Casa smart: vantaggi e svantaggi rispetto alla domotica tradizionale

Casa smart: vantaggi e svantaggi rispetto alla domotica tradizionale

La casa smart sta vivendo un momento di grande notorietà grazie ad Alexa o a Google Home ma la creazione di un Ambiente Intelligente passa attraverso la scelta del sistema di automazione più adatto alle esigenze e agli obiettivi dell’utente.
La maturità dei sistemi smart è minore rispetto a quella dei sistemi integrati che sono sul mercato da anni. Scegliere un sistema rispetto ad un altro deve essere frutto di scelte ponderate e di una visione lungimirante su cosa ci si aspetta dalla propria abitazione.

Smart home o integrazione di sistemi?

Abbiamo avuto modo di parlare della smart home e di ciò che la differenzia rispetto ad un’integrazione di sistema realizzata ad hoc.
Ipotizzando di utilizzare il supporto di Google, avremo una smart home a tutti gli effetti. “Big G” parlerà con ogni strumento integrato nell’abitazione. Lo scotto da pagare sarà che, “per non legarsi ad una piccola media impresa, ci si sarà legati ad una grande”. Ironia a parte, se Google Home è offline o c’è un guasto, gli automatismi della casa smettono di funzionare.
Questo tipo di domotica si definisce consumer perché si basa sul concetto di obsolescenza programmata. Inoltre è suscettibile a cambi di regole e di visione aziendale, in un arco temporale molto ridotto. La tecnologia di questo tipo si considera vecchia già il giorno 0 e non supera mai i 5 anni.

Pro e contro della domotica basata sul modello smart home

Chi sceglie questo tipo di progettazione domotica avrà la possibilità di sostituire rapidamente e in autonomia eventuali pezzi rotti o difettosi. Essendo prodotti consumer il loro prezzo sarà inferiore. Ma si guasteranno anche con più facilità. Basterà però raggiungere il più vicino centro GDO o collegarsi ad uno shop online per risolvere il problema.
Tendenzialmente sono elementi stand alone perché in grado di funzionare in maniera indipendente rispetto al resto. E possono essere aggiunti in casa a posteriori, senza bisogno di effettuare complicate opere murarie per incassarli.

“Tutta questa autonomia non sarà pericolosa?” Pericolosa no, ma potrebbe avere anche qualche lato negativo. Da una parte una maggiore scelta e capacità di orchestrare elementi hardware diversi. Dall’altra si realizza che ci si trova da soli di fronte ad un’eccessivo ventaglio di possibilità.
Sicuramente la possibilità di basare la progettazione su protocollo IP, aperto anche al di fuori della domotica, facilita la possibilità di comunicazione verso tv, stampante, e-mail e altri servizi cloud.

Pro e contro della domotica basata su integrazione di sistemi

La domotica basata sull’integrazione di sistemi mette al centro il cliente ed è senza dubbio più duratura. Permette di sfruttare tutte le capacità e le logiche dei sistemi migliori in commercio e implementa ogni parte, lasciandole ricoprire il proprio ruolo originale. Non costringe l’utente che ha bisogno di sensori di allarme a scegliere dei sensori per l’accensione delle luci, per poi riadattarli alle proprie necessità. Infine, concorre ad un miglioramento che non vuole basarsi sull’idea che ci si debba accontentare, per comodità, al prodotto presente nel negozio più vicino.

Ogni elemento deve comunicare con tutti quelli presenti nella casa, e lo deve fare senza sforzo. Senza complicazioni.
In questo caso non parliamo di prodotti consumer. Ci riferiamo invece a elementi domotici nati per comunicare tra loro, seguendo le indicazioni del progettista domotico. Questo è il ruolo di Control4, uno dei principali fornitori di automazione personalizzata.

Rendere la casa “intelligente” in questo modo significa affidare il compito di deus ex machina ad un sistema supervisore che troverà risposta a tutte le domande e ai desideri dell’utente. Parlando di illuminazione, per esempio, non si andrà più ad interrogare il singolo interruttore. Sarà tutto il sistema luci a rispondere in modo adeguato alle sollecitazioni.
Questo approccio affascinante potrebbe sembrare “limitante” per i padroni di casa. La realtà è che si protegge la casa limitando l’accesso all’utente. La curiosità a volte gioca brutti scherzi e, lasciare troppa autonomia, potrebbe portare l’utente a manomettere involontariamente parti del sistema.

Facciamo un esempio: quando si acquista un auto nuova, è possibile interagire con il sistema di riscaldamento o con la playlist che si sta ascoltando. Non è possibile, invece, andare a regolare il sistema frenante o gestire l’afflusso di benzina nel serbatoio. L’utente può avere l’ultima parola su molte cose, ma non su tutto.

Manutenzione degli impianti domotici nella casa smart

Come in molti campi lontani dalla tecnologia, anche per la domotica è importante la manutenzione. Ci permettiamo un distinguo tra i due sistemi domotici presi in considerazione fin qui.

Il modello smart home e la sua manutenzione

La manutenzione di questi sistemi può sembrare facile e apparire quasi inesistente. In realtà non la si fa in un unico giorno stabilito perché è continua. Un susseguirsi di aggiornamenti di sistema, di installazioni e clic per attivare o disattivare flag.
Optare per il fai da te, integrando il sistema domotico con componenti consumer può rivelarsi comunque, una buona scelta. A patto che si tenga conto del fatto che, in caso di necessità, ci si ritroverà da soli a “smanettare” in un forum online alla ricerca della soluzione.
Inoltre, tornando al tema dell’obsolescenza programmata, capita più frequentemente di dover cambiare componenti che si guastano.

L’impianto domotico a sistema integrato

Chi affida la progettazione domotica ad un Team composto da Ambient Intelligence Designer e System Integrator sarà quotidianamente anticipato dalla domotica. Anche nella manutenzione dell’impianto, del quale verrà messo nella condizione di dimenticarsi.
Procederà a contattare l’assistenza solo in caso di guasti macroscopici o di cambi di abitudini che richiederanno una riprogettazione degli scenari comportamentali.
Come Progetta la Domotica assistiamo h24 ma ci capita spesso di riuscire a risolvere il problema da remoto, prima ancora che se ne accorga l’utente. In ogni caso, il bonus di affidare il lavoro ad un Team di professionisti è proprio quello di poter contare su qualcuno, nel momento del bisogno. (Che di solito è di sabato sera ;))

Chi può dire quale sia la soluzione domotica migliore per la tua casa smart?

Decidere quale dei due sia il sistema migliore, non è facile. Non sono paragonabili perché troppo diversi e molto dipende dall’aspettativa del cliente, dal suo budget e dal grado di alfabetizzazione digitale. Oltre a quanto si reputi importante avere meccanismi invisibili e duraturi dei quali ci si possa fidare.
Il nostro non è snobismo. Anche noi di Progetta la Domotica prendiamo in considerazione l’opzione consumer, quando abbiamo a che fare con impianti già esistenti o la situazione particolare lo richiede.

Ci è capitato di scegliere Google Nest e ne siamo rimasti piacevolmenti affascinati. Abbiamo anche avuto la possibilità di entrare in contatto con i prodotti Shelly, un marchio B2C che ci ha colpito per la qualità e per la sua capacità di prestarsi a rendere tailor made i nostri progetti di smart home. I suoi dispositivi di tipo smart sono stati utili perché ci hanno permesso di gestire sistemi di illuminazione, sensori di movimento e antiallagamento. Consentendoci di monitorarne i consumi energetici.

In conclusione, preferiamo lavorare con sistemi che integrino tecnologie aperte ma la passione per la domotica ci tiene sempre con gli occhi aperti verso ogni realtà.
Ci piace progettare in anticipo, raccogliendo i desideri del cliente e trasformandoli in scenari di comportamento che anticipino i bisogni di chi vuole una casa smart.