5 motivi per cui l’uso della domotica può modificare il progetto iniziale

La domotica introduce nuove esigenze di spazio e consumi che possono portare a modificare il progetto iniziale.
Non si può più procedere con l’approccio tradizionale che prevede, solitamente in questo ordine, la stesura dei calcoli:

  • riguardanti la struttura architettonica,
  • energetici,
  • illuminotecnici
  • domotici.

L’impianto domotico permette di muoversi trasversalmente, all’interno dello spazio abitativo, rispondendo alle esigenze del cliente.

Non facendo capo ad un input locale on/off, non sempre ad un’azione corrisponderà un pulsante o un interruttore. Nascono così nuove opzioni che impattano su spazi e consumi.

La domotica necessita perciò di spazi “fisici” adatti per dare vita ad ambienti intelligenti e interattivi.
Potrebbe servire una zona dedicata, fresca ma non umida, ricavata in un punto poco esposto della casa, in cui posizionare tutta la centralina operativa della casa domotica.

In fase di implementazione sarebbe meglio sapere quanto scalderà il Rack per poter, eventualmente, predisporre un sistema di raffrescamento.
L’armadio Rack è un sistema standard d’installazione fisica di componenti hardware a scaffale, che potrebbe far variare la temperatura della stanza in cui è allocato.

Non si può sottovalutare questo aspetto perché se non si sceglie uno spazio adatto, lo si dovrà approntare comunque, all’ultimo minuto, andando a modificare il progetto iniziale. L’ipotesi di sistemare il nucleo centrale dell’impianto domotico in cantina è una pessima idea: troppa umidità che rischierebbe di mettere a repentaglio le funzionalità della casa smart.

Armadio Rack dello studio di Progetta la Domotica
Armadio Rack dello studio di Progetta la Domotica

1. E il cavetto dove lo metto?

Il sistema di riscaldamento al pavimento è una di quelle tecnologie che mal si concilia con le necessità installative della domotica. Può risultare utile attraversare le stanze da parte a parte con i cavi ma può anche capitare di non poterlo fare, perché impossibilitati a passare i cavi nel pavimento.

Se si progetta accuratamente in fase iniziale, si può scegliere di usare strade alternative o alzare il pavimento in modo da garantire spazio per i tubi elettrici.
Questo per non rischiare di dover condividere il poco spazio presente, con i tubi e i cavi del sistema di riscaldamento.

Ma non si dovrà rinunciare alla comodità del riscaldamento senza termosifoni… basterà, piuttosto, avere ben chiaro cosa si sta progettando, sin dall’inizio dei lavori.

Lo stesso inconveniente potrebbe verificarsi se si decidesse di mettere tutto al soffitto. La mancanza di spazio inviterebbe a soluzioni alternative come, per esempio, contro-soffitti oppure, ancora meglio, cablature wireless. Queste ultime, sicuramente eleganti e poco invasive, mal si accordano però con la posizione della centralina sotto terra.

Questi sono due esempi che non devono fare da deterrente assoluto ma piuttosto, possono essere stimoli per porre la giusta attenzione in fase di progettazione domotica, per prevedere un cambiamento nella ripartizione architettonica degli spazi.

2. La domotica aiuta a recuperare spazi inutilizzati

A volte in casa può capitare che ci sia quella stanza un po’ bistrattata, troppo fredda in inverno e soffocante in estate in cui nessuno vuole stare e, per forza di cose, diventa un po’ la stanza magazzino, mal utilizzata e piena di cose che non si sa dove mettere.

La buona notizia è che una buona progettazione domotica aiuta a recuperare questi tipi di spazi. Basterà permettere al sistema di regolare la temperatura e la luminosità nel modo migliore.

3. Modificare il progetto per far evolvere la domotica

Il cliente che opta per un impianto domotico nella propria abitazione deve sapere che potrà implementare la tecnologia a sua disposizione. Una casa smart seguirà le novità e gli aggiornamenti che renderanno la propria centralina sempre più moderna e adatta a supportare le esigenze di tutti i componenti della famiglia.

Per raggiungere questo obiettivo è importante progettare gli spazi per espandersi e rinnovarsi. Si potrà recuperare un po’ di spazio su ogni piano per nascondere cavi e nuove apparecchiature. E sarà importante puntare a mantenere sempre raggiungibili gli apparati di rete e tutte le apparecchiature che necessitano di manutenzione costante.

4. Interagire con l’ambiente in modo nuovo grazie alla domotica

La casa domotica è un concentrato di alta tecnologia ma l’utente non è tenuto a sapere “cosa c’è dietro”. Per lui le cose devono funzionare nel modo più lineare ed intuitivo.
Va da sé che alcune abitudini si modificheranno ma la cosa importante è che apporteranno migliorie alla quotidianità della famiglia.

A livello estetico si percepiranno cambiamenti: potranno sparire interruttori fino a quel momento sotto-utilizzati o ne verranno aggiunti dove non erano previsti (ad esempio si potrebbero introdurre access point anche in cantina). Oppure si renderà necessario nascondere l’antenna della smart tv, senza perdere in qualità ricezione.

Anche i sensori dell’antifurto potrebbero essere parzialmente occultati, in modo da renderli sì meno esposti ma senza mettere a rischio la sicurezza della casa.

Le abitudini cambiano a favore di una nuova costruzione dell’intelligenza che vada incontro alle esigenze delle persone. Così di notte, per accompagnare l’utente senza accecarlo, nel corridoio si accenderanno luci di cortesia e non la solita illuminazione a pieno regime.

5. La rete Internet per il tuo sistema domotico

Nonostante sia già stato detto che un buon progetto domotico dovrebbe essere indipendente dalla rete Internet e dagli operatori che forniscono la connessione, è innegabile che molte funzionalità high tech siano proprio strettamente collegate a Internet.

La questione della rete va ben ragionata in fase progettuale per evitare di modificare il progetto ad un passo dal traguardo.
Non si tratta più di un elemento accessorio quindi è bene non accontentarsi di ciò che viene generalmente offerto dalla compagnia telefonica X. C’è comunque da dire che, attualmente, una con collegamenti mediamente veloci potrebbe già rispondere in modo esaustivo ad alcune delle necessità di una casa domotica.

In un progetto corposo come quello che muove una casa intelligente sono, senza dubbio, necessari più cavi, più tubi e, di conseguenza spazi maggiori.

Tutta l’infrastruttura di rete che permette di attivare l’intera dimora domotica diventa così il secondo scheletro dell’abitazione, dopo quello elettrico.

Si rende necessario valutare il posizionamento degli access point in base alla permeabilità elettromagnetica, e prendere in considerazione la possibilità di modificare il progetto.
Si potranno aggiungere nuove prese di rete (per esempio in cucina) o anche predisporre un gruppo continuo che, in caso di guasti, mantenga la rete connessa 10 minuti in più. Il tempo utile per organizzarsi e per gestire eventuali problemi.

Questi esempi non devono spaventare ma piuttosto far capire cosa si celi dietro ad un progetto domotico eseguito con le giuste attenzioni. Sarà compito dell’Ambient Intelligence Designer, valutare tutte le opzioni per fare dell’abitazione del tuo cliente, la casa dei suoi sogni.

La domotica introduce nuove esigenze che possono portare a modificare il progetto iniziale

Il progetto domotico non sostituisce il progetto elettrico. Lo integra!

Il progetto domotico è diverso dal progetto elettrico. E servono entrambi.
Assodato questo, bisogna mettere in conto che per raggiungere l’obiettivo del tuo cliente, cioè la casa che gli farà dire: “Che meraviglia!” bisognerà prevedere, nel team, la presenza di un Progettista Elettrico e di un Progettista Domotico.

Dopo lunghe chiacchierate con il cliente l’Architetto ha pensato agli spazi, alla divisione in stanze e ha razionalizzato su carta gli aspetti energetici della casa.
È il momento di pensare anche all’impiantistica idraulica ed elettrica. E se ne occuperanno professionisti esperti di quel settore.

Oltre agli aspetti strutturali strettamente legati al proprio ambito di azione, i progettisti si trovano ad affrontare una serie di problemi tecnici e legislativi, che sono il loro “pane quotidiano“. Quindi non gli si richiede solo capacità a livello tecnico ma anche doti da problem solver per questioni burocratiche.
In campo elettrico solitamente operano Ingegneri che conoscono le normative e che firmano i progetti.

Il progetto domotico

Il progetto domotico risponde alla domanda: “Cosa fa la casa?”.
Mette nero su bianco richieste astratte che verranno concretizzate dal System Integrator.
Si può trattare, per esempio, del desiderio di far accendere le luci in salotto per 30 secondi al 100%, per poi abbassarle all’80% oppure della necessità di riconoscere chi, tra i componenti della famiglia, abbia appena varcato la porta di casa.

Il sistema elettrico dovrà necessariamente comunicare con quello domotico. In caso contrario, semplicemente, non succederà quello che ci si era posti come obiettivo e, soprattutto, quello che desiderano i proprietari dell’abitazione.

Il Progettista Domotico

Il Progettista Domotico (che a noi piace definire Ambient Intelligence Designer) ha un ruolo simile a quello degli sviluppatori software. Si occupa, più che della messa in opera degli impianti, di quello che permette loro di attivarsi.
Chi lavora sul software si occupa di capire cosa farà il sistema, così chi lavora ad un progetto domotico immagina l’esperienza ideale per l’utente.

Per svolgere il suo lavoro serve una formazione diversa da quella che possiede il progettista elettrico: si tratta di una professione nuova che si occupa degli aspetti funzionali e si integra con il lavoro del progettista elettrico e con il progetto architetturale.

Il Progettista Domotico decide cosa fa la casa e con quali strumenti. Come farà realmente ad interagire con il cliente, lo deciderà il System Integrator.

Il Progettista Domotico raccoglie i requisiti degli impianti dall’Architetto e trasforma i desideri del cliente in strumenti di lavoro.
Il cliente sarà un fiume in piena di domande e sogni. Sarà il progettista a tradurre le sue richieste decidendo di avere nello studio un’illuminazione costante che varierà in funzione di quella solare.
Sempre lui si assicurerà che il comando vocale possa far partire un film nella sala cinema o che il cancello si apra all’arrivo dell’auto dei padroni di casa.

Il compito del Progettista Domotico è quello di prendere per mano il cliente, facendogli scoprire che “si può fare!” quasi tutto.

Il System Integrator

Ruolo del System Integrator è concretizzare il progetto e far dialogare tra loro impianti di tipo diverso. Grazie a lui si riuscirà ad ottenere un funzionamento migliore dei vari sistemi presenti nell’abitazione del tuo cliente.
Il System Integrator prende dei componenti (hardware e software) molto diversi tra loro e trova un modo per farli dialogare, ottenendo il meglio da ognuno di loro.

Nell’ambito della domotica il System Integrator permette all’utente finale di interagire con l’abitazione e tutti i sistemi tecnologici che la rendono smart, attraverso un solo device.

Durante i lavori in cantiere, il nostro professionista sarà ben felice di possedere un progetto domotico su cui basarsi.
Sapere già a monte come dovrà lavorare la casa e poter esaudire i desideri dei clienti, sono due must per il System Integrator.

Un lavoro di sinergia tra più specialisti

Sono pochi i professionisti che hanno colto l’importanza della progettazione domotica e lavorano per delineare il progetto che verrà poi consegnato al System Integrator.
Il suo compito esula da quello del progettista ed è per questo che, pur realizzando “sul campo” la casa ideale per il cliente, preferirebbe trovare un progetto già pronto senza doverlo realizzare da zero.

Chi decide cosa deve essere presente all’interno della casa è il Progettista Domotico.
Il professionista che si occupa di far succedere in cantiere quello che ci si era immaginato è il System Integrator.

Anticipare i problemi con un progetto chiaro e completo

Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, i lavori più riusciti sono quelli che iniziano con una buona progettazione.
In quella fase ci si può concedere il lusso di sbagliare e di cambiare idea, anticipando eventuali problemi. Si mettono così le basi per la creazione di una squadra di professionisti che lavorerà al meglio delle proprie possibilità, in una situazione di calma e positività.

Il progetto domotico si deve integrare con il progetto elettrico
Il progetto domotico si deve integrare con il progetto elettrico