Il risparmio energetico e la buona progettazione domotica

Il risparmio energetico può arrivare a picchi elevati grazie ad una buona progettazione domotica.
L’Architetto può far raggiungere all’immobile livelli di risparmio inimmaginabili con gli impianti elettrici tradizionali.

Ridurre gli sprechi favorisce il risparmio energetico

Alla base di un buon sistema domotico troviamo:

  • un uso consapevole dei materiali e dell’energia elettrica;
  • una gestione corretta di elettrodomestici e apparati a basso consumo;
  • un’intelligenza aggiuntiva che coordini i sistemi e li faccia interagire tra loro.

Nelle case passive, “che coprono la maggior parte del loro fabbisogno di energia per riscaldamento e raffrescamento ambientale interno ricorrendo a dispositivi passivi”, un’adeguata progettazione domotica permette di risparmiare, per esempio, sul riscaldamento. Durante una giornata serena l’edificio incamera il calore dato dal sole e lo libera quando fa più freddo, permettendo così al riscaldamento di lavorare con meno intensità, risparmiando.

Anche il controllo intelligente delle tende aiuta ad intervenire sui risultati di riscaldamento/raffrescamento. In una giornata particolarmente afosa, il sistema centrale farà chiudere le tende per preservare il fresco. Questo permetterà all’impianto di condizionamento di non fare un lavoro extra.

La domotica prevede le esigenze del cliente

Attraverso dispositivi domotici si possono ottimizzare i consumi in base alle esigenze degli utenti.
Nest Thermostat E e tutti quei sistemi di raffreddamento e di riscaldamento che usano algoritmi per prevedere gli usi degli utenti, sono in grado di organizzarsi in anticipo e di attivarsi secondo le abitudini acquisite.

E così il riscaldamento si attiva in anticipo, accogliendo il proprietario in casa con una temperatura piacevole, raggiunta progressivamente e con calma (e con un minor spreco economico).
Una prassi molo utile quando ci sono i pannelli solari perché, a seconda delle necessità e del consumo previsto, il sistema domotico può decidere di distribuire energia o incamerarla per usi futuri.

Differenza tra risparmio energetico e costi in bolletta

C’è un’importante discrepanza tra quello che si può risparmiare a livello energetico e i relativi costi in bolletta.
Bisogna mettere al centro le persone e il loro benessere, cercando di compensare, dove possibile, il “sacrificio” richiesto loro.

Per intenderci, se il sistema domotico abbassa automaticamente di qualche grado il termostato nei momenti della giornata più adatti, non si costringe l’utente a patire il freddo ma gli si permette di risparmiare sui costi in bolletta, usufruendo di una ripartizione del calore ragionata.

Lo stesso tipo di variazione si può applicare al concetto di illuminazione casalinga.
Quando si accende una lampadina si va dallo zero al 100% di luminosità. Abbassando del 5% la sua intensità, a fine anno si sarà consumato il 5% di energia in meno per l’illuminazione.
A livello percettivo l’occhio non si accorge se la lampadina non è alla sua massima intensità ma al 95%. Di contro il risparmio economico, seppur piccolo, fa sempre piacere.

Questo effetto, in bolletta e nel portafoglio, si ottiene grazie alle lampadine dimmerabili.
Il termine deriva dal verbo inglese “to dim” che significa abbassare. Quando le lampade sono dimmerabili ne si può regolare l’intensità grazie ad un “dimmer” o regolatore elettronico. Con il suo aiuto si può decidere di usare il 100% della potenza della lampadina oppure abbassarne la luminosità.

In un impianto domotico le lampadine dimmerabili si autoregolano in intensità nell’arco della giornata. Questa caratteristica garantisce un’adeguata illuminazione in base alla luce solare.

La collaborazione tra Architetto e Progettista Domotico

Non ci stancheremo mai di sottolineare quanto sia importante lavorare bene a monte, progettando con rigore gli impianti che verranno poi installati.
Quando l’Architetto e il Progettista Domotico lavorano a stretto contatto è più facile scovare insieme eventuali punti critici del progetto e compensare, dove necessario, con tecnologie di livello superiore.

Casa Passiva e Casa Clima, per esempio, sono due certificazioni che vengono conferite in base a determinate caratteristiche costruttive. Si basano su un’attenzione altissima nei riguardi del risparmio energetico. Giocare d’anticipo, come sa bene chi lavora nell’ambito della progettazione, è l’unico modo per non farsi travolgere da eventuali problemi di cantiere.

Considerando che le certificazioni vengono date a lavori ultimati, l’unico modo per evitare contrattempi e modifiche è proprio quello di studiare tutto, nei minimi particolari, in fase di progetto.
Non ci si riferisce solo ai macro elementi della struttura. Infatti è importante pensare anche a tutti i dispositivi elettronici che si decide di installare e alla quantità di calore che emettono.

L’equilibrio dei consumi favorisce il risparmio energetico

Nelle case passive tutto il calore prodotto lo si deve poter quantificare e usare.
Queste tipologie di abitazioni necessitano di un equilibrio costante dei consumi. Non basta prendere solo in considerazione la pompa di calore o il cappotto termico della casa. Anche il calore emesso dai dispositivi messi in campo, può variare la temperatura interna della casa!

Insomma, non si può lasciare niente al caso: si deve sapere quale tipologia di elettrodomestici installare e che peso avrà la loro presenza in accordo con l’ambiente circostante.
Tutte cose a cui è bene pensare in anticipo, per non avere problemi in futuro.

Un buon progetto domotico favorisce il risparmio energetico... ed economico!
Un buon progetto domotico favorisce il risparmio energetico… ed economico!