5 cose da verificare con il cliente prima di progettare la domotica della sua casa

Quando il tuo cliente varca la soglia dello studio chiedendoti di progettare la domotica della sua nuova casa e comincia a parlare di smart home, automazioni e bizzarrìe viste a casa del vicino… tu, Architetto, sai che sarà una lunga giornata.
Ti capiamo e siamo qui per affiancarti nel compito di effettuare la progettazione domotica ideale per il tuo cliente.

1- Soluzione di largo consumo o professionale?

Ci sono due tipologie di clienti finali per l’Architetto: l’amante del fai-da-te che non ha paura di “mettere le mani in pasta” e chi si lascia guidare perché non ne capisce molto e preferisce affidarsi ad un esperto.

Ci sono potenziali acquirenti che passano le notti online per informarsi sulle caratteristiche degli impianti domotici e sugli ultimi ritrovati tecnologici. Non si tratta di persone dalle strane richieste, anzi! Il loro interesse permetterà di capire in fretta cosa si aspettano da una casa domotica. E soprattutto quanto avranno voglia, eventualmente, di mettersi in gioco per il suo mantenimento ottimale.

La soluzione consumer, quella da GDO (Grande distribuzione organizzata) è più facile da installare ma i suoi componenti hanno una durata inferiore alla media. Pensata con caratteristiche meno professionali, è la soluzione ideale per gli “smanettoni” che hanno come hobby l’implementazione del proprio sistema domotico casalingo.

La soluzione professionale, quella che ci sentiamo sempre di consigliare, si fonda su elementi fatti per durare (nel limite delle accelerate a cui ci ha abituato la tecnologia domotica), di qualità superiore e dalle performance migliori.

In entrambi i casi la cosa migliore è quella di avviare un confronto vis-à-vis con il cliente. Questo ti permetterà di capire quale sia il budget e quali le sue reali esigenze. È importante separarle dall’“innamoramento del momento” o dal bisogno di avere lo stesso ausilio domotico, visto a casa di un amico.

2- Caratteristiche e requisiti dei componenti dei sistemi domotici

Molti prodotti consumer vengono realizzati all’estero e, in particolare, in Cina. Non che questo sia di per sé un problema… ma le difficoltà si possono, a volte, manifestare nel tempo.

Alcuni elementi, riportano la marcatura CE (il segnale di appartenenza ad un insieme di pratiche obbligatorie per i prodotti sotto direttiva comunitaria) ma potrebbero rientrare a stento nei parametri e presentare difetti sul lungo periodo.
È il caso, per esempio di relé – made in China – venduti a 4 €. Il loro compito è quello di aprire e chiudere le prese elettriche ma, a quel prezzo, nascondevano un difetto: si surriscaldavano molto facilmente, risultando pericolosi.
C’è un motivo se quelli professionali possono arrivare a costare fino a 100 €!

3- Se non c’è la connessione ad Internet come reagisce l’impianto domotico?

Molti impianti consumer e alcuni professionali di prima fascia si affidano ad Internet e costringono l’utente a collegarsi al wi-fi.
Esistono prodotti che sono partiti considerando come necessaria la presenza del collegamento alla Rete. È il caso di Shelly, produttore bulgaro che nel tempo ha “aggiustato il tiro” ed è passato a realizzare componenti con caratteristiche meno restrittive.

Alcuni prodotti legati al mondo della domotica non funzionano senza collegamento Internet. Altri invece, hanno alcune opzioni inibite e funzionano in modo meno sofisticato. È il caso, per esempio, di NEST (il termostato wi-fi targato Google) che, in assenza del collegamento alla Rete, non può essere controllato e gestito tramite App.

4- Se l’utente ha un problema, chi lo aiuta?

Come abbiamo visto, esistono utenti più intraprendenti e altri che preferiscono contare, in caso di necessità, su un supporto esterno.
Scegliere soluzioni consumer mette il cliente nella scomoda posizione di dover trovare da solo, o tramite un generico centro di assistenza, la soluzione alle proprie difficoltà.

I sistemi domotici professionali, invece, promettono assistenza anche sul lungo periodo.
Nel caso di NEST, che abbiamo citato precedentemente, esistono sia un servizio telefonico che una rete di distributori dedicati. In caso di guasti possono dare una mano a chi si trova in difficoltà.

5- Distinguere tra moda e necessità

A volte il cliente finale fa delle richieste dettate dalla moda o dall’infatuazione del momento. Magari ha sentito parlare del controllo vocale in campo domotico o ha visto come funziona il sistema audio a casa di un amico. Si incaponisce sostenendo che vorrebbe applicarlo nella propria abitazione.
Non sempre lo si può assecondare perché, quella da lui proposta potrebbe non essere la soluzione ideale.
Ogni famiglia ha esigenze diverse e non tutte le case hanno la stessa conformazione.

L’aiuto più grande che si può dare ad un cliente è quello di ascoltarlo, raccogliere più informazioni possibili e restituirgli la soluzione migliore, creata su misura per lui.

Per progettare la domotica di un'abitazione hai bisogno di ascoltare le esigenze del tuo cliente
Raccogli tante informazioni dal tuo cliente per progettare la domotica ideale per la sua casa!