I trend della domotica per il 2022

La tecnologia sta assumendo un ruolo importante in molti aspetti della nostra vita quotidiana, e il 2022 segnerà la crescita di questo trend anche nella domotica. L’istruzione, la salute e, ovviamente, la gestione delle nostre case avrà sempre più punti di contatto con le automazioni e la tecnologia smart.
Le case dotate di impianti domotici, tema a noi più caro, sono tra quelle più sensibili alle innovazioni smart poiché usano dispositivi connessi a Internet per monitorare e gestire da remoto molti processi. Tra questi il riscaldamento, l’illuminazione, la sicurezza e la manutenzione generale della casa. 

Le prime case intelligenti risalgono ai primi anni 2000. Da allora, il settore ha visto una crescita accelerata nel design e nella funzionalità grazie ad un continuo evolversi del mondo high tech.
Si tratta di un comparto che smuove molto interesse e, stando ad alcuni sondaggi condotti negli Stati Uniti si stima che, su un campione di 10.000 nuclei familiari, quasi il 40% ha in programma l’acquisto di dispositivi domotici entro l’anno prossimo.

Vediamo quindi i principali trend della domotica a cui prestare attenzione nel 2022.

Sicurezza e controllo degli accessi

Il futuro della sicurezza domestica è nell’automazione. Questa è una delle funzionalità indispensabili per le case intelligenti. I principali produttori di sistemi di sicurezza stanno creando soluzioni semplici da utilizzare ma sufficientemente sofisticate da resistere agli attacchi informatici.

Il 2022 promette sistemi di sicurezza e controllo accessi che integrino la gestione dell’illuminazione, degli allarmi e delle telecamere a circuito chiuso in un’unica interfaccia.

Controllo Covid-19 in aree commerciali 

Nel campo degli edifici commerciali, un ruolo di spicco lo avrà il riconoscimento contactless e il rilevamento della temperatura per rendere le aree controllate più sicure.
Pur sperando che non debba più servire, il controllo della temperatura corporea con avviso sonoro, sarà sempre più sofisticato e con una soglia di errore sempre più bassa.

Inoltre si potrà impostare un allarme che, in caso di temperatura elevata (o mancanza di mascherina), segnalerà il problema e, se collegato ad un accesso, ne impedirà l’apertura.

Elettrodomestici intelligenti

I moderni elettrodomestici intelligenti sono dotati di funzioni come il controllo autonomo e il controllo vocale/gestuale.
Alexa, Siri e Google Assistant sono state tra le prime a sfruttare la potenza dell’assistenza vocale. Altoparlanti come Google Nest Hub, Amazon Echo e Sonos One sono alcuni degli elettrodomestici che potremo trovare nelle case intelligenti del 2022.

Gli Smart Speaker supportano gli utenti durante tutta la giornata

Ripensando alle case come le conosciamo… Anche le moderne smart TV non sono più solo il centro dell’intrattenimento ma giocano un ruolo di controllo nella casa intelligente. Alexa e Google Assistant permettono di controllare anche il riscaldamento e l’illuminazione attraverso la televisione.
Gli elettrodomestici intelligenti si estendono dal salotto alla cucina… fino ai bagni. Se in cucina troveremo forni con telecamere integrate, l’area bagno non sarà avara di novità: grazie alle toilette autopulenti e le docce termoregolabili, nessun ambiente verrà escluso.

Efficienza energetica

Le case smart sono pensate per essere efficienti dal punto di vista energetico. Per il 2022, si prevede un uso maggiore di energia verde e rinnovabile. Ma l’attenzione va anche verso nuove fonti di energia. Ed è quello che fanno i fondatori di Baxi, a Bassano del Grappa: oltre a coprire la richiesta di caldaie a condensazione, autoproducono idrogeno verde. Lo ottengono dall’acqua tramite elettrolisi e sperimentano così “il progetto della caldaia premiscelata che prevede il mix idrogeno-gas naturale”.
Il loro lavoro guarda all’estero dove alcuni Paesi sono più avanti con la sperimentazione e punta a “fornire una soluzione che garantisca efficienza energetica e attenzione alle emissioni”. Grandi novità quindi, per chi ha a cuore il bene dell’ambiente.

Sensori di presenza

I sensori di presenza sono sistemi di monitoraggio che rilevano quando lo spazio è occupato e si attivano, sul momento, a seconda delle esigenze. Quando un ambiente è vuoto spengono elettrodomestici e sistemi di illuminazione. Si assicurano che nessuno transiti nell’area sotto il loro controllo e, nel caso di problemi, inviano segnalazione tramite i device collegati alla casa.

Entro il 2022, si prevede che i sensori di occupazione avranno la capacità di apprendere i modelli di movimento in modo sempre più fine e saranno in grado di distinguere la presenza dei vari componenti della famiglia. Questa funzione verrà integrata nei sistemi di sicurezza come una forma di rilevamento antifurto. Un buon supporto per minimizzare gli errori e prendersi maggiormente cura della casa e dei suoi proprietari.

Gestione della salute

Il 2022 porterà news anche per quanto riguarda il controllo della salute.  Le case intelligenti avranno la capacità di monitorare e rilevare i cambiamenti nella “sfera della salute” dei loro proprietari.

I dispositivi di monitoraggio del sonno integrati nelle case intelligenti sono già in grado di rilevare i primi segni di depressione (uno dei sintomi della depressione è infatti la difficoltà e discontinuità del sonno).
Se la pandemia di Covid-19 ci ha abituato a una cosa, è che la temperatura corporea può indicare alcune difficoltà di salute, da non sottovalutare. Si prevede che le case intelligenti disporranno di sistemi di monitoraggio della temperatura come caratteristica standard.

Riguardo al monitoraggio della salute ci sarà un’ulteriore impennata nell’acquisto dei gadget per il fitness in grado di valutare i cambiamenti fisici e offrire consigli su una dieta adeguata. Gli smart medical wearables potranno essere collegati all’App di gestione della casa, e aiutare ad impostare più correttamente la to-do-list e la lista della spesa.

L’home fitness in una casa domotica ha molti vantaggi, monitorabili tramite i device connessi all’abitazione

Aiutanti robotici

Gli aspirapolvere robotici sono ormai comuni nella maggior parte delle case. Operano in modo autonomo e offrono un grande supporto. Si prevede che l’impatto dei robot nelle case aumenterà nel 2022 aiutandoci in attività come cucinare, fare da babysitter, pulire e persino monitorare le nostre condizioni di salute.

Amazon, che non perde un colpo conta, tra i suoi vari prodotti hardware, Amazon Astro e Amazon Glow. Il primo è in fase di test sul mercato americano, ed è un robottino che promette di unire le funzioni che in larga parte già conosciamo, con un sistema di sorveglianza e alcuni piccoli aiuti nella quotidianità domestica”. Il secondo invece è “un device nato per le videochiamate ma dotato di un proiettore”.

Se Astro, a detta dei ben informati, ha ancora un po’ di problemi dal punto di vista qualitativo, Glow è acquistabile, previo invito, su Amazon.com
Nato per un target tra i 3 e i 9 anni, Glow viene definito da TechPrincess come “accompagnato da un tappetino di circa 19 pollici su cui vengono proiettate le immagini ed è dotato di un piccolo display che permette ai più piccoli di chiamare una lista specifica di persone, accuratamente selezionate dai genitori”.
Il futuro è ricco di strumenti che renderanno la vita più semplice agli utenti. Sarà importante imparare ad utilizzarli con coscienza e intelligenza.

Sistemi di illuminazione intelligenti

I sistemi di illuminazione intelligenti sono una parte fondamentale delle case con impianti domotici. Offrono grandi risparmi in termini di efficienza energetica. I sistemi moderni sono dotati di diverse funzionalità operative tra cui l’attivazione vocale, i sensori gestuali e l’attivazione remota.

Il trend della domotica nel 2022 vedrà l’aggiunta di funzionalità più raffinate al sistema di illuminazione. Ad esempio, è probabile che vedremo ancora più case con luci che regolano autonomamente la propria intensità in base alla quantità di luce nella stanza e… all’umore degli utenti. Una feature che noi offriamo già ai nostri clienti, da qualche anno e che permette alla casa di prendersi cura dell’utente.

Un’altra caratteristica interessante che potremo scoprire è l’effetto di simulazione della luce, una caratteristica di sicurezza per le case che vengono lasciate incustodite per lunghi periodi.

Le future case domotiche funzioneranno in modo quasi autonomo. Dalla sicurezza e controllo degli accessi al supporto in cucina, ci si aspetta che le case smart siano in grado di gestire queste operazioni con un coinvolgimento umano ridotto.
Come descritto nel post sulla casa Zero Click! ci stiamo avvicinando sempre più ad ambienti che saranno abili a percepire le esigenze degli utenti e ad anticiparle.
Ti piacerebbe dare una svolta alla tua idea di casa? Noi di Progetta la Domotica ti saremo accanto per un 2022 più smart!

Come si scrive il progetto domotico definitivo?

Creare un progetto domotico, come abbiamo visto in questo post, è uno dei passaggi fondamentali per portare a termine, con successo, la realizzazione di una casa domotica.
A volte l’utente finale potrebbe volere “un po’ di domotica” perché ne sente parlare da tutti e… non vuole rimanere escluso. Sempre più spesso, invece, c’è consapevolezza da parte dei clienti che desiderano una casa che risponda in modo preciso alle loro esigenze. Trattandosi di lavori di una certa importanza, è meglio non lasciare niente al caso rischiando di ritrovarsi con un’abitazione con cui l’interazione risulti faticosa e insoddisfacente.

Il documento che risponde al nome di progetto domotico affiancherà quelli tradizionali come il progetto architettonico o quello elettrico. Ognuno ha la propria funzione e sono tutti indispensabili. Sia che si abbia in programma una ristrutturazione, una realizzazione da zero o un intervento di retrofit.

L’obiettivo dell’intervento domotico

La prima voce che troviamo nel documento che definisce il progetto domotico è l’obiettivo dell’intervento. Viene specificato se si sta lavorando ad un progetto di creazione da zero o ad una ristrutturazione. Ma si scende nei dettagli fino a definire se i lavori hanno lo scopo di risolvere un problema preesistente o se sono finalizzati a porre l’attenzione verso particolari interessi del cliente.

La priorità è la sicurezza o il raggiungimento di una specifica classe energetica? Magari ci si sta attivando per usufruire dell’Ecobonus 110%? Oppure si cercano delle soluzioni domotiche basate su controllo vocale e motorizzazioni, per andare incontro a familiari anziani o proprietari lungimiranti?
Un’altra opzione è quella di porre l’attenzione al concetto guida alla base del progetto architetturale. Questo perché, essendo un documento che passerà di mano in mano tra diversi professionisti, permetterà di schematizzare criteri e ruoli di ognuno, rendendo chiaro e condiviso un percorso comune.
Questo è il momento in cui definire queste specifiche e metterle nero su bianco nel progetto domotico.

Con la stesura del progetto domotico si schematizza un percorso che sarà utile a tutti i professionisti coinvolti

La descrizione degli ambienti

Per descrizione degli ambienti, altra voce presente nel progetto domotico, non intendiamo i disegni di cui si occuperà egregiamente l’Architetto ma un resoconto di dove si trova la casa alla quale si lavorerà. Si tratta di un’abitazione ubicata in centro città, con ZTL (zone a traffico limitato) da attraversare? Al quinto piano, senza ascensore, in uno stabile d’epoca? O è in campagna, in zone impervie da raggiungere? La posizione e la struttura dell’edificio può far variare i costi di trasporto del materiale ed è bene tenerla in considerazione sin dall’inizio.

È anche importante avere una fedele analisi degli ambienti, dal punto di vista tecnico. Tutte informazioni già presenti nei documenti realizzati da ogni professionista coinvolto ma che, se riportate anche nel progetto domotico, saranno un recap comune e utile a tutti. Da seguire come traccia sin dall’inizio dei lavori.

Le assunzioni preliminari

Le assunzioni preliminari, che in informatica sono le “specifiche di Sistema”, rappresentano quelle richieste riferite al funzionamento dell’intero progetto. I vincoli ai quali ci si deve attenere e le cose sulle quali non si può transigere.
La classe energetica di partenza, o alla quale si vuole arrivare a fine lavori, può determinare la scelta di tecnologia di una determinata fascia. Così come la predilezione per una marca, rispetto ad un’altra. Se il cliente desidera solo prodotti del marchio X, tutti i lavori ruoteranno nella direzione che permetterà di garantire la massima soddisfazione finale.
I vincoli che caratterizzeranno il progetto hanno un’importanza fondamentale e devono essere noti e condivisi tra i professionisti che prenderanno parte alla realizzazione della casa domotica.

Noi di Progetta la Domotica, nel tempo, abbiamo deciso anche di esplicitare un vincolo di budget, deciso con il cliente, che risulta essere un modo per contingentare le spese ed evitare brutte sorprese alla fine. Anche questo, se condiviso tra tutti i tecnici in fase progettuale, non coglierà nessuno di sorpresa e farà scorrere i lavori senza tensioni e malumori.

Gli Attori che vivranno l’ambiente domotico

Proseguendo con l’analisi delle voci presenti nel progetto domotico ci imbattiamo nella figura degli Attori. Si tratta di tutte quelle persone che useranno l’ambiente al quale si sta lavorando. Si tratterà sicuramente dei proprietari ma anche degli altri componenti della famiglia, con una particolare attenzione alle esigenze di eventuali figli, che muteranno in base alla loro età.
Tra gli Attori si elencano anche i collaboratori domestici (che potrebbero interagire con la casa in assenza dei proprietari) o gli animali domestici, che impatteranno sulle scelte legate alla videoanalisi o al timing di aperture/chiusure ingressi.

Anche la casa è un Attore. Sensori e temporizzazioni renderanno l’ambiente autonomo e in grado di avvisare l’utente, in caso di problemi o malfunzionamenti. Una finestra aperta o un’improvvisa fuga di gas, verranno segnalate tempestivamente, tramite i device collegati, ai proprietari. In modo da poterli mettere nella condizione di attivarsi per salvaguardare la propria abitazione.

Descrivere gli Attori che utilizzeranno la casa domotica aiuta ad andare incontro alle esigenze di tutti

Lo scopo della domotica è la creazione di un sistema che risponda alla relazione tra ambiente/persone ed è per questo che è importante sapere che tipo di persone vivranno la casa.
Tra le informazioni che non possono mancare ci sono l’età dei componenti del nucleo familiare, le loro preferenze e le eventuali difficoltà che li contraddistinguono. La professione, le abitudini e le preferenze (per esempio se si tratta di utenti Apple o Android).
Il progetto domotico racconta le relazioni tra casa e ambiente grazie agli scenari di comportamento, che sono descrizioni testuali di come si comporterà la casa. Queste possono cambiare e arricchirsi durante l’evoluzione del progetto, da preliminare ad esecutivo.

Comportamenti: il nucleo del progetto domotico

Una delle fasi più importanti del progetto domotico è rappresentata dalla creazione dei comportamenti. Si tratta di una descrizione di come il cliente vuole che si comporti l’ambiente e può riferirsi a:

  • comportamenti impliciti (una serie di azioni che ci si aspetta che la casa compia. Sono talmente scontati che non vengono descritti a meno che possano dare adito a dubbi. Per esempio l’interruttore che accende la luce è cosa ovvia e non viene segnalato);
  • comportamenti espliciti (azioni richieste, complesse e non date per scontate).

La creazione di scenari di comportamento, negli ambienti informatici e IoT, è universalmente riconosciuta come una parte saliente della progettazione ed è importante perché:

  • garantisce al cliente la comprensione di ciò che sta comprando,
  • dai comportamenti gemma l’infrastruttura tecnica. Ovvero si determinano i sistemi e le tecnologie utili a soddisfare il cliente.

Creare un documento condiviso mette al riparo da incomprensioni

Una particolarità del documento che descrive i comportamenti è che, con l’andare avanti dei lavori, si arricchisce di dettagli ad ogni fase cristallizzando le scelte tecniche fatte man mano.
Questo previene le problematiche in cantiere perché è tutto documentato nero su bianco e limita le sorprese che, in questo contesto, non sono sempre piacevoli. Il progettista ufficializzerà così le scelte prese, senza delegare a chi verrà dopo di lui o agli installatori.
Nessun “Ah, ma io avevo capito che…” potrà dare adito a dubbi e fastidiose incomprensioni. Anche a livello economico, per il cliente, non ci saranno aumenti dell’ultimo minuto e si rispetterà il budget con più facilità.

I comportamenti sono raccolti in una sezione del documento in cui, descrivendo le interazioni tra utente e ambiente, trovano spazio la descrizione di ciò che deve succedere in casa. Per esempio, si analizza e descrive cosa dovranno fare le tende intelligenti:

Tende intelligenti: Le tende seguono la posizione del sole durante il giorno per garantire il comfort e favorire un’illuminazione ottimale.
Supportano il sistema di termoregolazione proteggendo gli ambienti dal calore in estate e favorendo l’accumulo di calore in inverno.
progetto domotico
La descrizione dei comportamenti permette agli utenti di prefigurare ciò che succederà nella loro casa, prima di andarci a vivere

Linguaggio semplice per collaborare in modo proficuo al progetto domotico

In questa breve descrizione salta subito all’occhio che il linguaggio usato è semplice e discorsivo. Non ci sono tecnicismi che rischierebbero di confondere l’utente. Il punto di riferimento è proprio lui che, con un linguaggio trasversale, può determinare il raggiungimento dell’obiettivo.
In questo documento non deve esserci sfoggio di competenze tecniche ma, piuttosto, un allineamento del linguaggio ad un livello comune a tutti. Questo linguaggio condiviso garantisce la comprensione e permette a tutti di rimanere sulla stessa lunghezza d’onda.

Questa formulazione diventa più stringente nella fase definitiva e assume una struttura ricorrente basata su tre step:

  • Come… (Come proprietario / figlio / domestica…)
  • Vorrei che… (Le tende si abbassassero quando il sole batte sulle finestre / le tende si alzassero…)
  • Affinché… (Io non rimanga abbagliato / Io possa guardare la tv senza riflessi / Io possa pulire i vetri senza lasciare aloni)

C’è un percorso che muta da desiderio a desiderio dettagliato. La precisione massima viene raggiunta nella fase esecutiva, quando si arriva ad un passo da quello che è il linguaggio tipico della programmazione software caratterizzato dai comandi “If – Then – Else”:

  • Dato (Antifurto inattivo)
  • Quando (Il sensore di luce S15 indica presenza di massima luminosità
  • E (L’orario del giorno indica che il sole è allineato alla finestra)
  • Allora (Il sistema abbassa la tenda relativa)

La descrizione dei comportamenti, in forma testuale, può essere anche rappresentata in modo grafico, attraverso un diagramma (di flusso o BMPN). A prescindere dalla modalità scelta, è importante che il progetto domotico evolva fino a un dettaglio tale che, chi deve effettuare la programmazione, sia in grado di avere tutti gli elementi per garantire il risultato desiderato.

L’architettura dei dispositivi in un progetto domotico

Se fin qui ci siamo occupati più della parte software, è il momento di occuparci dell’hardware. Dobbiamo definire quali siano i dispositivi da inserire fisicamente nell’abitazione, in modo da poter raggiungere i risultati ambiti dal cliente.
L’architettura dei dispositivi definisce ed elenca, raggruppandoli per tipologia, tutti i dispositivi derivati dai comportamenti descritti negli scenari di comportamento. In un unico documento sono racchiuse le informazioni relative a tutta l’abitazione:

  • una descrizione dettagliata dei dispositivi necessari per ogni tipologia di impianto,
  • la disposizione dei vari elementi e relativo schema suggerito,
  • quantità di elementi necessari (dispositivi astratti, non legati ad un marchio, per poter avere una più vasta gamma di prezzi, senza vincoli).

La figura più adatta a definire l’architettura dei dispositivi è quella che offriamo noi di Progetta la Domotica.
Si tratta di una fase importante della progettazione e non basta il supporto di un progettista elettrico. Il lavoro di definizione di questi elementi è guidato al meglio dal progettista domotico.
Si può sopperire all’eventuale mancanza di questa figura professionale completa, facendo collaborare un bravissimo System Integrator, che ha una visione generale del progetto dal punto di vista tecnologico, e un Architetto. È bene, però, che lavorino a stretto contatto per cercare di ottenere un risultato in linea con le richieste del cliente.

Con l’elenco dei materiali necessari è possibile cominciare a chiedere preventivi ai fornitori e a rendere disponibili parametri utili ai vari progettisti.
La domotica tende a necessitare di più spazio fisico, rispetto a quello di cui ha bisogno un sistema elettrico tradizionale. Con un’analisi dettagliata delle richieste, si potrà allocare budget e spazio in modo più proficuo.

Come produrre un elenco dei materiali necessari alla realizzazione della casa domotica?

Con tutte le informazioni ricavate fino a questo punto, come si fa a stilare l’elenco dei componenti necessari allo scopo? È consigliato seguire lo schema del modello dell’intelligenza ambientale che descrive il flusso delle informazioni.

Rappresentazione del “modello dell’intelligenza ambientale”
  1. Sensing (Percezione data dai sensori)
  2. Reasoning (Elaborazione dei dati ottenuti)
  3. Acting (Attivazione delle azioni)
  4. Interacting (Facilitatore dell’interazione tra utente e ambiente)

Si sceglie un comportamento mutuato dagli scenari ai quali si è approdati e ci si chiede:

  • di che sensori ho bisogno per recuperare le info necessarie ad attivarlo? (Per esempio: un sensore di luce, di temperatura…)
  • Queste informazioni a chi andranno? (Ad un modulo Meteo che è in grado di raccogliere quelle informazioni per fare le previsioni…)
  • Dove vado ad intervenire con queste informazioni raccolte? (Aperture valvole, uscite elettriche…)
  • L’utente come può controllare queste informazioni? (Centralina Meteo, pulsanti touch, interruttori, comandi vocali…)

Stima indicativa dei tempi di realizzazione

Un’ultima voce presente nel documento è la stima sui tempi. Più sarà accurata la fase precedente e più sarà veritiera questa analisi. Dalla quale dipende la buona orchestrazione dei lavori. Nel report vanno elencate:

  • Stima dei tempi di realizzazione
  • Schema delle interdipendenze delle attività (non si può fare l’attività X se prima non viene finita l’attività Y)
  • Informazioni da condividere tra tutti i progettisti per facilitare l’organizzazione.

Queste informazioni saranno molto utili a chi gestisce il cantiere e ha in mano le fila dell’intero progetto. Coordinare tutti non è facile ma con un progetto molto dettagliato diventa sicuramente più facile.

Progetta la Domotica ha trovato il giusto equilibrio tra competenze necessarie e capacità di rispondere alle esigenze dei clienti, anche a quelle più particolari. Siamo in grado di mantenere un buon rapporto tra ambiente e persone che lo vivranno. Se queste finissero in secondo piano, in una casa ipertecnologica che non riescono ad utilizzare, si rischierebbe di incorrere in quello che noi chiamiamo, scherzosamente, “effetto casa stregata”. Un’abitazione che non asseconda i bisogni dell’utente ma tende a fagocitarlo, privilegiando il lato tecnologico e dimenticando quello umano.

Per evitare questa situazione ci vogliono esperienza, lungimiranza e attenzione verso il cliente: caratteristiche che noi possediamo, grazie agli anni di lavoro che ci hanno portato a fondare Progetta la Domotica.
Speriamo che questa analisi delle voci presenti nel progetto domotico ti sia stata utile e ti ricordiamo che puoi trovarci qua per una chiacchierata 🙂

Progetto domotico: cos’è e come trarne vantaggio

Se, come dice Wikipedia “La domotica è la scienza interdisciplinare che si occupa dello studio delle tecnologie adatte a migliorare la qualità della vita nella casa” è il progetto domotico che si concentra sul comportamento del sistema nella relazione Uomo-Ambiente.
Alla base del progetto domotico ci sono alcuni concetti che regolano la realizzazione del progetto e avranno un impatto sulla sua gestione:

  1. la relazione
  2. l’interdisciplinarietà
  3. la tecnologia

La relazione tra utente e casa determina la progettazione domotica degli ambienti

La relazione tra chi abita la casa e l’ambiente è uno dei capisaldi della progettazione domotica perché l’obiettivo della domotica è proprio quello di migliorare la vita nella casa per chi la vive nel quotidiano. Questo è un concetto noto a chi si occupa di creazione di ambienti.
La progettazione user centered parte sempre dalle esigenze del cliente e si sviluppa intorno ad esse per realizzare il progetto dell’abitazione. Anche quando si parla di impianti che seguono i principi della domotica, ci si muove tenendo come “stella polare” l’utente.

La casa asseconda le esigenze dell’utente e previene i suoi bisogni

La relazione tra utente e ambiente caratterizza la progettazione user-centered

L’interazione tra uomo e ambiente deve essere descritta, in tutte le sue specifiche, in un documento frutto di colloqui approfonditi e grandi doti di ascolto. Ciò che vuole l’utente verrà cristallizzato in questa scrittura che sarà la base da cui si declinerà la parte tecnica e impiantistica.

L’ambiente proattivo previene le esigenze dell’utente

Questa relazione con l’ambiente però, non è né statica, né attiva. Raggiunge un livello superiore che si può definire proattiva.
L’ambiente proattivo anticipa i bisogni dell’utente. Se nell’ambiente statico si spostano le tende quando si vuole più luce e in quello attivo si schiaccia un bottone per raggiungere lo stesso scopo, è in quello proattivo che le tende si alzeranno, spostandosi di pari passo con il sole. Vengono così anticipate alcune necessità e la casa si comporta in modo autonomo.

L’interdisciplinarietà nella progettazione domotica

Il concetto di interdisciplinarietà sottolinea l’esigenza di affrontare l’impiantistica degli ambienti collaborando e coinvolgendo più discipline nella sua realizzazione.
A questo scopo il progetto domotico deve mantenere sempre una visione sistemica. Questo significa che qualsiasi modifica venga effettuata su un elemento avrà un impatto sugli altri.

La scelta del portoncino di ingresso – per esempio un modello con riconoscimento biometrico – può impattare sull’impianto elettrico che a sua volta può ricadere sul tipo di antifurto o di illuminazione che accoglie gli utenti. I dati raccolti dal portoncino che si apre grazie all’impronta digitale, saranno l’input attraverso il quale l’allarme si disattiverà riconoscendo il proprietario di casa. Oppure impatteranno, a cascata, sul tipo di illuminazione dell’ingresso. Se il portoncino riconosce la mamma come utente in arrivo, attiverà lo scenario di comportamento a lei associato e si disattiverà l’allarme, accogliendola con una luce dimmerata. Se riconosce, invece, l’arrivo del figlio, attiverà lo scenario dedicato che prevede la luce più intensa che tanto gli piace.

La visione sistemica è un elemento molto importante nella progettazione domotica ma solo grazie ad un buon lavoro di squadra si otterranno grandi successi. La collaborazione e la condivisione degli estremi del progetto vanno incentivate sin dalle prime fasi dei lavori, coinvolgendo cliente e professionisti in un gioco di squadra che faciliterà le cose a tutti.

Le informazioni relative alla progettazione, allo sviluppo e al costo della casa devono essere condivise e saranno racchiuse in un documento che garantirà la circolazione delle informazioni e farà da riferimento ogni qual volta in cui qualcuno dimenticherà qualche passaggio. “Carta canta!” ci si potrà ricordare, reciprocamente. E da lì si ripartirà.

Il lavoro di squadra viene facilitato dalla creazione di un documento condiviso che permetterà a tutti di essere sempre allineati

La tecnologia: come scegliere quella giusta?

Qualche anno fa ci si chiedeva se esistesse una tecnologia in grado di risolvere un determinato problema. Al giorno d’oggi il punto è un altro: esiste talmente tanta tecnologia che è difficile scegliere quella giusta, che sia in grado di dialogare correttamente con il resto della casa. Molta tecnologia si sovrappone oppure sembra uguale ad un’altra, pur essendo impercettibilmente diversa. Alcuni clienti potrebbero essere particolarmente sensibili all’importanza di alcuni elementi piuttosto che ad altri. Quindi la scelta non è così semplice da compiere. Affidandosi a professionisti di grande esperienza è possibile uscire da questa impasse.

Il prezzo non è il parametro su cui basarsi

Il costo non è sempre il parametro assoluto da tenere in considerazione. Ci possono essere situazioni in cui il clente è più sensibile ad un tema in particolare ed è disposto a spendere, per quello, qualsiasi cifra pur di ottenere il massimo. Di conseguenza ci può essere l’esigenza di spostare il budget da una parte all’altra. Ma anche casi in cui, a parità di prezzo, due prodotti sembrano uguali ma lo sono soltanto al 90%. Ciò che li differenzia è quel 10% che permetterebbe di attivare una serie di scenari in modo proattivo. Quindi diventa automaticamente l’opzione più azzeccata per la casa domotica che si sta progettando.

La tecnologia migliore è quella che restituisce più dati e informazioni

La tecnologia non deve essere giudicata solo per quello che fa ma per quello che restituisce. Quali dati, estrapolati da essa, possono contribuire alla progettazione di attività correlate? Il portoncino di cui sopra è in grado di leggere l’impronta digitale per aprire la porta ma questa informazione può essere usata per attivare altre opzioni? Si può ricevere un avviso ogni volta che la porta viene aperta? Si può risalire all’identità di chi ha aperto la porta e a che ora? Molto utile per chi ha figli che rientrano quando i genitori sono assenti o per chi si fa aiutare da collaboratori domestici che possono avere accesso all’abitazione anche se i proprietari non sono in casa.

Il progetto domotico è la soluzione ai problemi più ricorrenti

Chi si occupa, a vario titolo, di domotica ha strumenti per veicolare le informazioni condivise, per documentare l’interazione utente-ambiente, per scegliere la tecnologia migliore etc. La nostra esperienza ci permette di parlare, con cognizione di causa, di una delle problematiche più sentite tra gli addetti ai lavori: mantenere la visione sistemica.

Noi di Progetta la Domotica pensiamo che il progetto domotico sia la soluzione. Il progetto domotico è importante perché non è un progetto elettrico con qualche componente di tecnologia domotica, ha delle sue prerogative specifiche:

  • affianca il progetto architettonico e il progetto elettrico, e non lo sostituisce;
  • si concentra sul comportamento del sistema nei confronti del rapporto tra utente e ambiente;
  • accompagna tutte le fasi del progetto: dal preliminare all’esecutivo.

I vantaggi del progetto domotico

  • Previene i problemi in cantiere
  • Riduce le sorprese per il cliente e facilita la manutenzione
  • Rende la domotica economicamente prevedibile
  • Aiuta a mantenere il controllo del progetto

Gli svantaggi del progetto domotico

  • Richiede un investimento aggiuntivo
  • Necessita di nuove competenze
  • Può comportare un cambio di abitudini e prassi organizzative

Perché dovresti realizzare un progetto domotico?

Fin qui non abbiamo fatto altro che elencare le indiscusse qualità del progetto domotico. Ma desideriamo essere obiettivi e, mettendo tutte le carte sul tavolo siamo pronti ad ammettere alcuni, se vogliamo definirli così, svantaggi.

  1. Il supporto di un progetto domotico necessita, per forza di cose, di un investimento aggiuntivo. Raramente pagare poco si dimostra, sul lungo periodo, una scelta azzeccata. La meticolosità di un progetto domotico tailor made verrà ripagata, in futuro, dall’assenza di problemi importanti. Parlando di ristrutturazioni o realizzazioni di opere di alto valore, noi consigliamo di spendere un po’ di più all’inizio, per godersi serenamente la casa negli anni a venire.
  2. Necessita di nuove competenze che non sono strettamente di dominio della progettazione architetturale e di quei professionisti con i quali si è abituati ad interagire. Serviranno altre figure professionali per seguire questo tipo di lavoro.
  3. Può comportare un cambio di abitudini e di prassi organizzative.
    Sarà necessario trovare professionisti in gamba disposti a collaborare in modi nuovi… per fare cose nuove. 😉

Il ruolo di Progetta la Domotica è proprio quello di risolvere questi piccoli grandi problemi. La nostra esperienza ci permette di affrontare tutti i lati positivi della progettazione domotica e di rispondere anche a quelli che sembrano più difficili da gestire.
L’esperienza, il Team eterogeneo e la curiosità per tutto ciò che riguarda la domotica sono alcune delle nostre caratteristiche. Pensiamo che siano veramente poche le cose… impossibili e abbiamo tutte le intenzioni di trovare il modo per esaudire ogni richiesta dei nostri clienti!
Contattaci e raccontaci che cosa hai in mente per la tua prossima casa domotica!

Come ottimizzare gli spazi e aggiungere domotica

Abbiamo da poco concluso la ristrutturazione in chiave domotica di un appartamento inserito in un palazzo storico nel centro di Torino.
L’obiettivo dell’intervento era quello di ottimizzare gli spazi e aggiungere un livello di automazione domotica all’appartamento in occasione dei lavori di ristrutturazione intrapresi dal cliente.

Gli ambienti ridisegnano gli spazi e facilitano la coesistenza di attività lavorative svolte in modalità smart con quelle di natura più privata e personale. Dopo la ristrutturazione vi sono quattro aree principali (camera da letto, cucina, salotto e studio), un bagno e una zona lavanderia.
Grazie al lavoro dell’Architetto la cucina e il soggiorno sono diventati uno spazio unico comunicante. Si è reso così indispensabile definire soluzioni che facilitassero lo svolgimento, in contemporanea, di attività diverse senza che una fosse di disturbo per l’altra. Noi abbiamo aiutato a rafforzare l’ottimo lavoro di ridefinizione degli spazi, inserendo degli elementi domotici.

Il nostro intervento ha l’obiettivo di aggiungere al nuovo ambiente un livello superiore di comfort e di predisporlo per una estendibilità futura (ad esempio impostando il necessario per un impianto audio/video avanzato che sarà realizzato in futuro).
Il progetto per questa abitazione nel centro di Torino si basa sull’importanza di due fattori:

  • la sicurezza, sia sul fronte antintrusione che su quello del monitoraggio dei classici incidenti domestici;
  • la creazione di Comportamenti domotici che si adattino alla ridefinizione e gestione degli spazi.

Le richieste dei committenti sono state chiare sin dall’inizio e sono partite da basi imprescindibili:

  • era necessario che il nostro lavoro fosse finalizzato a creare ambienti compatibili con le loro esigenze personali, gestendo gli spazi architettonici open space.
  • Nella scelta dei componenti domotici avremmo dovuto privilegiare quelli con App supportate dai sistemi Android perché gli smartphone e i device di casa usano questo sistema operativo.
  • Ultima – ma non ultima – raccomandazione: gli interventi sarebbero dovuti rientrare, per quanto possibile, all’interno degli incentivi statali correnti rivolti alle ristrutturazioni, per ammortizzarne i costi.

Comportamenti domotici espliciti e impliciti

Il comportamento domotico è una risposta che l’ambiente dà a eventi specifici scatenati dalle informazioni fornite dai singoli impianti dell’edificio o da azioni dirette degli utilizzatori.
La mappa dei Comportamenti definisce i risultati attesi dal cliente finale e serve, inoltre, a rappresentare le specifiche che dovranno essere seguite dai tecnici coinvolti in fase di programmazione. Contiene anche le definizione dell’hardware minimo che sarà da mettere in campo per garantire il funzionamento aderente alle attese.

I Comportamenti Espliciti sono comportamenti costruiti per rispondere in modo diretto alle esigenze specifiche degli Attori.
I Comportamenti Impliciti sono comportamenti base, non esplicitamente descritti ma che gli Attori si aspettano comunque di vivere come, ad esempio, quando ci si aspetta di poter guardare programmi televisivi se si installa una tv o quando ci si aspetta che una luce si accenda alla pressione di un pulsante a parete. Viene indicata solo se:

  • utile per prevenire incomprensioni;
  • l’insieme della programmazione rischia di far emergere comportamenti inattesi o controintuitivi;
  • si introduce uno stato dell’Ambiente per cui i comportamenti impliciti sono sospesi o mutati temporaneamente.

Progetto degli scenari comportamentali e attori coinvolti

Esplorando i loro bisogni, le abitudini e le aspettative nei confronti dell’abitazione si realizzano degli scenari di comportamento, nei quali sono coinvolti i principali utenti del sistema, detti Attori. In questo progetto gli Attori coinvolti sono tre:

  • i proprietari dell’immobile,
  • la collaboratrice domestica,
  • la casa.

I proprietari dell’immobile

Tutto si muove a partire da loro che sono gli utenti principali dell’appartamento. Le attività quotidiane si differenziano per tipologia e frequenza.
Se uno utilizzerà maggiormente la casa e ne seguirà da vicino la quotidianità, essendo in pensione; l’altro vivrà la casa anche come ambiente di lavoro.
Gli sviluppi dell’ultimo periodo, causati dal Covid-19, hanno accentuato la possibilità di lavorare in modalità smart working. Per far sì che questa opzione si riveli un plus e non un impedimento, è necessario adibire uno spazio a questo scopo.
Tra le passioni dell’utente in pensione si evidenziano la lettura e l’approfondimento dell’attualità in Tv. Attività che rischierebbero di cozzare con l’interesse per l’ascolto della musica dell’altro utente. Con lugimiranza, se ne è tenuto conto in fase di progettazione e ne sono derivati una buona gestione degli spazi e l’uso di adeguati elementi tecnologici.

La collaboratrice domestica

Un secondo attore che interagirà con l’ambiente intelligente di questo appartamento è la collaboratrice domestica. A lei si dovrà garantire tutto il supporto per lo svolgimento delle attività e semplificare la fase di accesso ai locali nel rispetto della sicurezza e della privacy.

La casa diventa protagonista

Anche l’alloggio stesso è considerato un Attore poiché è in grado di intervenire, grazie alla domotica, in modo proattivo o di reagire ad alcune situazioni come rispondere a sensori ambientali (presenza di fuoco, di allagamenti o di fughe di gas).

La casa domotica asseconda le esigenze degli utenti

La casa risponde a molti bisogni e, in molti casi, li previene. Abbiamo posizionato in modo opportuno gli speaker che funzionano, oltre che da casse audio, anche come assistenti vocali. Da qualsiasi stanza è possibile interagire con Alexa o ricordarle, tramite comandi vocali, di aggiornare l’agenda, spegnere le luci o controllare che il gas sia chiuso.
La casa non fa mai venire meno il proprio supporto all’utente e il suo controllo avviene attraverso App, comandi vocali e telecomando.

Una giornata trascorsa in casa, tra hobby e lavoro in spazi condivisi

Ogni momento della giornata è scandito dalla presenza di scenari di comportamento realizzati ad hoc che assecondano le esigenze e gli interessi dei proprietari di casa.
Il sistema domotico dà la sveglia secondo uno schema che prevede l’impostazione di orario e del suono dell’allarme, in base alle preferenze.
Alexa, smart home speaker di riferimento, riassume le attività del giorno e si presta a consultare l’agenda condivisa, memorizzando anche le variazioni dell’ultimo minuto. Niente più dimenticanze con un valido assistente che memorizza e suggerisce impegni e scadenze.

La giornata si snoda principalmente tra le mura di casa, per entrambi. Chi gestisce la casa, dedicandosi ai propri hobby e chi lavora in smart working. La difficoltà sottolineata sin dall’inizio era proprio quella di condividere gli spazi senza disturbarsi. A tale scopo abbiamo predisposto, ma non ancora implementato, un sistema audio che può limitare, a richiesta, le frequenze sonore che più attraversano le pareti. Questo può ridurre il disturbo, garantendo comunque un ascolto piacevole.

Data l’importanza della musica per i proprietari della casa, abbiamo predisposto un impianto audio multiroom che permette l’ascolto in streaming attraverso le piattaforme preferite dagli utenti: Spotify, Tidal e Amazon Music.

Lo smart working è entrato a far parte della quotidianità del committente e, in fase progettuale, abbiamo avuto modo di confrontarci a lungo su quali fossero le feature indispensabili per ottenere il massimo dal lavoro da remoto.
Navigare in Internet da qualsiasi device, un’area predisposta per le video call, impostare il giusto grado di luminosità per non affaticare gli occhi, musica di sottofondo… niente è stato lasciato al caso. C’è persino un timer segnatempo che, secondo la tecnica del Pomodoro, “suddivide il lavoro in intervalli, tradizionalmente lunghi 25 minuti, separati da brevi pause”.

Progetta la Domotica - Appartamento a Torino con spazi per lo smart working
Progetta la Domotica – Appartamento a Torino con spazi per lo smart working

Mettere gli spazi della casa in sicurezza grazie alla fiducia nella tecnologia

I proprietari dell’appartamento ci hanno contattato e, fin dal primo incontro, è emersa la loro sensibilità al tema sicurezza. I loro obiettivi sono stati, sin dall’inizio:

  • poter lasciare serenamente la casa incustodita o gestita da persone di fiducia,
  • mettersi al riparo da furti o piccoli incidenti domestici.

Come avere il controllo degli spazi quando la casa è vuota o accoglie collaboratori esterni?

Uscendo di casa si attivano una serie di accorgimenti finalizzati ad evitare ansia e malumori. Si spengono le luci, si abbassa il riscaldamento, si chiude la serratura blindata con la mandata e si attivano sensori e telecamere. La casa saluta i proprietari con un messaggio con cui conferma di aver messo tutto in sicurezza. In alternativa, segnala un’anomalia che impedisce la chiusura della casa.
Se il dubbio che possa andare tutto bene assale i proprietari mentre sono fuori… potranno visionare le registrazioni delle telecamere a partire da un minuto prima della richiesta, tramite App.

Se è in programma l’arrivo della collaboratrice domestica, si imposterà lo scenario che non prevede l’attivazione delle telecamere interne. È noto che non si possano utilizzare per registrare i lavoratori impegnati nella propria attività. Si può piuttosto attivare la telecamera che trasmette in tempo reale cosa succede in casa.
Un’altra cosa di cui si può tenere traccia è il passaggio di persone che hanno suonato il campanello mentre non c’era nessuno in casa, ricevendo una notifica sullo smartphone. Lo stesso device che gli utenti possono usare per aprire la porta alla domestica o al corriere.

All’esterno della palazzina non abbiamo potuto installare un videocitofono moderno perché il citofono è proprietà condominiale e avremmo costretto al cambio tutti i condòmini. Quando qualcuno suona, i proprietari della casa ricevono anche un messaggio sul cellulare e decidono da lì se aprire o meno.

Come evitare piccoli incidenti domestici quando la casa è vuota?

La casa comunica le news sul proprio stato di sicurezza o difficoltà attraverso la App. In caso di piccoli o grandi incidenti domestici gli utenti sono tranquilli perché sanno che la casa sarà la prima ad avvisarli delle difficoltà.
I sensori di allagamento, quelli perimetrali e volumetrici contribuiranno ad evidenziare rapidamente i problemi quando è ancora possibile porvi rimedio.
In caso di tentativi di furto le telecamere faranno il loro dovere in tandem con l’App sullo smartphone e sarà possibile allertare tempestivamente le Forze dell’Ordine.

Questo lavoro ci ha permesso di esplorare e spingere ancora “un po’ più in là” la nostra curiosità per la domotica. Lavorando a stretto contatto con i clienti ogni progetto lo sentiamo un po’ nostro. Cogliere il sorriso e lo stupore sui loro volti al primo collaudo… ci dà una soddisfazione immensa.
Il collaudo è la prova generale in cui “stressiamo il sistema” provando, con i proprietari della casa, tutte le combinazioni possibili di attività e scenari di comportamento. Non si tratta, però, dell’ultima volta che ci facciamo vedere da loro. Non è che poi “ci diamo alla macchia”, lasciandoli soli ad affrontare eventuali problemi.
Noi ci siamo sempre e forniamo assistenza sia in presenza che da remoto.
Vogliamo fare una chiacchierata per definire il tuo prossimo progetto domotico? Contattaci per prendere un appuntamento!


I bambini e la sicurezza in una casa domotica

La domotica può diventare una grande alleata quando in casa vivono dei bambini. Un dispositivo domestico intelligente che aiuti a prendersene cura, è una manna dal cielo. Sia quando si arriva a casa con il frugoletto nuovo di zecca che quando si ha a che fare con “resident” di lungo corso.

Sono molte le idee smart dedicate ai più piccoli e grazie ad un’attenta progettazione si possono integrare funzioni in grado di stimolarli in tutte le fasi della loro crescita. Opzione utile per avere sempre spazi che si adattino nel tempo e per ammortizzarne i costi di realizzazione.

Il mercato domotico alla scoperta dei genitori

Già nel 2016, il 70% dei genitori negli Stati Uniti possedeva almeno un dispositivo IoT e più di un terzo si diceva pronto ad un ulteriore acquisto. Questi strumenti venivano considerati fondamentali per potersi definire “bravi genitori” o per aspirare a diventarlo.
Nello stesso periodo l’adozione su vasta scala di smart Tv ha dato il via alla progressiva creazione di centri di intrattenimento domestico. Con dispositivi connessi a Internet, sistemi di altoparlanti e console per videogiochi.
I genitori si dimostrano così degli ottimi early adopter… disposti a spendere per i propri piccoli tesori cifre che, da single, non avrebbero mai pensato di allocare in quei modi.

Salute e sicurezza muovono gli acquisti per i bambini

Dai cardiofrequenzimetri intelligenti alle vaschette per il bagno con sensori digitali o alle smart-webcam… i neo-genitori cedono volentieri a tutto ciò che può farli stare più tranquilli.
Fin dai primi modelli di baby monitor (quelli che restituivano immagini in bianco e nero un po’ sfocate e confuse) passando per i passeggini ammortizzati… i genitori sono sempre riusciti a dare grandi soddisfazioni al mercato. Tra tutte le categorie sono quelli più disposti a piccoli grandi sacrifici quando si tratta di:

  • salute,
  • controllo & sicurezza,
  • risparmio di tempo.

Negli ultimi anni l’ondata di innovazione è proseguita, portando i produttori a fornire dispositivi sempre più attenti alle famiglie e ai bisogni diversi dei propri componenti.

La casa domotica si adatta alle esigenze dei bambini

Accendere un interruttore quando si tengono in equilibrio un neonato, le borse della spesa e le chiavi… non è tra le cose più comode da fare. Quindi, se si può entrare in una stanza in cui si accendono le luci automaticamente grazie ad un sensore che rileva il nostro passaggio… perché non approfittarne?
E per quando finalmente il pargolo si addormenta (sdraiato sull’unico genitore presente in casa in quel momento) scoprire che c’è la possibilità di regolare il termostato dallo smartwatch, o abbassare l’intensità del suono del campanello di ingresso, non è forse un sollievo?
Sembrano sciocchezze… ma un genitore sa che possono effettivamente contribuire a migliorare le giornate. Così come poter chiedere ad uno smart home speaker di mandare in play il cartone animato del cuore o una bella canzoncina, proprio nel momento in cui si riceve quella telefonata particolarmente importante.

E vogliamo parlare dell’impagabile sensazione di sicurezza che dà sapere che basti un clic per disattivare tutte le prese… alla portata dei neo-gattonatori? Niente in confronto alla consapevolezza che il controllo degli spazi può essere affidato a telecamere che avvisino quando il bambino si sta avvicinando alla piscina.
Quanti capelli bianchi in meno verranno ai genitori dei piccoli esploratori?

Una giornata nella casa domotica salva-genitori

Quali sono i dispositivi che possono rendere più facile la vita dei genitori nel quotidiano? La vita familiare è composta da una moltitudine di micro-azioni che si ripetono costantemente. Perché non facilitarle grazie al supporto della propria casa? Un’abitazione che anticipa i bisogni può essere programmata in modo furbo, grazie all’intervento di un Ingegnere Informatico che scriverà un software basato sulle reali esigenze della famiglia.

Il mattino ha l’oro in bocca…

Quando in casa ci sono bambini piccoli le canoniche otto ore di sonno possono diventare un miraggio. Se la notte trascorre con qualche… incidente di percorso, ovvio che al mattino ci si possa trovare ad arrancare un po’.
Ma niente paura! Al mattino, allo scoccare della sveglia il sistema domotico fa accendere la luce con l’intensità adatta al risveglio e invia l’input al bollitore (o alla macchina del caffé) in cucina che si accende per dare il via alla giornata.
Il sistema audio potrà sintonizzarsi sul canale radio che informa sui fatti del giorno… la radio ha pur sempre il grande vantaggio di fare da sottofondo mentre si è impegnati in altre cose. E di cose da fare al mattino ce ne sono, eccome!

Tutti in piedi… grandi e bambini!

Quando si alzano i genitori, i bambini (in età scolastica) possono “fare finta di niente” ancora per qualche minuto… poi dovranno capitolare. Se proprio bisogna svegliarsi, meglio farlo con la lucina del comodino impostata sullo scenario comportamentale “Wake-up”: un’intensità che varia, aumentando progressivamente fino alla completa accensione.
E per i più dormiglioni? Mamma e papà possono attivare, con un comando vocale, tutte le luci della zona notte, sollecitandoli attraverso l’interfono.

La voce gentile dello smart home speaker di famiglia può annunciare la situazione meteo, impostare la radio su contenuti privi di pubblicità o scegliere da Amazon Music, Apple Music o Spotify canzoni prive di parole o riferimenti non adatti all’età dei bambini.
Quando i piccoli saranno abbastanza svegli da poter dire al sistema di fermarsi, questo eseguirà l’ordine, incitandoli a “darsi da fare” per non tardare.

La colazione è il pasto più importante e serve per fare… il punto della situazione

Il momento della colazione procederà con la dovuta calma e un reminder di Alexa elencherà le cose da non dimenticare per iniziare bene la giornata: la merenda, il flauto, il quaderno nuovo a righe.
Ma Alexa come fa a sapere tutte queste cose? Ha memorizzato le info condivise con lei tramite le App calendario o to-do-list presenti sullo smartphone di mamma e papà. O ricorda i promemoria che le sono stati lasciati da loro la sera precedente (in uno degli ultimi attimi di lucidità).
Quando le luci iniziano a lampeggiare… vuol dire che è ora di finire la colazione e uscire. Nel momento in cui tutti saranno fuori, la casa attiverà lo scenario “Assenza”. Il sensore di movimento che non registra attività, farà capire alla casa che è il momento di abbassare la temperatura, spegnere eventuali luci rimaste accese e procedere con l’attivazione dell’allarme.

Da bambini a ragazzi: il pomeriggio nella casa domotica

Quando i bambini si sono trasformati in ragazzini e, Covid permettendo, rientrano a casa dopo una giornata trascorsa a scuola, la casa domotica può fare le veci di un “terzo genitore”. Trasmette via webcam ai genitori l’immagine dell’arrivo davanti alla porta di casa dei figlioli e si assicura di aprire la porta solo in risposta all’immissione del codice univoco, concordato precedentemente in famiglia.

La casa intelligente restituisce ai genitori la sensazione di avere la situazione sotto controllo anche da remoto.

E permette loro di ri-bloccare l’accesso alla porta al passaggio degli eredi. Quando i ragazzini sono un po’ più grandi il sistema può semplicemente comunicare ai genitori qual è il codice univoco che ha sbloccato la porta, rientrando a casa.

I sensori alle porte e alle finestre sono utili per sapere chi entra, chi esce e chi cerca di entrare, pur non avendone il diritto. Le notifiche inviate agli smartphone dei genitori possono riguardare anche il suono del campanello video che eviterà ai più piccoli di trovarsi davanti a dei malintenzionati.

Il pomeriggio “in solitaria” dei preadolescenti può filare liscio ma, per chi crede che “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”, si possono installare delle telecamere interne collegate ai device dei genitori. Una linea audio consentirà di comunicare proprio attraverso di essi. Comodo se non c’è una linea telefonica fissa o se i ragazzi non possiedono un cellulare (o ce l’hanno spento).

Una serata rilassante per tutti nella casa intelligente

L’orario tra le 19 e le 22 è sempre quello “di fuoco” in famiglia. La stanchezza si fa sentire e c’è ancora qualche sforzo da fare per arrivare a poter sprofondare nel proprio letto. Stranamente i più stanchi sono anche i più restii a voler abbandonare il campo, quindi le rispostacce e le urla sono dietro l’angolo.
“Un attimo” è la risposta tipica che i bambini, riluttanti ad abbandonare la propria attività preferita, danno ai genitori. Una su tutte: giocare con i videogiochi. Ma se fosse Alexa (o un suo simile) ad avvisare che “tra 5 minuti il tempo per giocare sarà finito”? Il risultato sarebbe lo stesso, ma la causa del malumore non sarebbero più i genitori… che non dovrebbero argomentare allo sfinimento, anche per quel motivo.

All’orario stabilito, la Tv e il Wi-Fi si interromperanno, scollegando anche gli irriducibili. Le luci si abbasserranno e si attiverà lo scenario domotico “Notte”. Si accenderanno le luci di cortesia al 10% per agevolare eventuali puntate notturne in bagno e si chiuderanno le tende.
Se il collegamento alla rete non è –ancora– terreno di contrattazione, lo si potrà tenere attivo, chiedendo ad Alexa di leggere una paginetta del libro Audible, preferito.

A questo punto si dà un ultimo controllo alla temperatura di ogni stanza e si possono apportare eventuali modifiche, direttamente dal proprio smartphone. La serata Netflix è servita. 😉

Le soluzioni domotiche per chi ha dei bambini in casa sono molte e questi sono solo alcuni spunti. La cosa che ci affascina è sapere che possiamo fare molto per rendere sicuro e protetto un neonato ma possiamo fare molto di più, man mano che le sue esigenze cambiano.
Vogliamo fare una chiacchierata per progettare insieme la casa più adatta a te e ai tuoi bambini?

La domotica per le luci di Natale

Tra i mille pensieri negativi di questo 2020 è arrivato comunque Natale con la sua atmosfera e le sue… luci. E quando si parla di illuminazione, a noi appassionati di domotica scatta la curiosità sulle ultime novità e la loro riproducibilità.

Ti sarà capitato di vedere qualche video online in cui le luci di Natale sono a livelli altissimi. Se ti stai chiedendo se sia possibile riprodurre quegli effetti attraverso il tuo sistema domotico… sì, possiamo confermare! A patto che durante la progettazione sia stata lasciata aperta una parte di domotica. Questo è il momento di interagire proprio con questi componenti per implementare:

  • lo scenario luci,
  • le lampadine intelligenti,
  • la routine di Alexa o del tuo Smart home speaker di riferimento.
Qui siamo a un livello di automazione “per spettacoli” che, pur facendo parte del nostro background, ti sconsigliamo per un Natale low profile 🙂

Per rendere il tuo Natale più tecnologico puoi inserire automazioni, scenari e altri suggerimenti tecnici per portare il tuo spirito natalizio alle stelle! E dare inizio alla sfida con il vicinato! 🙂

Prese intelligenti in abbondanza per accogliere Babbo Natale!

Se fai parte di quella folta schiera di persone che si dedica all’accensione e allo spegnimento delle luci di Natale a mano, queste indicazioni ti saranno utili! Non serve spendere molti soldi per procurarsi una discreta collezione di prese intelligenti. Su Amazon o nella GDO troverai prese il cui prezzo è compreso in un range molto ampio.

Si possono sincronizzare in modo che il tuo Smart home speaker riesca a comandarle. Si potrà distinguere tra luci interne ed esterne e creare anche un gruppo generico che le comandi in toto. In questo modo, con un semplice comando tipo: “Ehi Google, accendi le luci dell’albero di Natale” o “Alexa, accendi le luci di Natale in giardino” si attiverà la “magia”… per grandi e piccini.
Creare giochi di luci è solo una delle infinite possibilità per sbizzarrirsi sotto Natale. Che si tratti del presepe che necessita dell’attivazione di piccoli ingranaggi o di un pupazzo di neve gonfiabile che ha bisogno del compressore per gonfiarsi… si può fare tutto!

Non solo luci: come creare l’atmosfera natalizia in casa

Gli scenari natalizi sono molteplici ma partendo da un po’ di musica, non si sbaglia! Il vecchio Cd con tutti i successi di Natale è stato già ampiamente sorpassato da YouTube o dalle playlist di Spotify. Ma per dare un tocco in più, si può chiedere ad Alexa di “Suonare canzoni dei vecchi tempi” per stupire la nonna o di far partire la “Selezione di canzoni di Natale Disney” per accontentare i bambini.

Per impressionare la famiglia (per quest’anno incontrare gli amici sembra molto improbabile) si possono impartire ordini “natalizi” al proprio controller. Con un generico “Alexa, buon Natale” si possono far partire tutte le luci di Natale, far diventare rosse un paio di lampadine intelligenti e godersi un Jingle Bells eseguito con il pianoforte.
Per un effetto wow! si può chiedere ad Alexa o a Siri di personalizzare gli auguri inserendo i nomi dei componenti della famiglia a cui dedicarli.
Coup de théâtre… l’accensione della tv! Collegata a Chromecast, riprodurrà un video di YouTube con un caminetto acceso. E si conquisteranno anche i più scettici!

E per chi vuole la prova del passaggio di Babbo Natale?

I piccoli di casa crescono troppo in fretta, mettendo in dubbio tutto, compresa l’esistenza di Babbo Natale?
Una telecamera di sicurezza intelligente posizionata con cura, combinata con un costume economico, dovrebbe essere sufficiente per “provare” ai bambini che, in effetti, durante la notte hanno ricevuto visite.
A completare tutto, si potrebbe mandare in play al risveglio un messaggio registrato dall’omone in persona.

Questo post è un po’ diverso dal solito: speriamo di averti strappato un sorriso e cogliamo l’occasione per farti i nostri migliori auguri di buone feste! ❤️

Che rapporto c’è tra domotica e interior design?

L’interesse per la progettazione domotica va di pari passo con quello per l’interior design. Sia da parte dei clienti che si scoprono sempre più attenti, che dagli addetti ai lavori che trovano sempre nuovi spunti per migliorare la funzionalità e l’estetica delle case intelligenti.
La progettazione domotica si dimostra complice dell’interior design poiché, essendo finalizzata a costruire una relazione con chi abita la casa, deve tenere conto degli aspetti legati all’ideazione e all’elaborazione degli interni.

Cosa permette ad un sistema domotico di integrarsi nell’ambiente, sposandosi con il design?

L’elemento principe della domotica che si interfaccia con l’interior design è il touch point. Si tratta di un punto di contatto e di comunicazione tra l’abitazione e l’utente. Da non confondersi con il touch screen. Poiché quest’ultimo può essere uno dei vari touch point, ma non l’unico. Anche gli interruttori, i telecomandi, gli smart home speaker tipo Alexa e persino i sensori di movimento (anche se funzionano senza essere toccati, reagiscono comunque ad un input) possono ricoprire il ruolo di punti di contatto grazie ai quali l’utente interagisce con la propria abitazione.

La sfida tra Progettista domotico e Interior designer

Una delle sfide più interessanti nel campo della progettazione domotica è scoprire come cambia il rapporto tra utente e oggetti di uso quotidiano quando, dietro a questi ultimi, si cela l’intelligenza.
Progettare le case intelligenti partendo dagli oggetti di ogni giorno e dalle esigenze dell’utente è l’unico modo per dedicare le giuste attenzioni a chi dovrà vivere ogni giorno quello spazio.

Ambienti belli & intelligenti

Quello che un tempo veniva nascosto perché dall’aspetto bruttino, ora può fare bella mostra di sé, integrandosi perfettamente con il resto dell’ambiente.
Dal punto di vista tecnico questo è il risultato della mancanza di una “meccanica dell’interruttore” costrittiva. I comandi possono prendere sembianze diverse, aprendo le porte a soluzioni e materiali innovativi. L’utente ha così a disposizione una varietà di soluzioni estetiche davvero rivoluzionarie.

A fronte di un’abitazione intelligente, non si deve fare l’errore di immaginare una scarsa attenzione all’estetica.
I sistemi di domotica possono diventare dei veri e propri elementi di interior design, esaltando lo stile della casa.

Tra i più comuni controller che vengono in mente ci sono sicuramente i termostati che regolano il riscaldamento. Presenti in ogni casa e indispensabili, fanno un salto di qualità nelle abitazioni domotiche. Un esempio fra i tanti, il termostato Nest: la possibilità di sceglierne materiale, colore o cromatura, tipologia del display e tante altre feature, lo fanno passare di livello. Da “brutti anatroccoli” della situazione sono passati a ricoprire il ruolo di cigni.
L’incontro della domotica con il design ci regala termostati che non si avrà più il desiderio di nascondere. Non si dovranno più camuffare, perché diventano sempre più smart e sofisticati, tanto da sembrare tutt’altro.

Tre domande a cui è importante trovare risposta per conciliare domotica e interior design

Abbiamo visto quanto sia importante ascoltare tutti i soggetti che abiteranno la casa e aiutarli a scoprire la soluzione domotica più adatta alle loro esigenze. Questo processo è importante che avvenga a monte della progettazione ed è frutto di un buon feeling tra tutti gli attori coinvolti nella realizzazione della casa intelligente.
Una buona intesa con l’Interior designer o con l’Architetto che si occuperà del design degli spazi e della scelta delle finiture, permetterà di lavorare in modo più spedito e produttivo.

Per ottenere il meglio dalla progettazione è necessario trovare risposta a queste tre domande:

  1. Che tipo di interazione deve esserci tra la casa e l’utente?
  2. Quale tipologia di risposta si dovrà restituire al fruitore?
  3. Quanti e quali touch point si dovranno prevedere?

L’interazione dell’utente con l’ambiente, rispettando l’interior design

In un impianto di domotica i pulsanti tradizionali vengono sostituiti con dispositivi in grado di comunicare tra loro. Questi rispondono generalmente ad un’interfaccia dal design innovativo che svolge più funzioni in una, controllando luci, termostato, antifurto, musica e ogni altra funzione connessa all’impianto di domotica.

Il canale di comunicazione tra l’utente e il sistema domotico è l’interfaccia utente. Le richieste dell’utilizzatore vengono soddisfatte dalle risposte inviate dal sistema. Il modo in cui l’utente invia input al sistema dipende dal design dell’interfaccia con cui opera.
I produttori stanno lavorando molto sull’estetica per agevolare le interazioni. Queste non sono, come si potrebbe supporre, solo manuali e vocali. Spesso la soluzione alla richiesta viene soddisfatta senza che l’utente debba esplicitare la propria necessità. Basti pensare alle tende che si abbassano al calar del sole, alla temperatura che si autoregola se la casa è vuota, al sistema di irrigazione che si adatta alle condizioni meteo ecc…

La cosa importante è non rischiare di lasciare l’utente solo di fronte ad un sistema che non riesce a rispondere alle sue esigenze. Ci è capitato di andare in soccorso di utenti che, per amore di design, sono stati messi in situazioni scomode. Cedere alle lusinghe del bello, senza un’adeguata progettazione, può impedire la gestione di impianti di riscaldamento, di illuminazione ma non solo. Meglio essere previdenti e studiare la soluzione migliore che tenga conto del design ma, soprattutto, della user experience.

Dare la risposte all’utente nel modo in cui se le aspetta

La progettazione deve mediare tra il modello concettuale a cui è abituato l’utente e la sua trasformazione in comandi utili alla programmazione del sistema domotico.
Il modello mentale a cui è abituato l’utente è frutto di anni di abitudini e gestioni consolidate e si basa sulla somiglianza con situazioni note. L’interfaccia deve rispecchiare il più possibile lo schema mentale dell’utente affinché egli la possa trovare funzionale alle proprie esigenze. Schiacciando l’interruttore della luce ci si aspetta l’accensione o lo spegnimento immediato della lampadina. Chiedendo ad Alexa di accendere le luci, l’utente sa di doversi aspettare un’interazione diversa, a fronte del medesimo risultato.

Un’interfaccia poco fruibile può compromettere i benefici di possedere una casa domotica. Il rischio è che, se troppo complicata, risulti incomprensibile. Se troppo semplice, invece, non permetta all’utente di ottenere il massimo dalla propria abitazione. Per esempio: non si possono togliere tutti gli interruttori, pensando di utilizzare solo lo smartphone. Quando si deve accendere una luce e non lo si ha a portata di mano, come si risolve? Non è pratico pensare di doverlo cercare, sbloccare, entrare nell’App corrispondente e cliccare per vedere la stanza illuminarsi… Un percorso simile è molto lontano dall’idea comune di “accendo la luce”.

Nel tipo di interazione più adatta tra l’utente e la sua casa dei sogni, c’è l’azione ma c’è anche il tempo. C’è un’interazione che ha bisogno di tempo per scatenare una reazione. Cosa succederebbe se, entrando in casa, il tempo che si ha a disposizione per disattivare l’allarme fosse inferiore al tempo di reazione dei bulbi luminosi di design? Si mette in difficoltà il fruitore della casa se in fase di progettazione, si scelgono solo lampadine intelligenti senza tener conto della loro lentezza in fase di accensione.

Scegliere i touch point giusti per chi utilizza la casa

Dopo aver privilegiato l’ascolto degli utenti della casa, si possono equilibrare quantità e varietà dei touch point, rispettando l’equilibrio tra bello e utile.
Abbiamo visto come molte azioni vengono anticipate dalla casa e la varietà dei sistemi di output permette di adattare l’interazione, allo scopo di non creare scomodità e punti di rottura.
Gli scenari di comportamento aiutano a prevedere le situazioni in cui si potranno trovare gli utenti. E prima che si palesino è consigliabile trovare soluzioni ai possibili problemi scegliendo i touch point più adatti all’ambiente ma, soprattutto, più adatti ai potenziali utenti.

La collaborazione a stretto contatto tra Progettista domotico e Interior designer permette di puntare al più alto grado di soddisfazione del cliente. Senza tralasciare il gusto per l’estetica: i più moderni elementi domotici puntano a diventare parte integrante della struttura della casa.
Noi di Progetta la Domotica lavoriamo con Architetti e Interior designer che hanno a cuore, come noi, la progettazione di ambienti belli e intelligenti. Se anche tu punti alle stelle e non ti accontenti mai, è il momento di fare una chiacchierata! 😉

Intelligenza artificiale e impatto sulla domotica

L’intelligenza artificiale fa parte del nostro quotidiano e pur essendo spesso rappresentata da qualcosa che non possiamo vedere né toccare, semplifica le nostre giornate.

Gli Assistenti virtuali di cui ci serviamo (Google Assistant, Siri, Alexa…) rispondono alle nostre domande, effettuano le telefonate o mandano i messaggi supportandoci quando non possiamo tenere lo smartphone in mano. Oppure ci fanno da Cicerone, indicandoci i percorsi migliori e descrivendoci i luoghi in cui ci troviamo.
Quando si parla di domotica, si occupano delle luci di casa, alzano o abbassano il volume dello stereo o della smart TV, aprono il cancello ecc…

L’Intelligenza artificiale all’interno delle abitazioni

Gli studi nel campo dell’Intelligenza artificiale hanno permesso la sua applicazione alla domotica. Grazie al deep learning (apprendimento profondo) le abitudini degli utenti della casa vengono assimilate e anticipate dal sistema. Questo è possibile perché impara a riconoscerle in base alle richieste effettuate.

Il potenziale offerto dall’Intelligenza artificiale e dall’IoT (Internet of Things) non si limita solo alle nuove case ma può essere adattato anche ad abitazioni consolidate.
L’accessibilità delle soluzioni wireless incoraggia la facilità di implementazione, senza costringere l’utente a lavori invasivi per apportare le migliorie desiderate. La maggior parte degli interruttori o dei sistemi di illuminazione può essere modificata e potenziata attraverso soluzioni retrofit. Così l’utente interessato alla domotica per la propria casa trova nell’applicazione dell’Intelligenza artificiale un’alleata di facile installazione e di rapida gestione. La promessa è che il sistema si integri perfettamente con l’ambiente e inizi a funzionare a regime nell’arco di poco tempo.

Il controllo dell’illuminazione è uno dei campi che viene semplificato dagli strumenti di ultima generazione

Questo tipo di sistemi di A.I. non ha bisogno di essere programmato poiché apprende dagli “attori” che utilizzano la casa e si attiva solo al bisogno.
È il caso di Google Nest, il termostato che si auto-programma dopo aver capito le abitudini degli inquilini. O di Mind, che abbiamo conosciuto alla Fiera della Sicurezza 2019 e che ci è piaciuto per le sue potenzialità e per la facilità di installazione: “i dispositivi comunicano senza fili e vengono alimentati senza la necessità di installare canaline o fili a vista”. Anche il design del dispositivo si adatta facilmente all’arredamento e alle eventuali modifiche future.

Mind: un marchio italiano che applica la Calm Technology

Mind è un sistema domotico in cui la parte di Intelligenza artificiale viene eseguita in automatico dal sistema. Questo avviene perché ascolta la casa e apprende i comportamenti di ogni componenente della famiglia. Riesce a distinguere le persone e impara gli orari e le preferenze di ognuno. Previene le richieste e promette di assorbire abitudini non essenziali ripetute. Il classico “giro” per controllare se tutte le luci sono spente, non si farà più perché il sistema farà trovare spente quelle non in uso.

Secondo la Calm Technology la tecnologia deve migliorare la vita dell’utente, senza richiederne continuamente l’attenzione. Il Team di Mind ha fatto proprio questo, creando un sistema che avvisi l’utente solo in caso di necessità e attraverso discreti segnali luminosi.

Josh: Intelligenza artificiale per case di lusso

Josh è un sistema di Intelligenza artificiale orientato al mercato di lusso. Permette agli utenti di controllare completamente la propria casa. Grazie ad una tecnologia proprietaria di elaborazione del linguaggio colloquiale, capisce comandi impartiti in modo naturale supportando l’utente in qualsiasi situazione h24.
Simile a Mind, può essere inserito in un impianto già domotico e corregge i comportamenti complessi, osservando i componenti della casa.

Sul mercato da un paio di anni, è in grado di decodificare comandi composti da più richieste, come per esempio: “Ciao Josh, apri il cancello, accendi le luci e abbassa le tapparelle”. Riesce a comportarsi in modo molto naturale e arriva ad intervenire sull’ambiente con aggiustamenti migliorativi per gli utenti.
Per il Team di Josh l’utente è al primo posto. Lo dimostra il fatto che, sul fronte “privacy”, ci tengano a far sapere come si possa determinare a priori quali e quante informazioni o dati personali, far raccogliere alla casa. In ogni caso, i proprietari dell’abitazione che utilizza Josh potranno dormire sonni tranquilli: nessuno dei dati archiviati verrà mai venduto a terzi per scopi di marketing.

Che influenza avrà l’Intelligenza artificiale sulla casa del futuro?

Attualmente i sistemi che possono essere immessi in una casa domotica sono abbastanza maturi.
L’impatto che l’Intelligenza artificiale avrà sulle abitazioni è strettamente legato all’interesse e al grado di alfabetizzazione digitale dell’utente. Non si parla ancora di sistemi che vanno ad interessare una vasta gamma di mercato. Possono risultare appetibili per utenti di fascia alta che amano stupire e stupirsi.
Senza dubbio sono sistemi talmente sofisticati che avranno un impatto molto forte sul modo di progettare gli ambienti domotici.

Il Progettista domotico sarà ancora indispensabile?

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, noi di Progetta la Domotica non viviamo l’Intelligenza artificiale applicata alla domotica, come una minaccia per il nostro lavoro di progettisti. Siamo certi che muterà il paradigma di progettazione ma siamo pronti a cavalcare l’onda di questo cambiamento.
L’intervento del progettista domotico rimarrà importante, se non determinante. Servirà a ridurre la possibilità che il sistema commetta degli errori e ad accorciare i tempi necessari affinché esso possa diventare domotico a tutti gli effetti.
Inoltre rimarrà la figura di riferimento per l’installazione di questo tipo di sistemi perché la figura dell’elettricista non sarà sufficiente. Le competenze di queste due figure professionali sono diverse ed importanti allo stesso modo. Ma una non può sostituire l’altra.

Vuoi inserire elementi di Intelligenza artificiale nel tuo prossimo progetto domotico? Noi abbiamo sempre le orecchie tese verso le novità di settore e ci piacerebbe conoscerti. Contattaci, così possiamo scambiare due chiacchiere… meglio se davanti ad un caffé!

Casa smart: vantaggi e svantaggi rispetto alla domotica tradizionale

La casa smart sta vivendo un momento di grande notorietà grazie ad Alexa o a Google Home ma la creazione di un Ambiente Intelligente passa attraverso la scelta del sistema di automazione più adatto alle esigenze e agli obiettivi dell’utente.
La maturità dei sistemi smart è minore rispetto a quella dei sistemi integrati che sono sul mercato da anni. Scegliere un sistema rispetto ad un altro deve essere frutto di scelte ponderate e di una visione lungimirante su cosa ci si aspetta dalla propria abitazione.

Smart home o integrazione di sistemi?

Abbiamo avuto modo di parlare della smart home e di ciò che la differenzia rispetto ad un’integrazione di sistema realizzata ad hoc.
Ipotizzando di utilizzare il supporto di Google, avremo una smart home a tutti gli effetti. “Big G” parlerà con ogni strumento integrato nell’abitazione. Lo scotto da pagare sarà che, “per non legarsi ad una piccola media impresa, ci si sarà legati ad una grande”. Ironia a parte, se Google Home è offline o c’è un guasto, gli automatismi della casa smettono di funzionare.
Questo tipo di domotica si definisce consumer perché si basa sul concetto di obsolescenza programmata. Inoltre è suscettibile a cambi di regole e di visione aziendale, in un arco temporale molto ridotto. La tecnologia di questo tipo si considera vecchia già il giorno 0 e non supera mai i 5 anni.

Pro e contro della domotica basata sul modello smart home

Chi sceglie questo tipo di progettazione domotica avrà la possibilità di sostituire rapidamente e in autonomia eventuali pezzi rotti o difettosi. Essendo prodotti consumer il loro prezzo sarà inferiore. Ma si guasteranno anche con più facilità. Basterà però raggiungere il più vicino centro GDO o collegarsi ad uno shop online per risolvere il problema.
Tendenzialmente sono elementi stand alone perché in grado di funzionare in maniera indipendente rispetto al resto. E possono essere aggiunti in casa a posteriori, senza bisogno di effettuare complicate opere murarie per incassarli.

“Tutta questa autonomia non sarà pericolosa?” Pericolosa no, ma potrebbe avere anche qualche lato negativo. Da una parte una maggiore scelta e capacità di orchestrare elementi hardware diversi. Dall’altra si realizza che ci si trova da soli di fronte ad un’eccessivo ventaglio di possibilità.
Sicuramente la possibilità di basare la progettazione su protocollo IP, aperto anche al di fuori della domotica, facilita la possibilità di comunicazione verso tv, stampante, e-mail e altri servizi cloud.

Pro e contro della domotica basata su integrazione di sistemi

La domotica basata sull’integrazione di sistemi mette al centro il cliente ed è senza dubbio più duratura. Permette di sfruttare tutte le capacità e le logiche dei sistemi migliori in commercio e implementa ogni parte, lasciandole ricoprire il proprio ruolo originale. Non costringe l’utente che ha bisogno di sensori di allarme a scegliere dei sensori per l’accensione delle luci, per poi riadattarli alle proprie necessità. Infine, concorre ad un miglioramento che non vuole basarsi sull’idea che ci si debba accontentare, per comodità, al prodotto presente nel negozio più vicino.

Ogni elemento deve comunicare con tutti quelli presenti nella casa, e lo deve fare senza sforzo. Senza complicazioni.
In questo caso non parliamo di prodotti consumer. Ci riferiamo invece a elementi domotici nati per comunicare tra loro, seguendo le indicazioni del progettista domotico. Questo è il ruolo di Control4, uno dei principali fornitori di automazione personalizzata.

Rendere la casa “intelligente” in questo modo significa affidare il compito di deus ex machina ad un sistema supervisore che troverà risposta a tutte le domande e ai desideri dell’utente. Parlando di illuminazione, per esempio, non si andrà più ad interrogare il singolo interruttore. Sarà tutto il sistema luci a rispondere in modo adeguato alle sollecitazioni.
Questo approccio affascinante potrebbe sembrare “limitante” per i padroni di casa. La realtà è che si protegge la casa limitando l’accesso all’utente. La curiosità a volte gioca brutti scherzi e, lasciare troppa autonomia, potrebbe portare l’utente a manomettere involontariamente parti del sistema.

Facciamo un esempio: quando si acquista un auto nuova, è possibile interagire con il sistema di riscaldamento o con la playlist che si sta ascoltando. Non è possibile, invece, andare a regolare il sistema frenante o gestire l’afflusso di benzina nel serbatoio. L’utente può avere l’ultima parola su molte cose, ma non su tutto.

Manutenzione degli impianti domotici nella casa smart

Come in molti campi lontani dalla tecnologia, anche per la domotica è importante la manutenzione. Ci permettiamo un distinguo tra i due sistemi domotici presi in considerazione fin qui.

Il modello smart home e la sua manutenzione

La manutenzione di questi sistemi può sembrare facile e apparire quasi inesistente. In realtà non la si fa in un unico giorno stabilito perché è continua. Un susseguirsi di aggiornamenti di sistema, di installazioni e clic per attivare o disattivare flag.
Optare per il fai da te, integrando il sistema domotico con componenti consumer può rivelarsi comunque, una buona scelta. A patto che si tenga conto del fatto che, in caso di necessità, ci si ritroverà da soli a “smanettare” in un forum online alla ricerca della soluzione.
Inoltre, tornando al tema dell’obsolescenza programmata, capita più frequentemente di dover cambiare componenti che si guastano.

L’impianto domotico a sistema integrato

Chi affida la progettazione domotica ad un Team composto da Ambient Intelligence Designer e System Integrator sarà quotidianamente anticipato dalla domotica. Anche nella manutenzione dell’impianto, del quale verrà messo nella condizione di dimenticarsi.
Procederà a contattare l’assistenza solo in caso di guasti macroscopici o di cambi di abitudini che richiederanno una riprogettazione degli scenari comportamentali.
Come Progetta la Domotica assistiamo h24 ma ci capita spesso di riuscire a risolvere il problema da remoto, prima ancora che se ne accorga l’utente. In ogni caso, il bonus di affidare il lavoro ad un Team di professionisti è proprio quello di poter contare su qualcuno, nel momento del bisogno. (Che di solito è di sabato sera ;))

Chi può dire quale sia la soluzione domotica migliore per la tua casa smart?

Decidere quale dei due sia il sistema migliore, non è facile. Non sono paragonabili perché troppo diversi e molto dipende dall’aspettativa del cliente, dal suo budget e dal grado di alfabetizzazione digitale. Oltre a quanto si reputi importante avere meccanismi invisibili e duraturi dei quali ci si possa fidare.
Il nostro non è snobismo. Anche noi di Progetta la Domotica prendiamo in considerazione l’opzione consumer, quando abbiamo a che fare con impianti già esistenti o la situazione particolare lo richiede.

Ci è capitato di scegliere Google Nest e ne siamo rimasti piacevolmenti affascinati. Abbiamo anche avuto la possibilità di entrare in contatto con i prodotti Shelly, un marchio B2C che ci ha colpito per la qualità e per la sua capacità di prestarsi a rendere tailor made i nostri progetti di smart home. I suoi dispositivi di tipo smart sono stati utili perché ci hanno permesso di gestire sistemi di illuminazione, sensori di movimento e antiallagamento. Consentendoci di monitorarne i consumi energetici.

In conclusione, preferiamo lavorare con sistemi che integrino tecnologie aperte ma la passione per la domotica ci tiene sempre con gli occhi aperti verso ogni realtà.
Ci piace progettare in anticipo e con HomeNovus raccogliamo i desideri del cliente e li trasformiamo in scenari di comportamento che anticipino i bisogni di chi vuole una casa smart.


È ora di iniziare i lavori con l’Ecobonus 110%

Il Decreto Rilancio è entrato in vigore e l’Ecobonus 110% si delinea con ulteriori dettagli utili ad iniziare i lavori. Noi di Progetta la Domotica abbiamo seguito tutti i vari “tira e molla” burocratici che hanno contraddistinto questo tema.
Ammettiamo che non è facile accedere all’Ecobonus 110%. Ci sono molte regole da rispettare. Sarà fondamentale affidarsi a professionisti seri e avere una casa che risponda ad una serie di prerequisiti.
Quello che possiamo assicurarti è che siamo pronti ad affiancarti se hai un progetto domotico “nel cassetto”. Il 2020 è stato un anno difficile. Noi non ci siamo persi d’animo anche perché abbiamo continuato a lavorare con passione. Siamo affascinati dalla domotica e dalle sue molteplici possibilità.

Progetta la Domotica è pronta per iniziare i lavori al tuo fianco

Dal 15 Ottobre sarà possibile fare richiesta per l’Ecobonus 110% all’Agenzia delle Entrate.
Le richieste devono pervenire entro il 16 marzo 2021 per le spese sostenute nel 2020. Per le spese sostenute nel 2021 la scadenza sarà il 16 marzo 2022.
Noi ci siamo organizzati per dare risposta a tutto ciò che riguarda l’impiantista domotica. Ora tocca a te:

scegli il Team di Progetta la Domotica per iniziare i lavori del tuo prossimo progetto domotico… con il sorriso sulle labbra!

Non ti racconteremo la favola che sarà tutto facile e risolvibile in poche ore, perché amiamo essere onesti. Possiamo rivelarti che abbiamo un segreto per ridurre i possibili guai.
Noi dedichiamo molto tempo al cliente e alla sua famiglia. Immaginiamo mappe di comportamento adatte alla sua condizione familiare. Procediamo con un accurato progetto domotico e ci godiamo il relativo vantaggio sui tempi di realizzazione. Questo perché, essere nella condizione di affrontare gli inevitabili contrattempi, fa lavorare meglio noi e rasserena il cliente.

Non lasciamo niente al caso: lavorare insieme sarà bellissimo!

I progetti più nelle nostre corde riguardano i piccoli condomìni, le bifamiliari e le case indipendenti. Ci piace lavorare a stretto contatto con l’Architetto che si occupa della creazione o della ristrutturazione dell’edificio. Lo confessiamo: condividiamo l’entusiasmo di George Peppard che, nei panni del Colonnello John “Hannibal” Smith dell’A-Team diceva:

Vado matto per i piani ben riusciti!

I desideri del cliente hanno la priorità. E facciamo di tutto per poterli esaudire.
Questo tipo di lavoro, tailor made, ha bisogno di tempo per dare i risultati migliori. Sappiamo che l’Ecobonus 110% riguarda tutte le spese sostenute tra il 1° Luglio 2020 e il 31 Dicembre 2021. Personalmente preferiamo non prendere più lavori di quanti siamo in grado di seguire con il massimo dell’attenzione.
Siamo amanti dell’organizzazione: ci piace strutturare le diverse fasi che compongono la progettazione domotica. E questo ci permette di far quadrare tutto, limitando gli intoppi.

L’ecobonus 110% applicato alla domotica

Quali sono le aree legate alla progettazione domotica, che permetteranno di usufruire dell’Ecobonus 110%?
L’installazione di tutti quegli strumenti tecnologici di “building automation” che, integrati tra loro, puntino a migliorare la vita degli utenti.
C’è una conditio sine qua non. Le migliorìe domotiche devono essere eseguite insieme a uno degli interventi trainanti. O ad entrambi.
Ricordiamo che questi sono: l’isolamento termico delle superfici opache dell’abitazione e la sostituzione dell’impianto termico.
In caso contrario si entrerà nella sfera di competenza del Bonus sulla riqualificazione energetica che prevede un’aliquota del 65%.

L’Ecobonus 110% coprirà tutto ciò che permette di gestire in modo automatizzato gli impianti di riscaldamento e di raffreddamento; la produzione di acqua calda sanitaria e il controllo da remoto degli elettrodomestici. Migliorie che assecondano la sostenibilità e il risparmio energetico.

Criteri tecnici per entrare a far parte dell’ambito “building automation”

Per far sì che gli interventi legati alla sfera della “building automation” vengano accettati all’interno dell’Ecobonus, è bene tener conto di alcuni elementi:

  • a lavori ultimati i dispositivi devono mostrare i consumi energetici aggiornati con la fornitura periodica dei dati, attraverso device multimediali;
  • gli strumenti in uso devono evidenziare le condizioni di funzionamento correnti e la temperatura di regolazione degli impianti;
  • è d’obbligo che vengano rispettate le norme nazionali e locali in materia edilizia, urbanistica, sicurezza ed efficienza energetica.

Quali spese possono essere coperte dal Bonus?

Le spese coperte dal Bonus saranno le seguenti:

  • i sopralluoghi,
  • la redazione del certificato energetico iniziale,
  • la redazione del certificato energetico finale,
  • la documentazione necessaria a far partire i lavori,
  • la progettazione domotica,
  • la realizzazione degli impianti elettrici e murari necessari,
  • l’installazione di tutti gli strumenti che renderanno la casa smart,
  • le spese sostenute per smontare ed eliminare eventuali impianti preesistenti,
  • i lavori di adeguamento della rete di distribuzione e diffusione del riscaldamento,
  • l’installazione e la gestione dei dispositivi di controllo e di regolazione.

Le spese per l’acquisto di tablet, smartphone o altri dispositivi che permettono il controllo a distanza dell’abitazione domotica, saranno a carico del proprietario.

Documentazione necessaria per richiedere l’Ecobonus 110%

Per chi ha deciso di iniziare i lavori è necessario munirsi di tanta pazienza e di un grande archivio nel quale devono trovare posto tutti i documenti relativi ai lavori. Le sanzioni e le asseverazioni infedeli verranno comminate dal Ministero per lo Sviluppo Economico e potranno superare la soglia dei 10.000 € per ogni documento fallace.

A lavori ultimati l’Enea eseguirà dei controlli a campione per verificare il rispetto dei requisiti per accedere alla detrazione. I controlli potranno essere egregiamente superati ma si dovrà dimostrare di possedere i seguenti documenti:

  • le fatture,
  • le ricevute dei bonifici,
  • le eventuali delibere condominiali,
  • la copia della Comunicazione Enea,
  • lo storico dei documenti tecnici (asseverazione, scheda descrittiva dei lavori, schede tecniche dei dispositivi).

Iniziare i lavori nel modo migliore con il Team adatto a te!

Conviene dimostrarsi attenti e pignoli sin dalle prime fasi dei lavori. Capiamo che i lavori di ristrutturazione mal si concilino con il rigore e l’ordine. Le possibili sanzioni e i grattacapi che ne conseguono saranno un buon deterrente per i disordinati.

Il Team di Progetta la Domotica saprà iniziare i lavori al tuo fianco con professionalità e attenzione. Sono trascorse molte settimane in cui ti esortavamo ad aspettare per avere maggiori informazioni riguardo all’Ecobonus 110%. Questo è il momento in cui ti consigliamo di contattarci per iniziare i lavori del progetto che hai in cantiere.
Il nostro gruppo è composto da un Team di professionisti in grado di occuparsi del progetto domotico nella sua interezza.
Lavorare a nuovi progetti ci entusiasma e soddisfa il desiderio di nuove sfide. Le nostre giornate hanno un grande, ed insormontabile difetto: sono composte da 24 ore. Ci dispiacerebbe dover rinunciare proprio al tuo progetto domotico! 😉
Ti aspettiamo a Chieri, nel nostro show-room per una chiacchierata da cui, siamo sicuri, nasceranno grandi cose!