito terzo livello (domotico) quando si parla di impianti elettrici classici. Molte incombenze vengono meno, poiché delegate alla casa.

Grado 2: Integrato

Gli impianti sono connessi tra loro e con un solo comando puoi attivare scenari complessi. Spegnere tutte le luci di casa quando attivi l’antifurto o trovare, al tuo rientro, la vasca idromassaggio con l’acqua alla temperatura ottimale.

Grado 1: Integrato smart

In un impianto di grado 1 il lavoro di chi ci abita è ridotto al minimo e grazie all’App unica viene ulteriormente semplificato. Gli impianti sono connessi tra loro e permettono all’utente una grande libertà poiché la casa pensa quasi a tutto.

Grado 0: Proattivo (zero click)

Tutti gli impianti sono connessi tra loro grazie ad un software intelligente. Il sistema si attiva seguendo le attività dell’utente, senza bisogno del suo intervento. L’ambiente anticipa i bisogni di chi abita la casa e non richiede alcun intervento.

L’ambiente di grado zero anticipa i bisogni dell’utente

Arriviamo così al massimo livello di intelligenza, quello definito “zero”, proprio perché si associa all’idea dello “zero click” cioè dell’assenza di interazione con l’ambiente da parte dell’utente.
La grande differenza del grado zero, rispetto ai precedenti, è che viene considerato proattivo. Questo significa che parliamo di un ambiente in grado di anticipare l’utente, senza però dargli la sensazione di vivere in una “casa stregata“.

La tecnologia che migliora il grado zero è l’intelligenza artificiale. Ma niente paura: non parliamo di un’abitazione che si sostuituisce alla volontà di chi ci vive. La conditio sine qua non è che l’utente deve poter intervenire a proprio piacimento in qualsiasi momento per modificare i comportamenti degli ambienti.

Tu rilassati. La tua casa zero click penserà al resto
Tu rilassati. La tua casa zero click penserà al resto!

La casa domotica zero click

La progettazione zero click è complessa. Per “portare a casa” un risultato soddisfacente per tutti serve la collaborazione di molte figure professionali, oltre che del cliente. Tutto nasce intorno a lui che ha un ruolo importantissimo nella realizzazione della casa che ha sempre desiderato.
A seguire è necessario un Informatico che scriva i vari software che permetteranno agli ambienti di rispondere in modo solerte. E infine un team di esperti in grado di realizzare tutti gli impianti necessari e garantirne il funzionamento.

La casa zero click deve facilitare le giornate, non prevaricare la volontà degli Attori che la abitano. Così deve essere sempre possibile accedere al sistema con facilità per compiere monitoraggi o interventi occasionali perché l’ultima parola spetta sempre alle persone.
Per fare questo però serve tempo. E noi di Progetta la Domotica mettiamo sempre in conto che, da quando l’utente prende pieno possesso della casa, è necessario un periodo di… assestamento.
Solo vivendo la casa nel quotidiano si scoprono problemi o particolari che possono sfuggire in fase di progettazione.
Noi garantiamo la nostra presenza nel periodo successivo all’effettivo ingresso nella casa per intervenire tempestivamente dove si rivela necessario raffinare i comportamenti domotici.

La casa zero click sembra un miraggio? No, con le competenze adeguate, si rivela un desiderio raggiungibile. Dopo molto anni a stretto contatto con Architetti, esperti di settore e – ovviamente – clienti, abbiamo deciso di fare un passo proprio verso chi desidera una casa a misura delle proprie necessità.

HomeNovus: impianti zero click per abitazioni di pregio

Nasce così HomeNovus, un servizio di Progetta la Domotica. Dopo gli inevitabili strascichi dell’annus horribilis per eccellenza, abbiamo deciso di mettere le nostre competenze al servizio dei clienti finali, sperando di contribuire ad un cambio di rotta che decreti infine il 2021 come annus mirabilis per chi desidera vivere in un ambiente intelligente zero click.

Stiamo investendo molte energie in questo progetto parallelo a cui pensavamo da un po’. Avendo all’interno del Team tutte le competenze necessarie, abbiamo deciso di fondere l’esperienza nella realizzazione di impianti con le competenze informatiche più all’avanguardia.
Aprirci verso chi sta comprando o ristrutturando un’abitazione di pregio ci permette di offrire soluzioni impiantistiche affidabili, semplici e moderne creando tailor made il software che serve alla casa.

Se desideri una casa zero click questo è il momento giusto per scambiare due chiacchiere con noi. Renderemo facili e possibili tutte quelle cose che pensavi esistessero… solo nei film.


L’importanza di una interfaccia intuitiva

Progettare la domotica di un’abitazione in maniera intuitiva significa evitare quello che noi, scherzosamente, abbiamo ribattezzato effetto casa stregata. Il fastidioso fenomeno che si verifica quando gli utenti non riescono ad utilizzare la propria casa perché troppo tecnologica e dalle funzioni poco lampanti.
Una casa che non si mostra intuitiva ma anzi, preferisce privilegiare le mode del momento a scapito delle reali necessità dell’utente, difficilmente diventerà l’accogliente nido che ci si aspetta.

Quando si entra per la prima volta in una casa domotica non deve servire un manuale per riuscire ad interagire con l’ambiente. Anche perché possono esserci centinaia di cose da controllare e, di conseguenza, centinaia di pulsanti tra cui scegliere.
La convenzione secondo cui, vicino ad un vano porta ci sarà di sicuro un interruttore per la luce, può vacillare poiché i comandi di gestione di un’abitazione smart sono sull’App. Essendo molti, non si può “scartabellare” alla ricerca di quello giusto ogni volta che si deve compiere un’azione. Serve un’interfaccia intuitiva che supporti l’utente, visto che è possibile che allo stesso pulsante vengano assegnati più compiti.

Una sola App gestisce ambienti diversi in maniera chiara

Ogni ambiente vedrà una ripetizione di alcuni macro comportamenti: in salotto ci sarà una maggior attenzione all’home theatre o alle tende intelligenti, nella camera dei ragazzi all’impianto audio multiroom. Le icone relative dovranno essere posizionate sulla prima schermata dell’App ad un livello superiore, poiché utilizzate più frequentemente. Il resto potrà scendere ad un secondo livello, ma per assegnare il giusto posto alle icone… l’ultima parola spetterà sempre a chi utilizzerà quella casa tutti i giorni.
In fase di progettazione dei comportamenti è necessario sfoltire le informazioni. Un’accurata raccolta di dati e aspettative dei clienti, eviterà che la casa “viva di vita propria” nascondendo le proprie potenzialità e i canali grazie ai quali l’utente potrebbe interagire con lei, in maniera intuitiva.

Progetta la Domotica – Interfaccia intuitiva per apertura della porta senza chiavi

Non ci stancheremo mai di ripetere come una casa intelligente nasca, in prima battuta, tra le pagine del suo progetto domotico. Senza l’analisi e la stesura dei bisogni degli Attori coinvolti non si può andare verso la realizzazione della casa dei sogni.
Serve sapere quali siano le abitudini dell’utente e come questi potrebbe interagire con l’ambiente. E poi passare ad una fase di semplificazione.

Le leggi della semplicità in ambito tecnologico

Il concetto di semplificazione in ambito tecnologico è stato vagliato da più parti. L’analisi che ci sentiamo di condividere e che cerchiamo di utilizzare sempre come spunto, è quella di John Maeda, autore di “The laws of simplicity“, nonché professore al Media Lab del MIT e graphic designer di fama mondiale.
Ogni giorno ci troviamo ad interagire con molti sistemi tecnologici e, quelli che siamo portati a riutilizzare nel tempo, sono i più semplici.
“Semplicità equivale a buon senso, a equilibrio” un insegnamento che regola le preferenze e il piacere dell’interazione con gli strumenti che ci circondano. Quante volte, alla terza pagina di un manuale di istruzioni, abbiamo avuto la tentazione di buttare via tutto? Menu, sottomenu e complicazioni varie, fanno venir meno il piacere di utilizzare un lettore dvd, piuttosto che un deumidificatore.

Il plus della semplicità nell’era digitale

I primi strumenti Apple ci hanno mostrato l’importanza delle linee pulite e la facilità d’uso dei device. E continuiamo a percepirlo tutti i giorni con un qualsiasi smartphone. Nonostante siano presenti le istruzioni (anche se in forma sempre più scarna), raramente andiamo a prenderle per cercare di capire come usarlo. Il software è talmente raffinato che è più facile trovarsi a dire: “WOW!” piuttosto che: “E ora? Questo come si fa?”

Maeda ha compiuto analisi e ricerche riguardo alla semplicità e al suo legame con il design, la tecnologia e… con tutto quello che ci capita “mentre siamo intenti a leggere il libretto delle istruzioni di quella dannata caldaia!” 🙂 e ne ha fatto un trattato con 10 regole.
Dalla più semplice (“Riduci”) alla più complicata (“Semplicità significa sottrarre l’ovvio e aggiungere il significativo”) Maeda ci dà dei criteri per gestire la complessità, mostrandoci come questa idea possa guidare sia il business che la tecnologia.

La progettazione di interfacce intuitive è un tema caro agli Informatici

Un Informatico al lavoro sulla realizzazione di una interfaccia intuitiva

La progettazione delle interfacce è un tema dell’informatica e del design, non dell’architettura o dell’impiantistica. L’informatica ha portato diverse innovazioni su questo tema, già affrontato dagli Architetti e, dal momento che il nostro lavoro ci permette da anni di “tastare il polso” della situazione, riteniamo sia il momento di spingere avanti la figura degli Informatici e del design thinking per ottenere il massimo dalla tecnologia.

La casa diventa “smart” quando un Informatico scrive un software che spiega a tutti gli apparecchi come comportarsi.

La certezza di aver fatto un buon lavoro si ha quando l’utente comincia ad interagire con la casa, perché capisce cosa fare, lo fa e ne trae soddisfazione. Questo è poi il succo dell’intuitive design: un design facile da usare che l’utente percepisce come un miglioramento e non come fonte di ansie e dubbi.
L’utente sentirà che un design è intuitivo quando si basa su principi comuni ad altri domini a lui noti e a esperienze pregresse positive. Essendo il risultato soggettivo conferma l’idea secondo cui è necessario progettare, nel nostro caso la domotica, mettendo l’utente al centro e facendosi guidare dai suoi desideri e dal suo vissuto.

Il Team di Progetta la Domotica ha maturato anni di esperienza e al suo interno concilia competenze di realizzazione di impianti con le più moderne capacità informatiche.
Se hai un progetto nel cassetto… contattaci, noi siamo tutti orecchie!

Una casa domotica a zero click! facilita le giornate

La ricerca in campo domotico permette di ottenere soluzioni a zero click! Idee intelligenti a basso impatto architettonico che prevedono e assecondano le necessità dell’utente. Questo significa che la tecnologia c’è, ma spesso non si vede!

In fase di progettazione si sceglie, insieme al cliente, quali sono le cose importanti e si cerca una soluzione che non richieda azioni dirette per essere attivate. Dai sensori di presenza completamente invisibili, ai termostati integrati nei tasti per il comando delle luci, alle luci del corridoio che si accendono al passaggio degli Attori coinvolti. Ecco come incoraggiare la tendenza secondo cui “La cosa più semplice che puoi fare è… non fare!” 🙂

La luce nel corridoio si gestisce a zero click!

Non sempre servono pulsanti, ma indubbiamente serve che la luce si accenda quando ci si trova al buio. Ecco che la funzione zero click! si dimostra in tutta la sua utilità, prevedendo il bisogno di illuminazione al passaggio dell’utente. Ma se capita di aver bisogno della luce accesa per molto tempo? Per esempio perché si sta attaccando un quadro o si stanno congedando gli amici dopo una serata insieme? Vengono in soccorso i pulsanti virtuali sull’App. Tramite device si può bloccare l’attività delle luci, come se ci fosse un vero interruttore.

Luce di cortesia per chi si alza durante la notte

La luce LED nel corridoio accompagna chi si alza di notte. L’umidificatore in tinta assume un’aria magica

Alzarsi durante la notte assonnati e un po’ intontiti può essere rischioso. L’ideale sarebbe poter accendere l’abat jour o seguire una luce di cortesia. Ma quando si divide la camera con qualcuno, è d’obbligo un po’ di riguardo: quindi no all’illuminazione “a giorno” alle due di notte. E NO! al procedere al buio, incuranti degli spigoli.
Perché non scegliere una luce di cortesia che si accenda nel momento in cui ci si alza dal letto? Il sistema domotico, ben “addestrato” illuminerà il percorso notturno grazie a delle strisce di luci LED in corrispondenza del battiscopa. Oppure opterà per delle luci alla base del comodino. Niente di eccessivo e di continuativo ma, piuttosto, un supporto che si attiva al momento… senza essere richiesto.

Risiede qui il concetto di zero click!: non dover cliccare, toccare, spostare niente che possa agevolare l’azione. Ma trovare nella casa un supporto immediato e reattivo, che si attivi in modo naturale e… ovvio.

Per chi si alza di notte una delle direzioni plausibili è il bagno. Se la luce di cortesia ha accompagnato il percorso dal letto al bagno, la soluzione ottimale è trovare, anche in questa stanza, un supporto luminoso. Ma non al 100% delle sue potenzialità: l’accompagnamento luminoso ideale è dimmerato e copre un lasso di tempo ragionevole.
Non avrebbe senso ritornare a letto e avere ancora la lucina accesa in bagno. Ecco perché la durata del timer si decide in fase di progettazione e viene impostata in modo che si resetti ad ogni movimento. Così potrebbe spegnersi, indicativamente, dopo un minuto dall’ultima rilevazione di movimento. Per dare il tempo utile a tutti di fare quello di cui han bisogno, senza rischiare di rimanere al buio nei momenti meno opportuni.

Scenario di comportamento “vado via”

Un supporto importante da parte del sistema domotico è quello che consente di impostare gli scenari di comportamento. Per esempio uno che ricordi alla casa di spegnere tutte le luci quando i proprietari escono. Un pensiero in meno per chi è sempre di corsa e non vuole rischiare di dimenticare le luci accese. Basterà salutare la casa dicendole “vado via”, o la frase di riferimento scelta in fase progettuale, per darle l’input a fare un check di tutti gli elementi luminosi dell’edificio.

Controllo vocale: tu parli e la casa ti ascolta!

Il controllo vocale, che si lega all’esempio precedente, dell’attivazione di scenari di comportamento, è anche il modo con cui, sempre più spesso, ci si trova ad interagire con l’ambiente. Alexa, per esempio, si attiva senza alcun pulsante e senza contatti fisici. Basta chiamarla per procedere con le richieste, commisurate al suo livello di implementazione domotica. Da “Qual è la capitale del Belgio?” al “Ciao, io vado via, spegni le luci e chiudi la porta con due mandate”.
In uno dei nostri progetti più recenti abbiamo proprio programmato la casa in modo che, uscendo, si attivino alcuni accorgimenti, “fiinalizzati ad evitare ansia e malumori. Si spengono le luci, si abbassa il riscaldamento, si chiude la serratura blindata con la mandata e si attivano sensori e telecamere”.

Tende intelligenti zero click! che si muovono seguendo il sole

Poter godere della propria casa sentendola sempre come il luogo più accogliente possibile, è un lusso che ci si può concedere facilmente con un’abitazione domotica. Quando il sole è troppo caldo e fastidioso, le tende intelligenti aiutano a ritrovare l’equilibrio tra luminosità e temperatura. Lo fanno seguendo la rotazione del sole e proteggendo così chi è all’interno, da sensazioni spiacevoli. Tutto senza interazioni dirette, né pulsanti con i quali interagire.

Fare colazione con le tende intelligenti che schermano il sole diventa un piacere irrinunciabile

Controllo della temperatura

Un altro parametro, che si può gestire in modo smart è quello relativo alla temperatura dell’abitazione. Per fare in modo che non risulti necessaria un’interazione diretta da parte degli Attori coinvolti, basterà impostare il sistema domotico che gestisce l’abitazione chiedendogli di portare la temperatura a 20° e… rilassarsi. La casa farà tutto ciò che è in suo potere per rispondere alla richiesta. Alzerà o abbasserà le tende intelligenti, regolerà il sistema di riscaldamento e quello di raffrescamento con un unico obiettivo: ottenere la giusta temperatura.

Le idee a zero click!: un aiuto per utenti con disabilità

Parlando di casa è facile pensare alla comodità e al riposo e a tutti quegli escamotage che rendono il tempo passato nella propria dimora… tempo di qualità. Ma i sistemi domotici si prestano anche ad essere di aiuto per le persone con disabilità. Usare la domotica per permettere loro di vivere e muoversi liberamente all’interno della propria casa, dà un sapore diverso al nostro lavoro.

Quando si installa un impianto domotico per supportare utenti disabili, è bene conoscere gli spazi e le esigenze particolari di chi vivrà la casa. Il sistema deve garantire di poter svolgere determinate funzioni in totale autonomia, rispettando l’utente e la struttura dell’abitazione. Il concetto di zero click! assume un valore ancora più grande perché a volte gli Attori coinvolti sono impossibilitati a compiere alcune azioni.

A noi piace trovare la soluzione migliore per tutti e, quando ci riusciamo è perché abbiamo dato spazio ai futuri fruitori, raccogliendone desideri, dubbi e fantasie.
Se hai dei progetti nel cassetto e vuoi renderli… speciali, noi siamo pronti per partire al tuo fianco!

Casa passiva con integrazioni domotiche

Il Comune di Chieri, sulla collina torinese, è culla di una bellissima casa passiva, una delle prime in Piemonte. Una sfida architettonica ambiziosa capitanata dall’Architetto Fabrizio Giraud, progettista architettonico ed energetico di RossoMattone. Noi di Progetta la Domotica siamo particolarmente affezionati a questo progetto, perché ci siamo occupati dell’implementazione domotica.
Si tratta di una villa indipendente di 150 m² posti su due piani, dall’architettura contemporanea con ampio giardino e piscina a sfioro. Studiata nei minimi particolari, nasce nel 2017 e si distingue per le sue caratteristiche tecnologiche e per le alte prestazioni energetiche. Un edificio ecosostenibile analizzato come case history da studenti di Ingegneria del Politecnico di Torino ed esperti del settore.

La casa passiva (Passivhaus secondo il termine originale di lingua tedesca) è un edificio energeticamente autonomo, che copre da sé la maggior parte del fabbisogno energetico per riscaldamento e raffrescamento ambientale.
La certificazione internazionale Passivhaus descrive uno standard e non una specifica modalità costruttiva. Si ottiene, a costruzione ultimata, con verifiche che decretano la sostenibilità dell’edificio. Grado di coibentazione termica, qualità dell’isolamento degli infissi, tenuta all’aria e ventilazione controllata con recupero di calore ad alta efficienza.

Passivhaus è uno standard riconosciuto a livello internazionale per l’architettura sostenibile

Il ruolo della domotica nella casa passiva di Chieri

Il lato tecnologico e innovativo di questa abitazione è emerso anche nella sua implementazione domotica. Il nostro Team è intervenuto su diversi aspetti che possiamo riassumere così:

  • automazione delle tende,
  • integrazione tra casa e gestione termica,
  • sistema di antintrusione,
  • gestione elettrica relativa a cancelli e videocitofono remoto,
  • impianto audio multiroom,
  • semplificazione della gestione cantiere.

Il controllo automatizzato delle tende intelligenti

Il cliente desiderava poter controllare le tende perché l’abitazione possiede delle finestre molto grandi. Durante le belle giornate le ampie vetrate favoriscono l’accumulo del calore prodotto dal sole, cosa molto importante per una casa passiva ma, altrettanto fastidiosa per chi vive al suo interno.
Le tende intelligenti sono state così la nostra proposta. Un sistema in grado di alzare e abbassare le tende, a seguito di un controllo incrociato tra presenza di Attori e necessità dell’abitazione.

Siamo particolarmente legati a questo intervento che ci ha permesso di esaudire uno dei desideri dei proprietari: potersi alzare e vedere l’alba dalle vetrate della zona giorno. Poter sorseggiare il primo caffé al cospetto del sorgere del sole era una richiesta emersa durante i primi colloqui con i proprietari.
E così al mattino le tende si alzano automaticamente, appena il sole fa capolino per augurare buongiorno.

Le ampie vetrate regalano tanta luce e calore naturali

Le tende intelligenti capiscono le esigenze della casa

Il sistema domotico che regola le tende riconosce se in casa sono presenti persone e dà ascolto ai segnali provenienti dall’impianto termico.
Quando in casa non c’è nessuno, e l’abitazione stessa ritiene di aver bisogno di più calore per raggiungere la temperatura ottimale entro l’orario prestabilito, le tende vengono “allertate” e si alzano in autonomia. Questo permette alle finestre di incamerare calore utile.
Una volta raggiunto l’obiettivo, le tende si abbassano per proteggere la casa dalla dispersione del calore ottenuto.

La casa passiva, per le sue caratteristiche, tende ad immagazzinare calore. In inverno, quando fa più freddo, le tende intelligenti si muoveranno per permettere alle grandi vetrate di raccogliere il calore che servirà a regolare la temperatura della casa. Meglio scaldarla meno, prendendo ciò che ci regala il sole.
In estate, la necessità di tenere giù le tende sarà maggiore: così per mantenere la casa più fresca le tende si autoregoleranno, stando aperte nelle ore più fresche e chiuse in quelle più calde. Con le dovute differenze in base alla disposizione delle stanze e ai desideri degli Attori che abitano la casa.

Gli Attori che abitano la casa passiva vengono agevolati dalle tende smart

Quando i proprietari sono presenti in casa, se la luminosità risulta per loro troppo fastidiosa, le tende si abbassano seguendo la rotazione del sole, in modo da proteggerli sempre da un’eccessiva esposizione ai raggi solari. Questo è possibile grazie ad un sistema che combina la geolocalizzazione della casa alla presenza di sensori di luminosità.
L’utente può sempre controllare le tende anche in modo manuale e, se il sole colpisce le vetrate in modo piacevole, decidere di tirare su le tende per accogliere più calore e luminosità possibile.

La casa si sviluppa su due piani ed è caratterizzara da un design minimale

L’impianto termico e il supervisore domotico nella casa passiva

L’impianto termico, a marchio Nilan, è stato scelto prima del nostro arrivo. Il nostro obiettivo è stato quello di concordare l’uso del protocollo modbus, (che regola la connessione fra dispositivi elettronici) e a quali informazioni accedere. Abbiamo potuto così scambiare dati tra casa e sistema domotico, senza disturbare l’intelligenza dell’impianto termico già esistente.

L’impianto termico della casa passiva di Chieri soddisfaceva a pieno le esigenze del cliente. Noi siamo intervenuti offrendo una gestione intelligente delle tende.
Quando gli utenti non sono in casa il nostro dispositivo si prodiga per fare in modo che, al loro ritorno, vengano accolti da una sensazione di comfort legato alla temperatura percepita.

Attraverso un’unica interfaccia di comando, personalizzata in base alle esigenze degli Attori coinvolti, il nostro supervisore domotico è in grado di gestire il controllo dei sensori di luminosità e la parte software di comunicazione tra impianto termico e tende.
Il controllo dei sensori e il software che gestisce le tende non sono funzionalità proprietarie dei prodotti installati. Sono stati sviluppati ex-novo dal nostro Team, appositamente per la casa passiva di Chieri. La possibilità di muoverci in autonomia è data dal fatto che, all’interno di Progetta la Domotica, sono presenti competenze informatiche ed elettroniche uniche nel panorama degli installatori.

Il controller da cui è possibile gestire tutte le implementazioni domotiche

Abbiamo lavorato fianco a fianco con il progettista termico

Sin dall’inizio dei lavori, quando è stato possibile, abbiamo sfruttato l’analisi dei dati scambiati tra i diversi impianti per inserirci, in modo indolore, con la nostra componente domotica.
Per noi è sempre stato importante lavorare in modo tale da non compromettere il lavoro svolto dagli impiantisti termici. Trattandosi di una casa passiva, un errore avrebbe potuto mettere a rischio la possibilità di ricevere la certificazione energetica come Passivhaus, perciò abbiamo strutturato i nostri interventi sull’impianto termico, in base allo spazio di manovra lasciatoci dal progettista che li ha realizzati.

Attualmente il nostro intervento sull’immobile è circoscritto alla manutenzione attiva. Gli aggiornamenti annuali dei sistemi non richiedono interventi in presenza. Ma se si presentassero dei problemi, legati alla routine quotidiana, verremmo avvisati dal sistema, prima ancora che lo facciano i proprietari dell’abitazione.

Siamo orgogliosi di aver contribuito alla realizzazione di questa casa. Ma la soddisfazione maggiore ce la regala il sorriso dei clienti quando ci raccontano quale fortuna sia, per loro, potersi alzare e assistere al sorgere del sole.
Se anche tu hai un sogno da realizzare nel tuo prossimo progetto domotico, noi siamo a disposizione. Siamo curiosi e ci piace ascoltare!