Building automation, domotica o smart home? Facciamo chiarezza!

Building automation, domotica e smart home definiscono le tre tipologie di impianti che sostituiranno, in tempi e modi diversi, l’impianto elettrico tradizionale.

Il tratto che le accomuna è la possibilità di migliorare la qualità della vita delle persone in rapporto all’ambiente in cui vivono.

Differenze tra diversi tipi di impianti

Il grado di automazione che caratterizzerà la casa deve essere definito in fase di progettazione degli ambienti. La scelta può ricadere su uno di questi quattro sistemi:

  • Impianto elettrico tradizionale
  • Building automation
  • Domotica
  • Smart home

L’impianto elettrico tradizionale

Realizzato con collegamenti fisici di cavi, tubi e scatole di derivazione è “fatto per durare” ma la fase di creazione, ed eventualmente il suo aggiornamento, sono piuttosto invasivi perché richiedono interventi di muratura.

Il comportamento dell’impianto elettrico tradizionale è legato a quello di chi interagisce con l’abitazione. Risponde all’utente tramite due stati: acceso/spento, presente/assente e caldo/freddo.
Questo tipo di impianto è completamente slegato e indipendente rispetto alla presenza di una connessione Internet. Di conseguenza non è controllabile dall’esterno della casa o da remoto.

La building automation

Permette il controllo e l’automazione da remoto di singoli sistemi che non comunicano tra loro. Con la building automation ci sarà una App per ogni cosa: l’automazione delle tapparelle, l’apertura dei cancelli, l’accensione delle luci ecc…
Rispetto all’acceso/spento dell’impianto elettrico tradizionale, risponde anche ad interazioni di tipo aperto/chiuso, ma lo fa in base alla presenza/assenza dell’utente.

La domotica

Il suo funzionamento è basato sulla programmazione software che permette di nascondere le complessità dietro ad un unico strumento o ad un’unica App.
Nella casa domotica è necessario prevedere interventi di manutenzione periodica e aggiornamenti software. Questo permetterà ai vari elementi di funzionare contemporaneamente, vincolo sul quale si fonda l’idea di domotica.
È in grado di mixare le informazioni del sistema elettrico tradizionale con quelle della building automation allo scopo di fornire nuove risposte.
La sua peculiarità è la capacità di attivare meccanismi anche senza input da parte dell’utente.
In una casa domotica gli elementi comunicano tra loro seguendo le esigenze dell’utente. Si aprono le tende al calar del sole, si apre il garage quando si accendono le luci del vialetto o si accende lo stereo quando si entra nel salotto.

Le combinazioni di domande alle quali può rispondere la domotica sono molte e la sua qualità più grande è che permette di restare indipendenti ottenendo il massimo.
Questo significa che l’utente può scegliere, per esempio, le migliori casse audio in vendita e farle interagire con la smartTV della sua marca preferita, senza essere costretto a scegliere il “pacchetto completo della marca X”.
Questo lo svincola e lo rende indipendente da una marca e dalle sue eventuali variazioni di mercato.

La smart home

Il termine smart home è entrato nel nostro quotidiano anche grazie alla presenza degli smart home speaker. I vari Google Assistant, Siri, Alexa e Cortana sono smart home perché permettono l’interazione di un utente con informazioni e dati online o in Cloud.
Per intenderci, la smart home è il risultato di ciò che vogliamo far succedere in casa, sommato a informazioni e servizi presenti online.

Il cloud ci mette a disposizione anche la potenza dell’intelligenza artificiale di Google. Succede ad esempio quando si fa comunicare la videocamera di sorveglianza dicendole di salvare i filmati online su Google Drive. Oppure quando si decide di installare uno strumento come Google Nest, il termostato che dopo aver “studiato le abitudini” del tuo cliente per 7 giorni, si programmerà automaticamente e risponderà al suo controllo vocale.

La smart home è una tecnologia emergente che richiede una grande attenzione nella sua applicazione. Per ora l’80% dei sistemi sul mercato non è ancora pronto per essere utilizzato esclusivamente: i gadget e le cose “accessorie” possono già essere smart, ma il cuore della casa, per ora, ha bisogno di sistemi più consolidati. Si tratta di una tecnologia ancora troppo giovane per essere considerata affidabile.

Inoltre, senza il collegamento ad Internet la smart home non esiste e i materiali sul mercato e le infrastrutture (la connessione 4G dovrà essere sostituita completamente dalla 5G, senza fili) non sono all’altezza delle necessità di questo sistema.

Speriamo di averti aiutato a delineare le differenze tra i diversi tipi di impianto. Avere le idee chiare ti permetterà di consigliare al tuo cliente la soluzione migliore per le esigenze della sua famiglia.

Domotica, Building automation e Smart home. Distinzione tra termini
La domotica applica informatica ed elettronica alla gestione delle abitazioni