Eliminare le chiavi. Come cambia l’accesso ai bed & breakfast con la domotica

Come Architetto ti sarà capitato di occuparti della ristrutturazione di bed & breakfast o appartamenti adibiti al soggiorno temporaneo di ospiti.

La tecnologia domotica può migliorare la gestione dell’accoglienza degli ospiti, facilitando il lavoro del tuo cliente.
Un progetto domotico mirato a cogliere le sue esigenze, può aiutarlo ad eliminare le chiavi e il relativo passaggio di mano in mano all’arrivo e alla partenza degli ospiti, a favore di sistemi digitalizzati.

La domotica si è già rivelata utile per migliorare la gestione degli accessi in alberghi e grandi strutture.
Può dimostrarsi risolutiva anche per chi si occupa di micro hospitality. Questa è la definizione per quella forma di accoglienza di cui gli utenti possono beneficiare usando servizi come Airbnb o Booking.com.

Soluzioni integrate nei marketplace che gestiscono case e appartamenti

Molte soluzioni sono integrate nell’interfaccia del marketplace al quale si appoggia il tuo cliente, che può ridurre i suoi interventi nell’accoglienza e nell’interazione con i propri ospiti. Non è più imprescindibile che l’accoglienza venga effettuata vis-a-vis per adempiere alla consegna delle chiavi.
Se da un lato questo rende più autonomi gli ospiti, non è detto che sia una soluzione adatta a tutti gli host.

Il nostro consiglio è quello di impostare i lavori partendo da un confronto sincero e diretto con il tuo committente.
Se da un lato può desiderare un minor coinvolgimento nelle pratiche di accoglienza degli ospiti, è bene ragionare insieme sui rischi di una eccessiva spersonalizzazione del servizio. A fronte di una maggior praticità e sicurezza, potrebbe registrarsi una riduzione della qualità del customer care.

I marketplace ci stanno abituando alle recensioni e alla condivisione di commenti e opinioni. Molti proprietari di b&b non se la sentono di rinunciare al piacere di accogliere i propri ospiti mostrandosi attenti, disponibili e facendosi messaggeri di consigli e raccomandazioni. Che poi sia per passione, per puro spirito di condivisione o “per una stellina in più”, chi può dirlo? 🙂

Se un’attenta analisi dei pro e dei contro vi fa propendere sull’introduzione di sistemi per snellire la fase di accoglienza degli ospiti, ecco cosa si può trovare sul mercato domotico.

Soluzioni per abbandonare le chiavi e gestire gli accessi in modo smart

Per gli host che desiderano automatizzare in sicurezza l’accesso dei clienti nelle proprie strutture ricettive, quali soluzioni sono disponibili?

Elettroserrature intelligenti per accogliere i clienti nel tuo b&b

Le elettroserrature in commercio sostituiscono il classico nottolino e permettono di abbandonare le classiche chiavi. La porta si aprirà attraverso un tastierino numerico posizionato in prossimità della serratura. La composizione, sul tastierino, di un codice univoco a tempo determinato, garantirà agli ospiti l’apertura e l’accesso nell’abitazione.

Tra i prodotti più diffusi la scelta può ricadere su componenti marchiati Yale, Kiwikset o Remotelook.
Alcuni di questi prodotti offrono integrazione con Airbnb e altri servizi di booking. Il tuo cliente non dovrà essere presente all’arrivo degli ospiti perché il codice verrà generato automaticamente tramite una App e potrà essere inviato a qualsiasi ora.

Questo tipo di serratuta va installato su porte adatte. Sembra una banalità ma spesso ci si può trovare davanti a serramenti pensati per il mercato estero. Ciò che è stato pensato per abitazioni americane non sempre si adatta al mercato europeo.

Chiave motorizzata per semplificare l’accesso ai tuoi ospiti

Un altro esempio di smart lock esterna è la chiave motorizzata. Tra le più conosciute in Italia, troviamo Nuki che si può integrare con Apple HomeKit, Amazon Alexa, Google Assistant e supporta gli host Airbnb.
Questa tipologia di soluzione si installa facilmente, montandola sul cilindro e sulla chiave esistenti. La chiave rimane fissa nella serratura e si muoverà, facendo scattare la serratura, a seguito dell’inserimento di un codice.
Si tratta di una soluzione dal risultato professionale anche se installata in regime di “fai-da-te”.
Di contro, però si può rivelare una scelta di compromesso. Pur usando sempre una App e un codice, potrebbe dimostrarsi meno affidabile di altre soluzioni poiché la chiave potrebbe rompersi o rimanere incastrata a causa di un malfunzionamento del motore meccanico.

Relay remotizzato per eliminare il mazzo di chiavi

Un’altra soluzione smart disponibile è quella basata sui relay remotizzati. Consigliata soprattutto per gestire l’accesso al portone principale dell’edificio. Può togliere o mettere corrente, permettendo così la simulazione della pressione per l’aperura del portone e attivando il conseguente accesso.

Un ottimo esempio è quello del servizio fornito da Chiavistello.it
Come da descrizione sul loro sito, si scopre che:

“per installare la centralina Chiavistello, ove necessario, dovrai implementare l’impianto elettrico per connetterlo alle aperture elettromeccaniche. Per quanto riguada la serratura della porta di accesso vi sono varie opzioni: se hai già una serratura elettrificata dovrai semplicemente farla collegare; se, come nella maggioranza dei casi, hai una normale serratura meccanica, potrai farla sostituire o affiancare da una adeguata”.

Si tratta di una soluzione cloud per il controllo di contatti classici da collegare ad elettroserrature o citofoni condominiali.
Basterà aggiungere un reley che spegne le utenze e le luci direttamente nel quadro. Non necessita di installazione di tastierini o altre modifiche esterne. Il proprietario genera un accesso e il cliente riceve una email o un messaggio per attivare gli ingressi.

Serrature keyless per permettere l’apertura di b&b e case vacanza senza chiavi

Le soluzioni keyless permettono di usare il bluetooth del cellulare per aprire le porte.
Installando una App si trasforma il cellulare in una chiave contactless che, avvicinando l’apparecchio alla porta, la apre in un attimo. La controindicazione è che si tratta di un sistema legato alla presenza di uno smartphone e, soprattutto, ad un determinato tipo di device. Rientra così nelle soluzioni più difficili da applicare perché considerate un po’ lussuose rispetto alla norma.

Soluzioni smart che non necessitano della rete Internet

Come abbiamo già detto parlando della connessione Internet negli impianti domotici, la rete è importante, ma non imprescindibile.
Le opzioni per eliminare le chiavi, sin qui elencate, hanno bisogno che il sistema sia connesso in qualche modo alla rete Internet. Esistono anche soluzioni in grado di controllare gli accessi senza che le serrature siano connesse. Il loro funzionamento si basa sul fatto che il codice stesso contiene le informazioni di validità dello stesso e le tastiere possono verificarne la validà autonomamente.

EKeyless è un sistema che permette la creazione di codici che aprono più porte strutturando percorsi ideali. Un esempio potrebbe essere: “Apri il portone, poi il cancello interno e infine la porta dell’appartamento con lo stesso codice“.
A questo servizio è anche possibile aggiungere un reley che stacchi le utenze.
A completamento di una buona esperienza utente, per i clienti del bed & breakfast, gli orari di check-in e check-out possono essere fissati e impostati manualmente sul dispositivo.
Le chiavi di apertura si comprano in pacchetti, come fossero gift card, e regolano gli accessi in maniera sicura e univoca.

La soluzione migliore è mettere sempre l’utente al centro

Alcuni prodotti, utili per eliminare le chiavi e rendere smart la gestione degli accessi potrebbero essere smart e all’avanguardia ma non adatti alla creazione di utenti guest. Questo significa che, esistono soluzioni che, per funzionare correttamente, necessitano dell’installazione di un account con credenziali uniche. Sono più adatte ad un uso familiare/personale ma non sono la scelta ideale per un b&b o per una struttura aperta al pubblico.

Bisogna tenerne conto in fase di progettazione e ricordarsi di adattare il contesto alle esigenze degli utenti.
Quando si ragiona sull’applicazione di un determinato sistema all’interno di un ambiente, ci si deve preoccupare della sua compatibilità con gli usi e le abitudini di chi lo utilizzerà.

Con la domotica puoi eliminare le chiavi e rendere smart l'accesso al tuo b&b
Con la domotica puoi eliminare le chiavi e rendere smart l’accesso al tuo b&b

5 motivi per cui l’uso della domotica può modificare il progetto iniziale

La domotica introduce nuove esigenze di spazio e consumi che possono portare a modificare il progetto iniziale.
Non si può più procedere con l’approccio tradizionale che prevede, solitamente in questo ordine, la stesura dei calcoli:

  • riguardanti la struttura architettonica,
  • energetici,
  • illuminotecnici
  • domotici.

L’impianto domotico permette di muoversi trasversalmente, all’interno dello spazio abitativo, rispondendo alle esigenze del cliente.

Non facendo capo ad un input locale on/off, non sempre ad un’azione corrisponderà un pulsante o un interruttore. Nascono così nuove opzioni che impattano su spazi e consumi.

La domotica necessita perciò di spazi “fisici” adatti per dare vita ad ambienti intelligenti e interattivi.
Potrebbe servire una zona dedicata, fresca ma non umida, ricavata in un punto poco esposto della casa, in cui posizionare tutta la centralina operativa della casa domotica.

In fase di implementazione sarebbe meglio sapere quanto scalderà il Rack per poter, eventualmente, predisporre un sistema di raffrescamento.
L’armadio Rack è un sistema standard d’installazione fisica di componenti hardware a scaffale, che potrebbe far variare la temperatura della stanza in cui è allocato.

Non si può sottovalutare questo aspetto perché se non si sceglie uno spazio adatto, lo si dovrà approntare comunque, all’ultimo minuto, andando a modificare il progetto iniziale. L’ipotesi di sistemare il nucleo centrale dell’impianto domotico in cantina è una pessima idea: troppa umidità che rischierebbe di mettere a repentaglio le funzionalità della casa smart.

Armadio Rack dello studio di Progetta la Domotica
Armadio Rack dello studio di Progetta la Domotica

1. E il cavetto dove lo metto?

Il sistema di riscaldamento al pavimento è una di quelle tecnologie che mal si concilia con le necessità installative della domotica. Può risultare utile attraversare le stanze da parte a parte con i cavi ma può anche capitare di non poterlo fare, perché impossibilitati a passare i cavi nel pavimento.

Se si progetta accuratamente in fase iniziale, si può scegliere di usare strade alternative o alzare il pavimento in modo da garantire spazio per i tubi elettrici.
Questo per non rischiare di dover condividere il poco spazio presente, con i tubi e i cavi del sistema di riscaldamento.

Ma non si dovrà rinunciare alla comodità del riscaldamento senza termosifoni… basterà, piuttosto, avere ben chiaro cosa si sta progettando, sin dall’inizio dei lavori.

Lo stesso inconveniente potrebbe verificarsi se si decidesse di mettere tutto al soffitto. La mancanza di spazio inviterebbe a soluzioni alternative come, per esempio, contro-soffitti oppure, ancora meglio, cablature wireless. Queste ultime, sicuramente eleganti e poco invasive, mal si accordano però con la posizione della centralina sotto terra.

Questi sono due esempi che non devono fare da deterrente assoluto ma piuttosto, possono essere stimoli per porre la giusta attenzione in fase di progettazione domotica, per prevedere un cambiamento nella ripartizione architettonica degli spazi.

2. La domotica aiuta a recuperare spazi inutilizzati

A volte in casa può capitare che ci sia quella stanza un po’ bistrattata, troppo fredda in inverno e soffocante in estate in cui nessuno vuole stare e, per forza di cose, diventa un po’ la stanza magazzino, mal utilizzata e piena di cose che non si sa dove mettere.

La buona notizia è che una buona progettazione domotica aiuta a recuperare questi tipi di spazi. Basterà permettere al sistema di regolare la temperatura e la luminosità nel modo migliore.

3. Modificare il progetto per far evolvere la domotica

Il cliente che opta per un impianto domotico nella propria abitazione deve sapere che potrà implementare la tecnologia a sua disposizione. Una casa smart seguirà le novità e gli aggiornamenti che renderanno la propria centralina sempre più moderna e adatta a supportare le esigenze di tutti i componenti della famiglia.

Per raggiungere questo obiettivo è importante progettare gli spazi per espandersi e rinnovarsi. Si potrà recuperare un po’ di spazio su ogni piano per nascondere cavi e nuove apparecchiature. E sarà importante puntare a mantenere sempre raggiungibili gli apparati di rete e tutte le apparecchiature che necessitano di manutenzione costante.

4. Interagire con l’ambiente in modo nuovo grazie alla domotica

La casa domotica è un concentrato di alta tecnologia ma l’utente non è tenuto a sapere “cosa c’è dietro”. Per lui le cose devono funzionare nel modo più lineare ed intuitivo.
Va da sé che alcune abitudini si modificheranno ma la cosa importante è che apporteranno migliorie alla quotidianità della famiglia.

A livello estetico si percepiranno cambiamenti: potranno sparire interruttori fino a quel momento sotto-utilizzati o ne verranno aggiunti dove non erano previsti (ad esempio si potrebbero introdurre access point anche in cantina). Oppure si renderà necessario nascondere l’antenna della smart tv, senza perdere in qualità ricezione.

Anche i sensori dell’antifurto potrebbero essere parzialmente occultati, in modo da renderli sì meno esposti ma senza mettere a rischio la sicurezza della casa.

Le abitudini cambiano a favore di una nuova costruzione dell’intelligenza che vada incontro alle esigenze delle persone. Così di notte, per accompagnare l’utente senza accecarlo, nel corridoio si accenderanno luci di cortesia e non la solita illuminazione a pieno regime.

5. La rete Internet per il tuo sistema domotico

Nonostante sia già stato detto che un buon progetto domotico dovrebbe essere indipendente dalla rete Internet e dagli operatori che forniscono la connessione, è innegabile che molte funzionalità high tech siano proprio strettamente collegate a Internet.

La questione della rete va ben ragionata in fase progettuale per evitare di modificare il progetto ad un passo dal traguardo.
Non si tratta più di un elemento accessorio quindi è bene non accontentarsi di ciò che viene generalmente offerto dalla compagnia telefonica X. C’è comunque da dire che, attualmente, una con collegamenti mediamente veloci potrebbe già rispondere in modo esaustivo ad alcune delle necessità di una casa domotica.

In un progetto corposo come quello che muove una casa intelligente sono, senza dubbio, necessari più cavi, più tubi e, di conseguenza spazi maggiori.

Tutta l’infrastruttura di rete che permette di attivare l’intera dimora domotica diventa così il secondo scheletro dell’abitazione, dopo quello elettrico.

Si rende necessario valutare il posizionamento degli access point in base alla permeabilità elettromagnetica, e prendere in considerazione la possibilità di modificare il progetto.
Si potranno aggiungere nuove prese di rete (per esempio in cucina) o anche predisporre un gruppo continuo che, in caso di guasti, mantenga la rete connessa 10 minuti in più. Il tempo utile per organizzarsi e per gestire eventuali problemi.

Questi esempi non devono spaventare ma piuttosto far capire cosa si celi dietro ad un progetto domotico eseguito con le giuste attenzioni. Sarà compito dell’Ambient Intelligence Designer, valutare tutte le opzioni per fare dell’abitazione del tuo cliente, la casa dei suoi sogni.

La domotica introduce nuove esigenze che possono portare a modificare il progetto iniziale

Altre cose che può fare la domotica

La curiosità sul tema domotica è tanta. E noi siamo qui anche per svelarti che non tutte “Le cose più belle della vita o sono immorali, o sono illegali, oppure fanno ingrassare”, come sosteneva invece lo scrittore George Bernard Shaw.
Avere un sistema domotico è una scelta che possiamo mettere tra “le cose belle della vita” e siamo pronti a svelare altre applicazioni della domotica all’abitazione del tuo cliente, oltre a quelle elencate in questo post.

La casa domotica si adatta alla presenza dell’utente

Aprendo la porta dell’abitazione con un codice personale, la casa si adatta alla presenza di una determinata persona.
Questo significa che farà in modo di accoglierla ricordandosi i settaggi a lei associati.
Potrà variare quindi il grado di illuminazione, raggiungendo l’intensità di suo gusto. Oppure farà partire la “sua” musica, aggiustandone il volume in modo a lei piacevole.

Se i primi a rientrare in casa sono i figli, il sistema (su richiesta dei genitori, ovviamente) potrebbe impedire l’accesso ad Internet o alla console prediletta. O permetterà di scegliere solo tra alcuni canali della smart tv.

Se invece è il nonno anziano a rientrare a casa, la casa domotica saprà che deve accendergli le luci al 100% di intensità, senza dimenticare le luci di cortesia nel corridoio.
Inoltre potrebbe attivare, appositamente per lui, il montascale o l’ascensore in modo da farglielo trovare sempre al piano in cui si trova lui.

Il sistema domotico monitora i consumi e segnala i malfunzionamenti

Anche gli elementi che compongono un’abitazione domotica necessitano di manutenzione ma la cosa sorprendente è che sarà il sistema ad avvisare quando sta per subentrare un piccolo guasto o malfunzionamento.

Le lampadine più comuni, per esempio, sono certificate per 10.000 ore di attività. Il sistema, a 9.000 ore, è in grado di segnalare che… “si è quasi agli sgoccioli”. Questo permetterà di organizzarsi per un giro di manutenzione.

Questi pre-allarmi possono essere utili per non farsi cogliere impreparati ma anche per decidere di:

  • anticipare il cambio della lampadina se si sa di doversi assentare per molto tempo, lasciando a casa i genitori anziani;
  • contattare il fornitore di fiducia che riuscirà a reperire quel tipo di lampadina (un po’ particolare), che non si trova nel negozietto all’angolo.

Come vengono ripartiti i consumi?

Il sistema domotico è in grado anche di capire come vengono ripartiti i consumi nelle varie zone di casa.
Mantenendo come filo conduttore l’esempio della lampadina, si potrà ricevere un feedback dal sistema riguardo al suo uso&consumo.

Potrebbe segnalare come, quella del salotto, sia una delle fonti di illuminazione che rimane accesa per più ore. E suggerire quindi, di dotarsi di una faretto garantito per 20.000 ore di utilizzo.
Oppure si potrà ricevere come consiglio quello di cambiare la lampadina del garage, che stando accesa per pochi minuti, è un po’ sottosfruttata.

Queste doti di “preveggenza” dell’impianto domotico possono essere assimilate (in una versione molto più basic) a quelle dell’auto che segnala con la spia rossa che è ora di far benzina. Salvo poi rassicurare il guidatore, sulla possibilità di percorrere ancora 100 Km.
L’ideale sarebbe che, in autostrada, segnalasse: “Fai benzina adesso, che tra 2 minuti ti faccio lampeggiare la spia ma il prossimo distributore lo trovi fra 200 km. Poi ti tocca spingere ma non dire che non ti avevo avvisato.”

La casa domotica fa questo e altro, completando il quadro: “Cambia la lampadina adesso che tra una settimana mi spegnerò, ma tu sarai alle Maldive. I tuoi genitori anziani non sono proprio in grado di cambiare quel faretto incastonato nel contro-soffitto.”

Come scoprire guasti e malfunzionamenti?

Purtroppo anche in un moderno appartamento domotico gli elettrodomestici si usurano e possono smettere di funzionare.
La cosa positiva è che non si rischia di dover buttare via centinaia di Euro sotto forma di alimenti stipati nel congelatore “giù in cantina” che ha smesso di funzionare nottetempo, senza dare alcun segnale ai proprietari.

Il sistema domotico è capace di informare che, pur avendo “dato corrente” a tutti gli elettrodomestici di casa, il congelatore non risponde. E lo può fare anche se non si tratta di un elettrodomestico moderno e smart.
Un ottimo aiuto per scoprire rapidamente se c’è qualcosa che non va e non rischiare di trovarsi con un elettrodomestico fondamentale, guasto. Magari di venerdì sera.

La casa domotica coccola l’utente malato

Può capitare di rientrare a casa con un po’ di brividi e di accorgersi che l’influenza sia dietro l’angolo.
Questo tipo di situazione occasionale fa rivedere un po’ le abitudini e le preferenze di chi è stato colpito dal malanno di stagione.

Basterà cliccare sul device, tramite il quale l’utente comunica con la sua casa, e settare l’opzione “malattia”. La casa domotica, quella che erroneamente si immagina sempre come un’entità astratta e fredda, accoglierà il “paziente” coccolandolo e prendendosene cura.

  • Le luci abbasserano la propria intensità per non infastidire gli occhi più sensibili;
  • la sveglia verrà posticipata o staccata perché il medico ha prescritto qualche giorno di riposo a casa;
  • la musica rock che dà la carica ogni mattina verrà sostituita da quella classica;
  • la temperatura di casa si alzerà di qualche grado per assecondare quel desiderio di tepore imposto dai brividi della febbre.

La casa domotica è guidata dal contesto applicativo dell’utente e ha bisogno di essere programmata per poter andare incontro alle sue esigenze. Ogni occasione particolare può avere il proprio settaggio ed essere “richiamata” al bisogno.

Se ti abbiamo incuriosito e vuoi sentire cosa può fare la domotica per la casa del tuo cliente, contattaci per una chiacchierata!

Scopri insieme a noi cosa può fare la domotica per il tuo cliente
Scopri insieme a noi cosa può fare la domotica per il tuo cliente

Puoi rispondere alla domanda: “Quanto costa un impianto domotico?”

“Quanto costa un impianto domotico?” è una delle domande più comuni che gli addetti ai lavori si sentono rivolgere.
Purtroppo è anche una domanda a cui è impossibile rispondere con una cifra x.
Quindi se ti senti rispondere: “Dipende” sappi che non sei incappato nei soliti furbetti che vogliono solo prendere tempo per poi spararti numeri a caso. Molto probabilmente avrai di fronte a te degli esperti che non vogliono né illuderti, né esagerare a sproposito.

Sul sito Habitissimo, che ti permette di richiedere preventivi da professionisti del settore casa, si calcola che il costo di un impianto domotico possa spaziare tra 1.000 e 55.000 Euro.
Questo campione statistico ci indica quanto possano essere variabili i prezzi in un range così ampio e, di conseguenza, quanto sia improbabile riuscire ad ottenere informazioni precise.

Abituati agli impianti elettrici tradizionali, dove ogni pezzo che si mette in campo ha una suo costo e, soprattutto, un suo unico ruolo, viene naturale chiedersi a quanto possa ammontare l’investimento.

Ma nell’impianto domotico si possono far fare tante azioni ai vari elementi. Parliamo di cose che da soli non farebbero ma che, combinati con gli altri sistemi, danno vita a meraviglie della tecnica tali da lasciare tutti a bocca aperta.

La personalizzazione fa variare i prezzi

Questa possibilità di personalizzazione apre un foglio bianco per quanto riguarda i costi: le variabili sono talmente tante e vengono alla luce nel momento in cui ci si confronta con il cliente. Da un lato si comincia a fantasticare e dall’altro a trasformare i sogni in realtà, mettendoli nero su bianco in un progetto.

Il lavoro di progettazione e sviluppo delle possibilità permette di cominciare, calcolatrice alla mano, a stimare dei costi. L’analisi non può iniziare prima che si sia deciso cosa farà la domotica nella casa in oggetto.

Online potresti trovare dei costi al m², come sai di poter trovare anche prezzi “fatti e finiti”. La rete ci riserva sempre tante sorprese ma questo è uno di quei casi in cui le cifre non possono essere considerate attendibili.
Il System Integrator può arrivare ad estrapolare una cifra di quel tipo, sulla base della propria esperienza e sulle specifiche dei lavori svolti in precedenza ma, la velocità con cui si aggiorna la tecnologia permette a quei costi di variare e, spesso di abbassarsi.
Questo è il motivo per cui, ancora una volta, ci troviamo a definirli poco attendibili per chi sta facendo i conti con il budget del cliente.

L’importanza di un progetto eseguito prima di iniziare i lavori

Un immobile realizzato con un impianto domotico sarà più facile da vendere. Una buona notizia per chi sta investendo in questa direzione: si stima che il valore dell’immobile possa crescere del +5% fino al +8% .
La cosa migliore è quindi iniziare con il piede giusto e progettare la domotica nei minimi particolari.

Il lavoro di analisi deve essere obbligatoriamente effettuato nella prima fase di progettazione. Non si può aspettare di prendere le decisioni “a valle”, come quando si installano impianti elettrici tradizionali.
Farlo in un secondo momento porta a sostenere dei costi più elevati rispetto al normale.

Lo specialista della progettazione domotica può configurare un paio di scenari diversi, con le informazioni ottenute dall’Architetto e dal suo cliente.
Questo permetterà di rispondere, in parte, alla domanda: “Quanto costa un impianto domotico?”.
Sarà un punto di partenza per avere una stima di massima dei costi, dettata dalla scelta delle marche preferite, dai desideri e dalla effettiva possibilità di realizzarli.

Noi di “Progetta la Domotica” lavoriamo in due fasi:
– In un primo tempo affianchiamo l’Architetto durante il colloquio con il suo cliente. Ascoltiamo, raccogliamo informazioni e richieste e, in base alle idee emerse, forniamo un range iniziale di spesa.
– Proseguiamo poi arrivando a produrre un preventivo in bianco che l’Architetto può condividere con i propri professionisti di fiducia o arriviamo direttamente al dettaglio di capitolato.

Con questo post siamo stati una voce fuori dal coro rispetto a quanti promettono costi finiti e prestabiliti. Non vogliamo scoraggiarti ma esserti di supporto lungo la strada che ti porterà a soddisfare le esigenze, in campo domotico, del tuo cliente.

Il prezzo finale di un impianto domotico dipende da molti fattori
Il prezzo finale di un impianto domotico dipende da molti fattori

Building automation, domotica o smart home? Facciamo chiarezza!

Building automation, domotica e smart home definiscono le tre tipologie di impianti che sostituiranno, in tempi e modi diversi, l’impianto elettrico tradizionale.

Il tratto che le accomuna è la possibilità di migliorare la qualità della vita delle persone in rapporto all’ambiente in cui vivono.

Differenze tra diversi tipi di impianti

Il grado di automazione che caratterizzerà la casa deve essere definito in fase di progettazione degli ambienti. La scelta può ricadere su uno di questi quattro sistemi:

  • Impianto elettrico tradizionale
  • Building automation
  • Domotica
  • Smart home

L’impianto elettrico tradizionale

Realizzato con collegamenti fisici di cavi, tubi e scatole di derivazione è “fatto per durare” ma la fase di creazione, ed eventualmente il suo aggiornamento, sono piuttosto invasivi perché richiedono interventi di muratura.

Il comportamento dell’impianto elettrico tradizionale è legato a quello di chi interagisce con l’abitazione. Risponde all’utente tramite due stati: acceso/spento, presente/assente e caldo/freddo.
Questo tipo di impianto è completamente slegato e indipendente rispetto alla presenza di una connessione Internet. Di conseguenza non è controllabile dall’esterno della casa o da remoto.

La building automation

Permette il controllo e l’automazione da remoto di singoli sistemi che non comunicano tra loro. Con la building automation ci sarà una App per ogni cosa: l’automazione delle tapparelle, l’apertura dei cancelli, l’accensione delle luci ecc…
Rispetto all’acceso/spento dell’impianto elettrico tradizionale, risponde anche ad interazioni di tipo aperto/chiuso, ma lo fa in base alla presenza/assenza dell’utente.

La domotica

Il suo funzionamento è basato sulla programmazione software che permette di nascondere le complessità dietro ad un unico strumento o ad un’unica App.
Nella casa domotica è necessario prevedere interventi di manutenzione periodica e aggiornamenti software. Questo permetterà ai vari elementi di funzionare contemporaneamente, vincolo sul quale si fonda l’idea di domotica.
È in grado di mixare le informazioni del sistema elettrico tradizionale con quelle della building automation allo scopo di fornire nuove risposte.
La sua peculiarità è la capacità di attivare meccanismi anche senza input da parte dell’utente.
In una casa domotica gli elementi comunicano tra loro seguendo le esigenze dell’utente. Si aprono le tende al calar del sole, si apre il garage quando si accendono le luci del vialetto o si accende lo stereo quando si entra nel salotto.

Le combinazioni di domande alle quali può rispondere la domotica sono molte e la sua qualità più grande è che permette di restare indipendenti ottenendo il massimo.
Questo significa che l’utente può scegliere, per esempio, le migliori casse audio in vendita e farle interagire con la smartTV della sua marca preferita, senza essere costretto a scegliere il “pacchetto completo della marca X”.
Questo lo svincola e lo rende indipendente da una marca e dalle sue eventuali variazioni di mercato.

La smart home

Il termine smart home è entrato nel nostro quotidiano anche grazie alla presenza degli smart home speaker. I vari Google Assistant, Siri, Alexa e Cortana sono smart home perché permettono l’interazione di un utente con informazioni e dati online o in Cloud.
Per intenderci, la smart home è il risultato di ciò che vogliamo far succedere in casa, sommato a informazioni e servizi presenti online.

Il cloud ci mette a disposizione anche la potenza dell’intelligenza artificiale di Google. Succede ad esempio quando si fa comunicare la videocamera di sorveglianza dicendole di salvare i filmati online su Google Drive. Oppure quando si decide di installare uno strumento come Google Nest, il termostato che dopo aver “studiato le abitudini” del tuo cliente per 7 giorni, si programmerà automaticamente e risponderà al suo controllo vocale.

La smart home è una tecnologia emergente che richiede una grande attenzione nella sua applicazione. Per ora l’80% dei sistemi sul mercato non è ancora pronto per essere utilizzato esclusivamente: i gadget e le cose “accessorie” possono già essere smart, ma il cuore della casa, per ora, ha bisogno di sistemi più consolidati. Si tratta di una tecnologia ancora troppo giovane per essere considerata affidabile.

Inoltre, senza il collegamento ad Internet la smart home non esiste e i materiali sul mercato e le infrastrutture (la connessione 4G dovrà essere sostituita completamente dalla 5G, senza fili) non sono all’altezza delle necessità di questo sistema.

Speriamo di averti aiutato a delineare le differenze tra i diversi tipi di impianto. Avere le idee chiare ti permetterà di consigliare al tuo cliente la soluzione migliore per le esigenze della sua famiglia.

Domotica, Building automation e Smart home. Distinzione tra termini
La domotica applica informatica ed elettronica alla gestione delle abitazioni