Altre cose che può fare la domotica

La curiosità sul tema domotica è tanta. E noi siamo qui anche per svelarti che non tutte “Le cose più belle della vita o sono immorali, o sono illegali, oppure fanno ingrassare”, come sosteneva invece lo scrittore George Bernard Shaw.
Avere un sistema domotico è una scelta che possiamo mettere tra “le cose belle della vita” e siamo pronti a svelare altre applicazioni della domotica all’abitazione del tuo cliente, oltre a quelle elencate in questo post.

La casa domotica si adatta alla presenza dell’utente

Aprendo la porta dell’abitazione con un codice personale, la casa si adatta alla presenza di una determinata persona.
Questo significa che farà in modo di accoglierla ricordandosi i settaggi a lei associati.
Potrà variare quindi il grado di illuminazione, raggiungendo l’intensità di suo gusto. Oppure farà partire la “sua” musica, aggiustandone il volume in modo a lei piacevole.

Se i primi a rientrare in casa sono i figli, il sistema (su richiesta dei genitori, ovviamente) potrebbe impedire l’accesso ad Internet o alla console prediletta. O permetterà di scegliere solo tra alcuni canali della smart tv.

Se invece è il nonno anziano a rientrare a casa, la casa domotica saprà che deve accendergli le luci al 100% di intensità, senza dimenticare le luci di cortesia nel corridoio.
Inoltre potrebbe attivare, appositamente per lui, il montascale o l’ascensore in modo da farglielo trovare sempre al piano in cui si trova lui.

Il sistema domotico monitora i consumi e segnala i malfunzionamenti

Anche gli elementi che compongono un’abitazione domotica necessitano di manutenzione ma la cosa sorprendente è che sarà il sistema ad avvisare quando sta per subentrare un piccolo guasto o malfunzionamento.

Le lampadine più comuni, per esempio, sono certificate per 10.000 ore di attività. Il sistema, a 9.000 ore, è in grado di segnalare che… “si è quasi agli sgoccioli”. Questo permetterà di organizzarsi per un giro di manutenzione.

Questi pre-allarmi possono essere utili per non farsi cogliere impreparati ma anche per decidere di:

  • anticipare il cambio della lampadina se si sa di doversi assentare per molto tempo, lasciando a casa i genitori anziani;
  • contattare il fornitore di fiducia che riuscirà a reperire quel tipo di lampadina (un po’ particolare), che non si trova nel negozietto all’angolo.

Come vengono ripartiti i consumi?

Il sistema domotico è in grado anche di capire come vengono ripartiti i consumi nelle varie zone di casa.
Mantenendo come filo conduttore l’esempio della lampadina, si potrà ricevere un feedback dal sistema riguardo al suo uso&consumo.

Potrebbe segnalare come, quella del salotto, sia una delle fonti di illuminazione che rimane accesa per più ore. E suggerire quindi, di dotarsi di una faretto garantito per 20.000 ore di utilizzo.
Oppure si potrà ricevere come consiglio quello di cambiare la lampadina del garage, che stando accesa per pochi minuti, è un po’ sottosfruttata.

Queste doti di “preveggenza” dell’impianto domotico possono essere assimilate (in una versione molto più basic) a quelle dell’auto che segnala con la spia rossa che è ora di far benzina. Salvo poi rassicurare il guidatore, sulla possibilità di percorrere ancora 100 Km.
L’ideale sarebbe che, in autostrada, segnalasse: “Fai benzina adesso, che tra 2 minuti ti faccio lampeggiare la spia ma il prossimo distributore lo trovi fra 200 km. Poi ti tocca spingere ma non dire che non ti avevo avvisato.”

La casa domotica fa questo e altro, completando il quadro: “Cambia la lampadina adesso che tra una settimana mi spegnerò, ma tu sarai alle Maldive. I tuoi genitori anziani non sono proprio in grado di cambiare quel faretto incastonato nel contro-soffitto.”

Come scoprire guasti e malfunzionamenti?

Purtroppo anche in un moderno appartamento domotico gli elettrodomestici si usurano e possono smettere di funzionare.
La cosa positiva è che non si rischia di dover buttare via centinaia di Euro sotto forma di alimenti stipati nel congelatore “giù in cantina” che ha smesso di funzionare nottetempo, senza dare alcun segnale ai proprietari.

Il sistema domotico è capace di informare che, pur avendo “dato corrente” a tutti gli elettrodomestici di casa, il congelatore non risponde. E lo può fare anche se non si tratta di un elettrodomestico moderno e smart.
Un ottimo aiuto per scoprire rapidamente se c’è qualcosa che non va e non rischiare di trovarsi con un elettrodomestico fondamentale, guasto. Magari di venerdì sera.

La casa domotica coccola l’utente malato

Può capitare di rientrare a casa con un po’ di brividi e di accorgersi che l’influenza sia dietro l’angolo.
Questo tipo di situazione occasionale fa rivedere un po’ le abitudini e le preferenze di chi è stato colpito dal malanno di stagione.

Basterà cliccare sul device, tramite il quale l’utente comunica con la sua casa, e settare l’opzione “malattia”. La casa domotica, quella che erroneamente si immagina sempre come un’entità astratta e fredda, accoglierà il “paziente” coccolandolo e prendendosene cura.

  • Le luci abbasserano la propria intensità per non infastidire gli occhi più sensibili;
  • la sveglia verrà posticipata o staccata perché il medico ha prescritto qualche giorno di riposo a casa;
  • la musica rock che dà la carica ogni mattina verrà sostituita da quella classica;
  • la temperatura di casa si alzerà di qualche grado per assecondare quel desiderio di tepore imposto dai brividi della febbre.

La casa domotica è guidata dal contesto applicativo dell’utente e ha bisogno di essere programmata per poter andare incontro alle sue esigenze. Ogni occasione particolare può avere il proprio settaggio ed essere “richiamata” al bisogno.

Se ti abbiamo incuriosito e vuoi sentire cosa può fare la domotica per la casa del tuo cliente, contattaci per una chiacchierata!

Scopri insieme a noi cosa può fare la domotica per il tuo cliente
Scopri insieme a noi cosa può fare la domotica per il tuo cliente

5 motivi per convincere il tuo cliente ad affidarsi alla domotica

La domotica, sul vocabolario Treccani viene descritta come

“disciplina che si occupa dell’applicazione dell’informatica all’insieme di dispositivi e impianti usati nelle abitazioni (per es., illuminazione, climatizzazione, audiovisivi, sistemi di sicurezza), provvedendo alla loro automazione.”

Se ne parla sempre più frequentemente e non solo tra Architetti ed esperti del settore. Non siamo davanti alla moda passeggera: stiamo vivendo le rapide trasformazioni che stravolgeranno l’idea di progettazione architettonica.

Come coinvolgere il tuo cliente in questo passo verso il futuro, aiutandolo a fidarsi e ad affidarsi alla domotica?
Elencando i cinque motivi per cui è meglio scegliere di progettare la domotica di un’abitazione!
Prendi per mano” il tuo assistito e accompagnalo nella realizzazione di quella che diventerà la sua casa ideale.

1 – Risparmio energetico

Con la domotica si possono ottimizzare i consumi poiché si riesce a misurarli e ad intervenire, facendo in modo che il sistema faccia la scelta migliore, per il determinato momento.

Si può fare in modo che si abbassi il riscaldamento quando in casa non c’è nessuno; oppure che venga spenta la luce dimenticata per sbaglio.
Si può anche ottimizzare il consumo dell’elettricità attivando la lavatrice ad un orario prestabilito. E il consumo dell’acqua? Si può calibrare l’irrigazione del giardino, per esempio, in base alle condizioni climatiche.

Le possibilità sono infinite e sta all’utente decidere, insieme all’Architetto e ai progettisti, quali siano le caratteristiche irrinunciabili per la propria casa dei sogni.
La personalizzazione è un plus fondamentale fornito dagli impianti domotici: abbiamo già avuto modo di parlare di Google Nest e della sua capacità di regolarsi secondo le abitudini dell’utente.

Se il tuo cliente è dubbioso, ricordagli che uno degli elementi per avere le certificazioni di classe più elevate per il risparmio energetico, è avere un impianto domotico installato nell’abitazione.

2 – Riduzione dell’inquinamento elettromagnetico

Gli oggetti tecnologici che usiamo quotidianamente (forno, frigorifero, lavatrice, lampade, asciugacapelli, smartphones, telefoni e modem) emettono onde elettromagnetiche.
Queste sono al centro di dibattiti sia per quanto riguarda la loro presunta pericolosità per la salute, sia per il fatto che spesso disturbano la comunicazione tra alcuni dispositivi elettronici.

La domotica gioca un ruolo molto importante nel limitare l’esposizione dell’utente ai campi elettromagnetici.

  • Permette di utilizzare il 50% di cavi in meno e con una emissione ridotta di onde elettromagnetiche.

  • Consente all’utente di avere un minor contatto con la corrente 220 v.

Quando si preme un interruttore, sotto al dito passa la corrente; con un sistema domotico non c’è questo tipo di contatto – quasi – diretto.
Una sicurezza in più per chi ha bambini o animali in casa. Ma anche per chi è un po’ sbadato e sa che con la corrente non si scherza!

3 – Investimento per aumentare il valore dell’immobile

Al giorno d’oggi avere un impianto domotico aumenta il valore dell’immobile come faceva, un tempo, avere attivo il sistema satellitare o la fibra. Perché significa “essere al passo con i tempi”.

Il mercato riconosce agli impianti domotici un valore molto alto e, nelle case nuove, sarebbe meglio non predisporre più – solamente – gli impianti elettrici tradizionali ma lasciare una porta aperta, nel caso non lo si volesse fare subito, ad una implementazione domotica futura.

Si potrebbe organizzare la parte infrastrutturale separando già i tubi attraverso i quali verranno raccolti i cavi della corrente e quelli della trasmissione dati.
La scelta di tubi di dimensioni maggiori permette di far passare, progressivamente, più fili a bassa tensione. Così come il quadro elettrico di dimensioni maggiori, anche più del doppio, consentirebbe di installare, in un secondo tempo, più dispositivi.

4 – Creazione di ambienti adatti alla tecnologia futura

Una buona progettazione domotica, eseguita nella fase iniziale dei lavori, permette di predisporsi al meglio lanciando uno sguardo al futuro e accogliendo le novità che la tecnologià saprà regalarci.

La longevità della domotica è strettamente legata alle scelte fatte in fase di progetto e alla lungimiranza del progettista. Legarsi a doppio filo ad un marchio, benché famoso, mette nella scomoda posizione di dipendere da lui e di essere condizionati dalle sue leggi di mercato.

Ovviamente è necessario appoggiarsi ad un marchio ma è importante pensare a quanto possa risultare complicato, al bisogno, fare sostituzioni o modifiche. Il nostro consiglio è quello di scegliere con consapevolezza il fornitore migliore.

Strutturando l’impiantistica in modo furbo, si possono aggiungere o sostituire elettrodomestici smart che renderanno più leggere le incombenze quotidiane e… le bollette!

Per esempio, la cucina non è pensata di solito come la stanza in cui mettere le prese ethernet. Ma considerando i passi avanti della tecnologia e le migliorie che questa può apportare, è altamente consigliato prevederne. Potrebbero, infatti, risultare necessarie per la gestione di elettrodomestici smart (come quelli di Miele, Candy o iRobot) collegati alla rete Internet.

5 – Gestione tramite App e controllo vocale

La scelta di un impianto domotico per l’abitazione apre ad una serie di comfort inimmaginabili.
Si può controllare cosa succede nell’abitazione quando non c’è nessuno in casa oppure si può aprire la porta al corriere quando arriva per consegnare un pacco e il destinatario è ancora in ufficio. Tutto questo, ma non solo: diciamo, per riassumere, che la domotica permette di interagire con la casa, anche da lontano.

Può avvenire tramite App aggregatrici o proprietarie, scaricabili da Google Play Store o da App Store, che facilitano l’interazione con l’edificio attraverso lo smartphone.
La differenza tra queste due tipologie è che le App aggregatrici necessitano di una fase di configurazione che permetta loro di capire quali e quanti impianti ci sono e come gestirli.
Le App proprietarie, invece, sono più facili da configurare ma rispondono ad un solo elemento a loro corrispondente.

Nel caso in cui sia necessario gestire luci, allarmi, videocitofoni e telecamere, servirebbero quattro App. Scegliendone una sola, aggregatrice, si riesce ad avere tutto sotto controllo con più praticità e attraverso un solo device.
In entrambi i casi, un grande aiuto per chi -tutti?- ha sempre i minuti contati e si barcaména tra lavoro, figli e magari anche genitori anziani.

Affidarsi alla domotica per il controllo vocale aiuta anziani e disabili

Proprio per supportare le categorie più deboli come, appunto, gli anziani o i disabili, la domotica affianca le famiglie con l’ausilio del controllo vocale.

Il controllo vocale abilita le persone anziane o chi è impossibilitato nei movimenti, a gestire la casa in autonomia.

La “magia” delle tapparelle elettriche, che un tempo faceva brillare gli occhi alle persone di una certa età, ora è semplificata dalla gestione tramite comando vocale. Basta farne richiesta ad uno smart home speaker, come Alexa o Siri e vedere il desiderio esaudito.

Chi è impegnato nella gestione quotidiana di bambini e/o anziani sa come la sicurezza sia elemento fondamentale e i problemi che ci si trova a dover affrontare a volte sono molto simili, nonostante la differenza di età dei protagonisti.

Grazie all’ausilio della domotica si può far partire un avviso o una telefonata quando la persona sta immobile per troppo tempo, nel letto. Oppure si può organizzare la casa in modo che, in caso di fughe di gas, si aprano le finestre e/o parta una videochiamata anche se la persona in difficoltà non è in grado di effettuare la telefonata.

I motivi per cui un utente potrebbe decidere di affidarsi alla domotica sono tanti e noi siamo a tua disposizione per consigliarti e affiancarti nella progettazione della casa smart per il tuo cliente.

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