Biblioteca di Nichelino: una ristrutturazione in chiave domotica

La Biblioteca è uno di quei luoghi che ci sembra di conoscere da sempre e la sua presenza ci accompagna fin dai nostri primi ricordi.
Il Comune di Nichelino (Torino) ha strutturato un bando che prevede la rifunzionalizzazione della Biblioteca “Giovanni Arpino” che è luogo di incontro e di aggregazione per grandi e bambini.

Negli ultimi anni, complici gli e-book e le nuove tecnologie, le Biblioteche più evolute hanno dovuto “fare di necessità virtù“, rimodernando i propri spazi e le relative offerte.

Progetta la Domotica è stata chiamata dallo Studio A&A per supportare la stesura della relazione tecnica per la riqualifica degli spazi di via Turati.
Il nostro punto di vista orientato alla domotica e all’apertura verso scenari di crescita futura, ha permesso di proporre, per questo Bando comunale, un progetto smart ritagliato sulle esigenze degli utenti.

Il punto di partenza è stato la raccolta di tutte le informazioni possibili riguardo alle attività organizzate in Biblioteca. Alcune proposte spaziano sia per contenuti che per target.

Si va dagli spettacoli di lettura animata per i bambini ai cicli di incontri tenuti da esperti. Dalle aule studio aperte di sera all’emeroteca sempre aggiornata. Senza dimenticare il servizio classico di prestito dei libri, l’aula con il collegamento ad Internet, lo spazio Hobby e i corsi gestiti dall’Unitre di Nichelino.

Un’offerta così ricca e variegata ha bisogno di una progettazione domotica che tenga in considerazione le necessità di tutti gli attori coinvolti.

La Biblioteca è luogo di crescita a tutte le età
La Biblioteca è luogo di crescita a tutte le età

Integrazioni domotiche al progetto di riqualificazione della Biblioteca

In un’ottica di futura espandibilità, la scelta di introdurre da subito impianti con le caratteristiche architetturali di tipo domotico, risulta essere una scelta virtuosa.
Sarà più facile aggiornare i sistemi in uso anche grazie all’intuizione di optare per impianti basati su bus a bassa tensione, per la parte elettrica.

Controllo accessi all’interno della Biblioteca

Una prima integrazione suggerita è quella che consente di inserire un controllo accessi alla biblioteca.
Questa feature ha due funzioni:

  • può regolamentare la gestione delle presenze;
  • può offrire accessi speciali ad Associazioni della zona che vogliono organizzare determinate attività.

Videoanalisi per rendere più sicura la Biblioteca

Al sistema di videosorveglianza classico, si possono aggiungere funzionalità di videoanalisi.
La videoanalisi permette di estrarre dalle immagini informazioni significative e implementare controlli più accurati.

I campi in cui la videoanalisi può fare la differenza sono:

  • oggetto rubato o oggetto dimenticato: il sistema riconosce se un oggetto presente nella scena viene rimosso o viene erroneamente abbandonato, segnalando l’evento ai responsabili;
  • contapersone: il sistema domotico è in grado di contare le persone presenti in un ambiente e segnalare situazioni limite (più persone del consentito, mancanza totale di utenti…) fornendo dati statistici;
  • presenza in zone sensibili: il sistema è in grado di segnalare la presenza di persone in aree sensibili o ad accesso ristretto inviando un messaggio al personale responsabile.
La Biblioteca diventa spazio di incontro per grandi e bambini
La Biblioteca diventa spazio di incontro per studiare e rilassarsi

Impianto elettrico rifunzionalizzato per risparmiare e gestire l’illuminazione

Sono possibili diversi interventi in un’ottica di risparmio e comfort luminoso.
Introdurre corpi luminosi a LED con tecnologia dimmerabile e affiancarli a dispositivi domotici di controllo, può migliorare le performance dell’impianto elettrico:

  • garanzia di illuminazione ottimale: durante l’arco della giornata i corpi luminosi si possono accendere progressivamente, ad integrazione della luce naturale. Questo permette di garantire la giusta intensità di illuminazione e il rispetto delle normative in fatto di illuminazione sul posto di lavoro (in questo caso si tratta di spazi adibiti a ufficio temporaneo);
  • aumento della qualità del comfort luminoso: la temperatura del colore delle luci varia durante l’arco della giornata;
  • risparmio netto dei consumi: impostando i LED al 95% della propria potenza luminosa si ottiene un risparmio fisso del 5% sui consumi, senza andare ad influire sulla quantità di luce percepita dall’occhio umano.

Scenari domotici ad alto contenuto di innovazione

L’elenco delle innovazioni sulle quali basare la ristrutturazione della Biblioteca di Nichelino si può arricchire con un secondo livello di interventi. La variabile che determinerà l’obiettivo è il livello di impegno economico e di complessità che si vuole raggiungere.

Lo scenario di benvenuto nella “digital welcome area”

L’utente della Biblioteca può essere accolto all’ingresso, in un‘isola digitale formata da totem multitouch.
Avvicinando il telefono, il sistema riconoscerà l’utente e offrirà una serie di servizi informativi dedicati e prioritizzati in base allo storico delle sue attività nella Biblioteca.

Questo permetterà di fare ricerche e prenotare servizi o eventi sia tramite touchscreen che con il supporto di un assistente vocale.
Mostrando un libro o una foto della copertina dello stesso, il sistema potrà dare indicazioni sulla possibilità di prenderlo in prestito e suggerire letture simili (dedotte grazie ad un algoritmo o suggerite da altri utenti della Biblioteca).

Richiedendo informazioni su come raggiungere una specifica stanza, il sistema mostrerà il percorso sullo schermo e indicherà la direzione da cui partire.
Lo farà con l’ausilio di un’indicazione luminosa animata che partirà dal totem e proseguirà verso la prima tappa del percorso. L’assistenza proseguirà sul cellulare appena ci si allontanerà dal totem.

La Realtà Aumentata per la lettura

La Realtà Aumentata (AR) permette di arricchire oggetti fisici con informazioni digitali.
Un utente potrà così recarsi in Biblioteca, prendere in prestito un volume e, grazie ad un’apposita App, sarà messo nella condizione di poter inquadrare con la fotocamera il libro e veder apparire sullo schermo del proprio smartphone materiali di approfondimento, documenti con citazioni e video. Questo succede già, per esempio, con la App di Spazi900, l’applicazione della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

Le informazioni di consultazione verranno associate all’utente così da consentire di recuperare lo storico delle attività o suggerire nuove letture anche al di fuori dello spazio fisico della Biblioteca.

Le funzionalità di annotazione e condivisione tra utenti, permetteranno di mettere a fattor comune i processi di apprendimento individuali con altri utenti. Si potrà così creare uno storico dei lettori consultabile come arricchimento peer-to-peer dell’esperienza della lettura.

Desk virtuale per condividere le informazioni con altri utenti

Nelle aree attrezzate per lo studio si potrà inserire un lungo desk con tecnologia multitouch.
Gli ospiti della Biblioteca prenderanno posto al desk e, poggiando il loro cellulare sul tavolo, questo si connetterà con il dispositivo, attivandosi.

La superficie del tavolo si presenterà come uno schermo multitouch (simile ad un grande tablet), e proporrà le applicazioni usate recentemente da quel determinato utente.
Gli applicativi possibili consentono la navigazione online, la lettura di e-book, la stesura di testi e la fruizione di audio e video (con l’utilizzo di cuffie wireless).

Tramite l’interazione con una tastiera virtuale è possibile usare gli applicativi. Il lavoro svolto viene salvato automaticamente in un cloud abbinato alla propria tessera della Biblioteca, così l’accesso potrà avvenire anche da smartphone, tablet o computer personali. Tornando a casa sarà possibile proseguire il lavoro iniziato in Biblioteca.

Se al tavolo sono presenti più utenti è possibile scambiarsi materiali, appunti e informazioni trascinandoli da un’area desktop ad un’altra. Un metodo che rende decisamente più facili ed intuitivi il lavoro di gruppo e lo scambio della conoscenza.

Un’altra funzionalità di gruppo è la lettura coordinata ovvero una modalità per cui le singole copie dell’e-book di ciascun utente sono connesse le une alle altre. Sfogliando il libro digitale di uno, vengono sfogliate automaticamente le copie degli altri mantenendo allineati tutti i lettori.

Stanza con videoproiezione immersiva

Una delle applicazioni domotiche che si potrebbero predisporre nella Biblioteca di Nichelino è la sala digitalizzata con proiezione sulle 4 pareti. Il pavimento interattivo e i sensori 3D per il riconoscimento del movimento e dei gesti potrebbero lavorare sull’ambiente ricreando un’area multifunzionale.
Sfruttando le capacità multimediali si potrebbero svolgere attività di diversa natura: dalla visione di video e film, ai lavori di gruppo passando per l’intrattenimento in Realtà Virtuale.

Attività di gruppo nelle stanze immersive

Entrando nello spazio con un libro, l’ambiente lo riconosce e propone sulle pareti, attraverso proiezioni immersive a 360°, tutti i materiali multimediali correlati.
Sfogliando le pagine, il sistema porterà in primo piano i materiali relativi alla pagina sulla quale ci si sofferma.

Se all’interno della stanza sono presenti più libri, le pareti mostreranno i dati dei diversi volumi raccogliendoli nelle zone vicine al lettore consentendo la consultazione contemporanea di più opere.

Con l’uso di un tablet dotato di penna sarà possibile interagire con il materiale presente sulle pareti o aggiungere appunti direttamente “sul muro”, raggruppandoli e riordinandoli.
Inoltre, si potranno aggiungere ai materiali connessi al libro, nuovi appunti che rimarranno disponibili anche per i futuri fruitori.

Per facilitare le attività di gruppo si potrà disegnare sia sui muri che sui pavimenti, permettendo così di dividere gli spazi in aree e dare accesso a funzionalità o dati diversi in base all’area su cui si starà sostando.

Sarà possibile registrare il video di tutta la sessione di lavoro e potrà essere rivista in modo da conservare non solo il risultato dell’attività ma anche il processo creativo.
Il materiale realizzato sarà associato alla tessera personale della Biblioteca e salvato in cloud. Sarà disponibile anche a posteriori e al di fuori dell’area in cui sorge la Biblioteca.

L’ambiente immersivo è uno strumento ideale per la realtà virtuale. Con la Realtà Virtuale sarà possibile fruire di esperienze educative 3D o giocare, da soli o in gruppo.

Esperienza di lettura più coinvolgende grazie alla domotica

In aree dedicate alla lettura saranno installate delle piccole strutture a posto singolo all’interno delle quali saranno messi a disposizione alcuni supporti che miglioreranno l’esperienza della lettura:

  • uno schermo touch per la lettura di e-book;
  • un impianto per l’ascolto localizzato e diretto di audio (così che non sia di disturbo al di fuori);
  • postazioni di ricarica dei dispositivi mobili;
  • possibilità di accedere a tutti i servizi digitali avvicinando semplicemente il telefono allo schermo per verificare la tessera digitale della Biblioteca.

Per chi vuole vivere un’esperienza di lettura totalmente diversa, invece saranno predisposte delle piccole stanze dedicata alla lettura immersiva.

L’utente entrerà nella stanza dove troverà al centro una poltroncina da lettura e un tablet. Selezionando sul tablet l’opera di interesse potrà iniziare la lettura. La particolarità dell’attività di lettura fatta in questo ambiente sarà che la narrazione avrà effetto sull’ambiente.

Ad esempio se la narrazione si svolgerà in una giornata assolata in montagna, intorno al lettore verranno proiettati ambientazioni e suoni tipici di quel contesto. Oppure se il racconto narrerà le vicende all’interno di un buio corridoio, le luci si spegneranno e i suoni suggeriranno il movimento in un spazio lungo e vuoto.

L’intenzione è quella di potenziare l’esperienza immersiva senza portare l’utente nelle dinamiche dell’intrattenimento interattivo, salvaguardando così la sensorialità unica dell’esperienza della lettura.

Si può fare… vuoi provare?

Gli interventi domotici fin qui elencati sono tutti fattibili. Non stiamo raccontando di migliorie impossibili o che “si vedono solo nei film”.

Questi scenari ad alto contenuto tecnologico te li presentiamo perché sappiamo essere frutto di progettazione domotica alla nostra, e di conseguenza alla tua, portata.
La variabile è il budget e il grado di tecnologia con la quale ci si vuole confrontare.

Siamo mossi dalla curiosità e dalla passione e siamo sempre pronti a partire verso nuovi orizzonti della domotica… per i nostri clienti.
Vuoi affrontare il tuo prossimo progetto insieme a noi?

Non solo libri in Biblioteca. Sempre più spesso la conoscenza passa attraverso la tecnologia
Non solo libri in Biblioteca. Sempre più spesso la conoscenza passa attraverso la tecnologia

Il Castello di Clavesana reso moderno dalla domotica

Progetta la Domotica inizia il 2020 con un caso di studio molto affascinante: la ristrutturazione, in chiave domotica, del Castello di Clavesana (Cuneo). Il mio ingresso nel team composto da Maurizio e Matteo mi dà la possibilità di raccontare le difficoltà e le sfide vinte come System Integrator in alcuni progetti, sia in Italia che all’estero.

Dimora del XVII secolo fondata dai Marchesi di Clavesana, il castello domina il Tanaro e si affaccia sulle Alpi. All’interno gli ambienti sono caratterizzati da volte affrescate, porte d’epoca, pavimenti in cotto e spazi di grande prestigio. Due imprenditrici straniere hanno deciso di acquistarlo e ristrutturarlo, partendo dal loft.
La domotica ha permesso di raggiungere obiettivi ai quali, inizialmente, nessuno aveva osato puntare.

Un castello con molti problemi da risolvere

I clienti mi hanno contattato a lavori ultimati. Troppo tardi!
Questo ha reso difficoltoso inserirmi nel progetto, mantenendo una sequenza logica, e portando avanti quelle buone pratiche che veicoliamo di solito attraverso Progetta la Domotica.

Lo studio di Architettura GAP ha progettato la ristrutturazione del loft ricavato all’ultimo piano del Castello, collaborando con diverse maestranze. Purtroppo nessuno aveva previsto la domotica a supporto della ristrutturazione.

Al mio arrivo, nel momento in cui all’elettricista bastava tirare i cavi per concludere il proprio intervento, sono emerse problematiche ignorate in precedenza.

Interruttore centrale a forma di totem che comanda la domotica nel Castello di Clavesana
Interruttore centrale a forma di totem che comanda la domotica nel Castello di Clavesana

In fase di progettazione gli Architetti avevano previsto un solo interruttore-totem al centro della torre. Questo permetteva di salvaguardare l’armonia degli interni, ma non rendeva user friendly la fruizione degli spazi e la gestione di due impianti fondamentali:

  • l’impianto termico,
  • l’impianto di illuminazione.

Gestione combinata degli impianti di riscaldamento

I clienti e lo staff del cantiere di Clavesana hanno accolto il mio arrivo con sollievo. Si stavano accavallando diversi problemi e sono contento di aver potuto dare una mano.
Fino a quel momento, era parso impossibile poter gestire automaticamente la termoregolazione del loft.

Questo lavoro mi ha regalato molte soddisfazioni. Una sfida vinta, nonostante la situazione dei lavori fosse ad uno stadio decisamente avanzato.
Poter contare sul supporto di prodotti Control4 mi ha permesso di lavorare con serenità poiché li conosco da tempo e sono sicuro della loro professionalità.

Per far collaborare il riscaldamento radiante a pavimento e i fan coil a parete ho sviluppato un algoritmo in grado di gestire la velocità di regolazione degli impianti. Le temperature dei due sistemi di riscaldamento sono state progettate per alzarsi in maniera sincronica. Al raggiungimento della temperatura ideale il mantenimento viene garantito dal riscaldamento a pavimento.

La termoregolazione può essere gestita da remoto e adattarsi così alle esigenze dei committenti che, vivendo solitamente all’estero, utilizzano il Castello piemontese come casa delle vacanze.

Affrontando i lavori di ristrutturazione un po’ alla volta, i clienti non hanno ancora avuto modo di concentrarsi sul problema della climatizzazione estiva. Un tema importante, soprattutto negli spazi ricavati nel sottotetto. Nonostante i muri spessi tipici degli edifici d’epoca, possono comunque raggiungere temperature decisamente elevate.
Fortunatamente, grazie alla domotica si potrà implementare l’impianto esistente, senza dover procedere con ulteriori opere murarie.

Gestione degli impianti luce grazie all’ausilio degli scenari

L’impossibilità di accendere luci, se non raggiungendo il totem posizionato al centro della torre, era l’altro grande tema che ha determinato il mio ingresso nel team.

Grazie alla domotica ho realizzato degli scenari di comportamento che si adattano alle diverse situazioni e permettono di vivere lo spazio, senza toccare alcun interruttore.

Lo Scenario Benvenuto si attiva all’arrivo dei proprietari e li accoglie con una temperatura settata sulle reali condizioni meteo. L’accensione progressiva delle luci ha il giusto grado di intensità, in accordo con l’orario della giornata. Una musica di sottofondo accoglie gli ospiti, adattandosi all’umore e alla situazione.

L’audio multiroom è una coccola in più che permette di ascoltare la stessa musica in tutte le stanze o approfittare di 16 streaming separati, in grado di accordarsi secondo orari e gusti musicali.

Il concetto di Scenario, nel campo della domotica, permette di ricreare comportamenti o situazioni reali che possono essere vissute dagli inquilini.
Nel nostro caso c’è anche uno “Scenario arrivederci” che tiene conto della temporaneità del soggiorno dei proprietari che potrebbero lasciare vuoto il loft anche per alcuni mesi.

Il sistema spegnerà il riscaldamento, staccherà la corrente e farà tutte quelle operazioni che non vengono eseguite quotidianamente.

Un particolare della zona notte nel loft ricavato all'interno del Castello di Clavesana
Un particolare della zona notte nel loft ricavato all’interno del Castello di Clavesana

Un antifurto multifunzione, all’altezza del Castello di Clavesana

Il sistema di sicurezza è stato impostato per poter essere gestito con estrema facilità, attraverso una App. La stessa che permette anche l’accensione delle luci. Persino quelle nella cabina-armadio.

Ho sfruttato a mio favore la presenza dei sensori di allarme, per far capire al sistema quando e come far accendere le luci.
Uno dei momenti in cui si attiva questa feature è all’ingresso della cabina-armadio. Scostando la tenda che separa la cabina dalla camera da letto, il sensore rileva la presenza di una persona e fa accendere la fila di led posizionati nello spazio adibito ad armadio.

Un progetto domotico ha sempre bisogno di un’attenta progettazione

Non mi stancherò mai di ribadire quanto sia fondamentale dedicare i giusti tempi alla progettazione domotica. Che si tratti della realizzazione dell’impianto per un piccolo appartamento, per un grande albergo o per un Centro giovanile. Le dimensioni degli spazi non contano, è importante essere tempestivi e lavorare con il giusto metodo, in accordo con Architetto e Cliente.

La ristrutturazione del Castello di Clavesana prevede la realizzazione, oltre al loft di cui mi sono occupato, di un albergo che comprenderà cinque suite, un ristorante e una beauty farm con una piscina interna e una esterna.

Un progetto di queste dimensioni, anche se affrontato un pezzetto alla volta, necessita di una progettazione domotica definita in anticipo.

A fine lavori il Castello avrà un ruolo centrale nel campo della ricezione alberghiera di charme e sarà trampolino verso il Nord Europa per attività legate al campo enogastronomico.

Come appassionato di domotica e System Integrator, sono curioso di scoprire quante e quali novità smart si potranno applicare ad un ambiente così particolare come il Castello di Clavesana.

Un particolare della zona giorno nel Castello di Clavesana
Uno scorcio della zona giorno nel Castello di Clavesana

Progetta la Domotica: il team cresce con un System Integrator di grande esperienza

Progetta la Domotica è nata nel 2019 e questi sono i giorni giusti per tirare le prime somme. Senza troppi indugi possiamo dire di essere entusiasti dei risultati di questi primi mesi di lavoro!

Nati per diffondere la cultura domotica, il nostro obiettivo è quello di fare da trait d’union tra gli Architetti e i loro clienti.
L’evoluzione del settore Domotica e Smart Home richiede competenze trasversali che spaziano dall’elettrico all’informatico. Noi, Matteo De Simone ed io, riusciamo a fornire un supporto professionale completo, rodato da anni di amicizia.

L’approccio user centered per noi è sempre il migliore

Abbiamo puntato tutto sulla disponibilità e sulla sincerità con i nostri clienti. Ed è stato proprio perché abbiamo sempre preferito un approccio orientato alla soddisfazione del cliente, che i risultati non hanno tardato ad arrivare.

Dopo aver parlato con centinaia di Architetti abbiamo avuto conferma della nostra intuizione iniziale: il tema interessa molto ma, purtroppo, serpeggia ancora molta confusione. Il rischio di acquistare “qualcosa di domotico” solo perché ce l’hanno i vicini di casa, incombe. E non sempre il cliente finale è accompagnato nelle proprie scelte.

Noi abbiamo la voglia e la competenza per offrire soluzioni e risposte ai dubbi di Architetti e committenti.
Per fornire un supporto ancora più mirato, abbiamo scelto il 2020 per far crescere il team, dando il benvenuto ad un System Integrator che ci permetterà di ampliare il nostro raggio di azione.

Alex Edmondo: il System Integrator che completa il team di Progetta la Domotica

Alex, Maurizio e Matteo… il primo selfie del nuovo team di Progetta la Domotica!

In questi giorni Alex Edmondo è entrato a far parte del nostro gruppo e non vediamo l’ora di iniziare a lavorare insieme.
Lo conosciamo da un po’ di tempo e lo abbiamo fortemente voluto al nostro fianco perché, oltre alla sua esperienza, ha una dote per noi fondamentale: ha a cuore il cliente e fa di tutto per trovare la soluzione adatta, anche alle richieste più stravaganti.

Ha iniziato a lavorare nell’ambito della progettazione e realizzazione di impianti di amplificazione, audio/video, Home Theatre e audiovisivi professionali. La sua curiosità lo ha spinto ad esplorare tutti gli strumenti intelligenti presenti sul mercato e a farli dialogare tra loro per dare vita, nel suo studio, ad un laboratorio quasi magico.

Il passaggio da utente a Beta-Tester è stato quasi d’obbligo: le aziende impegnate nella realizzazione di nuove tecnologie hanno visto in lui la persona giusta. Lo hanno assoldato per testare i loro prodotti prima di metterli in commercio perché il suo parere era quello di un professionista competente e appassionato.

Da più di 10 anni è uno dei System Integrator più richiesti in Italia. Lavora da tempo su progetti domotici altamente complessi. Parliamo di hotel, abitazioni private, ville, yacht e, addirittura, loft realizzati all’interno di castelli. Facciamo fatica ad elencare tutti i suoi progetti perché è un vulcano di idee e di energia.

Quello che possiamo dire è che siamo orgogliosi che abbia scelto di lavorare, in esclusiva, con noi.
Poter contare su un professionista che ha la nostra stessa vision ci permette di affrontare progetti sempre più ambiziosi, sicuri di portare a casa il risultato. E il sorriso dei nostri clienti.

Diamo così il benvenuto ad Alex e auguriamo a te buone feste. Ora è tempo di dedicarsi soprattutto alle lucine dell’albero di Natale e al panettone. O al pandoro? 😉

Il team di Progetta la Domotica cresce: arriva un System Integrator come terzo socio
Il team di Progetta la Domotica cresce: arriva un System Integrator come terzo socio

Casa Ponte: una buona palestra per agevolare l’autonomia nei disabili

Nell’ottica di semplificare la vita quotidiana ci si può imbattere in progetti speciali che coniugano attenzione per le fasce più deboli e domotica. Qualche settimana fa siamo stati chiamati a curare la progettazione domotica di una Casa Ponte a Chieri, in provincia di Torino.

Si tratta di un alloggio gestito da operatori specializzati, nel quale ragazzi con disabilità più o meno marcate, imparano a diventare indipendenti.
Questa specie di “palestra per rinforzare l’autonomia” verrà realizzata nella prima metà del 2020 e ha l’obiettivo di accompagnare verso una vita autonoma queste persone.

In un’ottica user-centered abbiamo immaginato le situazioni tipiche in cui si potrebbero trovare, nel quotidiano, gli utenti della Casa Ponte di Chieri. Ed è proprio partendo dal concetto di scenari che abbiamo impostato la progettazione domotica.
Basarsi sulle esigenze reali dei vari attori coinvolti è per noi l’unico modo soddisfacente di lavorare e fornire valore ai committenti.

Possibili scenari di funzionamento della Casa Ponte

All’interno del progetto sono stati individuati alcuni scenari di comportamento dell’impianto. Lo scenario di comportamento è una risposta che l’impianto domotico dà ad eventi specifici. Può trattarsi di feedback scatenati dai singoli impianti dell’edificio o da azioni dirette degli utilizzatori.

Gli scenari principali individuati sono:

  • Vado via“: spegnimento automatico delle luci e delle prese, abbassamento del riscaldamento e attivazione dei sensori interni quando la casa è vuota (ovvero quando viene attivato l’antifurto in modalità totale). Sarà possibile riprodurre un messaggio audio per ricordare o avvisare l’ospite che va via;
  • Benvenuto”: alla disattivazione dell’antifurto, la casa riattiva le prese e accende le luci in modo da creare un ambiente confortevole all’ingresso.
    Sarà possibile riprodurre un messaggio audio per avvisare o supportare l’ospite che entra;
  • È il momento giusto“: creazione di scenari temporizzati di eventi per favorire l’apprendimento da parte degli ospiti di buone pratiche e comportamenti virtuosi;
  • Parla con me“: controlla luci, musica e tv con la voce. Comunica con gli operatori tramite audiochiamate senza telefonino;
  • SOS“: funzionalità di segnalazione rapida e richiesta aiuto verso gli operatori;
  • Temporizzazioni“: Variare il comportamento della casa a seconda degli orari (es, luci meno intense la sera, disattivazione del videocitofono nelle fasce orarie notturne, abilitazione dell’ingresso alle ditte di pulizia in orari e giorni specifici…)
  • Scenari”: impostazioni predefinite di luci, prese e altri controlli che possono essere richiamati vocalmente o abbinati a specifici pulsanti;
  • Smart App“: applicazioni di intrattenimento o educative utilizzabili tramite televisore o assistente vocale (es. ricette, informazioni meteo, serie tv, musica);
  • Controllo remoto“: tramite un’App sullo smartphone dell’operatore, sarà possibile gestire tutti i controlli di casa, il sistema di antintrusione e sicurezza o contattare gli ospiti.

Obiettivi e interventi di Progetta la Domotica per la Casa Ponte

Progetta la Domotica ha accolto con interesse l’opportunità di lavorare per un contesto nuovo, ricco di potenzialità e spiccatamente attento al prossimo.
Abbiamo deciso di potenziare l’impianto elettrico esistente per aggiungere funzionalità di carattere domotico a supporto delle attività previste dagli operatori e dai fruitori della Casa Ponte.
Nello specifico, abbiamo deciso di seguire una linea non invasiva.

In questo contesto è importante, per il Committente, che gli interventi vengano progettati (ed eseguiti) in modo da poter garantire il ripristino totale dei locali nel momento in cui venisse meno l’obiettivo di utilizzo dell’appartamento.

A questo scopo si è pensato di procedere in questo modo:

  • utilizzare l’infrastruttura esistente e provvedere alla sostituzione o all’aggiunta di dispositivi o cavi evitando interventi murari;
  • gestire gli interventi necessari tramite l’applicazione di canaline removibili che possano essere facilmente rimosse in caso di cambio di destinazione d’uso dei locali.

Gli ambiti di intervento interesseranno il potenziamento della sicurezza e l’introduzione della rete Internet con:

  • aggiunta di sensori e telecamere specifici per la sicurezza dei locali e degli ospiti;
  • connettività di rete in modalità wireless per tutti i locali.

In un’ottica di apertura e di condivisione, si è deciso di lasciare in campo tutti i dispositivi che risulteranno essere equivalenti o migliorativi rispetto all’impianto esistente in modo da riconsegnare l’alloggio immediatamente e pienamente operativo.

Architettura tecnica dell’impianto domotico

Caratteristiche dell’impianto elettrico

La soluzione scelta per l’impianto elettrico permette una completa automazione di luci e prese con l’introduzione di corpi luminosi a luminosità variabile. Gli scenari di efficienza ipotizzati coprono:

  • Risparmio energetico, grazie alla possibilità di utilizzare la quantità di luce necessaria senza tenere sempre i corpi luminosi al 100%. Questo inoltre migliora il comfort generale degli ambienti;
  • Adattabilità degli scenari luminosi a specifiche esigenze degli ospiti, grazie alla possibilità di intervento diretto e senza bisogno dell’installatore;
  • Controllo e gestione di carichi per monitorare consumi, pianificare l’avvio degli elettrodomestici e, in un’ottica orientata alla sicurezza, disattivare carichi non in funzione;
  • Pulsantiere a led colorati che possano aiutare gli ospiti nell’utilizzo o favorire l’apprendimento di buone pratiche o abitudini positive (es. i pulsanti blu controllano le luci della cucina, quelli verdi i corridoi, quelli rossi chiamano l’operatore).

Collegamento ad internet facile e sicuro per operatori e utenti

Il progetto definisce un impianto di rete iniziale che consenta agli ospiti e agli operatori di avere accesso ad Internet in modalità wireless. Inoltre, definisce un’infrastruttura dedicata alla gestione domotica della smart home che ne favorisce la sicurezza e l’isolamento. Il sistema offre la possibilità di definire, in caso di necessità, delle policy di parental control per filtrare siti e tempi di accesso.

Antintrusione e sicurezza

Il sistema di antifurto proposto è stato progettato con i seguenti obiettivi:

  • garantire la tempestiva segnalazione di eventuali tentativi di effrazione o di furto;
  • possibilità di ricevere segnalazioni specifiche di apertura porte e finestre per supportare l’attività di controllo da parte degli operatori che seguiranno gli ospiti degli alloggi;
  • segnalare situazioni di pericolo come presenza di fuoco e allagamenti.

Nel rispetto della privacy dei soggetti, eventuali aperture in orari inattesi o sequenze di segnalazioni da parte di specifici sensori, potranno essere inviate ai dispositivi mobili degli operatori tramite messaggi, email o chiamate automatiche.

Termoregolazione gestita attraverso l’impianto domotico

Data la presenza di un impianto di riscaldamento radiale, si è pensato di puntare soprattutto ad una soluzione che potesse garantire un utilizzo oculato del sistema di riscaldamento/raffreddamento con intervento limitato da parte degli utilizzatori.

Si è quindi optato per la selezione di termostati con funzionalità di autoapprendimento delle abitudini degli ospiti in modo da massimizzare il comfort atteso, ridurre gli sprechi energetici e anticipare la necessità di calore o freddo grazie a funzionalità predittive.  

Videocitofono multifunzione per garantire sicurezza nella Casa Ponte

Il sistema videocitofonico individuato permette di utilizzare l’apparato non solo come semplice videocitofono ma anche come:

  • interfono tra esterni e i dispositivi touch interni posti ai due piani;
  • interfono da e verso gli operatori che potranno rispondere, aprire la porta e contattare gli ospiti anche solo tramite il loro cellulare;
  • telecamera di supporto alla sicurezza grazie all’abilità di memorizzazione dei fotogrammi raccolti al momento della pressione del pulsante del campanello.

Sistema audio e video che assecondi l’indipendenza degli utenti

In accordo con gli educatori sarà predisposta una zona tv e audio nella quale vedere film e programmi tv ma anche ascoltare musica direttamente attraverso il proprio telefono. Sarà possibile avere una seconda zona audio comune per la sola fruizione di musica.

L’impianto audio sarà utilizzabile anche per trasmettere (a seguito di eventi specifici) messaggi audio di supporto all’autonomia dell’ospite (pro memoria, istruzioni per eseguire alcune azioni) o comunicare con l’operatore.

Assistenza e manutenzione dell’impianto domotico della Casa Ponte

Per garantire il funzionamento continuativo e gestire eventuali problemi durante l’utilizzo del sistema si può proporre, come abbiamo fatto noi, un periodo di manutenzione e assistenza che garantisca:

  • teleassistenza 24×7;
  • intervento in loco entro le 48 ore;
  • interventi di aggiornamento software e verifica funzionamento degli scenari programmati;
  • sconto sui materiali sostitutivi e interventi in caso di guasti.

Usare la domotica con finalità etiche e di inclusione è per noi motivo di orgoglio. Impiegare la tecnologia permettendo a persone con disabilità, più o meno gravi, di mantenere o addirittura conquistare la propria autonomia è stato incentivante.
Quando si pensa alla domotica, qualcuno potrebbe associarla a pigrizia e agiatezza… noi crediamo invece che aiutare il prossimo nella crescita della propria autostima, sia stato un bel regalo anche per noi.

La Casa Ponte di Chieri è una "palestra per rinforzare l'autonomia" di persone con disabilità
La Casa Ponte di Chieri (Torino) è una “palestra per rinforzare l’autonomia” di persone con disabilità

Fiera della Sicurezza 2019 – Novità per la domotica

Pochi giorni fa siamo stati a Milano per la fiera Sicurezza 2019. Questo appuntamento biennale con l’esposizione di tutto ciò che riguarda il mondo del security e dell’antincendio è una tappa fissa per noi.

Quest’anno è stato teatro di molte novità anche in campo domotico grazie all’abbinamento con lo Smart Building Expo. Insieme hanno chiuso contando circa 28.000 presenze, in tre giorni.

L’Internet of Things e l’Intelligenza Artificiale per l’innovazione a Smart Building Expo

Siamo tornati a casa con tante idee e con la consapevolezza che fare networking ci aiuta a conoscere nuovi produttori che, con i loro sistemi, ci aiutano a fornire un servizio sempre all’avanguardia ai nostri clienti Architetti.

Le ottime notizie che ci portiamo a casa sono alcuni trend di cui sentiremo parlare anche in futuro:

  • chi si occupa di sicurezza sta iniziando ad offrire prodotti che integrano la domotica;
  • la presenza di produttori giovani che, con i loro brand medio piccoli, hanno presentato nuove soluzioni domotiche integrate;
  • la possibilità di rendere domotica una casa grazie all’Intelligenza Artificiale e… senza interventi di muratura!

Quali novità per integrare domotica e sicurezza?

Tra i produttori emergenti che ci hanno affascinato con le loro proposte, c’è sicuramente Paser. Si tratta di un brand italiano che ha coniugato la propria esperienza ventennale nel campo dell’elettronica applicata a svariati settori, puntando alla domotica.

La loro linea domotica si chiama Maya e integra le novità domotiche con i sistemi di sicurezza.
Pur trattandosi di produttori medio piccoli hanno presentato a Milano, in anteprima, un sistema altamente intelligente che si può applicare ad ogni telecamera di sicurezza.
Il suo utilizzo è mirato alla verifica e alla riduzione delle accensioni per falsi allarmi.
Il loro dispositivo riesce a capire se la sagoma registrata è quella di un uomo, di un animale, di una vettura o di uno degli 80 soggetti presenti nella libreria. Può decidere, di conseguenza, se far scattare il sensore dell’allarme oppure no.
Durante l’installazione si può decidere quali soggetti ignorare e su quali, invece, porre la massima attenzione.

Largo ai “giovani” che vogliono cavalcare l’onda domotica

Siamo molto fiduciosi nei confronti delle capacità e della potenza di queste realtà più piccole. Prova ne è il fatto che Ksenia, solo tre anni fa uno dei marchi più “giovani”, ora figuri tra i produttori di allarmi più affermati.

Sicurezza 2019 è stata per loro l’occasione in cui hanno presentato una serie di novità orientate alla domotica.
Per esempio, il loro interesse verso KNX, lo standard mondiale aperto per l’automazione della casa e dell’edificio, è il segnale che hanno molte idee e hanno intenzione di cavalcare l’onda della domotica. Noi ne siamo molto felici e siamo curiosi di scoprire al più presto “cosa bolle in pentola”.

Come rendere domotica una casa con l’Intelligenza Artificiale

Il tema domotica è molto caldo in questo periodo e ci sono molti brand che stanno investendo in questa direzione.
Una ventata di aria fresca arriva da Modena grazie a Mind e al suo dispositivo in grado di rendere domotica una casa tradizionale, con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale e senza interventi invasivi.

I suoi sensori permettono al sistema di auto-apprendere, ascoltando e captando informazioni riguardo allo stile di vita dell’utente, tramite le telecamere installate.

Il team di Mind può installare questo apparecchio in ogni stanza che si vuole rendere domotica. In poche ore e, cosa molto interessante, senza opere murarie. Ideale per appartamenti già arredati e abitati. Per vederlo in funzione basterà aggiungere dei piccoli attuatori senza cavi che consentono al sistema di intervenire sugli interruttori.

La casa ascolta e prevede i desideri di chi la abita

Ogni stanza sarà a quel punto in grado di riconoscere chi c’è in casa: dove ci sarà il papà, grande fan dei Queen e della musica rock, andrà in play il Live Aid del 1985 al Wembley Stadium di Londra.
Ma se c’è la mamma in studio, il termostasto si alzerà di un grado, poiché lavorare tutto il giorno, ferma davanti al pc, le fa venire freddo. O si abbasserà di un paio di gradi in cucina, se il forno è acceso.
E nella camera del primogenito l’uso della Play Station verrà rispettato grazie al timer pre-impostato.

Questo miracolo della tecnologia è possibile grazie all’introduzione di elementi di Intelligenza Artificiale. Questa segnerà il passo nell’evoluzione della domotica e, dopo un primo riconoscimento iniziale, permetterà di associare il nome ad ogni attore che vive in casa, riconoscendolo in futuro.

Un modello di apprendimento e di comportamento simili a quello del Nest di Google. Dove, come abbiamo già avuto modo di spiegare, un algoritmo impara e riproduce gli usi e le abitudini degli utenti, settandosi nel modo preferito di ognuno dei componenti della famiglia.

Sembra fantascienza… invece è la quotidianità. Quando la tecnologia può far star bene non serve demonizzarla. Anche nella progettazione domotica il segreto è cogliere il meglio e usarlo per rendere più facili le piccole grandi sfide di ogni giorno.

Lo smartphone può essere una delle interfacce attraverso cui “dialogare” con la casa

L’importanza di progettare la domotica al momento giusto

“Ogni cosa a suo tempo” è un modo di dire che possiamo fare nostro anche quando si parla di progettazione domotica.
Sbagliare i tempi, iniziando la fase di progettazione domotica troppo presto o troppo tardi, può creare problemi che rischiano di mettere a repentaglio la buona riuscita del lavoro.

Per garantire un servizio adeguato al tuo cliente è importante partire con il giusto anticipo. Questo garantirà coerenza tra i tuoi obiettivi e i suoi e, soprattutto, eviterà il rischio di dover recuperare “in calcio d’angolo” un progetto avviato senza le accurate analisi del caso.

A te, come Architetto, viene richiesto di farti garante tra noi progettisti e il tuo cliente finale, ma noi non abbiamo intenzione di abbandonarti. Il nostro obiettivo è quello di supportarti anche nel caso in cui le cose dovessero complicarsi.
Lavorando insieme possiamo anticipare i possibili guai, non solo quelli che possono capitare in cantiere ma anche le piccole incomprensioni con il cliente.

Il progetto domotico realizzato con troppo anticipo

C’è un momento in cui per il cliente non è ancora chiaro quali possano essere le potenzialità della domotica e come applicarle alla propria abitazione.
Il suo desiderio è quello di “mettere un po’ di domotica” ma non sa ancora a quale scopo. Ce l’hanno i vicini, ne ha sentito parlare alla televisione, ci sono i bonus ristrutturazioni… ecc. Le motivazioni possono essere le più svariate.
Ecco, questo non è ancora un buon momento per parlare di progetto domotico: è ancora troppo presto.

In questa fase bisogna fare brain-storming, raccogliere le idee del committente e fargli capire cosa si può fare e a quali costi.
Dopo la chiacchierata iniziale, il Progettista Domotico preparerà la relazione preliminare con le opzioni pensate appositamente per il cliente.
Ma non solo per lui… per tutti gli attori che abiteranno la casa. Compresi gli eventuali amici a quattro zampe.

L’anticipo eccessivo può essere fuorviante per il cliente che pensa di acquistare una cosa e invece si “porta a casa” tutt’altro. Inoltre può anche spaventarsi davanti a preventivi che reputa troppo alti rispetto al beneficio percepito.
Probabilmente l’unico suo metro di paragone, parlando di impianti, è quello che lo fa andare, con il pensiero, all’impianto elettrico. E al preventivo che gli ha fatto l’elettricista. Ovvio che possa sentirsi spiazzato. Ma come abbiamo già avuto la possibilità di sottolineare, il progetto domotico non sostituisce quello elettrico. E non sono paragonabili.

Il progetto domotico realizzato troppo tardi

Non ti nascondiamo che questo è lo scenario più complicato. Entrare in un progetto già in fase esecutiva è difficile in ogni ambito. In campo domotico significa:

  • dover capire come si possa usare quello che è già stato fatto;
  • pianificare una “crescita progressiva” che porti nella giusta direzione.

Nel momento in cui l’Architetto si è già impegnato con i fornitori per scegliere l’impianto più adatto o per valutare il costo di cinquanta punti-luce, per noi è già troppo tardi riuscire ad intervenire. Spezzare un vincolo molto forte o introdurci in una trattativa avviata, rende più complicato il nostro lavoro e ci impedisce di fornire il miglior supporto nella scelta di come e cosa fare.

Aver saltato la fase di colloquio preliminare con il cliente significa che non conosciamo quali siano realmente le sue esigenze e che, di conseguenza, potremmo non riuscire a consigliare l’impianto più adatto.

Il cliente potrebbe scoprire – troppo tardi – che alcune cose che pensava di poter fare in un modo, in realtà le deve fare in un altro. Dovrebbe così scendere a compromessi o rinunciare completamente a quello che desiderava.
Potrebbe essere un problema legato alle impostazioni della caldaia oppure all’apertura automatica su quei serramenti che gli piacciono molto. Tutto perché questi elementi non sono in grado di “comunicare” con l’impianto domotico installato.

Il progetto domotico realizzato nei tempi giusti

Il momento ideale per iniziare a ragionare in termini di progetto domotico è sicuramente… il secondo appuntamento. Un po’ come nelle più belle storie d’amore, il primo incontro serve per rompere il ghiaccio ma al secondo appuntamento si hanno le idee più chiare e si può iniziare a fare sul serio!

Dopo il primo incontro, emergono le complessità e si può cominciare a definire meglio il comportamento della casa e degli attori che la abitano.
Facendo partire in contemporanea i lavori sul design architetturale e il progetto domotico, è più facile dare al cliente delle certezze, previsualizzando con lui cosa sta per succedere e, soprattutto, cosa sta per comprare.

La scelta dei tempi adeguati è alla base della promessa – mantenuta – di alta qualità dei lavori.
“Partire con il piede giusto” servirà anche per mantenere buoni rapporti tra Architetto, Progettista Domotico e cliente finale.

Quindi non ci stancheremo mai di ribadire che i lavori migliori sono quelli impostati bene sin dall’inizio a seguito di un’attenta progettazione su carta.
Siamo fatti così, ai lustrini e alle promesse esagerate preferiamo concretezza e attenzione ai particolari. Vogliamo parlarne davanti ad un caffé? 😉

Progettare la domotica al momento giusto ti mette al riparo da problemi con il cliente

Il Design Thinking applicato alle abitazioni domotiche

Il processo con cui sono abituati a lavorare gli Architetti è molto simile a quello che caratterizza il Design Thinking.
su Wikipedia ne troviamo una definizione che chiarisce cosa si intenda con questo termine: “Il Design thinking è l’insieme dei processi cognitivi, strategici e pratici con il quale la progettazione di prodotti, edifici e macchinari è sviluppata da team di designer.”

Questo concetto si applica anche all’innovazione di prodotti e servizi, dove si esplicita come modello per la risoluzione di “problemi complessi attraverso visione e gestione creative“.
Nasce nell’ambito del design ma nel campo della domotica lo si applica alla realizzazione degli impianti di edifici e abitazioni private.

Il concetto di Design Thinking rientra in quello di User Centered Design, ovvero quel tipo di progettazione centrata sull’utente. Qui i suoi bisogni e desideri vengono tenuti in alta considerazione e viene data grande attenzione ad ogni passo della creazione del processo di progettazione, in modo da rendere il prodotto utile e usabile.

Le 5 fasi del Design Thinking

Progettare un sistema domotico centrato sull’utente significa lavorare sulle sue esigenze, caratteristiche e obiettivi. Questo significa coinvolgerelo fin dall’inizio nel processo.
Quando si lavora per soddisfare i livelli di usabilità degli elementi che compongono una casa domotica si attraversano 5 fasi:

  1. Definizione dell’utente
  2. Definizione dell’obiettivo
  3. Ideazione
  4. Prototipazione
  5. Test

Definire “chi-usa-cosa” tra gli attori coinvolti

In questa fase esplorativa si analizzano le abitudini e le preferenze di tutti gli attori che abitano sotto lo stesso tetto.
Questo è il momento in cui si scoprono le caratteristiche dei componenti della famiglia e si definiscono le preferenze. Oltre alle persone coinvolte, si scandaglieranno anche le abitudini di eventuali amici a quattro zampe.

Questa è una fase nota agli Architetti che la attraversano già nella creazione degli spazi. Per un progettista domotico è il momento in cui capire chi si alza per primo al mattino, chi esce di casa per ultimo, a che ora torna il primo componente della famiglia… e così via. In un crescendo di affinamento delle informazioni.

Idealmente bisognerebbe passare giorno e notte a stretto contatto con gli attori che abiteranno la casa. Questo permetterebbe di scoprire abitudini ed esigenze irrinunciabili. Visto che, per ovvi motivi, non possiamo stare costantemente insieme, la soluzione è che il Progettista Domotico lavori in parallelo con l’Architetto.
I giorni passati con il cliente saranno gli stessi, ma le informazioni che se ne trarranno, saranno utili a tutti i professionisti coinvolti.
In questo periodo di esplorazione è bene lavorare anche vicino all’Ambient Intelligence Designer per affrontare i temi legati al comportamento degli ambienti.

Definire obiettivi e bisogni delle persone grazie al Design Thinking

Questa fase permette di decidere come andare incontro ai vari attori coinvolti, semplificando loro le giornate.

L’attore-nonno è anziano e ha l’artrosi. Purtroppo non ha più tanta forza nelle mani, quindi lo si può aiutare evitandogli tutte quelle azioni che lo costringono a usare maniglie o spingere leve. Bisognerà trovare delle soluzioni efficaci che possano essere comandate vocalmente.

L’attore-figlio adolescente è scontroso e malmostoso. La musica è il suo rifugio ed è collegato a Spotify quasi 24 ore su 24. Come gli si può andare incontro, aiutandolo a ridurre al minimo le tensioni con i genitori?

E l’attore-cane? L’iperattivo di casa che vorrebbe uscire appena gli si richiude la porta e vorrebbe rientrare appena lo si manda fuori?
Come permettergli di muoversi in autonomia, senza costringere qualcuno al suo servizio? Durante la progettazione domotica è bene pensare anche a questo.

Gli attori coinvolti sono tanti e ognuno ha le proprie caratteristiche e problematiche. Bisogna tenerne conto, così come non si deve dimenticare che uno degli attori è sempre la casa.
Nella fase iniziale è quindi necessario indicare gli eventuali vincoli progettuali così come vanno elencate tutte le caratteristiche implicite. Così vengono definite quelle peculiarità che ci si aspetta all’interno di un’abitazione.

La possibilità di accendere le luci, la presa collegata all’antenna per collegare la tv, la presenza delle abat jour in camera da letto, il citofono, il termostato su ogni piano della casa… tutte quelle cose che possiamo definire ovvie perché siamo abituati a trovarle in una casa. Anche in una casa domotica ci saranno, ma nel progetto dovranno essere esplicitate per poterle trattare nel modo più adatto al cliente.

L’ideazione della soluzione personalizzata

Giunti a questo punto, il Design Thinking suggerisce di lavorare sulle ipotesi che servono a risolvere i problemi dei vari attori coinvolti. È il momento di ricreare scenari di comportamento o situazioni reali per capire in che modo risponderà l’ambiente alle sollecitazioni degli inquilini.

Nel caso citato in precedenza abbiamo un nonno che fa fatica ad usare le mani per interagire con la casa. Si penserà ad una serie di comandi vocali e ad uno scenario “parla con me”.
A fronte della raccolta di informazioni sui vari componenti della famiglia, si è scoperto che lo stesso scenario sarà utile anche al papà, appassionato di cucina. Trovandosi spesso con “le mani in pasta” non riesce a pigiare gli interruttori delle luci o il bottone che comanda le aperture di porte e cancello, per aprire alla moglie che torna dalla palestra all’ora di cena.

Prototipazione degli scenari nel Design Thinking

Dopo aver “vissuto” con gli attori, individuato i loro problemi e aver lavorato ad un ventaglio di soluzioni per risolverglieli è il momento della prototipazione.
Nel design di prodotto questo momento viene sancito dalla realizzazione di un oggetto-prototipo.
In campo domotico le cose sono un po’ diverse ma abbiamo come alleati degli strumenti di previsualizzazione architettonica e di realtà virtuale.

Il limite di questi strumenti è quello di riuscire a far vedere solo l’ambiente. Non sono in grado di costruire una presentazione con elementi narrativi che permettano all’utente di vivere emotivamente la realtà della casa.

Qui entra in scena lo Storytelling for Prototyping. Uno strumento che, affiancato alla potenza della realtà virtuale, aiuta a comunicare e a testare gli scenari che compongono il progetto domotico. Viene perfezionato man mano che l’offerta prende forma e viene compresa dagli attori.

La forte componente emotiva di questa fase dei lavori è il filo conduttore che permette di arrivare al nocciolo dei problemi, facendo breccia nel cuore degli attori.
Non basta presentare il progetto al cliente dicendogli di cliccare qui, o pigiare là. Si deve passare a raccontargli come sarà la sua vita entrando in quella casa. Ecco perché non ci si può dimenticare dello Storytelling ma lo si deve usare, se possibile in abbinamento alla reatà virtuale, per comunicare al meglio con la famiglia.
Sarà lo strumento ideale per vagliare tutte le ipotesi e fugare ogni dubbio. Ma anche un potente mezzo per verificare “cosa succederebbe se…” o per pensare che “… invece qui si potrebbe”.

Far assaporare le situazioni reali ai clienti permette loro di rapportarsi alla casa in modo diverso rispetto al semplice sentirne parlare.
Ci concediamo un paragone estemporaneo: la differenza è riconducibile a quella che c’è tra leggere un libro di storia e guardare un documentario storico.

L’ultima fase è sempre quella di test

L’ultimo step del Design Thinking prevede un momento di test dei comportamenti dedotti in precedenza.
È giunta l’ora di parlare con i clienti “recitando” loro lo Storytelling e fornendo una visione della loro realtà futura.

Questo momento si può assimilare a quello in cui gli Architetti verificano le proprie ipotesi, facendo vedere ai clienti l’arredamento scelto.
Se la tesi proposta passa il test, si procederà alla chiusura del progetto.
In caso contrario si ricomincia da capo raccogliendo nuovi dati e formulando nuove supposizioni in un ciclo reiterativo che… non deve scoraggiare!

Come collaboriamo con gli Architetti?

Il Design Thinking comprende una procedura che fa già parte del lavoro degli Architetti.
In un’ottica di integrazione e collaborazione abbiamo deciso di adottare lo stesso schema per lavorare di pari passo con i nostri clienti Architetti, senza stravolgere le loro abitudini.

Non vogliamo essere visti come un problema ma come una risorsa. Integrarci in modo indolore con le loro attività ci permette di avere una visione comune dei passi da compiere e aiuta tutte le figure professionali coinvolte a comunicare nel modo migliore con il cliente finale.

Abbiamo scelto di utilizzare il Design Thinking perché comprende una procedura che fa già parte del lavoro degli Architetti
Abbiamo scelto di utilizzare il Design Thinking perché comprende una procedura che fa già parte del lavoro degli Architetti

Conviene usare la domotica anche in ambienti piccoli?

Negli ultimi anni la tendenza è quella di ridurre le dimensioni degli spazi abitativi. Le persone acquistano case composte da ambienti piccoli ma questo non significa che siano disposte a rinunciare al comfort. La domotica diventa fondamentale per trarre il massimo anche da questi mini-appartamenti.

Inoltre non dobbiamo assecondare l’errore di chi pensa che la domotica sia applicabile solo a quelle incredibili ville con giardino che si vedono sulle riviste patinate.

Una delle obiezioni che ci sentiamo spesso rivolgere da parte degli Architetti è: “Io mi occupo principalmente di ambienti piccoli. Non ho mai pensato di integrarvi la domotica perché sarebbe troppo costoso”.

Sbagliato!
Le cose sono cambiate rispetto a qualche anno fa: i prezzi dei singoli componenti si sono abbassati e, soprattutto, a fare la differenza è cosa si desidera da un impianto domotico.
Alcuni Architetti assimilano erroneamente il concetto di costo al m², tipico degli impianti elettrici tradizionali, a quello degli impianti domotici.

Il prezzo di un impianto varia dalla quantità di cose che ci si aspetta che faccia. Il cliente che desidera solo l’accensione delle luci ad un determinato orario, non dovrà affrontare una spesa eccessiva: il prezzo sarà proporzionato alle sue aspettative.
Di contro, se le luci devono adattarsi all’orario o all’umore degli inquilini… la complessità della richiesta farà alzare il costo dell’impianto.

Chi vive in un ambiente piccolo o in una casetta unifamiliare avrà esigenze diverse da chi possiede una villa a più piani, con vasto giardino.
L’installazione delle telecamere esterne ad alta risoluzione, in grado di leggere la targa dell’auto a distanza e di far aprire il cancello, non saranno l’obiettivo principale di chi abita uno spazio abitativo di modeste dimensioni.

Ogni situazione corrisponde ad un determinato scenario ed è il comportamento dell’ambiente che permette di introdurre elementi e migliorie in campo domotico.

La domotica può cambiare la vita ad anziani e disabili

La diatriba tra dimensioni degli spazi e costi degli impianti domotici si conclude rapidamente quando ci si trova di fronte a persone che vivono in ambienti piccoli e soffrono di disturbi che ne compromettono la capacità di deambulazione o l’autonomia.

Le problematiche riscontrabili in fase di creazione o di ristrutturazione di ambienti di questo tipo non sono solo connesse alla metratura degli spazi. La loro complessità tocca anche la sfera empatica quindi il raggiungimento di un obiettivo soddisfacente ha un valore assoluto ancora più alto rispetto al solito.

Pensiamo sia necessario mettere da parte i timori legati al costo della domotica, per fare spazio a quello che di buono si può ottenere da una casa smart.

Nel caso ti capitasse di occuparti della ristrutturazione di una casa che ospita inquilini con una disabilità (dettata da condizioni di salute permanenti o dal passare degli anni), potresti proporre delle soluzioni domotiche che, anche nella loro semplicità, risulteranno fondamentali.

Comandare l’accensione delle luci, l’apertura delle tende o la regolazione delle tapparelle tramite comandi vocali è un plus talmente forte ed evidente che fa passare in secondo piano i costi di realizzazione. Anche quando si tratta di un appartamento piccolo.

Trovarsi di fronte alla possibilità di “cambiare la vita” a persone che faticano a fare azioni che possono sembrare banali, vorremmo fosse una spinta propulsiva per gli Architetti.

Come migliorare la vivibilità in ambienti piccoli

La domotica non può aumentare le dimensioni di una stanza ma può migliorarne la vivibilità.
Alcuni clienti potrebbero segnalarti la necessità di ritagliarsi uno spazio ad uso ufficio, nella propria casa. Una delle soluzioni potrebbe essere quella di adibire a questo scopo piccoli ambienti ciechi.

Il contro di questa soluzione è sicuramente la mancanza di luce naturale. Anche in presenza di eventuali bocche di lupo per arieggiare il locale, purtroppo l’illuminazione non è sufficiente. E questo si ripercuote anche sull’umore e sulla produttività di chi passa in quello spazio molte ore al giorno.

La domotica può venire in soccorso con le fake windows (finte finestre). Si tratta di finestre controllabili tramite interfaccia web, che simulano la presenza della luce naturale attraverso dei LED.
L’intensità della luminosità può essere impostata manualmente o automaticamente in base agli orari di alba e tramonto. Ma anche a seconda delle condizioni meteorologiche estrapolate online.
Potersi basare su dati legati alle reali condizioni meteo, permette alla finestra di risultare luminosa quando c’è il sole o più fioca quando è nuvoloso.
L’indubbio beneficio sulla qualità della vita di chi lavora in quello spazio, rende la scelta della domotica la soluzione migliore.

La casa deve respirare per rimanere sana

I serramenti di buona qualità e i materiali isolanti permettono di realizzare abitazioni con un minor impatto energetico.
Ridurre le dispersioni termiche è importante ma lo è anche un corretto ricircolo dell’aria con sistemi di ventilazione adeguati.

L’ambiente in cui viviamo non deve essere completamente sigillato perché odori e umidità non devono rimanere imprigionati in casa.
Si deve fare particolare attenzione in quegli ambienti piccoli dove potrebbero mancare le finestre o non esserci sufficiente ricambio dell’aria.

La domotica può aiutare attraverso la gestione coordinata di sistemi di aerazione o deumidificazione.

La ventilazione meccanica controllata (VMC) si può occupare del ricambio dell’aria: quella che arriva dall’esterno entra in casa tramite dei dispositivi d’immissione ed esce attraverso delle bocchette di estrazione poste nei punti più problematici.

Anche gli splitter dell’aria condizionata o il deumidificatore possono essere coordinati attraverso l’impianto domotico.
La connessione online permetterà al sistema di avere un’anteprima della situazione meteo. Questo migliorerà l’efficienza del sistema che potrà anticipare l’eccessiva umidità prevista, attivandosi prima del raggiungimento del livello di guardia.
Il vantaggio è che si metterà in azione “al bisogno” e, soprattutto, anche in assenza degli inquilini.

Uno dei nostri desideri è quello di far prendere coscienza che la domotica, quando ben strutturata e progettata, può semplificare la vita al cliente finale e portare a soluzioni efficaci anche in situazioni particolari e in ambienti di dimensioni modeste.

La domotica può migliorare la vivibilità di ambienti piccoli e facilitare le giornate di persone con disabilità
La domotica può migliorare la vivibilità di ambienti piccoli e facilitare le giornate di persone con disabilità

La domotica applicata al Centro giovanile “ArKa”

Vogliamo portare alla tua attenzione un caso di studio molto interessante: la domotica applicata al Centro giovanile Area Caselli di Chieri (To), ribattezzato “ArKa“.

Il nome scelto grazie ad un concorso di idee

Chieri è un Comune molto attivo riguardo la valorizzazione del Bene Comune. Il suo impegno, “si fonda sulla convivenza di un progetto comune, sulla comunione dei beni, sulla collettività delle decisioni” ed è volto a rendere i cittadini pro-attivi nell’identificazione, protezione e cura di spazi e territori.

Noi abbiamo supportato RadioOhm, capofila di una rete di Associazioni molto attive nel chierese, nella partecipazione ad un bando comunale. L’esito positivo di questa sinergia ci ha permesso di offrire il nostro aiuto nel campo della domotica. La sua applicazione ha facilitato e reso possibile l’utilizzo del Centro di aggregazione giovanile.

Realizzare un ambiente smart adatto a… tutti!

Il progetto aveva come scopo l’uso di un Bene Comune a vantaggio della comunità. I soggetti coinvolti, molto diversi tra loro, avevano bisogno di uno spazio da usare per esprimere le proprie passioni.
Le attività previste spaziavano in ambito musicale, artistico, motorio… e non solo.

La difficoltà si è manifestata nel momento in cui ci siamo resi conto che le persone interessate all’uso di questo spazio erano decisamente variegate. Avevano età, obiettivi e abitudini tra le quali risultava difficile trovare un denominatore comune.

Poteva trattarsi di mamme con neonati che arrivavano per i corsi di yoga. Oppure di anziani che volevano usufruire delle sale per le prove di canto e di danza o di rock band amanti dei concerti serali. Senza dimenticare le persone interessate ai laboratori radiofonici, alle attività per i disabili o al doposcuola
Un via vai che siamo riusciti ad armonizzare grazie ad un impianto domotico.

Come risolvere problemi pratici grazie alla domotica

La ristrutturazione in chiave domotica ha reso possibile l’apertura del Centro “ArKa” risolvendo il problema della proliferazione incontrollata dei duplicati delle chiavi.

La possibilità di equilibrare gli accessi al Centro è stata la conditio sine qua non sulla quale si è basata la possibilità di gestire e aprire al pubblico i locali di via Caselli.
Un’idea ambiziosa che, senza la domotica, sarebbe rimasta “nel cassetto” del Comune di Chieri e delle Associazioni coinvolte.

A livello economico si è trattato sicuramente di un investimento importante. Reso affrontabile grazie ad una collaborazione tra il Comune, le Associazioni del territorio e il nostro team di Progetta la Domotica. Avendo base a Chieri, vediamo nella valorizzazione del Bene Comune sul territorio, un grande pregio.
Sapere che è anche grazie a noi che il progetto è andato in porto ci riempie di orgoglio.

La domotica a supporto del Bene Comune

L’aula studio all’interno del Centro giovanile “ArKa”

Un mix tra volontariato, domotica e interesse per il Bene Comune ha fatto da filo conduttore del progetto. Inoltre ha liberato la comunità dall’onere di costringere una persona a prendersi la responsabilità di gestire l’apertura e la chiusura dei locali. Obiettivamente un solo volontario sarebbe rimasto schiacciato dall’impegno troppo gravoso.

Grazie alla progettazione domotica è stata data priorità a tecnologie che hanno reso possibile la gestione dello spazio di via Caselli.
La domotica si è messa al servizio delle persone e ha permesso ai vari responsabili delle attività di accedere ai locali senza le chiavi. Queste sono state sostituite da codici numerici da digitare su un tastierino posto accanto alla porta di ingresso.

Ogni codice è univoco e viene attivato per una determinata fascia oraria. Il responsabile del corso o dell’attività riceve il codice e lo usa al momento. Questo semplifica molto le cose e permette di contattare a colpo sicuro la persona il cui nome è associato a quel codice.

La progettazione domotica è pensata per mettere al centro le persone

Il progetto “ArKa” ci ha messo però di fronte all’impossibilità di imporre un solo meccanismo a tutti i possibili utenti. Troppi i soggetti coinvolti e grandi le differenze socio-culturali a caratterizzarli.

La soluzione è: progettare la domotica pensando di farle fare tutto il possibile grazie ad automatismi che non mettano in difficoltà le persone.
Alle persone coinvolte nell’uso del Centro “ArKa” si è deciso di chiedere una sola cosa: togliere e rimettere l’antifurto.

In questo caso “togliere e rimettere l’antifurto” è l’azione minima richiesta, da regolamento, ai vari attori coinvolti nelle attività del Centro.
Immettendo il codice si risponde a questa richiesta e, automaticamente, il sistema domotico attiverà le prese elettriche, il wi-fi e la luce di benvenuto all’ingresso.
Si semplifica, riducendo le azioni degli utenti e limitandone i possibili errori.

L’interfaccia con cui gli utenti possono personalizzare lo spazio è touch screen, con icone semplici e scritte ben visibili. Composta da tre pulsanti che gestiscono le luci del salone, del soppalco e del palco può essere usata da tutti con facilità.

Miglioramenti quotidiani che semplificano la vita delle persone

L’automazione delle attività del Centro “ArKa” ha permesso di ridurre il problema della formazione del personale. Non serve più istruire tutti sul funzionamento delle sale o sulle posizioni delle luci: basterà ricordare agli utenti responsabili di disattivare e riattivare l’antifurto.

Anche la gestione del calendario delle attività si è semplificata molto. Ogni tre mesi l’Associazione responsabile stila un calendario dei corsi e passa le informazioni a noi. La nostra squadra implementa l’orario nel sistema e si occupa del customer care.
Sì, è raro ma a volte può capitare che qualcuno sbagli a digitare il codice o si trovi in difficoltà. Il problema si risolve in pochi minuti: arriviamo in suo aiuto tramite una videochiamata in partenza dal device di gestione del sistema… et voilà!

L’ambiente influenza le persone. E viceversa!

Alla luce di questa esperienza di domotica applicata a grandi spazi in condivisione, abbiamo rilevato due risultati particolari, decisamente confortanti.

  • La conferma di quanto sia importante la progettazione. E di come riesca a mettere le persone e le loro attività al centro, adattandosi alle esigenze emergenti.
  • L’ambiente domotizzato è stato in grado di creare un fenomeno per cui i ragazzi appassionati di elettronica/domotica hanno iniziato a frequentare più assiduamente il Centro. Non solo perché si trovavano bene! Hanno approfittato di uno spazio fertile e adatto per studiare metodi di implementazione del sistema domotico creato da noi.

Progettare un ambiente adatto alle proprie necessità crea la possibilità di sfruttare quello stesso ambiente in modo diverso e personalizzato. In questo caso è di sprone per un gruppo di studenti dalla mente fresca e ricettiva agli stimoli dell’evoluzione tecnologica.

Ogni Architetto sa quanto l’ambiente possa esercitare un’azione determinante sulle persone che lo vivono. Questa potenzialità viene amplificata se si cura la progettazione dell’impianto domotico.

L’asso nella manica dell’Architetto interessato alla domotica è quello di farsi affiancare da un Ambient Intelligence Designer e da un System Integrator.
Il lavoro di squadra concorre a soddisfare il cliente, trasformandone la casa nell’abitazione ideale.

Il flyer che annunciò l’apertura del Centro giovanile

La domotica migliora l’esperienza utente negli alberghi

La building automation negli alberghi è un tipo di automazione abbastanza comune ormai da molti anni.
Scelta principalmente per migliorare il risparmio energetico e la gestione amministrativa delle strutture ricettive, aiuta a garantire un soggiorno piacevole all’utente.

Potresti già aver seguito dei lavori di ristrutturazione alberghiera, quindi avrai già affrontato con il tuo cliente le peculiarità di una struttura che deve gestire il pernottamento di più persone contemporaneamente. E che ha come missione la soddisfazione di tutti gli ospiti.

La building automation a servizio degli ospiti

È in reception che si fa un primo “assaggio” di quello che può fare la building automation: alla consegna delle chiavi viene abilitata la stanza, che si collega al nuovo ospite. Al check-out permetterà un rapido conteggio delle spese extra (mini-bar, canali televisivi a pagamento…) e tutto sarà rapido e preciso.

Arrivati in stanza si potrà prendere confidenza con le tapparelle automatizzate, con la luce che si accende al passaggio e con l’aria condizionata programmabile.
Tutte automazioni strettamente legate alla presenza e all’interazione dell’utente con l’ambiente che lo circonda.

Eppure si potrebbe fare molto di più. Lo sanno le grandi marche (Siemens, Control4, Hdl o Lutron) che hanno messo a punto soluzioni dedicate, spesso progettate a moduli, in grado di coprire tutte le esigenze di una stanza.

Chi più spende, meno spende!

Gli alberghi più piccoli stentano ancora ad offrire un servizio completamente gestito attraverso la building automation. I costi dei lavori per mettere tutto a regime, possono spaventare un po’, facendo rimandare i lavori di ammodernamento.
Ci teniamo però a consigliarti di affrontare, a inizio lavori, il discorso con il tuo cliente. Spesso i titolari di queste piccole strutture non fanno il calcolo di quanto possa incidere, in termini di spesa, la mancanza di automazioni pensate sulle esigenze del cliente.

L’aria condizionata che rimane attiva anche quando l’utente ha già lasciato la stanza è solo uno di quei servizi che può influire sulla bolletta. Stessa cosa quando l’ospite apre la finestra della stanza, ignorando che il condizionatore è acceso.
Sembrano esempi di poco conto. Per rendersi conto del danno, bisogna moltiplicarli per il numero di stanze. Senza dimenticare che, il problema è strettamente collegato alla presenza di personale che dovrà intervenire spegnendo il condizionatore o chiudendo la finestra.

La domotica è tua alleata nella progettazione dell’albergo

Per ottenere il maggior ritorno in termini economici e di prestigio è necessario pensare alla domotica come un’alleata. Grazie a lei si possono sperimentare soluzioni che mettano al centro l’esperienza utente.
In fase di progettazione si devono analizzare tutte le carte a disposizione. E fare le scelte che permettano un passo in più verso la soddisfazione dell’ospite.

Per raggiungere questo obiettivo è necessario ragionare mettendosi nei panni di chi fruirà del servizio.
Di cosa potrebbe aver bisogno? Che cosa gli garantirebbe un soggiorno da favola? Come lo si potrebbe aiutare, dal momento che si trova in una città che non conosce e, forse, addirittura in uno Stato diverso da quello da cui proviene?

Uno dei modi che permettono al tuo cliente di prevedere i desideri dei suoi futuri ospiti è quello di partire dal concept della struttura ricettiva.
La domotica va progettata sulle caratteristiche che stanno alla base dell’offerta alberghiera.

La domotica in linea con il concept dell’albergo

Se, per esempio, stai lavorando alla creazione o alla ristrutturazione di un albergo Bio, con piscina e SPA potresti attingere a quel tipo di immaginario salutista.
Sarà quindi molto apprezzata la possibilità di svegliarsi grazie alla luce naturale. Questo plus lo si può raggiungere predisponendo le tapparelle o le tende in modo che si aprano al sorgere del sole. Ma si può anche dare la possibilità di iniziare la giornata con musica soft o con tutto quello che rappresenta e rafforza il concept della struttura.

E se fossi chiamato a progettare la ristrutturazione o la creazione di un albergo situato nel centro di una grande città turistica? Potrebbe essere una proposta interessante il collegamento tra la smart tv e i sistemi di prenotazione di eventi, nelle zone limitrofe.
Grazie alla domotica basterà un click per prenotare la cena nel ristorante più vicino all’albergo, un posto in prima fila a teatro o una visita guidata al museo più famoso della zona.

Come abbiamo già detto in altre occasioni la progettazione domotica è un servizio da anteporre alla realizzazione degli impianti.
Qualsiasi tipo di attività trarrà grande beneficio dalla stesura di un progetto in fase iniziale. Questo permetterà a te, Architetto, e alle altre figure professionali coinvolte, di creare del valore per il tuo cliente e per il suo hotel.

La domotica progettata sul concept dell’albergo risponde ai desideri dell’utente