Puoi rispondere alla domanda: “Quanto costa un impianto domotico?”

“Quanto costa un impianto domotico?” è una delle domande più comuni che gli addetti ai lavori si sentono rivolgere.
Purtroppo è anche una domanda a cui è impossibile rispondere con una cifra x.
Quindi se ti senti rispondere: “Dipende” sappi che non sei incappato nei soliti furbetti che vogliono solo prendere tempo per poi spararti numeri a caso. Molto probabilmente avrai di fronte a te degli esperti che non vogliono né illuderti, né esagerare a sproposito.

Sul sito Habitissimo, che ti permette di richiedere preventivi da professionisti del settore casa, si calcola che il costo di un impianto domotico possa spaziare tra 1.000 e 55.000 Euro.
Questo campione statistico ci indica quanto possano essere variabili i prezzi in un range così ampio e, di conseguenza, quanto sia improbabile riuscire ad ottenere informazioni precise.

Abituati agli impianti elettrici tradizionali, dove ogni pezzo che si mette in campo ha una suo costo e, soprattutto, un suo unico ruolo, viene naturale chiedersi a quanto possa ammontare l’investimento.

Ma nell’impianto domotico si possono far fare tante azioni ai vari elementi. Parliamo di cose che da soli non farebbero ma che, combinati con gli altri sistemi, danno vita a meraviglie della tecnica tali da lasciare tutti a bocca aperta.

La personalizzazione fa variare i prezzi

Questa possibilità di personalizzazione apre un foglio bianco per quanto riguarda i costi: le variabili sono talmente tante e vengono alla luce nel momento in cui ci si confronta con il cliente. Da un lato si comincia a fantasticare e dall’altro a trasformare i sogni in realtà, mettendoli nero su bianco in un progetto.

Il lavoro di progettazione e sviluppo delle possibilità permette di cominciare, calcolatrice alla mano, a stimare dei costi. L’analisi non può iniziare prima che si sia deciso cosa farà la domotica nella casa in oggetto.

Online potresti trovare dei costi al m², come sai di poter trovare anche prezzi “fatti e finiti”. La rete ci riserva sempre tante sorprese ma questo è uno di quei casi in cui le cifre non possono essere considerate attendibili.
Il System Integrator può arrivare ad estrapolare una cifra di quel tipo, sulla base della propria esperienza e sulle specifiche dei lavori svolti in precedenza ma, la velocità con cui si aggiorna la tecnologia permette a quei costi di variare e, spesso di abbassarsi.
Questo è il motivo per cui, ancora una volta, ci troviamo a definirli poco attendibili per chi sta facendo i conti con il budget del cliente.

L’importanza di un progetto eseguito prima di iniziare i lavori

Un immobile realizzato con un impianto domotico sarà più facile da vendere. Una buona notizia per chi sta investendo in questa direzione: si stima che il valore dell’immobile possa crescere del +5% fino al +8% .
La cosa migliore è quindi iniziare con il piede giusto e progettare la domotica nei minimi particolari.

Il lavoro di analisi deve essere obbligatoriamente effettuato nella prima fase di progettazione. Non si può aspettare di prendere le decisioni “a valle”, come quando si installano impianti elettrici tradizionali.
Farlo in un secondo momento porta a sostenere dei costi più elevati rispetto al normale.

Lo specialista della progettazione domotica può configurare un paio di scenari diversi, con le informazioni ottenute dall’Architetto e dal suo cliente.
Questo permetterà di rispondere, in parte, alla domanda: “Quanto costa un impianto domotico?”.
Sarà un punto di partenza per avere una stima di massima dei costi, dettata dalla scelta delle marche preferite, dai desideri e dalla effettiva possibilità di realizzarli.

Noi di “Progetta la Domotica” lavoriamo in due fasi:
– In un primo tempo affianchiamo l’Architetto durante il colloquio con il suo cliente. Ascoltiamo, raccogliamo informazioni e richieste e, in base alle idee emerse, forniamo un range iniziale di spesa.
– Proseguiamo poi arrivando a produrre un preventivo in bianco che l’Architetto può condividere con i propri professionisti di fiducia o arriviamo direttamente al dettaglio di capitolato.

Con questo post siamo stati una voce fuori dal coro rispetto a quanti promettono costi finiti e prestabiliti. Non vogliamo scoraggiarti ma esserti di supporto lungo la strada che ti porterà a soddisfare le esigenze, in campo domotico, del tuo cliente.

Il prezzo finale di un impianto domotico dipende da molti fattori
Il prezzo finale di un impianto domotico dipende da molti fattori

Building automation, domotica o smart home? Facciamo chiarezza!

Building automation, domotica e smart home definiscono le tre tipologie di impianti che sostituiranno, in tempi e modi diversi, l’impianto elettrico tradizionale.

Il tratto che le accomuna è la possibilità di migliorare la qualità della vita delle persone in rapporto all’ambiente in cui vivono.

Differenze tra diversi tipi di impianti

Il grado di automazione che caratterizzerà la casa deve essere definito in fase di progettazione degli ambienti. La scelta può ricadere su uno di questi quattro sistemi:

  • Impianto elettrico tradizionale
  • Building automation
  • Domotica
  • Smart home

L’impianto elettrico tradizionale

Realizzato con collegamenti fisici di cavi, tubi e scatole di derivazione è “fatto per durare” ma la fase di creazione, ed eventualmente il suo aggiornamento, sono piuttosto invasivi perché richiedono interventi di muratura.

Il comportamento dell’impianto elettrico tradizionale è legato a quello di chi interagisce con l’abitazione. Risponde all’utente tramite due stati: acceso/spento, presente/assente e caldo/freddo.
Questo tipo di impianto è completamente slegato e indipendente rispetto alla presenza di una connessione Internet. Di conseguenza non è controllabile dall’esterno della casa o da remoto.

La building automation

Permette il controllo e l’automazione da remoto di singoli sistemi che non comunicano tra loro. Con la building automation ci sarà una App per ogni cosa: l’automazione delle tapparelle, l’apertura dei cancelli, l’accensione delle luci ecc…
Rispetto all’acceso/spento dell’impianto elettrico tradizionale, risponde anche ad interazioni di tipo aperto/chiuso, ma lo fa in base alla presenza/assenza dell’utente.

La domotica

Il suo funzionamento è basato sulla programmazione software che permette di nascondere le complessità dietro ad un unico strumento o ad un’unica App.
Nella casa domotica è necessario prevedere interventi di manutenzione periodica e aggiornamenti software. Questo permetterà ai vari elementi di funzionare contemporaneamente, vincolo sul quale si fonda l’idea di domotica.
È in grado di mixare le informazioni del sistema elettrico tradizionale con quelle della building automation allo scopo di fornire nuove risposte.
La sua peculiarità è la capacità di attivare meccanismi anche senza input da parte dell’utente.
In una casa domotica gli elementi comunicano tra loro seguendo le esigenze dell’utente. Si aprono le tende al calar del sole, si apre il garage quando si accendono le luci del vialetto o si accende lo stereo quando si entra nel salotto.

Le combinazioni di domande alle quali può rispondere la domotica sono molte e la sua qualità più grande è che permette di restare indipendenti ottenendo il massimo.
Questo significa che l’utente può scegliere, per esempio, le migliori casse audio in vendita e farle interagire con la smartTV della sua marca preferita, senza essere costretto a scegliere il “pacchetto completo della marca X”.
Questo lo svincola e lo rende indipendente da una marca e dalle sue eventuali variazioni di mercato.

La smart home

Il termine smart home è entrato nel nostro quotidiano anche grazie alla presenza degli smart home speaker. I vari Google Assistant, Siri, Alexa e Cortana sono smart home perché permettono l’interazione di un utente con informazioni e dati online o in Cloud.
Per intenderci, la smart home è il risultato di ciò che vogliamo far succedere in casa, sommato a informazioni e servizi presenti online.

Il cloud ci mette a disposizione anche la potenza dell’intelligenza artificiale di Google. Succede ad esempio quando si fa comunicare la videocamera di sorveglianza dicendole di salvare i filmati online su Google Drive. Oppure quando si decide di installare uno strumento come Google Nest, il termostato che dopo aver “studiato le abitudini” del tuo cliente per 7 giorni, si programmerà automaticamente e risponderà al suo controllo vocale.

La smart home è una tecnologia emergente che richiede una grande attenzione nella sua applicazione. Per ora l’80% dei sistemi sul mercato non è ancora pronto per essere utilizzato esclusivamente: i gadget e le cose “accessorie” possono già essere smart, ma il cuore della casa, per ora, ha bisogno di sistemi più consolidati. Si tratta di una tecnologia ancora troppo giovane per essere considerata affidabile.

Inoltre, senza il collegamento ad Internet la smart home non esiste e i materiali sul mercato e le infrastrutture (la connessione 4G dovrà essere sostituita completamente dalla 5G, senza fili) non sono all’altezza delle necessità di questo sistema.

Speriamo di averti aiutato a delineare le differenze tra i diversi tipi di impianto. Avere le idee chiare ti permetterà di consigliare al tuo cliente la soluzione migliore per le esigenze della sua famiglia.

Domotica, Building automation e Smart home. Distinzione tra termini
La domotica applica informatica ed elettronica alla gestione delle abitazioni