Conviene usare la domotica anche in ambienti piccoli?

Negli ultimi anni la tendenza è quella di ridurre le dimensioni degli spazi abitativi. Le persone acquistano case composte da ambienti piccoli ma questo non significa che siano disposte a rinunciare al comfort. La domotica diventa fondamentale per trarre il massimo anche da questi mini-appartamenti.

Inoltre non dobbiamo assecondare l’errore di chi pensa che la domotica sia applicabile solo a quelle incredibili ville con giardino che si vedono sulle riviste patinate.

Una delle obiezioni che ci sentiamo spesso rivolgere da parte degli Architetti è: “Io mi occupo principalmente di ambienti piccoli. Non ho mai pensato di integrarvi la domotica perché sarebbe troppo costoso”.

Sbagliato!
Le cose sono cambiate rispetto a qualche anno fa: i prezzi dei singoli componenti si sono abbassati e, soprattutto, a fare la differenza è cosa si desidera da un impianto domotico.
Alcuni Architetti assimilano erroneamente il concetto di costo al m², tipico degli impianti elettrici tradizionali, a quello degli impianti domotici.

Il prezzo di un impianto varia dalla quantità di cose che ci si aspetta che faccia. Il cliente che desidera solo l’accensione delle luci ad un determinato orario, non dovrà affrontare una spesa eccessiva: il prezzo sarà proporzionato alle sue aspettative.
Di contro, se le luci devono adattarsi all’orario o all’umore degli inquilini… la complessità della richiesta farà alzare il costo dell’impianto.

Chi vive in un ambiente piccolo o in una casetta unifamiliare avrà esigenze diverse da chi possiede una villa a più piani, con vasto giardino.
L’installazione delle telecamere esterne ad alta risoluzione, in grado di leggere la targa dell’auto a distanza e di far aprire il cancello, non saranno l’obiettivo principale di chi abita uno spazio abitativo di modeste dimensioni.

Ogni situazione corrisponde ad un determinato scenario ed è il comportamento dell’ambiente che permette di introdurre elementi e migliorie in campo domotico.

La domotica può cambiare la vita ad anziani e disabili

La diatriba tra dimensioni degli spazi e costi degli impianti domotici si conclude rapidamente quando ci si trova di fronte a persone che vivono in ambienti piccoli e soffrono di disturbi che ne compromettono la capacità di deambulazione o l’autonomia.

Le problematiche riscontrabili in fase di creazione o di ristrutturazione di ambienti di questo tipo non sono solo connesse alla metratura degli spazi. La loro complessità tocca anche la sfera empatica quindi il raggiungimento di un obiettivo soddisfacente ha un valore assoluto ancora più alto rispetto al solito.

Pensiamo sia necessario mettere da parte i timori legati al costo della domotica, per fare spazio a quello che di buono si può ottenere da una casa smart.

Nel caso ti capitasse di occuparti della ristrutturazione di una casa che ospita inquilini con una disabilità (dettata da condizioni di salute permanenti o dal passare degli anni), potresti proporre delle soluzioni domotiche che, anche nella loro semplicità, risulteranno fondamentali.

Comandare l’accensione delle luci, l’apertura delle tende o la regolazione delle tapparelle tramite comandi vocali è un plus talmente forte ed evidente che fa passare in secondo piano i costi di realizzazione. Anche quando si tratta di un appartamento piccolo.

Trovarsi di fronte alla possibilità di “cambiare la vita” a persone che faticano a fare azioni che possono sembrare banali, vorremmo fosse una spinta propulsiva per gli Architetti.

Come migliorare la vivibilità in ambienti piccoli

La domotica non può aumentare le dimensioni di una stanza ma può migliorarne la vivibilità.
Alcuni clienti potrebbero segnalarti la necessità di ritagliarsi uno spazio ad uso ufficio, nella propria casa. Una delle soluzioni potrebbe essere quella di adibire a questo scopo piccoli ambienti ciechi.

Il contro di questa soluzione è sicuramente la mancanza di luce naturale. Anche in presenza di eventuali bocche di lupo per arieggiare il locale, purtroppo l’illuminazione non è sufficiente. E questo si ripercuote anche sull’umore e sulla produttività di chi passa in quello spazio molte ore al giorno.

La domotica può venire in soccorso con le fake windows (finte finestre). Si tratta di finestre controllabili tramite interfaccia web, che simulano la presenza della luce naturale attraverso dei LED.
L’intensità della luminosità può essere impostata manualmente o automaticamente in base agli orari di alba e tramonto. Ma anche a seconda delle condizioni meteorologiche estrapolate online.
Potersi basare su dati legati alle reali condizioni meteo, permette alla finestra di risultare luminosa quando c’è il sole o più fioca quando è nuvoloso.
L’indubbio beneficio sulla qualità della vita di chi lavora in quello spazio, rende la scelta della domotica la soluzione migliore.

La casa deve respirare per rimanere sana

I serramenti di buona qualità e i materiali isolanti permettono di realizzare abitazioni con un minor impatto energetico.
Ridurre le dispersioni termiche è importante ma lo è anche un corretto ricircolo dell’aria con sistemi di ventilazione adeguati.

L’ambiente in cui viviamo non deve essere completamente sigillato perché odori e umidità non devono rimanere imprigionati in casa.
Si deve fare particolare attenzione in quegli ambienti piccoli dove potrebbero mancare le finestre o non esserci sufficiente ricambio dell’aria.

La domotica può aiutare attraverso la gestione coordinata di sistemi di aerazione o deumidificazione.

La ventilazione meccanica controllata (VMC) si può occupare del ricambio dell’aria: quella che arriva dall’esterno entra in casa tramite dei dispositivi d’immissione ed esce attraverso delle bocchette di estrazione poste nei punti più problematici.

Anche gli splitter dell’aria condizionata o il deumidificatore possono essere coordinati attraverso l’impianto domotico.
La connessione online permetterà al sistema di avere un’anteprima della situazione meteo. Questo migliorerà l’efficienza del sistema che potrà anticipare l’eccessiva umidità prevista, attivandosi prima del raggiungimento del livello di guardia.
Il vantaggio è che si metterà in azione “al bisogno” e, soprattutto, anche in assenza degli inquilini.

Uno dei nostri desideri è quello di far prendere coscienza che la domotica, quando ben strutturata e progettata, può semplificare la vita al cliente finale e portare a soluzioni efficaci anche in situazioni particolari e in ambienti di dimensioni modeste.

La domotica può migliorare la vivibilità di ambienti piccoli e facilitare le giornate di persone con disabilità
La domotica può migliorare la vivibilità di ambienti piccoli e facilitare le giornate di persone con disabilità

5 motivi per convincere il tuo cliente ad affidarsi alla domotica

La domotica, sul vocabolario Treccani viene descritta come

“disciplina che si occupa dell’applicazione dell’informatica all’insieme di dispositivi e impianti usati nelle abitazioni (per es., illuminazione, climatizzazione, audiovisivi, sistemi di sicurezza), provvedendo alla loro automazione.”

Se ne parla sempre più frequentemente e non solo tra Architetti ed esperti del settore. Non siamo davanti alla moda passeggera: stiamo vivendo le rapide trasformazioni che stravolgeranno l’idea di progettazione architettonica.

Come coinvolgere il tuo cliente in questo passo verso il futuro, aiutandolo a fidarsi e ad affidarsi alla domotica?
Elencando i cinque motivi per cui è meglio scegliere di progettare la domotica di un’abitazione!
Prendi per mano” il tuo assistito e accompagnalo nella realizzazione di quella che diventerà la sua casa ideale.

1 – Risparmio energetico

Con la domotica si possono ottimizzare i consumi poiché si riesce a misurarli e ad intervenire, facendo in modo che il sistema faccia la scelta migliore, per il determinato momento.

Si può fare in modo che si abbassi il riscaldamento quando in casa non c’è nessuno; oppure che venga spenta la luce dimenticata per sbaglio.
Si può anche ottimizzare il consumo dell’elettricità attivando la lavatrice ad un orario prestabilito. E il consumo dell’acqua? Si può calibrare l’irrigazione del giardino, per esempio, in base alle condizioni climatiche.

Le possibilità sono infinite e sta all’utente decidere, insieme all’Architetto e ai progettisti, quali siano le caratteristiche irrinunciabili per la propria casa dei sogni.
La personalizzazione è un plus fondamentale fornito dagli impianti domotici: abbiamo già avuto modo di parlare di Google Nest e della sua capacità di regolarsi secondo le abitudini dell’utente.

Se il tuo cliente è dubbioso, ricordagli che uno degli elementi per avere le certificazioni di classe più elevate per il risparmio energetico, è avere un impianto domotico installato nell’abitazione.

2 – Riduzione dell’inquinamento elettromagnetico

Gli oggetti tecnologici che usiamo quotidianamente (forno, frigorifero, lavatrice, lampade, asciugacapelli, smartphones, telefoni e modem) emettono onde elettromagnetiche.
Queste sono al centro di dibattiti sia per quanto riguarda la loro presunta pericolosità per la salute, sia per il fatto che spesso disturbano la comunicazione tra alcuni dispositivi elettronici.

La domotica gioca un ruolo molto importante nel limitare l’esposizione dell’utente ai campi elettromagnetici.

  • Permette di utilizzare il 50% di cavi in meno e con una emissione ridotta di onde elettromagnetiche.

  • Consente all’utente di avere un minor contatto con la corrente 220 v.

Quando si preme un interruttore, sotto al dito passa la corrente; con un sistema domotico non c’è questo tipo di contatto – quasi – diretto.
Una sicurezza in più per chi ha bambini o animali in casa. Ma anche per chi è un po’ sbadato e sa che con la corrente non si scherza!

3 – Investimento per aumentare il valore dell’immobile

Al giorno d’oggi avere un impianto domotico aumenta il valore dell’immobile come faceva, un tempo, avere attivo il sistema satellitare o la fibra. Perché significa “essere al passo con i tempi”.

Il mercato riconosce agli impianti domotici un valore molto alto e, nelle case nuove, sarebbe meglio non predisporre più – solamente – gli impianti elettrici tradizionali ma lasciare una porta aperta, nel caso non lo si volesse fare subito, ad una implementazione domotica futura.

Si potrebbe organizzare la parte infrastrutturale separando già i tubi attraverso i quali verranno raccolti i cavi della corrente e quelli della trasmissione dati.
La scelta di tubi di dimensioni maggiori permette di far passare, progressivamente, più fili a bassa tensione. Così come il quadro elettrico di dimensioni maggiori, anche più del doppio, consentirebbe di installare, in un secondo tempo, più dispositivi.

4 – Creazione di ambienti adatti alla tecnologia futura

Una buona progettazione domotica, eseguita nella fase iniziale dei lavori, permette di predisporsi al meglio lanciando uno sguardo al futuro e accogliendo le novità che la tecnologià saprà regalarci.

La longevità della domotica è strettamente legata alle scelte fatte in fase di progetto e alla lungimiranza del progettista. Legarsi a doppio filo ad un marchio, benché famoso, mette nella scomoda posizione di dipendere da lui e di essere condizionati dalle sue leggi di mercato.

Ovviamente è necessario appoggiarsi ad un marchio ma è importante pensare a quanto possa risultare complicato, al bisogno, fare sostituzioni o modifiche. Il nostro consiglio è quello di scegliere con consapevolezza il fornitore migliore.

Strutturando l’impiantistica in modo furbo, si possono aggiungere o sostituire elettrodomestici smart che renderanno più leggere le incombenze quotidiane e… le bollette!

Per esempio, la cucina non è pensata di solito come la stanza in cui mettere le prese ethernet. Ma considerando i passi avanti della tecnologia e le migliorie che questa può apportare, è altamente consigliato prevederne. Potrebbero, infatti, risultare necessarie per la gestione di elettrodomestici smart (come quelli di Miele, Candy o iRobot) collegati alla rete Internet.

5 – Gestione tramite App e controllo vocale

La scelta di un impianto domotico per l’abitazione apre ad una serie di comfort inimmaginabili.
Si può controllare cosa succede nell’abitazione quando non c’è nessuno in casa oppure si può aprire la porta al corriere quando arriva per consegnare un pacco e il destinatario è ancora in ufficio. Tutto questo, ma non solo: diciamo, per riassumere, che la domotica permette di interagire con la casa, anche da lontano.

Può avvenire tramite App aggregatrici o proprietarie, scaricabili da Google Play Store o da App Store, che facilitano l’interazione con l’edificio attraverso lo smartphone.
La differenza tra queste due tipologie è che le App aggregatrici necessitano di una fase di configurazione che permetta loro di capire quali e quanti impianti ci sono e come gestirli.
Le App proprietarie, invece, sono più facili da configurare ma rispondono ad un solo elemento a loro corrispondente.

Nel caso in cui sia necessario gestire luci, allarmi, videocitofoni e telecamere, servirebbero quattro App. Scegliendone una sola, aggregatrice, si riesce ad avere tutto sotto controllo con più praticità e attraverso un solo device.
In entrambi i casi, un grande aiuto per chi -tutti?- ha sempre i minuti contati e si barcaména tra lavoro, figli e magari anche genitori anziani.

Affidarsi alla domotica per il controllo vocale aiuta anziani e disabili

Proprio per supportare le categorie più deboli come, appunto, gli anziani o i disabili, la domotica affianca le famiglie con l’ausilio del controllo vocale.

Il controllo vocale abilita le persone anziane o chi è impossibilitato nei movimenti, a gestire la casa in autonomia.

La “magia” delle tapparelle elettriche, che un tempo faceva brillare gli occhi alle persone di una certa età, ora è semplificata dalla gestione tramite comando vocale. Basta farne richiesta ad uno smart home speaker, come Alexa o Siri e vedere il desiderio esaudito.

Chi è impegnato nella gestione quotidiana di bambini e/o anziani sa come la sicurezza sia elemento fondamentale e i problemi che ci si trova a dover affrontare a volte sono molto simili, nonostante la differenza di età dei protagonisti.

Grazie all’ausilio della domotica si può far partire un avviso o una telefonata quando la persona sta immobile per troppo tempo, nel letto. Oppure si può organizzare la casa in modo che, in caso di fughe di gas, si aprano le finestre e/o parta una videochiamata anche se la persona in difficoltà non è in grado di effettuare la telefonata.

I motivi per cui un utente potrebbe decidere di affidarsi alla domotica sono tanti e noi siamo a tua disposizione per consigliarti e affiancarti nella progettazione della casa smart per il tuo cliente.

Come convincere il tuo cliente ad affidarsi alla domotica
Aiuta i tuoi clienti ad affidarsi alla domotica