Biblioteca di Nichelino: una ristrutturazione in chiave domotica

La Biblioteca è uno di quei luoghi che ci sembra di conoscere da sempre e la sua presenza ci accompagna fin dai nostri primi ricordi.
Il Comune di Nichelino (Torino) ha strutturato un bando che prevede la rifunzionalizzazione della Biblioteca “Giovanni Arpino” che è luogo di incontro e di aggregazione per grandi e bambini.

Negli ultimi anni, complici gli e-book e le nuove tecnologie, le Biblioteche più evolute hanno dovuto “fare di necessità virtù“, rimodernando i propri spazi e le relative offerte.

Progetta la Domotica è stata chiamata dallo Studio A&A per supportare la stesura della relazione tecnica per la riqualifica degli spazi di via Turati.
Il nostro punto di vista orientato alla domotica e all’apertura verso scenari di crescita futura, ha permesso di proporre, per questo Bando comunale, un progetto smart ritagliato sulle esigenze degli utenti.

Il punto di partenza è stato la raccolta di tutte le informazioni possibili riguardo alle attività organizzate in Biblioteca. Alcune proposte spaziano sia per contenuti che per target.

Si va dagli spettacoli di lettura animata per i bambini ai cicli di incontri tenuti da esperti. Dalle aule studio aperte di sera all’emeroteca sempre aggiornata. Senza dimenticare il servizio classico di prestito dei libri, l’aula con il collegamento ad Internet, lo spazio Hobby e i corsi gestiti dall’Unitre di Nichelino.

Un’offerta così ricca e variegata ha bisogno di una progettazione domotica che tenga in considerazione le necessità di tutti gli attori coinvolti.

La Biblioteca è luogo di crescita a tutte le età
La Biblioteca è luogo di crescita a tutte le età

Integrazioni domotiche al progetto di riqualificazione della Biblioteca

In un’ottica di futura espandibilità, la scelta di introdurre da subito impianti con le caratteristiche architetturali di tipo domotico, risulta essere una scelta virtuosa.
Sarà più facile aggiornare i sistemi in uso anche grazie all’intuizione di optare per impianti basati su bus a bassa tensione, per la parte elettrica.

Controllo accessi all’interno della Biblioteca

Una prima integrazione suggerita è quella che consente di inserire un controllo accessi alla biblioteca.
Questa feature ha due funzioni:

  • può regolamentare la gestione delle presenze;
  • può offrire accessi speciali ad Associazioni della zona che vogliono organizzare determinate attività.

Videoanalisi per rendere più sicura la Biblioteca

Al sistema di videosorveglianza classico, si possono aggiungere funzionalità di videoanalisi.
La videoanalisi permette di estrarre dalle immagini informazioni significative e implementare controlli più accurati.

I campi in cui la videoanalisi può fare la differenza sono:

  • oggetto rubato o oggetto dimenticato: il sistema riconosce se un oggetto presente nella scena viene rimosso o viene erroneamente abbandonato, segnalando l’evento ai responsabili;
  • contapersone: il sistema domotico è in grado di contare le persone presenti in un ambiente e segnalare situazioni limite (più persone del consentito, mancanza totale di utenti…) fornendo dati statistici;
  • presenza in zone sensibili: il sistema è in grado di segnalare la presenza di persone in aree sensibili o ad accesso ristretto inviando un messaggio al personale responsabile.
La Biblioteca diventa spazio di incontro per grandi e bambini
La Biblioteca diventa spazio di incontro per studiare e rilassarsi

Impianto elettrico rifunzionalizzato per risparmiare e gestire l’illuminazione

Sono possibili diversi interventi in un’ottica di risparmio e comfort luminoso.
Introdurre corpi luminosi a LED con tecnologia dimmerabile e affiancarli a dispositivi domotici di controllo, può migliorare le performance dell’impianto elettrico:

  • garanzia di illuminazione ottimale: durante l’arco della giornata i corpi luminosi si possono accendere progressivamente, ad integrazione della luce naturale. Questo permette di garantire la giusta intensità di illuminazione e il rispetto delle normative in fatto di illuminazione sul posto di lavoro (in questo caso si tratta di spazi adibiti a ufficio temporaneo);
  • aumento della qualità del comfort luminoso: la temperatura del colore delle luci varia durante l’arco della giornata;
  • risparmio netto dei consumi: impostando i LED al 95% della propria potenza luminosa si ottiene un risparmio fisso del 5% sui consumi, senza andare ad influire sulla quantità di luce percepita dall’occhio umano.

Scenari domotici ad alto contenuto di innovazione

L’elenco delle innovazioni sulle quali basare la ristrutturazione della Biblioteca di Nichelino si può arricchire con un secondo livello di interventi. La variabile che determinerà l’obiettivo è il livello di impegno economico e di complessità che si vuole raggiungere.

Lo scenario di benvenuto nella “digital welcome area”

L’utente della Biblioteca può essere accolto all’ingresso, in un‘isola digitale formata da totem multitouch.
Avvicinando il telefono, il sistema riconoscerà l’utente e offrirà una serie di servizi informativi dedicati e prioritizzati in base allo storico delle sue attività nella Biblioteca.

Questo permetterà di fare ricerche e prenotare servizi o eventi sia tramite touchscreen che con il supporto di un assistente vocale.
Mostrando un libro o una foto della copertina dello stesso, il sistema potrà dare indicazioni sulla possibilità di prenderlo in prestito e suggerire letture simili (dedotte grazie ad un algoritmo o suggerite da altri utenti della Biblioteca).

Richiedendo informazioni su come raggiungere una specifica stanza, il sistema mostrerà il percorso sullo schermo e indicherà la direzione da cui partire.
Lo farà con l’ausilio di un’indicazione luminosa animata che partirà dal totem e proseguirà verso la prima tappa del percorso. L’assistenza proseguirà sul cellulare appena ci si allontanerà dal totem.

La Realtà Aumentata per la lettura

La Realtà Aumentata (AR) permette di arricchire oggetti fisici con informazioni digitali.
Un utente potrà così recarsi in Biblioteca, prendere in prestito un volume e, grazie ad un’apposita App, sarà messo nella condizione di poter inquadrare con la fotocamera il libro e veder apparire sullo schermo del proprio smartphone materiali di approfondimento, documenti con citazioni e video. Questo succede già, per esempio, con la App di Spazi900, l’applicazione della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

Le informazioni di consultazione verranno associate all’utente così da consentire di recuperare lo storico delle attività o suggerire nuove letture anche al di fuori dello spazio fisico della Biblioteca.

Le funzionalità di annotazione e condivisione tra utenti, permetteranno di mettere a fattor comune i processi di apprendimento individuali con altri utenti. Si potrà così creare uno storico dei lettori consultabile come arricchimento peer-to-peer dell’esperienza della lettura.

Desk virtuale per condividere le informazioni con altri utenti

Nelle aree attrezzate per lo studio si potrà inserire un lungo desk con tecnologia multitouch.
Gli ospiti della Biblioteca prenderanno posto al desk e, poggiando il loro cellulare sul tavolo, questo si connetterà con il dispositivo, attivandosi.

La superficie del tavolo si presenterà come uno schermo multitouch (simile ad un grande tablet), e proporrà le applicazioni usate recentemente da quel determinato utente.
Gli applicativi possibili consentono la navigazione online, la lettura di e-book, la stesura di testi e la fruizione di audio e video (con l’utilizzo di cuffie wireless).

Tramite l’interazione con una tastiera virtuale è possibile usare gli applicativi. Il lavoro svolto viene salvato automaticamente in un cloud abbinato alla propria tessera della Biblioteca, così l’accesso potrà avvenire anche da smartphone, tablet o computer personali. Tornando a casa sarà possibile proseguire il lavoro iniziato in Biblioteca.

Se al tavolo sono presenti più utenti è possibile scambiarsi materiali, appunti e informazioni trascinandoli da un’area desktop ad un’altra. Un metodo che rende decisamente più facili ed intuitivi il lavoro di gruppo e lo scambio della conoscenza.

Un’altra funzionalità di gruppo è la lettura coordinata ovvero una modalità per cui le singole copie dell’e-book di ciascun utente sono connesse le une alle altre. Sfogliando il libro digitale di uno, vengono sfogliate automaticamente le copie degli altri mantenendo allineati tutti i lettori.

Stanza con videoproiezione immersiva

Una delle applicazioni domotiche che si potrebbero predisporre nella Biblioteca di Nichelino è la sala digitalizzata con proiezione sulle 4 pareti. Il pavimento interattivo e i sensori 3D per il riconoscimento del movimento e dei gesti potrebbero lavorare sull’ambiente ricreando un’area multifunzionale.
Sfruttando le capacità multimediali si potrebbero svolgere attività di diversa natura: dalla visione di video e film, ai lavori di gruppo passando per l’intrattenimento in Realtà Virtuale.

Attività di gruppo nelle stanze immersive

Entrando nello spazio con un libro, l’ambiente lo riconosce e propone sulle pareti, attraverso proiezioni immersive a 360°, tutti i materiali multimediali correlati.
Sfogliando le pagine, il sistema porterà in primo piano i materiali relativi alla pagina sulla quale ci si sofferma.

Se all’interno della stanza sono presenti più libri, le pareti mostreranno i dati dei diversi volumi raccogliendoli nelle zone vicine al lettore consentendo la consultazione contemporanea di più opere.

Con l’uso di un tablet dotato di penna sarà possibile interagire con il materiale presente sulle pareti o aggiungere appunti direttamente “sul muro”, raggruppandoli e riordinandoli.
Inoltre, si potranno aggiungere ai materiali connessi al libro, nuovi appunti che rimarranno disponibili anche per i futuri fruitori.

Per facilitare le attività di gruppo si potrà disegnare sia sui muri che sui pavimenti, permettendo così di dividere gli spazi in aree e dare accesso a funzionalità o dati diversi in base all’area su cui si starà sostando.

Sarà possibile registrare il video di tutta la sessione di lavoro e potrà essere rivista in modo da conservare non solo il risultato dell’attività ma anche il processo creativo.
Il materiale realizzato sarà associato alla tessera personale della Biblioteca e salvato in cloud. Sarà disponibile anche a posteriori e al di fuori dell’area in cui sorge la Biblioteca.

L’ambiente immersivo è uno strumento ideale per la realtà virtuale. Con la Realtà Virtuale sarà possibile fruire di esperienze educative 3D o giocare, da soli o in gruppo.

Esperienza di lettura più coinvolgende grazie alla domotica

In aree dedicate alla lettura saranno installate delle piccole strutture a posto singolo all’interno delle quali saranno messi a disposizione alcuni supporti che miglioreranno l’esperienza della lettura:

  • uno schermo touch per la lettura di e-book;
  • un impianto per l’ascolto localizzato e diretto di audio (così che non sia di disturbo al di fuori);
  • postazioni di ricarica dei dispositivi mobili;
  • possibilità di accedere a tutti i servizi digitali avvicinando semplicemente il telefono allo schermo per verificare la tessera digitale della Biblioteca.

Per chi vuole vivere un’esperienza di lettura totalmente diversa, invece saranno predisposte delle piccole stanze dedicata alla lettura immersiva.

L’utente entrerà nella stanza dove troverà al centro una poltroncina da lettura e un tablet. Selezionando sul tablet l’opera di interesse potrà iniziare la lettura. La particolarità dell’attività di lettura fatta in questo ambiente sarà che la narrazione avrà effetto sull’ambiente.

Ad esempio se la narrazione si svolgerà in una giornata assolata in montagna, intorno al lettore verranno proiettati ambientazioni e suoni tipici di quel contesto. Oppure se il racconto narrerà le vicende all’interno di un buio corridoio, le luci si spegneranno e i suoni suggeriranno il movimento in un spazio lungo e vuoto.

L’intenzione è quella di potenziare l’esperienza immersiva senza portare l’utente nelle dinamiche dell’intrattenimento interattivo, salvaguardando così la sensorialità unica dell’esperienza della lettura.

Si può fare… vuoi provare?

Gli interventi domotici fin qui elencati sono tutti fattibili. Non stiamo raccontando di migliorie impossibili o che “si vedono solo nei film”.

Questi scenari ad alto contenuto tecnologico te li presentiamo perché sappiamo essere frutto di progettazione domotica alla nostra, e di conseguenza alla tua, portata.
La variabile è il budget e il grado di tecnologia con la quale ci si vuole confrontare.

Siamo mossi dalla curiosità e dalla passione e siamo sempre pronti a partire verso nuovi orizzonti della domotica… per i nostri clienti.
Vuoi affrontare il tuo prossimo progetto insieme a noi?

Non solo libri in Biblioteca. Sempre più spesso la conoscenza passa attraverso la tecnologia
Non solo libri in Biblioteca. Sempre più spesso la conoscenza passa attraverso la tecnologia

Progetta la Domotica: il team cresce con un System Integrator di grande esperienza

Progetta la Domotica è nata nel 2019 e questi sono i giorni giusti per tirare le prime somme. Senza troppi indugi possiamo dire di essere entusiasti dei risultati di questi primi mesi di lavoro!

Nati per diffondere la cultura domotica, il nostro obiettivo è quello di fare da trait d’union tra gli Architetti e i loro clienti.
L’evoluzione del settore Domotica e Smart Home richiede competenze trasversali che spaziano dall’elettrico all’informatico. Noi, Matteo De Simone ed io, riusciamo a fornire un supporto professionale completo, rodato da anni di amicizia.

L’approccio user centered per noi è sempre il migliore

Abbiamo puntato tutto sulla disponibilità e sulla sincerità con i nostri clienti. Ed è stato proprio perché abbiamo sempre preferito un approccio orientato alla soddisfazione del cliente, che i risultati non hanno tardato ad arrivare.

Dopo aver parlato con centinaia di Architetti abbiamo avuto conferma della nostra intuizione iniziale: il tema interessa molto ma, purtroppo, serpeggia ancora molta confusione. Il rischio di acquistare “qualcosa di domotico” solo perché ce l’hanno i vicini di casa, incombe. E non sempre il cliente finale è accompagnato nelle proprie scelte.

Noi abbiamo la voglia e la competenza per offrire soluzioni e risposte ai dubbi di Architetti e committenti.
Per fornire un supporto ancora più mirato, abbiamo scelto il 2020 per far crescere il team, dando il benvenuto ad un System Integrator che ci permetterà di ampliare il nostro raggio di azione.

Alex Edmondo: il System Integrator che completa il team di Progetta la Domotica

Alex, Maurizio e Matteo… il primo selfie del nuovo team di Progetta la Domotica!

In questi giorni Alex Edmondo è entrato a far parte del nostro gruppo e non vediamo l’ora di iniziare a lavorare insieme.
Lo conosciamo da un po’ di tempo e lo abbiamo fortemente voluto al nostro fianco perché, oltre alla sua esperienza, ha una dote per noi fondamentale: ha a cuore il cliente e fa di tutto per trovare la soluzione adatta, anche alle richieste più stravaganti.

Ha iniziato a lavorare nell’ambito della progettazione e realizzazione di impianti di amplificazione, audio/video, Home Theatre e audiovisivi professionali. La sua curiosità lo ha spinto ad esplorare tutti gli strumenti intelligenti presenti sul mercato e a farli dialogare tra loro per dare vita, nel suo studio, ad un laboratorio quasi magico.

Il passaggio da utente a Beta-Tester è stato quasi d’obbligo: le aziende impegnate nella realizzazione di nuove tecnologie hanno visto in lui la persona giusta. Lo hanno assoldato per testare i loro prodotti prima di metterli in commercio perché il suo parere era quello di un professionista competente e appassionato.

Da più di 10 anni è uno dei System Integrator più richiesti in Italia. Lavora da tempo su progetti domotici altamente complessi. Parliamo di hotel, abitazioni private, ville, yacht e, addirittura, loft realizzati all’interno di castelli. Facciamo fatica ad elencare tutti i suoi progetti perché è un vulcano di idee e di energia.

Quello che possiamo dire è che siamo orgogliosi che abbia scelto di lavorare, in esclusiva, con noi.
Poter contare su un professionista che ha la nostra stessa vision ci permette di affrontare progetti sempre più ambiziosi, sicuri di portare a casa il risultato. E il sorriso dei nostri clienti.

Diamo così il benvenuto ad Alex e auguriamo a te buone feste. Ora è tempo di dedicarsi soprattutto alle lucine dell’albero di Natale e al panettone. O al pandoro? 😉

Il team di Progetta la Domotica cresce: arriva un System Integrator come terzo socio
Il team di Progetta la Domotica cresce: arriva un System Integrator come terzo socio

Fiera della Sicurezza 2019 – Novità per la domotica

Pochi giorni fa siamo stati a Milano per la fiera Sicurezza 2019. Questo appuntamento biennale con l’esposizione di tutto ciò che riguarda il mondo del security e dell’antincendio è una tappa fissa per noi.

Quest’anno è stato teatro di molte novità anche in campo domotico grazie all’abbinamento con lo Smart Building Expo. Insieme hanno chiuso contando circa 28.000 presenze, in tre giorni.

L’Internet of Things e l’Intelligenza Artificiale per l’innovazione a Smart Building Expo

Siamo tornati a casa con tante idee e con la consapevolezza che fare networking ci aiuta a conoscere nuovi produttori che, con i loro sistemi, ci aiutano a fornire un servizio sempre all’avanguardia ai nostri clienti Architetti.

Le ottime notizie che ci portiamo a casa sono alcuni trend di cui sentiremo parlare anche in futuro:

  • chi si occupa di sicurezza sta iniziando ad offrire prodotti che integrano la domotica;
  • la presenza di produttori giovani che, con i loro brand medio piccoli, hanno presentato nuove soluzioni domotiche integrate;
  • la possibilità di rendere domotica una casa grazie all’Intelligenza Artificiale e… senza interventi di muratura!

Quali novità per integrare domotica e sicurezza?

Tra i produttori emergenti che ci hanno affascinato con le loro proposte, c’è sicuramente Paser. Si tratta di un brand italiano che ha coniugato la propria esperienza ventennale nel campo dell’elettronica applicata a svariati settori, puntando alla domotica.

La loro linea domotica si chiama Maya e integra le novità domotiche con i sistemi di sicurezza.
Pur trattandosi di produttori medio piccoli hanno presentato a Milano, in anteprima, un sistema altamente intelligente che si può applicare ad ogni telecamera di sicurezza.
Il suo utilizzo è mirato alla verifica e alla riduzione delle accensioni per falsi allarmi.
Il loro dispositivo riesce a capire se la sagoma registrata è quella di un uomo, di un animale, di una vettura o di uno degli 80 soggetti presenti nella libreria. Può decidere, di conseguenza, se far scattare il sensore dell’allarme oppure no.
Durante l’installazione si può decidere quali soggetti ignorare e su quali, invece, porre la massima attenzione.

Largo ai “giovani” che vogliono cavalcare l’onda domotica

Siamo molto fiduciosi nei confronti delle capacità e della potenza di queste realtà più piccole. Prova ne è il fatto che Ksenia, solo tre anni fa uno dei marchi più “giovani”, ora figuri tra i produttori di allarmi più affermati.

Sicurezza 2019 è stata per loro l’occasione in cui hanno presentato una serie di novità orientate alla domotica.
Per esempio, il loro interesse verso KNX, lo standard mondiale aperto per l’automazione della casa e dell’edificio, è il segnale che hanno molte idee e hanno intenzione di cavalcare l’onda della domotica. Noi ne siamo molto felici e siamo curiosi di scoprire al più presto “cosa bolle in pentola”.

Come rendere domotica una casa con l’Intelligenza Artificiale

Il tema domotica è molto caldo in questo periodo e ci sono molti brand che stanno investendo in questa direzione.
Una ventata di aria fresca arriva da Modena grazie a Mind e al suo dispositivo in grado di rendere domotica una casa tradizionale, con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale e senza interventi invasivi.

I suoi sensori permettono al sistema di auto-apprendere, ascoltando e captando informazioni riguardo allo stile di vita dell’utente, tramite le telecamere installate.

Il team di Mind può installare questo apparecchio in ogni stanza che si vuole rendere domotica. In poche ore e, cosa molto interessante, senza opere murarie. Ideale per appartamenti già arredati e abitati. Per vederlo in funzione basterà aggiungere dei piccoli attuatori senza cavi che consentono al sistema di intervenire sugli interruttori.

La casa ascolta e prevede i desideri di chi la abita

Ogni stanza sarà a quel punto in grado di riconoscere chi c’è in casa: dove ci sarà il papà, grande fan dei Queen e della musica rock, andrà in play il Live Aid del 1985 al Wembley Stadium di Londra.
Ma se c’è la mamma in studio, il termostasto si alzerà di un grado, poiché lavorare tutto il giorno, ferma davanti al pc, le fa venire freddo. O si abbasserà di un paio di gradi in cucina, se il forno è acceso.
E nella camera del primogenito l’uso della Play Station verrà rispettato grazie al timer pre-impostato.

Questo miracolo della tecnologia è possibile grazie all’introduzione di elementi di Intelligenza Artificiale. Questa segnerà il passo nell’evoluzione della domotica e, dopo un primo riconoscimento iniziale, permetterà di associare il nome ad ogni attore che vive in casa, riconoscendolo in futuro.

Un modello di apprendimento e di comportamento simili a quello del Nest di Google. Dove, come abbiamo già avuto modo di spiegare, un algoritmo impara e riproduce gli usi e le abitudini degli utenti, settandosi nel modo preferito di ognuno dei componenti della famiglia.

Sembra fantascienza… invece è la quotidianità. Quando la tecnologia può far star bene non serve demonizzarla. Anche nella progettazione domotica il segreto è cogliere il meglio e usarlo per rendere più facili le piccole grandi sfide di ogni giorno.

Lo smartphone può essere una delle interfacce attraverso cui “dialogare” con la casa

L’importanza di progettare la domotica al momento giusto

“Ogni cosa a suo tempo” è un modo di dire che possiamo fare nostro anche quando si parla di progettazione domotica.
Sbagliare i tempi, iniziando la fase di progettazione domotica troppo presto o troppo tardi, può creare problemi che rischiano di mettere a repentaglio la buona riuscita del lavoro.

Per garantire un servizio adeguato al tuo cliente è importante partire con il giusto anticipo. Questo garantirà coerenza tra i tuoi obiettivi e i suoi e, soprattutto, eviterà il rischio di dover recuperare “in calcio d’angolo” un progetto avviato senza le accurate analisi del caso.

A te, come Architetto, viene richiesto di farti garante tra noi progettisti e il tuo cliente finale, ma noi non abbiamo intenzione di abbandonarti. Il nostro obiettivo è quello di supportarti anche nel caso in cui le cose dovessero complicarsi.
Lavorando insieme possiamo anticipare i possibili guai, non solo quelli che possono capitare in cantiere ma anche le piccole incomprensioni con il cliente.

Il progetto domotico realizzato con troppo anticipo

C’è un momento in cui per il cliente non è ancora chiaro quali possano essere le potenzialità della domotica e come applicarle alla propria abitazione.
Il suo desiderio è quello di “mettere un po’ di domotica” ma non sa ancora a quale scopo. Ce l’hanno i vicini, ne ha sentito parlare alla televisione, ci sono i bonus ristrutturazioni… ecc. Le motivazioni possono essere le più svariate.
Ecco, questo non è ancora un buon momento per parlare di progetto domotico: è ancora troppo presto.

In questa fase bisogna fare brain-storming, raccogliere le idee del committente e fargli capire cosa si può fare e a quali costi.
Dopo la chiacchierata iniziale, il Progettista Domotico preparerà la relazione preliminare con le opzioni pensate appositamente per il cliente.
Ma non solo per lui… per tutti gli attori che abiteranno la casa. Compresi gli eventuali amici a quattro zampe.

L’anticipo eccessivo può essere fuorviante per il cliente che pensa di acquistare una cosa e invece si “porta a casa” tutt’altro. Inoltre può anche spaventarsi davanti a preventivi che reputa troppo alti rispetto al beneficio percepito.
Probabilmente l’unico suo metro di paragone, parlando di impianti, è quello che lo fa andare, con il pensiero, all’impianto elettrico. E al preventivo che gli ha fatto l’elettricista. Ovvio che possa sentirsi spiazzato. Ma come abbiamo già avuto la possibilità di sottolineare, il progetto domotico non sostituisce quello elettrico. E non sono paragonabili.

Il progetto domotico realizzato troppo tardi

Non ti nascondiamo che questo è lo scenario più complicato. Entrare in un progetto già in fase esecutiva è difficile in ogni ambito. In campo domotico significa:

  • dover capire come si possa usare quello che è già stato fatto;
  • pianificare una “crescita progressiva” che porti nella giusta direzione.

Nel momento in cui l’Architetto si è già impegnato con i fornitori per scegliere l’impianto più adatto o per valutare il costo di cinquanta punti-luce, per noi è già troppo tardi riuscire ad intervenire. Spezzare un vincolo molto forte o introdurci in una trattativa avviata, rende più complicato il nostro lavoro e ci impedisce di fornire il miglior supporto nella scelta di come e cosa fare.

Aver saltato la fase di colloquio preliminare con il cliente significa che non conosciamo quali siano realmente le sue esigenze e che, di conseguenza, potremmo non riuscire a consigliare l’impianto più adatto.

Il cliente potrebbe scoprire – troppo tardi – che alcune cose che pensava di poter fare in un modo, in realtà le deve fare in un altro. Dovrebbe così scendere a compromessi o rinunciare completamente a quello che desiderava.
Potrebbe essere un problema legato alle impostazioni della caldaia oppure all’apertura automatica su quei serramenti che gli piacciono molto. Tutto perché questi elementi non sono in grado di “comunicare” con l’impianto domotico installato.

Il progetto domotico realizzato nei tempi giusti

Il momento ideale per iniziare a ragionare in termini di progetto domotico è sicuramente… il secondo appuntamento. Un po’ come nelle più belle storie d’amore, il primo incontro serve per rompere il ghiaccio ma al secondo appuntamento si hanno le idee più chiare e si può iniziare a fare sul serio!

Dopo il primo incontro, emergono le complessità e si può cominciare a definire meglio il comportamento della casa e degli attori che la abitano.
Facendo partire in contemporanea i lavori sul design architetturale e il progetto domotico, è più facile dare al cliente delle certezze, previsualizzando con lui cosa sta per succedere e, soprattutto, cosa sta per comprare.

La scelta dei tempi adeguati è alla base della promessa – mantenuta – di alta qualità dei lavori.
“Partire con il piede giusto” servirà anche per mantenere buoni rapporti tra Architetto, Progettista Domotico e cliente finale.

Quindi non ci stancheremo mai di ribadire che i lavori migliori sono quelli impostati bene sin dall’inizio a seguito di un’attenta progettazione su carta.
Siamo fatti così, ai lustrini e alle promesse esagerate preferiamo concretezza e attenzione ai particolari. Vogliamo parlarne davanti ad un caffé? 😉

Progettare la domotica al momento giusto ti mette al riparo da problemi con il cliente

Conviene usare la domotica anche in ambienti piccoli?

Negli ultimi anni la tendenza è quella di ridurre le dimensioni degli spazi abitativi. Le persone acquistano case composte da ambienti piccoli ma questo non significa che siano disposte a rinunciare al comfort. La domotica diventa fondamentale per trarre il massimo anche da questi mini-appartamenti.

Inoltre non dobbiamo assecondare l’errore di chi pensa che la domotica sia applicabile solo a quelle incredibili ville con giardino che si vedono sulle riviste patinate.

Una delle obiezioni che ci sentiamo spesso rivolgere da parte degli Architetti è: “Io mi occupo principalmente di ambienti piccoli. Non ho mai pensato di integrarvi la domotica perché sarebbe troppo costoso”.

Sbagliato!
Le cose sono cambiate rispetto a qualche anno fa: i prezzi dei singoli componenti si sono abbassati e, soprattutto, a fare la differenza è cosa si desidera da un impianto domotico.
Alcuni Architetti assimilano erroneamente il concetto di costo al m², tipico degli impianti elettrici tradizionali, a quello degli impianti domotici.

Il prezzo di un impianto varia dalla quantità di cose che ci si aspetta che faccia. Il cliente che desidera solo l’accensione delle luci ad un determinato orario, non dovrà affrontare una spesa eccessiva: il prezzo sarà proporzionato alle sue aspettative.
Di contro, se le luci devono adattarsi all’orario o all’umore degli inquilini… la complessità della richiesta farà alzare il costo dell’impianto.

Chi vive in un ambiente piccolo o in una casetta unifamiliare avrà esigenze diverse da chi possiede una villa a più piani, con vasto giardino.
L’installazione delle telecamere esterne ad alta risoluzione, in grado di leggere la targa dell’auto a distanza e di far aprire il cancello, non saranno l’obiettivo principale di chi abita uno spazio abitativo di modeste dimensioni.

Ogni situazione corrisponde ad un determinato scenario ed è il comportamento dell’ambiente che permette di introdurre elementi e migliorie in campo domotico.

La domotica può cambiare la vita ad anziani e disabili

La diatriba tra dimensioni degli spazi e costi degli impianti domotici si conclude rapidamente quando ci si trova di fronte a persone che vivono in ambienti piccoli e soffrono di disturbi che ne compromettono la capacità di deambulazione o l’autonomia.

Le problematiche riscontrabili in fase di creazione o di ristrutturazione di ambienti di questo tipo non sono solo connesse alla metratura degli spazi. La loro complessità tocca anche la sfera empatica quindi il raggiungimento di un obiettivo soddisfacente ha un valore assoluto ancora più alto rispetto al solito.

Pensiamo sia necessario mettere da parte i timori legati al costo della domotica, per fare spazio a quello che di buono si può ottenere da una casa smart.

Nel caso ti capitasse di occuparti della ristrutturazione di una casa che ospita inquilini con una disabilità (dettata da condizioni di salute permanenti o dal passare degli anni), potresti proporre delle soluzioni domotiche che, anche nella loro semplicità, risulteranno fondamentali.

Comandare l’accensione delle luci, l’apertura delle tende o la regolazione delle tapparelle tramite comandi vocali è un plus talmente forte ed evidente che fa passare in secondo piano i costi di realizzazione. Anche quando si tratta di un appartamento piccolo.

Trovarsi di fronte alla possibilità di “cambiare la vita” a persone che faticano a fare azioni che possono sembrare banali, vorremmo fosse una spinta propulsiva per gli Architetti.

Come migliorare la vivibilità in ambienti piccoli

La domotica non può aumentare le dimensioni di una stanza ma può migliorarne la vivibilità.
Alcuni clienti potrebbero segnalarti la necessità di ritagliarsi uno spazio ad uso ufficio, nella propria casa. Una delle soluzioni potrebbe essere quella di adibire a questo scopo piccoli ambienti ciechi.

Il contro di questa soluzione è sicuramente la mancanza di luce naturale. Anche in presenza di eventuali bocche di lupo per arieggiare il locale, purtroppo l’illuminazione non è sufficiente. E questo si ripercuote anche sull’umore e sulla produttività di chi passa in quello spazio molte ore al giorno.

La domotica può venire in soccorso con le fake windows (finte finestre). Si tratta di finestre controllabili tramite interfaccia web, che simulano la presenza della luce naturale attraverso dei LED.
L’intensità della luminosità può essere impostata manualmente o automaticamente in base agli orari di alba e tramonto. Ma anche a seconda delle condizioni meteorologiche estrapolate online.
Potersi basare su dati legati alle reali condizioni meteo, permette alla finestra di risultare luminosa quando c’è il sole o più fioca quando è nuvoloso.
L’indubbio beneficio sulla qualità della vita di chi lavora in quello spazio, rende la scelta della domotica la soluzione migliore.

La casa deve respirare per rimanere sana

I serramenti di buona qualità e i materiali isolanti permettono di realizzare abitazioni con un minor impatto energetico.
Ridurre le dispersioni termiche è importante ma lo è anche un corretto ricircolo dell’aria con sistemi di ventilazione adeguati.

L’ambiente in cui viviamo non deve essere completamente sigillato perché odori e umidità non devono rimanere imprigionati in casa.
Si deve fare particolare attenzione in quegli ambienti piccoli dove potrebbero mancare le finestre o non esserci sufficiente ricambio dell’aria.

La domotica può aiutare attraverso la gestione coordinata di sistemi di aerazione o deumidificazione.

La ventilazione meccanica controllata (VMC) si può occupare del ricambio dell’aria: quella che arriva dall’esterno entra in casa tramite dei dispositivi d’immissione ed esce attraverso delle bocchette di estrazione poste nei punti più problematici.

Anche gli splitter dell’aria condizionata o il deumidificatore possono essere coordinati attraverso l’impianto domotico.
La connessione online permetterà al sistema di avere un’anteprima della situazione meteo. Questo migliorerà l’efficienza del sistema che potrà anticipare l’eccessiva umidità prevista, attivandosi prima del raggiungimento del livello di guardia.
Il vantaggio è che si metterà in azione “al bisogno” e, soprattutto, anche in assenza degli inquilini.

Uno dei nostri desideri è quello di far prendere coscienza che la domotica, quando ben strutturata e progettata, può semplificare la vita al cliente finale e portare a soluzioni efficaci anche in situazioni particolari e in ambienti di dimensioni modeste.

La domotica può migliorare la vivibilità di ambienti piccoli e facilitare le giornate di persone con disabilità
La domotica può migliorare la vivibilità di ambienti piccoli e facilitare le giornate di persone con disabilità

La domotica applicata al Centro giovanile “ArKa”

Vogliamo portare alla tua attenzione un caso di studio molto interessante: la domotica applicata al Centro giovanile Area Caselli di Chieri (To), ribattezzato “ArKa“.

Il nome scelto grazie ad un concorso di idee

Chieri è un Comune molto attivo riguardo la valorizzazione del Bene Comune. Il suo impegno, “si fonda sulla convivenza di un progetto comune, sulla comunione dei beni, sulla collettività delle decisioni” ed è volto a rendere i cittadini pro-attivi nell’identificazione, protezione e cura di spazi e territori.

Noi abbiamo supportato RadioOhm, capofila di una rete di Associazioni molto attive nel chierese, nella partecipazione ad un bando comunale. L’esito positivo di questa sinergia ci ha permesso di offrire il nostro aiuto nel campo della domotica. La sua applicazione ha facilitato e reso possibile l’utilizzo del Centro di aggregazione giovanile.

Realizzare un ambiente smart adatto a… tutti!

Il progetto aveva come scopo l’uso di un Bene Comune a vantaggio della comunità. I soggetti coinvolti, molto diversi tra loro, avevano bisogno di uno spazio da usare per esprimere le proprie passioni.
Le attività previste spaziavano in ambito musicale, artistico, motorio… e non solo.

La difficoltà si è manifestata nel momento in cui ci siamo resi conto che le persone interessate all’uso di questo spazio erano decisamente variegate. Avevano età, obiettivi e abitudini tra le quali risultava difficile trovare un denominatore comune.

Poteva trattarsi di mamme con neonati che arrivavano per i corsi di yoga. Oppure di anziani che volevano usufruire delle sale per le prove di canto e di danza o di rock band amanti dei concerti serali. Senza dimenticare le persone interessate ai laboratori radiofonici, alle attività per i disabili o al doposcuola
Un via vai che siamo riusciti ad armonizzare grazie ad un impianto domotico.

Come risolvere problemi pratici grazie alla domotica

La ristrutturazione in chiave domotica ha reso possibile l’apertura del Centro “ArKa” risolvendo il problema della proliferazione incontrollata dei duplicati delle chiavi.

La possibilità di equilibrare gli accessi al Centro è stata la conditio sine qua non sulla quale si è basata la possibilità di gestire e aprire al pubblico i locali di via Caselli.
Un’idea ambiziosa che, senza la domotica, sarebbe rimasta “nel cassetto” del Comune di Chieri e delle Associazioni coinvolte.

A livello economico si è trattato sicuramente di un investimento importante. Reso affrontabile grazie ad una collaborazione tra il Comune, le Associazioni del territorio e il nostro team di Progetta la Domotica. Avendo base a Chieri, vediamo nella valorizzazione del Bene Comune sul territorio, un grande pregio.
Sapere che è anche grazie a noi che il progetto è andato in porto ci riempie di orgoglio.

La domotica a supporto del Bene Comune

L’aula studio all’interno del Centro giovanile “ArKa”

Un mix tra volontariato, domotica e interesse per il Bene Comune ha fatto da filo conduttore del progetto. Inoltre ha liberato la comunità dall’onere di costringere una persona a prendersi la responsabilità di gestire l’apertura e la chiusura dei locali. Obiettivamente un solo volontario sarebbe rimasto schiacciato dall’impegno troppo gravoso.

Grazie alla progettazione domotica è stata data priorità a tecnologie che hanno reso possibile la gestione dello spazio di via Caselli.
La domotica si è messa al servizio delle persone e ha permesso ai vari responsabili delle attività di accedere ai locali senza le chiavi. Queste sono state sostituite da codici numerici da digitare su un tastierino posto accanto alla porta di ingresso.

Ogni codice è univoco e viene attivato per una determinata fascia oraria. Il responsabile del corso o dell’attività riceve il codice e lo usa al momento. Questo semplifica molto le cose e permette di contattare a colpo sicuro la persona il cui nome è associato a quel codice.

La progettazione domotica è pensata per mettere al centro le persone

Il progetto “ArKa” ci ha messo però di fronte all’impossibilità di imporre un solo meccanismo a tutti i possibili utenti. Troppi i soggetti coinvolti e grandi le differenze socio-culturali a caratterizzarli.

La soluzione è: progettare la domotica pensando di farle fare tutto il possibile grazie ad automatismi che non mettano in difficoltà le persone.
Alle persone coinvolte nell’uso del Centro “ArKa” si è deciso di chiedere una sola cosa: togliere e rimettere l’antifurto.

In questo caso “togliere e rimettere l’antifurto” è l’azione minima richiesta, da regolamento, ai vari attori coinvolti nelle attività del Centro.
Immettendo il codice si risponde a questa richiesta e, automaticamente, il sistema domotico attiverà le prese elettriche, il wi-fi e la luce di benvenuto all’ingresso.
Si semplifica, riducendo le azioni degli utenti e limitandone i possibili errori.

L’interfaccia con cui gli utenti possono personalizzare lo spazio è touch screen, con icone semplici e scritte ben visibili. Composta da tre pulsanti che gestiscono le luci del salone, del soppalco e del palco può essere usata da tutti con facilità.

Miglioramenti quotidiani che semplificano la vita delle persone

L’automazione delle attività del Centro “ArKa” ha permesso di ridurre il problema della formazione del personale. Non serve più istruire tutti sul funzionamento delle sale o sulle posizioni delle luci: basterà ricordare agli utenti responsabili di disattivare e riattivare l’antifurto.

Anche la gestione del calendario delle attività si è semplificata molto. Ogni tre mesi l’Associazione responsabile stila un calendario dei corsi e passa le informazioni a noi. La nostra squadra implementa l’orario nel sistema e si occupa del customer care.
Sì, è raro ma a volte può capitare che qualcuno sbagli a digitare il codice o si trovi in difficoltà. Il problema si risolve in pochi minuti: arriviamo in suo aiuto tramite una videochiamata in partenza dal device di gestione del sistema… et voilà!

L’ambiente influenza le persone. E viceversa!

Alla luce di questa esperienza di domotica applicata a grandi spazi in condivisione, abbiamo rilevato due risultati particolari, decisamente confortanti.

  • La conferma di quanto sia importante la progettazione. E di come riesca a mettere le persone e le loro attività al centro, adattandosi alle esigenze emergenti.
  • L’ambiente domotizzato è stato in grado di creare un fenomeno per cui i ragazzi appassionati di elettronica/domotica hanno iniziato a frequentare più assiduamente il Centro. Non solo perché si trovavano bene! Hanno approfittato di uno spazio fertile e adatto per studiare metodi di implementazione del sistema domotico creato da noi.

Progettare un ambiente adatto alle proprie necessità crea la possibilità di sfruttare quello stesso ambiente in modo diverso e personalizzato. In questo caso è di sprone per un gruppo di studenti dalla mente fresca e ricettiva agli stimoli dell’evoluzione tecnologica.

Ogni Architetto sa quanto l’ambiente possa esercitare un’azione determinante sulle persone che lo vivono. Questa potenzialità viene amplificata se si cura la progettazione dell’impianto domotico.

L’asso nella manica dell’Architetto interessato alla domotica è quello di farsi affiancare da un Ambient Intelligence Designer e da un System Integrator.
Il lavoro di squadra concorre a soddisfare il cliente, trasformandone la casa nell’abitazione ideale.

Il flyer che annunciò l’apertura del Centro giovanile

Come raccogliere le esigenze del cliente

La domotica ci permette di mettere al centro le esigenze del cliente e di costruire i comportamenti che l’ambiente dovrà adottare in funzione dei suoi utenti.

Il grosso passo avanti è dato dal fatto che non si è più legati alle funzionalità fornite dai produttori ma si è liberi di creare, adattare e proporre soluzioni nuove.

La forza della domotica è proprio questa sua capacità di combinare tra loro elementi più o meno noti, dando vita a soluzioni inaspettate.

Choice overload: troppe possibilità bloccano la scelta

È scientificamente provato che trovandosi di fronte ad un ventaglio troppo ampio di possibilità, si è incapaci di scegliere a causa del “sovraccarico da eccesso di opzioni disponibili”.

Questo è ciò che può capitare all’utente lasciato da solo a decidere cosa dovrà fare la sua nuova casa con impianto domotico.
Vorrà farle fare… tutto! Ma “tutto” cosa significa? E soprattutto, questo “tutto”, potrà essergli utile? O rischia di metterlo nella scomoda posizione di chi si trovi a pagare per qualcosa che non userà mai?

La cosa migliore è non lasciare solo il cliente ma guidarlo, durante i primi colloqui, per far emergere esigenze e abitudini. In fin dei conti lui è l’unico a conoscere i propri gusti e aspettative.
Ha bisogno che qualcuno raccolga, in maniera acritica, il racconto delle sue giornate, i sogni, i desideri e la visione a lungo termine della sua famiglia in quella che sta per diventare la casa dei loro sogni.

Mettere nero su bianco tutte le esigenze del cliente

La raccolta delle informazioni deve essere seguita dalla stesura di un documento in cui si metterà tutto “nero su bianco”.
Questa fase dei lavori è importante per due motivi:

  • servirà al cliente per ritrovare su carta tutte le richieste fatte in fase iniziale;
  • servirà al System Integrator per avere, in un unico elenco, tutti gli elementi sui quali basare la programmazione della casa domotica.

Si deve mettere in conto che, tra la chiacchierata iniziale con il cliente e il momento in cui egli potrà realmente abitare nella sua nuova casa, potrebbero passare anche più di 6 mesi.
“Scripta manent” sarà di aiuto nel caso di discussioni a base di: “Lo davo per scontato…” “Ma io mi ricordavo di averti detto più luminoso / più caldo / quando è buio… / più basso…”

Mettere per iscritto come si comporterà la casa è il punto da cui partire per capire se il cliente e il progettista sono “allineati”.
In questi casi è meglio risultare puntuali e tenere traccia di ogni variazione, piuttosto che abbandonarsi alla comodità di lasciare qualcosa sul vago, di cui ci si potrà pentire.

A fine chiacchierata si deve verificare che sia tutto chiaro e che quello che il cliente si immagina sia realmente quello che gli si potrà dare.
Il rischio di avere il cliente scontento dopo tanto lavoro è più alto della necessità di soffermarsi a redigere un documento molto preciso.

50 sfumature di richieste… possibili

Ognuno ha la propria sensibilità e poche altre cose si mettono al servizio del cliente come la domotica. Il suo fine è quello di assecondare tutte le necessità dell’utente, mettendosi a sua disposizione.

La casa potrà rispondere in maniera diversa alle esigenze del cliente. Se si tratta di un appassionato di tecnologia sarà ben felice di interagire con pulsanti e device di ultima generazione.
Se, al contrario, non è interessato a sapere come è strutturata la programmazione domotica, preferirà godere solo del suo impatto sulla sua vita di tutti i giorni.
E per chi è molto ansioso e ha il terrore di lasciare la casa incustodita? Sarà una manna sapere di poter contare su un sistema domotico in grado di attivare la “simulazione di presenza”.

Quando si parla di casa “realizzata su misura” non si esagera poiché ad avvenimenti banali come potrebbe essere l’accensione di una luce, possono corrispondere infinite sfaccettature che si adatteranno, appunto, alle esigenze dei propri utenti.

Se lo scopo è quello di non rimanere al buio verso fine giornata, è anche vero che ci sono diverse opzioni per ottenere il risultato:
– la temporizzazione (da settare ogni mese spostando un po’ più in là l’orario di accensione);
– il calendario astronomico che fa accendere le luci all’alba e al tramonto;
– il crepuscolare che permette l’attivazione automatica di un circuito di illuminazione al calare della luce naturale;
– accendersi la luce da soli. 🙂

Oppure ci si può affidare alla casa che risponderà ai bisogni dei propri inquilini, prevedendo le loro necessità.

La casa domotica mette al centro il cliente

In una casa domotica si può trasformare in realtà quella che, nell’esempio di cui sopra, è la vera esigenza del cliente: avere luce se la quantità di illuminazione naturale è inferiore ad una certa soglia.
Oppure avere le luci accese solo quando c’è qualcuno in casa. O averne alcune accese in qualche stanza e altre lungo il vialetto in giardino, gestite attraverso un temporizzatore.

La cosa fondamentale è che questo tipo di abitudini e di bisogni legati al quotidiano, emergano al più presto e, possibilmente, dopo un’attenta chiacchierata con tutti i componenti della famiglia.
Se ci sono degli animali in casa, per esempio, si dovrà trovare una soluzione che tenga conto anche della loro presenza.

Raggruppa in situazioni-tipo gli avvenimenti quotidiani

La casa domotica sa molto dei suoi utenti e, se ben programmata, farà in modo di essere sempre un aiuto su cui contare.
Google Nest “prova a entrare nelle nostre case” dal momento che è in grado di tracciare la posizione del telefono dei propri utenti e riconosce se in casa c’è qualcuno o se sono già usciti tutti. Se la casa risulta vuota, una delle cose che potrebbe fare, è abbassare di un paio di gradi il riscaldamento.

Le tende che si muovono seguendo la luce naturale o le tapparelle che si abbassano quando il sensore indica che in casa c’è troppa luce possono essere fonte di grande gioia e orgoglio in utenti particolarmente tecnologici. Quel tipo di cliente che può spingersi anche a richiedere comportamenti asimmetrici delle tapparelle, desiderando che si abbassino solo quelle sulle quali batte il sole.

Per andare incontro a tutti quelli che hanno deciso che la casa domotica sarà per loro un’amica fidata, si possono raggruppare le abitudini in situazioni-tipo che rispondano a domande come:

  • cosa fa la casa quando non c’è nessuno?
    Abbassa la temperatura;
    spegne tutte le luci lasciando accese quella di cortesia nello studio e quelle del portico;
    innaffia i fiori;
    installa il perimetrale;
    stacca il volumetrico se il cane è in casa, ecc.
  • Come si comporta l’abitazione nel week-end?
    Stacca la sveglia;
    imposta la musica per il risveglio;
    fa partire la lavatrice;
    scollega il sistema di irrigazione perché il padrone di casa ha l’hobby del giardinaggio, ecc.
  • Se qualcuno è malato la casa si prende cura del paziente?
    Alza un po’ la temperatura;
    stacca la sveglia;
    dirotta le chiamate in entrata verso la segreteria telefonica, ecc.

Il futuro è vicino con la domotica

Durante queste sessioni di analisi dei comportamenti e dei desideri della famiglia possono emergere dubbi e domande che riguardano il futuro.
Cosa succederà quando ci saranno genitori anziani a cui badare o i figli, che ora sono piccoli, se ne andranno o al contrario resteranno chiedendo, al contempo, maggiore privacy?

Ci sono domande a cui sembra impossibile poter rispondere adesso ma con il supporto di un buon progettista domotico si può provare a fare un pensiero più sul lungo periodo.

Potrebbe costare meno predisporre in anticipo le stanze per future soluzioni adatte agli anziani. Oppure pensare che in futuro, come i vinili tanto cari alla mamma, anche l’account Spotify dei figli potrebbe non esistere più e quindi è meglio scegliere un impianto progettato con l’idea di poter essere espandibile e aggiornabile in futuro.

Le variabili possono essere infinite e spetta all’esperieza dei professionisti riuscire a guidare gli utenti attraverso il labirinto di possibilità date da una raffinata progettazione domotica.

Durante i primi incontri è bene che emergano le esigenze del cliente

Altre cose che può fare la domotica

La curiosità sul tema domotica è tanta. E noi siamo qui anche per svelarti che non tutte “Le cose più belle della vita o sono immorali, o sono illegali, oppure fanno ingrassare”, come sosteneva invece lo scrittore George Bernard Shaw.
Avere un sistema domotico è una scelta che possiamo mettere tra “le cose belle della vita” e siamo pronti a svelare altre applicazioni della domotica all’abitazione del tuo cliente, oltre a quelle elencate in questo post.

La casa domotica si adatta alla presenza dell’utente

Aprendo la porta dell’abitazione con un codice personale, la casa si adatta alla presenza di una determinata persona.
Questo significa che farà in modo di accoglierla ricordandosi i settaggi a lei associati.
Potrà variare quindi il grado di illuminazione, raggiungendo l’intensità di suo gusto. Oppure farà partire la “sua” musica, aggiustandone il volume in modo a lei piacevole.

Se i primi a rientrare in casa sono i figli, il sistema (su richiesta dei genitori, ovviamente) potrebbe impedire l’accesso ad Internet o alla console prediletta. O permetterà di scegliere solo tra alcuni canali della smart tv.

Se invece è il nonno anziano a rientrare a casa, la casa domotica saprà che deve accendergli le luci al 100% di intensità, senza dimenticare le luci di cortesia nel corridoio.
Inoltre potrebbe attivare, appositamente per lui, il montascale o l’ascensore in modo da farglielo trovare sempre al piano in cui si trova lui.

Il sistema domotico monitora i consumi e segnala i malfunzionamenti

Anche gli elementi che compongono un’abitazione domotica necessitano di manutenzione ma la cosa sorprendente è che sarà il sistema ad avvisare quando sta per subentrare un piccolo guasto o malfunzionamento.

Le lampadine più comuni, per esempio, sono certificate per 10.000 ore di attività. Il sistema, a 9.000 ore, è in grado di segnalare che… “si è quasi agli sgoccioli”. Questo permetterà di organizzarsi per un giro di manutenzione.

Questi pre-allarmi possono essere utili per non farsi cogliere impreparati ma anche per decidere di:

  • anticipare il cambio della lampadina se si sa di doversi assentare per molto tempo, lasciando a casa i genitori anziani;
  • contattare il fornitore di fiducia che riuscirà a reperire quel tipo di lampadina (un po’ particolare), che non si trova nel negozietto all’angolo.

Come vengono ripartiti i consumi?

Il sistema domotico è in grado anche di capire come vengono ripartiti i consumi nelle varie zone di casa.
Mantenendo come filo conduttore l’esempio della lampadina, si potrà ricevere un feedback dal sistema riguardo al suo uso&consumo.

Potrebbe segnalare come, quella del salotto, sia una delle fonti di illuminazione che rimane accesa per più ore. E suggerire quindi, di dotarsi di una faretto garantito per 20.000 ore di utilizzo.
Oppure si potrà ricevere come consiglio quello di cambiare la lampadina del garage, che stando accesa per pochi minuti, è un po’ sottosfruttata.

Queste doti di “preveggenza” dell’impianto domotico possono essere assimilate (in una versione molto più basic) a quelle dell’auto che segnala con la spia rossa che è ora di far benzina. Salvo poi rassicurare il guidatore, sulla possibilità di percorrere ancora 100 Km.
L’ideale sarebbe che, in autostrada, segnalasse: “Fai benzina adesso, che tra 2 minuti ti faccio lampeggiare la spia ma il prossimo distributore lo trovi fra 200 km. Poi ti tocca spingere ma non dire che non ti avevo avvisato.”

La casa domotica fa questo e altro, completando il quadro: “Cambia la lampadina adesso che tra una settimana mi spegnerò, ma tu sarai alle Maldive. I tuoi genitori anziani non sono proprio in grado di cambiare quel faretto incastonato nel contro-soffitto.”

Come scoprire guasti e malfunzionamenti?

Purtroppo anche in un moderno appartamento domotico gli elettrodomestici si usurano e possono smettere di funzionare.
La cosa positiva è che non si rischia di dover buttare via centinaia di Euro sotto forma di alimenti stipati nel congelatore “giù in cantina” che ha smesso di funzionare nottetempo, senza dare alcun segnale ai proprietari.

Il sistema domotico è capace di informare che, pur avendo “dato corrente” a tutti gli elettrodomestici di casa, il congelatore non risponde. E lo può fare anche se non si tratta di un elettrodomestico moderno e smart.
Un ottimo aiuto per scoprire rapidamente se c’è qualcosa che non va e non rischiare di trovarsi con un elettrodomestico fondamentale, guasto. Magari di venerdì sera.

La casa domotica coccola l’utente malato

Può capitare di rientrare a casa con un po’ di brividi e di accorgersi che l’influenza sia dietro l’angolo.
Questo tipo di situazione occasionale fa rivedere un po’ le abitudini e le preferenze di chi è stato colpito dal malanno di stagione.

Basterà cliccare sul device, tramite il quale l’utente comunica con la sua casa, e settare l’opzione “malattia”. La casa domotica, quella che erroneamente si immagina sempre come un’entità astratta e fredda, accoglierà il “paziente” coccolandolo e prendendosene cura.

  • Le luci abbasserano la propria intensità per non infastidire gli occhi più sensibili;
  • la sveglia verrà posticipata o staccata perché il medico ha prescritto qualche giorno di riposo a casa;
  • la musica rock che dà la carica ogni mattina verrà sostituita da quella classica;
  • la temperatura di casa si alzerà di qualche grado per assecondare quel desiderio di tepore imposto dai brividi della febbre.

La casa domotica è guidata dal contesto applicativo dell’utente e ha bisogno di essere programmata per poter andare incontro alle sue esigenze. Ogni occasione particolare può avere il proprio settaggio ed essere “richiamata” al bisogno.

Se ti abbiamo incuriosito e vuoi sentire cosa può fare la domotica per la casa del tuo cliente, contattaci per una chiacchierata!

Scopri insieme a noi cosa può fare la domotica per il tuo cliente
Scopri insieme a noi cosa può fare la domotica per il tuo cliente

Cosa può fare la domotica?

Ok la domotica. Tutti ne parlano ma, quando è il tuo cliente a citarla, ritenendo che ormai non se ne possa proprio più fare a meno – come gli ha detto suo cugino – tu, Architetto, sai come indirizzarlo nel modo giusto?
Oppure, se lui non osa prenderla in considerazione per paura dei costi, tu sai quali funzionalità proporre per rimanere nel budget e dare risposta alla classica domanda: “Cosa può fare la domotica?”

Vediamo 3 esempi, ma altre idee le trovi in questo post, che ci permettono di fare chiarezza nella confusione che si crea ogni volta che vengono citati termini come domotica, smart home o building automation.

Se c’è il temporale le prese elettriche si staccano da sole

Con queste estati dal tempo atmosferico variabile, capita di essere colti da un temporale quasi quotidianamente.
Il primo pensiero, in caso di fulmini va sempre alle prese di corrente e all’antenna della televisione: meglio scollegare tutto per evitare sovraccarichi elettrici e lesioni agli elettrodomestici!

Quando un fulmine colpisce un’antenna, le può iniettare tanta corrente elettrica da procurare uno sbalzo di tensione talmente alto da compromettere gli apparecchi domestici.

Una casa domotica può occuparsi in autonomia di staccare e ricollegare i carichi elettrici, in caso di presenza di fulmini.
Il System Integrator, seguendo le istruzioni del progettista domotico, può chiedere all’abitazione di consultare servizi meteo online in caso di annuvolamenti o può installarle dei dispositivi di rilevamento dei fulmini.

La casa progettata ad hoc sarà in grado di percepire l’arrivo del temporale e si attiverà – mettendosi in modalità protezione – per staccare tutti gli elettrodomestici di casa o per scollegarne solo alcuni in determinate zone più a rischio.
In caso di apparecchi che sarebbe meglio rimanessero collegati sempre (frigoriferi, congelatori…) il sistema può decidere di riattivarli quando il rischio scongelamento si fa più pressante di quello legato alla presenza dei fulmini.

Si chiudono le tapparelle per preservare il fresco

Il sistema domotico può usare le previsioni meteorologiche online anche per prepararsi all’arrivo del caldo e abbassare di conseguenza le tapparelle nelle ore più calde.
Questo aiuta a ridurre l’entrata dei raggi solari facilitando il lavoro dei sistemi di raffrescamento.

Le stanze dell’abitazione esposte di prima mattina e est o nelle ore più calde a ovest, in estate potrebbero surriscaldarsi e costringere il condizionatore ad un’attività più intensa. Un surplus di lavoro, teso al raggiungimento della temperatura ideale per l’utente, che però si traduce in un consumo e una spesa maggiori.

Per ovviare a questa problematica la smart home abbasserà le tapparelle per mantenere il fresco e aiutare il sistema di raffrescamento.

Si regolano i consumi con pannelli solari e uso degli elettrodomestici

L’uso dei pannelli solari permette di far funzionare gli apparecchi di casa grazie all’energia prodotta dal sole.
Una parte di questa energia la si può “conservare” per usarla nei momenti di brutto tempo. Un’altra parte dell’energia prodotta la si vende al gestore elettrico con cui si è stipulato il contratto.

Ma cosa si può fare con i pannelli solari, integrati alla domotica, per rendere una casa realmente intelligente?
Si può pianificare l’avvio degli elettrodomestici per sfruttare al meglio la corrente in eccesso prodotta.

Innanzitutto si deve permettere alla casa di collegarsi ad una App di meteo online per visionare le previsioni per il giorno successivo.
Se risulta esserci una giornata con pieno sole si verrà avvisati, con un messaggio sul device con il quale si interagisce con l’abitazione, di preparare la lavatrice la sera perché, probabilmente nell’arco della mattina seguente ci sarà energia da sfruttare.

Il sistema farà così partire la lavatrice (ma anche la lavastoviglie o i robottini per pulire il pavimento) in un momento in cui, anche se in casa non c’è nessuno, il sole permette di produrre e usare più energia.

Queste sono solo alcune delle potenzialità della domotica. E non stiamo parlando di applicazioni di super-lusso. Sono cose che potrebbero essere realizzate in molti appartamenti di ultima generazione.

Purtroppo a volte ci sono le predisposizioni tecniche nelle abitazioni ma manca l’esperienza per attivare i sistemi più all’avanguardia. In questi casi si sotto-sfruttano le potenzialità di una casa domotica che, invece, potrebbe dare tante soddisfazioni al proprietario dell’immobile.

Il tuo cliente non sa cosa può fare la domotica? Raccontaglielo tu!
Il tuo cliente non sa cosa può fare la domotica? Raccontaglielo tu!

Problemi in cantiere. Come evitarli o… prevederli

I problemi in cantiere dell’ultimo minuto, quando già si pensava di aver quasi finito i lavori, li conosci vero?
Quell’intoppo che, a catena, fa saltare appuntamenti con fornitori e specialisti è all’ordine del giorno.
Ma non ci si abitua mai… quindi vediamo come evitarli quando si tratta di progettazione domotica.

Quando si realizzano dei lavori, senza averli prima studiati a tavolino, ci si espone a rischi che possono diventare molto importanti e mettere a repentaglio la buona riuscita delle operazioni.
Da una parte le richieste del cliente e dall’altra le bizze dei fornitori.
Fermati un momento e… progetta la domotica insieme a noi.

I problemi in cantiere si riducono molto progettando prima di iniziare

Ritardi sulla consegna dei materiali e appuntamenti annullati all’ultimo minuto (nonostante siano stati presi con largo anticipo), sono cose assai note.
Se non si conosce a fondo il mondo delle smart home, invece, non tutti sanno quali e quanti problemi in cantiere possano vanificare il lavoro di mesi, se non affrontati in tempo.

Mettiamo il caso che il tuo cliente vada da un fornitore di infissi, consigliatogli da un amico, che gli propone l’acquisto di una porta di ingresso con riconoscimento digitale. La porta è bella, lui se ne innamora e tu, Architetto, te la vedi recapitare un bel giorno in cantiere.
Peccato che questa porta, dal prezzo considerevole, non si integri con il sistema domotico che alla fine avete deciso di adottare.

Cosa è successo? In pratica, la porta e il supercervello che fa da supervisore a tutti gli elementi della casa domotica alla quale state lavorando, “non si parlano”. Il sistema genera azioni e fa interagire tra loro antifurto, telecamere, luci, sistema di irrigazione ecc… ma la porta proprio non riesce a gestirla.

Si poteva evitare questo pasticcio? Certo! Sarebbe bastata una chiacchierata iniziale tra cliente, Progettista Domotico e Architetto per capire insieme come evitare problemi in cantiere.

Chi progetta la domotica ha l’esperienza per riconoscere al volo i problemi che si potranno presentare in futuro e la destrezza per saperli aggirare senza far perdere funzionalità all’abitazione e senza scontentare il cliente.

I desideri del cliente vanno indirizzati per evitare problemi in cantiere

Il risultato è che, nonostante la spesa importante il cliente potrà fare, con questa porta, solo una delle tante cose promessegli dal negoziante che gliel’ha consigliata. Ripensandoci a mente fredda sarà scontento e deluso.

Questo tipo di problema può capitare anche con altri fornitori: da chi si occupa di tende a chi installa le luci, da chi vende smart tv a chi fornisce lampade.

Se il sistema di gestione dell’illuminazione viene basato sull’uso di luci a led e poi il cliente compra quelle al neon, non funzionerà niente. Questo causerà un fermo del cantiere, un’attesa per il cambio di luci e una nuova consegna che faranno slittare i tempi, con conseguenti ritardi e malumori.

Per evitare di aver a che fare con committenti nervosi, impazienti e scoraggiati, la soluzione è giocare di anticipo facendosi affiancare da personale altamente qualificato.

Ti aiutiamo a scegliere i professionisti migliori

Certo, si fa presto a dire personale qualificato ma, in pratica, come si fa a sapere se le persone scelte per passare da cantiere a casa dei sogni, sono quelle giuste?

Non siamo qui a demonizzare chi ha sempre lavorato nei cantieri “alla vecchia maniera” ma ci teniamo a porre l’accento su un’evidenza: anche nel mondo delle costruzioni e dei cantieri le cose sono cambiate.

Adesso non basta fare le tracce e tirare i cavi elettrici. Servono conoscenze in campo informatico e la malizia di saper gestire, in modi diversi, citofoni e tablet per la domotica oppure linee elettriche e impulsi che lavorano in maniera selettiva.

Si deve fare in modo che nessuno si ritrovi, all’ultimo minuto, davanti ad un problema di installazione. Problema che, per essere risolto, necessiterà di tre telefonate al commerciale dell’azienda X, due alla ditta produttrice e una all’ingegnere progettista.
Per poi sentirsi dire che non possono fare altro che inviare un file *.pdf con le istruzioni.

Facciamo formazione alla tua squadra di professionisti

Noi siamo a tua disposizione per affiancarti nella formazione di una grande squadra a supporto del tuo lavoro in cantiere. Possiamo farlo in tre modi:

  • aiutandoti a scegliere il professionista più adatto tra quelli che lavorano frequentemente con te;
  • facendo formazione alla squadra di cui ti avvali di solito;
  • trovando per te un nuovo professionista con le giuste competenze a cui affidare il lavoro.

Con il nostro aiuto sarai anche in grado di segnalare al cliente quali cose è possibile fare, cosa purtroppo no e quali necessitano di una variazione per poter rendere al massimo.

In questo contesto è possibile abbracciare un compromesso che permetta di lavorare in modo ottimale. Tutto, salvaguardando la soddisfazione del cliente.
Se non vuole rinunciare a quella porta che gli piace così tanto, è bene che sappia sin da subito che dovrà aprirla con la chiave perché il riconoscimento digitale proprio non funzionerà.
Ed è proprio nella fase iniziale che si potrà decidere “o quella porta o niente” oppure si troverà l’accordo che salverà gusto e praticità.

Chi ben comincia… è a metà dell’opera!

Per gestire il lavoro nel migliore dei modi e non ritrovarsi a metà dell’opera con fastidiosi problemi in cantiere, la cosa migliore è:

  • raccogliere le informazioni riguardanti i desideri e lo stile di vita del cliente e della sua famiglia;
  • progettare la domotica dell’abitazione con l’aiuto di persone qualificate;
  • scegliere le maestranze in grado di portare a termine la realizzazione di un progetto dal taglio mediamente tecnologico;
  • contattare fornitori certificati.

Noi di Progetta la Domotica siamo al tuo fianco per aiutarti a coordinare il lavoro degli installatori, fare formazione alla tua squadra e trasformare in realtà i desideri del tuo cliente.
Contattaci per capire se, e come, possiamo aiutarti.

Progetta la domotica per evitare fastidiosi problemi in cantiere
Progetta la domotica per evitare fastidiosi problemi in cantiere