Conviene usare la domotica anche in ambienti piccoli?

Negli ultimi anni la tendenza è quella di ridurre le dimensioni degli spazi abitativi. Le persone acquistano case composte da ambienti piccoli ma questo non significa che siano disposte a rinunciare al comfort. La domotica diventa fondamentale per trarre il massimo anche da questi mini-appartamenti.

Inoltre non dobbiamo assecondare l’errore di chi pensa che la domotica sia applicabile solo a quelle incredibili ville con giardino che si vedono sulle riviste patinate.

Una delle obiezioni che ci sentiamo spesso rivolgere da parte degli Architetti è: “Io mi occupo principalmente di ambienti piccoli. Non ho mai pensato di integrarvi la domotica perché sarebbe troppo costoso”.

Sbagliato!
Le cose sono cambiate rispetto a qualche anno fa: i prezzi dei singoli componenti si sono abbassati e, soprattutto, a fare la differenza è cosa si desidera da un impianto domotico.
Alcuni Architetti assimilano erroneamente il concetto di costo al m², tipico degli impianti elettrici tradizionali, a quello degli impianti domotici.

Il prezzo di un impianto varia dalla quantità di cose che ci si aspetta che faccia. Il cliente che desidera solo l’accensione delle luci ad un determinato orario, non dovrà affrontare una spesa eccessiva: il prezzo sarà proporzionato alle sue aspettative.
Di contro, se le luci devono adattarsi all’orario o all’umore degli inquilini… la complessità della richiesta farà alzare il costo dell’impianto.

Chi vive in un ambiente piccolo o in una casetta unifamiliare avrà esigenze diverse da chi possiede una villa a più piani, con vasto giardino.
L’installazione delle telecamere esterne ad alta risoluzione, in grado di leggere la targa dell’auto a distanza e di far aprire il cancello, non saranno l’obiettivo principale di chi abita uno spazio abitativo di modeste dimensioni.

Ogni situazione corrisponde ad un determinato scenario ed è il comportamento dell’ambiente che permette di introdurre elementi e migliorie in campo domotico.

La domotica può cambiare la vita ad anziani e disabili

La diatriba tra dimensioni degli spazi e costi degli impianti domotici si conclude rapidamente quando ci si trova di fronte a persone che vivono in ambienti piccoli e soffrono di disturbi che ne compromettono la capacità di deambulazione o l’autonomia.

Le problematiche riscontrabili in fase di creazione o di ristrutturazione di ambienti di questo tipo non sono solo connesse alla metratura degli spazi. La loro complessità tocca anche la sfera empatica quindi il raggiungimento di un obiettivo soddisfacente ha un valore assoluto ancora più alto rispetto al solito.

Pensiamo sia necessario mettere da parte i timori legati al costo della domotica, per fare spazio a quello che di buono si può ottenere da una casa smart.

Nel caso ti capitasse di occuparti della ristrutturazione di una casa che ospita inquilini con una disabilità (dettata da condizioni di salute permanenti o dal passare degli anni), potresti proporre delle soluzioni domotiche che, anche nella loro semplicità, risulteranno fondamentali.

Comandare l’accensione delle luci, l’apertura delle tende o la regolazione delle tapparelle tramite comandi vocali è un plus talmente forte ed evidente che fa passare in secondo piano i costi di realizzazione. Anche quando si tratta di un appartamento piccolo.

Trovarsi di fronte alla possibilità di “cambiare la vita” a persone che faticano a fare azioni che possono sembrare banali, vorremmo fosse una spinta propulsiva per gli Architetti.

Come migliorare la vivibilità in ambienti piccoli

La domotica non può aumentare le dimensioni di una stanza ma può migliorarne la vivibilità.
Alcuni clienti potrebbero segnalarti la necessità di ritagliarsi uno spazio ad uso ufficio, nella propria casa. Una delle soluzioni potrebbe essere quella di adibire a questo scopo piccoli ambienti ciechi.

Il contro di questa soluzione è sicuramente la mancanza di luce naturale. Anche in presenza di eventuali bocche di lupo per arieggiare il locale, purtroppo l’illuminazione non è sufficiente. E questo si ripercuote anche sull’umore e sulla produttività di chi passa in quello spazio molte ore al giorno.

La domotica può venire in soccorso con le fake windows (finte finestre). Si tratta di finestre controllabili tramite interfaccia web, che simulano la presenza della luce naturale attraverso dei LED.
L’intensità della luminosità può essere impostata manualmente o automaticamente in base agli orari di alba e tramonto. Ma anche a seconda delle condizioni meteorologiche estrapolate online.
Potersi basare su dati legati alle reali condizioni meteo, permette alla finestra di risultare luminosa quando c’è il sole o più fioca quando è nuvoloso.
L’indubbio beneficio sulla qualità della vita di chi lavora in quello spazio, rende la scelta della domotica la soluzione migliore.

La casa deve respirare per rimanere sana

I serramenti di buona qualità e i materiali isolanti permettono di realizzare abitazioni con un minor impatto energetico.
Ridurre le dispersioni termiche è importante ma lo è anche un corretto ricircolo dell’aria con sistemi di ventilazione adeguati.

L’ambiente in cui viviamo non deve essere completamente sigillato perché odori e umidità non devono rimanere imprigionati in casa.
Si deve fare particolare attenzione in quegli ambienti piccoli dove potrebbero mancare le finestre o non esserci sufficiente ricambio dell’aria.

La domotica può aiutare attraverso la gestione coordinata di sistemi di aerazione o deumidificazione.

La ventilazione meccanica controllata (VMC) si può occupare del ricambio dell’aria: quella che arriva dall’esterno entra in casa tramite dei dispositivi d’immissione ed esce attraverso delle bocchette di estrazione poste nei punti più problematici.

Anche gli splitter dell’aria condizionata o il deumidificatore possono essere coordinati attraverso l’impianto domotico.
La connessione online permetterà al sistema di avere un’anteprima della situazione meteo. Questo migliorerà l’efficienza del sistema che potrà anticipare l’eccessiva umidità prevista, attivandosi prima del raggiungimento del livello di guardia.
Il vantaggio è che si metterà in azione “al bisogno” e, soprattutto, anche in assenza degli inquilini.

Uno dei nostri desideri è quello di far prendere coscienza che la domotica, quando ben strutturata e progettata, può semplificare la vita al cliente finale e portare a soluzioni efficaci anche in situazioni particolari e in ambienti di dimensioni modeste.

La domotica può migliorare la vivibilità di ambienti piccoli e facilitare le giornate di persone con disabilità
La domotica può migliorare la vivibilità di ambienti piccoli e facilitare le giornate di persone con disabilità

La domotica migliora l’esperienza utente negli alberghi

La building automation negli alberghi è un tipo di automazione abbastanza comune ormai da molti anni.
Scelta principalmente per migliorare il risparmio energetico e la gestione amministrativa delle strutture ricettive, aiuta a garantire un soggiorno piacevole all’utente.

Potresti già aver seguito dei lavori di ristrutturazione alberghiera, quindi avrai già affrontato con il tuo cliente le peculiarità di una struttura che deve gestire il pernottamento di più persone contemporaneamente. E che ha come missione la soddisfazione di tutti gli ospiti.

La building automation a servizio degli ospiti

È in reception che si fa un primo “assaggio” di quello che può fare la building automation: alla consegna delle chiavi viene abilitata la stanza, che si collega al nuovo ospite. Al check-out permetterà un rapido conteggio delle spese extra (mini-bar, canali televisivi a pagamento…) e tutto sarà rapido e preciso.

Arrivati in stanza si potrà prendere confidenza con le tapparelle automatizzate, con la luce che si accende al passaggio e con l’aria condizionata programmabile.
Tutte automazioni strettamente legate alla presenza e all’interazione dell’utente con l’ambiente che lo circonda.

Eppure si potrebbe fare molto di più. Lo sanno le grandi marche (Siemens, Control4, Hdl o Lutron) che hanno messo a punto soluzioni dedicate, spesso progettate a moduli, in grado di coprire tutte le esigenze di una stanza.

Chi più spende, meno spende!

Gli alberghi più piccoli stentano ancora ad offrire un servizio completamente gestito attraverso la building automation. I costi dei lavori per mettere tutto a regime, possono spaventare un po’, facendo rimandare i lavori di ammodernamento.
Ci teniamo però a consigliarti di affrontare, a inizio lavori, il discorso con il tuo cliente. Spesso i titolari di queste piccole strutture non fanno il calcolo di quanto possa incidere, in termini di spesa, la mancanza di automazioni pensate sulle esigenze del cliente.

L’aria condizionata che rimane attiva anche quando l’utente ha già lasciato la stanza è solo uno di quei servizi che può influire sulla bolletta. Stessa cosa quando l’ospite apre la finestra della stanza, ignorando che il condizionatore è acceso.
Sembrano esempi di poco conto. Per rendersi conto del danno, bisogna moltiplicarli per il numero di stanze. Senza dimenticare che, il problema è strettamente collegato alla presenza di personale che dovrà intervenire spegnendo il condizionatore o chiudendo la finestra.

La domotica è tua alleata nella progettazione dell’albergo

Per ottenere il maggior ritorno in termini economici e di prestigio è necessario pensare alla domotica come un’alleata. Grazie a lei si possono sperimentare soluzioni che mettano al centro l’esperienza utente.
In fase di progettazione si devono analizzare tutte le carte a disposizione. E fare le scelte che permettano un passo in più verso la soddisfazione dell’ospite.

Per raggiungere questo obiettivo è necessario ragionare mettendosi nei panni di chi fruirà del servizio.
Di cosa potrebbe aver bisogno? Che cosa gli garantirebbe un soggiorno da favola? Come lo si potrebbe aiutare, dal momento che si trova in una città che non conosce e, forse, addirittura in uno Stato diverso da quello da cui proviene?

Uno dei modi che permettono al tuo cliente di prevedere i desideri dei suoi futuri ospiti è quello di partire dal concept della struttura ricettiva.
La domotica va progettata sulle caratteristiche che stanno alla base dell’offerta alberghiera.

La domotica in linea con il concept dell’albergo

Se, per esempio, stai lavorando alla creazione o alla ristrutturazione di un albergo Bio, con piscina e SPA potresti attingere a quel tipo di immaginario salutista.
Sarà quindi molto apprezzata la possibilità di svegliarsi grazie alla luce naturale. Questo plus lo si può raggiungere predisponendo le tapparelle o le tende in modo che si aprano al sorgere del sole. Ma si può anche dare la possibilità di iniziare la giornata con musica soft o con tutto quello che rappresenta e rafforza il concept della struttura.

E se fossi chiamato a progettare la ristrutturazione o la creazione di un albergo situato nel centro di una grande città turistica? Potrebbe essere una proposta interessante il collegamento tra la smart tv e i sistemi di prenotazione di eventi, nelle zone limitrofe.
Grazie alla domotica basterà un click per prenotare la cena nel ristorante più vicino all’albergo, un posto in prima fila a teatro o una visita guidata al museo più famoso della zona.

Come abbiamo già detto in altre occasioni la progettazione domotica è un servizio da anteporre alla realizzazione degli impianti.
Qualsiasi tipo di attività trarrà grande beneficio dalla stesura di un progetto in fase iniziale. Questo permetterà a te, Architetto, e alle altre figure professionali coinvolte, di creare del valore per il tuo cliente e per il suo hotel.

La domotica progettata sul concept dell’albergo risponde ai desideri dell’utente

Come raccogliere le esigenze del cliente

La domotica ci permette di mettere al centro le esigenze del cliente e di costruire i comportamenti che l’ambiente dovrà adottare in funzione dei suoi utenti.

Il grosso passo avanti è dato dal fatto che non si è più legati alle funzionalità fornite dai produttori ma si è liberi di creare, adattare e proporre soluzioni nuove.

La forza della domotica è proprio questa sua capacità di combinare tra loro elementi più o meno noti, dando vita a soluzioni inaspettate.

Choice overload: troppe possibilità bloccano la scelta

È scientificamente provato che trovandosi di fronte ad un ventaglio troppo ampio di possibilità, si è incapaci di scegliere a causa del “sovraccarico da eccesso di opzioni disponibili”.

Questo è ciò che può capitare all’utente lasciato da solo a decidere cosa dovrà fare la sua nuova casa con impianto domotico.
Vorrà farle fare… tutto! Ma “tutto” cosa significa? E soprattutto, questo “tutto”, potrà essergli utile? O rischia di metterlo nella scomoda posizione di chi si trovi a pagare per qualcosa che non userà mai?

La cosa migliore è non lasciare solo il cliente ma guidarlo, durante i primi colloqui, per far emergere esigenze e abitudini. In fin dei conti lui è l’unico a conoscere i propri gusti e aspettative.
Ha bisogno che qualcuno raccolga, in maniera acritica, il racconto delle sue giornate, i sogni, i desideri e la visione a lungo termine della sua famiglia in quella che sta per diventare la casa dei loro sogni.

Mettere nero su bianco tutte le esigenze del cliente

La raccolta delle informazioni deve essere seguita dalla stesura di un documento in cui si metterà tutto “nero su bianco”.
Questa fase dei lavori è importante per due motivi:

  • servirà al cliente per ritrovare su carta tutte le richieste fatte in fase iniziale;
  • servirà al System Integrator per avere, in un unico elenco, tutti gli elementi sui quali basare la programmazione della casa domotica.

Si deve mettere in conto che, tra la chiacchierata iniziale con il cliente e il momento in cui egli potrà realmente abitare nella sua nuova casa, potrebbero passare anche più di 6 mesi.
“Scripta manent” sarà di aiuto nel caso di discussioni a base di: “Lo davo per scontato…” “Ma io mi ricordavo di averti detto più luminoso / più caldo / quando è buio… / più basso…”

Mettere per iscritto come si comporterà la casa è il punto da cui partire per capire se il cliente e il progettista sono “allineati”.
In questi casi è meglio risultare puntuali e tenere traccia di ogni variazione, piuttosto che abbandonarsi alla comodità di lasciare qualcosa sul vago, di cui ci si potrà pentire.

A fine chiacchierata si deve verificare che sia tutto chiaro e che quello che il cliente si immagina sia realmente quello che gli si potrà dare.
Il rischio di avere il cliente scontento dopo tanto lavoro è più alto della necessità di soffermarsi a redigere un documento molto preciso.

50 sfumature di richieste… possibili

Ognuno ha la propria sensibilità e poche altre cose si mettono al servizio del cliente come la domotica. Il suo fine è quello di assecondare tutte le necessità dell’utente, mettendosi a sua disposizione.

La casa potrà rispondere in maniera diversa alle esigenze del cliente. Se si tratta di un appassionato di tecnologia sarà ben felice di interagire con pulsanti e device di ultima generazione.
Se, al contrario, non è interessato a sapere come è strutturata la programmazione domotica, preferirà godere solo del suo impatto sulla sua vita di tutti i giorni.
E per chi è molto ansioso e ha il terrore di lasciare la casa incustodita? Sarà una manna sapere di poter contare su un sistema domotico in grado di attivare la “simulazione di presenza”.

Quando si parla di casa “realizzata su misura” non si esagera poiché ad avvenimenti banali come potrebbe essere l’accensione di una luce, possono corrispondere infinite sfaccettature che si adatteranno, appunto, alle esigenze dei propri utenti.

Se lo scopo è quello di non rimanere al buio verso fine giornata, è anche vero che ci sono diverse opzioni per ottenere il risultato:
– la temporizzazione (da settare ogni mese spostando un po’ più in là l’orario di accensione);
– il calendario astronomico che fa accendere le luci all’alba e al tramonto;
– il crepuscolare che permette l’attivazione automatica di un circuito di illuminazione al calare della luce naturale;
– accendersi la luce da soli. 🙂

Oppure ci si può affidare alla casa che risponderà ai bisogni dei propri inquilini, prevedendo le loro necessità.

La casa domotica mette al centro il cliente

In una casa domotica si può trasformare in realtà quella che, nell’esempio di cui sopra, è la vera esigenza del cliente: avere luce se la quantità di illuminazione naturale è inferiore ad una certa soglia.
Oppure avere le luci accese solo quando c’è qualcuno in casa. O averne alcune accese in qualche stanza e altre lungo il vialetto in giardino, gestite attraverso un temporizzatore.

La cosa fondamentale è che questo tipo di abitudini e di bisogni legati al quotidiano, emergano al più presto e, possibilmente, dopo un’attenta chiacchierata con tutti i componenti della famiglia.
Se ci sono degli animali in casa, per esempio, si dovrà trovare una soluzione che tenga conto anche della loro presenza.

Raggruppa in situazioni-tipo gli avvenimenti quotidiani

La casa domotica sa molto dei suoi utenti e, se ben programmata, farà in modo di essere sempre un aiuto su cui contare.
Google Nest “prova a entrare nelle nostre case” dal momento che è in grado di tracciare la posizione del telefono dei propri utenti e riconosce se in casa c’è qualcuno o se sono già usciti tutti. Se la casa risulta vuota, una delle cose che potrebbe fare, è abbassare di un paio di gradi il riscaldamento.

Le tende che si muovono seguendo la luce naturale o le tapparelle che si abbassano quando il sensore indica che in casa c’è troppa luce possono essere fonte di grande gioia e orgoglio in utenti particolarmente tecnologici. Quel tipo di cliente che può spingersi anche a richiedere comportamenti asimmetrici delle tapparelle, desiderando che si abbassino solo quelle sulle quali batte il sole.

Per andare incontro a tutti quelli che hanno deciso che la casa domotica sarà per loro un’amica fidata, si possono raggruppare le abitudini in situazioni-tipo che rispondano a domande come:

  • cosa fa la casa quando non c’è nessuno?
    Abbassa la temperatura;
    spegne tutte le luci lasciando accese quella di cortesia nello studio e quelle del portico;
    innaffia i fiori;
    installa il perimetrale;
    stacca il volumetrico se il cane è in casa, ecc.
  • Come si comporta l’abitazione nel week-end?
    Stacca la sveglia;
    imposta la musica per il risveglio;
    fa partire la lavatrice;
    scollega il sistema di irrigazione perché il padrone di casa ha l’hobby del giardinaggio, ecc.
  • Se qualcuno è malato la casa si prende cura del paziente?
    Alza un po’ la temperatura;
    stacca la sveglia;
    dirotta le chiamate in entrata verso la segreteria telefonica, ecc.

Il futuro è vicino con la domotica

Durante queste sessioni di analisi dei comportamenti e dei desideri della famiglia possono emergere dubbi e domande che riguardano il futuro.
Cosa succederà quando ci saranno genitori anziani a cui badare o i figli, che ora sono piccoli, se ne andranno o al contrario resteranno chiedendo, al contempo, maggiore privacy?

Ci sono domande a cui sembra impossibile poter rispondere adesso ma con il supporto di un buon progettista domotico si può provare a fare un pensiero più sul lungo periodo.

Potrebbe costare meno predisporre in anticipo le stanze per future soluzioni adatte agli anziani. Oppure pensare che in futuro, come i vinili tanto cari alla mamma, anche l’account Spotify dei figli potrebbe non esistere più e quindi è meglio scegliere un impianto progettato con l’idea di poter essere espandibile e aggiornabile in futuro.

Le variabili possono essere infinite e spetta all’esperieza dei professionisti riuscire a guidare gli utenti attraverso il labirinto di possibilità date da una raffinata progettazione domotica.

Durante i primi incontri è bene che emergano le esigenze del cliente

Altre cose che può fare la domotica

La curiosità sul tema domotica è tanta. E noi siamo qui anche per svelarti che non tutte “Le cose più belle della vita o sono immorali, o sono illegali, oppure fanno ingrassare”, come sosteneva invece lo scrittore George Bernard Shaw.
Avere un sistema domotico è una scelta che possiamo mettere tra “le cose belle della vita” e siamo pronti a svelare altre applicazioni della domotica all’abitazione del tuo cliente, oltre a quelle elencate in questo post.

La casa domotica si adatta alla presenza dell’utente

Aprendo la porta dell’abitazione con un codice personale, la casa si adatta alla presenza di una determinata persona.
Questo significa che farà in modo di accoglierla ricordandosi i settaggi a lei associati.
Potrà variare quindi il grado di illuminazione, raggiungendo l’intensità di suo gusto. Oppure farà partire la “sua” musica, aggiustandone il volume in modo a lei piacevole.

Se i primi a rientrare in casa sono i figli, il sistema (su richiesta dei genitori, ovviamente) potrebbe impedire l’accesso ad Internet o alla console prediletta. O permetterà di scegliere solo tra alcuni canali della smart tv.

Se invece è il nonno anziano a rientrare a casa, la casa domotica saprà che deve accendergli le luci al 100% di intensità, senza dimenticare le luci di cortesia nel corridoio.
Inoltre potrebbe attivare, appositamente per lui, il montascale o l’ascensore in modo da farglielo trovare sempre al piano in cui si trova lui.

Il sistema domotico monitora i consumi e segnala i malfunzionamenti

Anche gli elementi che compongono un’abitazione domotica necessitano di manutenzione ma la cosa sorprendente è che sarà il sistema ad avvisare quando sta per subentrare un piccolo guasto o malfunzionamento.

Le lampadine più comuni, per esempio, sono certificate per 10.000 ore di attività. Il sistema, a 9.000 ore, è in grado di segnalare che… “si è quasi agli sgoccioli”. Questo permetterà di organizzarsi per un giro di manutenzione.

Questi pre-allarmi possono essere utili per non farsi cogliere impreparati ma anche per decidere di:

  • anticipare il cambio della lampadina se si sa di doversi assentare per molto tempo, lasciando a casa i genitori anziani;
  • contattare il fornitore di fiducia che riuscirà a reperire quel tipo di lampadina (un po’ particolare), che non si trova nel negozietto all’angolo.

Come vengono ripartiti i consumi?

Il sistema domotico è in grado anche di capire come vengono ripartiti i consumi nelle varie zone di casa.
Mantenendo come filo conduttore l’esempio della lampadina, si potrà ricevere un feedback dal sistema riguardo al suo uso&consumo.

Potrebbe segnalare come, quella del salotto, sia una delle fonti di illuminazione che rimane accesa per più ore. E suggerire quindi, di dotarsi di una faretto garantito per 20.000 ore di utilizzo.
Oppure si potrà ricevere come consiglio quello di cambiare la lampadina del garage, che stando accesa per pochi minuti, è un po’ sottosfruttata.

Queste doti di “preveggenza” dell’impianto domotico possono essere assimilate (in una versione molto più basic) a quelle dell’auto che segnala con la spia rossa che è ora di far benzina. Salvo poi rassicurare il guidatore, sulla possibilità di percorrere ancora 100 Km.
L’ideale sarebbe che, in autostrada, segnalasse: “Fai benzina adesso, che tra 2 minuti ti faccio lampeggiare la spia ma il prossimo distributore lo trovi fra 200 km. Poi ti tocca spingere ma non dire che non ti avevo avvisato.”

La casa domotica fa questo e altro, completando il quadro: “Cambia la lampadina adesso che tra una settimana mi spegnerò, ma tu sarai alle Maldive. I tuoi genitori anziani non sono proprio in grado di cambiare quel faretto incastonato nel contro-soffitto.”

Come scoprire guasti e malfunzionamenti?

Purtroppo anche in un moderno appartamento domotico gli elettrodomestici si usurano e possono smettere di funzionare.
La cosa positiva è che non si rischia di dover buttare via centinaia di Euro sotto forma di alimenti stipati nel congelatore “giù in cantina” che ha smesso di funzionare nottetempo, senza dare alcun segnale ai proprietari.

Il sistema domotico è capace di informare che, pur avendo “dato corrente” a tutti gli elettrodomestici di casa, il congelatore non risponde. E lo può fare anche se non si tratta di un elettrodomestico moderno e smart.
Un ottimo aiuto per scoprire rapidamente se c’è qualcosa che non va e non rischiare di trovarsi con un elettrodomestico fondamentale, guasto. Magari di venerdì sera.

La casa domotica coccola l’utente malato

Può capitare di rientrare a casa con un po’ di brividi e di accorgersi che l’influenza sia dietro l’angolo.
Questo tipo di situazione occasionale fa rivedere un po’ le abitudini e le preferenze di chi è stato colpito dal malanno di stagione.

Basterà cliccare sul device, tramite il quale l’utente comunica con la sua casa, e settare l’opzione “malattia”. La casa domotica, quella che erroneamente si immagina sempre come un’entità astratta e fredda, accoglierà il “paziente” coccolandolo e prendendosene cura.

  • Le luci abbasserano la propria intensità per non infastidire gli occhi più sensibili;
  • la sveglia verrà posticipata o staccata perché il medico ha prescritto qualche giorno di riposo a casa;
  • la musica rock che dà la carica ogni mattina verrà sostituita da quella classica;
  • la temperatura di casa si alzerà di qualche grado per assecondare quel desiderio di tepore imposto dai brividi della febbre.

La casa domotica è guidata dal contesto applicativo dell’utente e ha bisogno di essere programmata per poter andare incontro alle sue esigenze. Ogni occasione particolare può avere il proprio settaggio ed essere “richiamata” al bisogno.

Se ti abbiamo incuriosito e vuoi sentire cosa può fare la domotica per la casa del tuo cliente, contattaci per una chiacchierata!

Scopri insieme a noi cosa può fare la domotica per il tuo cliente
Scopri insieme a noi cosa può fare la domotica per il tuo cliente

Il risparmio energetico e la buona progettazione domotica

Il risparmio energetico può arrivare a picchi elevati grazie ad una buona progettazione domotica.
L’Architetto può far raggiungere all’immobile livelli di risparmio inimmaginabili con gli impianti elettrici tradizionali.

Ridurre gli sprechi favorisce il risparmio energetico

Alla base di un buon sistema domotico troviamo:

  • un uso consapevole dei materiali e dell’energia elettrica;
  • una gestione corretta di elettrodomestici e apparati a basso consumo;
  • un’intelligenza aggiuntiva che coordini i sistemi e li faccia interagire tra loro.

Nelle case passive, “che coprono la maggior parte del loro fabbisogno di energia per riscaldamento e raffrescamento ambientale interno ricorrendo a dispositivi passivi”, un’adeguata progettazione domotica permette di risparmiare, per esempio, sul riscaldamento. Durante una giornata serena l’edificio incamera il calore dato dal sole e lo libera quando fa più freddo, permettendo così al riscaldamento di lavorare con meno intensità, risparmiando.

Anche il controllo intelligente delle tende aiuta ad intervenire sui risultati di riscaldamento/raffrescamento. In una giornata particolarmente afosa, il sistema centrale farà chiudere le tende per preservare il fresco. Questo permetterà all’impianto di condizionamento di non fare un lavoro extra.

La domotica prevede le esigenze del cliente

Attraverso dispositivi domotici si possono ottimizzare i consumi in base alle esigenze degli utenti.
Nest Thermostat E e tutti quei sistemi di raffreddamento e di riscaldamento che usano algoritmi per prevedere gli usi degli utenti, sono in grado di organizzarsi in anticipo e di attivarsi secondo le abitudini acquisite.

E così il riscaldamento si attiva in anticipo, accogliendo il proprietario in casa con una temperatura piacevole, raggiunta progressivamente e con calma (e con un minor spreco economico).
Una prassi molo utile quando ci sono i pannelli solari perché, a seconda delle necessità e del consumo previsto, il sistema domotico può decidere di distribuire energia o incamerarla per usi futuri.

Differenza tra risparmio energetico e costi in bolletta

C’è un’importante discrepanza tra quello che si può risparmiare a livello energetico e i relativi costi in bolletta.
Bisogna mettere al centro le persone e il loro benessere, cercando di compensare, dove possibile, il “sacrificio” richiesto loro.

Per intenderci, se il sistema domotico abbassa automaticamente di qualche grado il termostato nei momenti della giornata più adatti, non si costringe l’utente a patire il freddo ma gli si permette di risparmiare sui costi in bolletta, usufruendo di una ripartizione del calore ragionata.

Lo stesso tipo di variazione si può applicare al concetto di illuminazione casalinga.
Quando si accende una lampadina si va dallo zero al 100% di luminosità. Abbassando del 5% la sua intensità, a fine anno si sarà consumato il 5% di energia in meno per l’illuminazione.
A livello percettivo l’occhio non si accorge se la lampadina non è alla sua massima intensità ma al 95%. Di contro il risparmio economico, seppur piccolo, fa sempre piacere.

Questo effetto, in bolletta e nel portafoglio, si ottiene grazie alle lampadine dimmerabili.
Il termine deriva dal verbo inglese “to dim” che significa abbassare. Quando le lampade sono dimmerabili ne si può regolare l’intensità grazie ad un “dimmer” o regolatore elettronico. Con il suo aiuto si può decidere di usare il 100% della potenza della lampadina oppure abbassarne la luminosità.

In un impianto domotico le lampadine dimmerabili si autoregolano in intensità nell’arco della giornata. Questa caratteristica garantisce un’adeguata illuminazione in base alla luce solare.

La collaborazione tra Architetto e Progettista Domotico

Non ci stancheremo mai di sottolineare quanto sia importante lavorare bene a monte, progettando con rigore gli impianti che verranno poi installati.
Quando l’Architetto e il Progettista Domotico lavorano a stretto contatto è più facile scovare insieme eventuali punti critici del progetto e compensare, dove necessario, con tecnologie di livello superiore.

Casa Passiva e Casa Clima, per esempio, sono due certificazioni che vengono conferite in base a determinate caratteristiche costruttive. Si basano su un’attenzione altissima nei riguardi del risparmio energetico. Giocare d’anticipo, come sa bene chi lavora nell’ambito della progettazione, è l’unico modo per non farsi travolgere da eventuali problemi di cantiere.

Considerando che le certificazioni vengono date a lavori ultimati, l’unico modo per evitare contrattempi e modifiche è proprio quello di studiare tutto, nei minimi particolari, in fase di progetto.
Non ci si riferisce solo ai macro elementi della struttura. Infatti è importante pensare anche a tutti i dispositivi elettronici che si decide di installare e alla quantità di calore che emettono.

L’equilibrio dei consumi favorisce il risparmio energetico

Nelle case passive tutto il calore prodotto lo si deve poter quantificare e usare.
Queste tipologie di abitazioni necessitano di un equilibrio costante dei consumi. Non basta prendere solo in considerazione la pompa di calore o il cappotto termico della casa. Anche il calore emesso dai dispositivi messi in campo, può variare la temperatura interna della casa!

Insomma, non si può lasciare niente al caso: si deve sapere quale tipologia di elettrodomestici installare e che peso avrà la loro presenza in accordo con l’ambiente circostante.
Tutte cose a cui è bene pensare in anticipo, per non avere problemi in futuro.

Un buon progetto domotico favorisce il risparmio energetico... ed economico!
Un buon progetto domotico favorisce il risparmio energetico… ed economico!

5 motivi per convincere il tuo cliente ad affidarsi alla domotica

La domotica, sul vocabolario Treccani viene descritta come

“disciplina che si occupa dell’applicazione dell’informatica all’insieme di dispositivi e impianti usati nelle abitazioni (per es., illuminazione, climatizzazione, audiovisivi, sistemi di sicurezza), provvedendo alla loro automazione.”

Se ne parla sempre più frequentemente e non solo tra Architetti ed esperti del settore. Non siamo davanti alla moda passeggera: stiamo vivendo le rapide trasformazioni che stravolgeranno l’idea di progettazione architettonica.

Come coinvolgere il tuo cliente in questo passo verso il futuro, aiutandolo a fidarsi e ad affidarsi alla domotica?
Elencando i cinque motivi per cui è meglio scegliere di progettare la domotica di un’abitazione!
Prendi per mano” il tuo assistito e accompagnalo nella realizzazione di quella che diventerà la sua casa ideale.

1 – Risparmio energetico

Con la domotica si possono ottimizzare i consumi poiché si riesce a misurarli e ad intervenire, facendo in modo che il sistema faccia la scelta migliore, per il determinato momento.

Si può fare in modo che si abbassi il riscaldamento quando in casa non c’è nessuno; oppure che venga spenta la luce dimenticata per sbaglio.
Si può anche ottimizzare il consumo dell’elettricità attivando la lavatrice ad un orario prestabilito. E il consumo dell’acqua? Si può calibrare l’irrigazione del giardino, per esempio, in base alle condizioni climatiche.

Le possibilità sono infinite e sta all’utente decidere, insieme all’Architetto e ai progettisti, quali siano le caratteristiche irrinunciabili per la propria casa dei sogni.
La personalizzazione è un plus fondamentale fornito dagli impianti domotici: abbiamo già avuto modo di parlare di Google Nest e della sua capacità di regolarsi secondo le abitudini dell’utente.

Se il tuo cliente è dubbioso, ricordagli che uno degli elementi per avere le certificazioni di classe più elevate per il risparmio energetico, è avere un impianto domotico installato nell’abitazione.

2 – Riduzione dell’inquinamento elettromagnetico

Gli oggetti tecnologici che usiamo quotidianamente (forno, frigorifero, lavatrice, lampade, asciugacapelli, smartphones, telefoni e modem) emettono onde elettromagnetiche.
Queste sono al centro di dibattiti sia per quanto riguarda la loro presunta pericolosità per la salute, sia per il fatto che spesso disturbano la comunicazione tra alcuni dispositivi elettronici.

La domotica gioca un ruolo molto importante nel limitare l’esposizione dell’utente ai campi elettromagnetici.

  • Permette di utilizzare il 50% di cavi in meno e con una emissione ridotta di onde elettromagnetiche.

  • Consente all’utente di avere un minor contatto con la corrente 220 v.

Quando si preme un interruttore, sotto al dito passa la corrente; con un sistema domotico non c’è questo tipo di contatto – quasi – diretto.
Una sicurezza in più per chi ha bambini o animali in casa. Ma anche per chi è un po’ sbadato e sa che con la corrente non si scherza!

3 – Investimento per aumentare il valore dell’immobile

Al giorno d’oggi avere un impianto domotico aumenta il valore dell’immobile come faceva, un tempo, avere attivo il sistema satellitare o la fibra. Perché significa “essere al passo con i tempi”.

Il mercato riconosce agli impianti domotici un valore molto alto e, nelle case nuove, sarebbe meglio non predisporre più – solamente – gli impianti elettrici tradizionali ma lasciare una porta aperta, nel caso non lo si volesse fare subito, ad una implementazione domotica futura.

Si potrebbe organizzare la parte infrastrutturale separando già i tubi attraverso i quali verranno raccolti i cavi della corrente e quelli della trasmissione dati.
La scelta di tubi di dimensioni maggiori permette di far passare, progressivamente, più fili a bassa tensione. Così come il quadro elettrico di dimensioni maggiori, anche più del doppio, consentirebbe di installare, in un secondo tempo, più dispositivi.

4 – Creazione di ambienti adatti alla tecnologia futura

Una buona progettazione domotica, eseguita nella fase iniziale dei lavori, permette di predisporsi al meglio lanciando uno sguardo al futuro e accogliendo le novità che la tecnologià saprà regalarci.

La longevità della domotica è strettamente legata alle scelte fatte in fase di progetto e alla lungimiranza del progettista. Legarsi a doppio filo ad un marchio, benché famoso, mette nella scomoda posizione di dipendere da lui e di essere condizionati dalle sue leggi di mercato.

Ovviamente è necessario appoggiarsi ad un marchio ma è importante pensare a quanto possa risultare complicato, al bisogno, fare sostituzioni o modifiche. Il nostro consiglio è quello di scegliere con consapevolezza il fornitore migliore.

Strutturando l’impiantistica in modo furbo, si possono aggiungere o sostituire elettrodomestici smart che renderanno più leggere le incombenze quotidiane e… le bollette!

Per esempio, la cucina non è pensata di solito come la stanza in cui mettere le prese ethernet. Ma considerando i passi avanti della tecnologia e le migliorie che questa può apportare, è altamente consigliato prevederne. Potrebbero, infatti, risultare necessarie per la gestione di elettrodomestici smart (come quelli di Miele, Candy o iRobot) collegati alla rete Internet.

5 – Gestione tramite App e controllo vocale

La scelta di un impianto domotico per l’abitazione apre ad una serie di comfort inimmaginabili.
Si può controllare cosa succede nell’abitazione quando non c’è nessuno in casa oppure si può aprire la porta al corriere quando arriva per consegnare un pacco e il destinatario è ancora in ufficio. Tutto questo, ma non solo: diciamo, per riassumere, che la domotica permette di interagire con la casa, anche da lontano.

Può avvenire tramite App aggregatrici o proprietarie, scaricabili da Google Play Store o da App Store, che facilitano l’interazione con l’edificio attraverso lo smartphone.
La differenza tra queste due tipologie è che le App aggregatrici necessitano di una fase di configurazione che permetta loro di capire quali e quanti impianti ci sono e come gestirli.
Le App proprietarie, invece, sono più facili da configurare ma rispondono ad un solo elemento a loro corrispondente.

Nel caso in cui sia necessario gestire luci, allarmi, videocitofoni e telecamere, servirebbero quattro App. Scegliendone una sola, aggregatrice, si riesce ad avere tutto sotto controllo con più praticità e attraverso un solo device.
In entrambi i casi, un grande aiuto per chi -tutti?- ha sempre i minuti contati e si barcaména tra lavoro, figli e magari anche genitori anziani.

Affidarsi alla domotica per il controllo vocale aiuta anziani e disabili

Proprio per supportare le categorie più deboli come, appunto, gli anziani o i disabili, la domotica affianca le famiglie con l’ausilio del controllo vocale.

Il controllo vocale abilita le persone anziane o chi è impossibilitato nei movimenti, a gestire la casa in autonomia.

La “magia” delle tapparelle elettriche, che un tempo faceva brillare gli occhi alle persone di una certa età, ora è semplificata dalla gestione tramite comando vocale. Basta farne richiesta ad uno smart home speaker, come Alexa o Siri e vedere il desiderio esaudito.

Chi è impegnato nella gestione quotidiana di bambini e/o anziani sa come la sicurezza sia elemento fondamentale e i problemi che ci si trova a dover affrontare a volte sono molto simili, nonostante la differenza di età dei protagonisti.

Grazie all’ausilio della domotica si può far partire un avviso o una telefonata quando la persona sta immobile per troppo tempo, nel letto. Oppure si può organizzare la casa in modo che, in caso di fughe di gas, si aprano le finestre e/o parta una videochiamata anche se la persona in difficoltà non è in grado di effettuare la telefonata.

I motivi per cui un utente potrebbe decidere di affidarsi alla domotica sono tanti e noi siamo a tua disposizione per consigliarti e affiancarti nella progettazione della casa smart per il tuo cliente.

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