Progetta la Domotica - Domotica e interior design

Che rapporto c’è tra domotica e interior design?

L’interesse per la progettazione domotica va di pari passo con quello per l’interior design. Sia da parte dei clienti che si scoprono sempre più attenti, che dagli addetti ai lavori che trovano sempre nuovi spunti per migliorare la funzionalità e l’estetica delle case intelligenti.
La progettazione domotica si dimostra complice dell’interior design poiché, essendo finalizzata a costruire una relazione con chi abita la casa, deve tenere conto degli aspetti legati all’ideazione e all’elaborazione degli interni.

Cosa permette ad un sistema domotico di integrarsi nell’ambiente, sposandosi con il design?

L’elemento principe della domotica che si interfaccia con l’interior design è il touch point. Si tratta di un punto di contatto e di comunicazione tra l’abitazione e l’utente. Da non confondersi con il touch screen. Poiché quest’ultimo può essere uno dei vari touch point, ma non l’unico. Anche gli interruttori, i telecomandi, gli smart home speaker tipo Alexa e persino i sensori di movimento (anche se funzionano senza essere toccati, reagiscono comunque ad un input) possono ricoprire il ruolo di punti di contatto grazie ai quali l’utente interagisce con la propria abitazione.

La sfida tra Progettista domotico e Interior designer

Una delle sfide più interessanti nel campo della progettazione domotica è scoprire come cambia il rapporto tra utente e oggetti di uso quotidiano quando, dietro a questi ultimi, si cela l’intelligenza.
Progettare le case intelligenti partendo dagli oggetti di ogni giorno e dalle esigenze dell’utente è l’unico modo per dedicare le giuste attenzioni a chi dovrà vivere ogni giorno quello spazio.

Ambienti belli & intelligenti

Quello che un tempo veniva nascosto perché dall’aspetto bruttino, ora può fare bella mostra di sé, integrandosi perfettamente con il resto dell’ambiente.
Dal punto di vista tecnico questo è il risultato della mancanza di una “meccanica dell’interruttore” costrittiva. I comandi possono prendere sembianze diverse, aprendo le porte a soluzioni e materiali innovativi. L’utente ha così a disposizione una varietà di soluzioni estetiche davvero rivoluzionarie.

A fronte di un’abitazione intelligente, non si deve fare l’errore di immaginare una scarsa attenzione all’estetica.
I sistemi di domotica possono diventare dei veri e propri elementi di interior design, esaltando lo stile della casa.

Tra i più comuni controller che vengono in mente ci sono sicuramente i termostati che regolano il riscaldamento. Presenti in ogni casa e indispensabili, fanno un salto di qualità nelle abitazioni domotiche. Un esempio fra i tanti, il termostato Nest: la possibilità di sceglierne materiale, colore o cromatura, tipologia del display e tante altre feature, lo fanno passare di livello. Da “brutti anatroccoli” della situazione sono passati a ricoprire il ruolo di cigni.
L’incontro della domotica con il design ci regala termostati che non si avrà più il desiderio di nascondere. Non si dovranno più camuffare, perché diventano sempre più smart e sofisticati, tanto da sembrare tutt’altro.

Tre domande a cui è importante trovare risposta per conciliare domotica e interior design

Abbiamo visto quanto sia importante ascoltare tutti i soggetti che abiteranno la casa e aiutarli a scoprire la soluzione domotica più adatta alle loro esigenze. Questo processo è importante che avvenga a monte della progettazione ed è frutto di un buon feeling tra tutti gli attori coinvolti nella realizzazione della casa intelligente.
Una buona intesa con l’Interior designer o con l’Architetto che si occuperà del design degli spazi e della scelta delle finiture, permetterà di lavorare in modo più spedito e produttivo.

Per ottenere il meglio dalla progettazione è necessario trovare risposta a queste tre domande:

  1. Che tipo di interazione deve esserci tra la casa e l’utente?
  2. Quale tipologia di risposta si dovrà restituire al fruitore?
  3. Quanti e quali touch point si dovranno prevedere?

L’interazione dell’utente con l’ambiente, rispettando l’interior design

In un impianto di domotica i pulsanti tradizionali vengono sostituiti con dispositivi in grado di comunicare tra loro. Questi rispondono generalmente ad un’interfaccia dal design innovativo che svolge più funzioni in una, controllando
luci, termostato, antifurto, musica e ogni altra funzione connessa all’impianto di domotica.

Il canale di comunicazione tra l’utente e il sistema domotico è l’interfaccia utente. Le richieste dell’utilizzatore vengono soddisfatte dalle risposte inviate dal sistema. Il modo in cui l’utente invia input al sistema dipende dal design dell’interfaccia con cui opera.
I produttori stanno lavorando molto sull’estetica per agevolare le interazioni. Queste non sono, come si potrebbe supporre, solo manuali e vocali. Spesso la soluzione alla richiesta viene soddisfatta senza che l’utente debba esplicitare la propria necessità. Basti pensare alle tende che si abbassano al calar del sole, alla temperatura che si autoregola se la casa è vuota, al sistema di irrigazione che si adatta alle condizioni meteo ecc…

La cosa importante è non rischiare di lasciare l’utente solo di fronte ad un sistema che non riesce a rispondere alle sue esigenze. Ci è capitato, come ti abbiamo raccontato in questo post, di andare in soccorso di un utente che, per amore di design, è stato messo in una situazione molto scomoda. Si è ritrovato con un solo interruttore-totem a capo della gestione totale di una dimora ricavata in un castello del XVII secolo.
Se da un lato questa scelta rendeva la casa più armoniosa, dall’altro impediva la gestione dell’impianto di riscaldamento e di quello di illuminazione. Meglio prevedere più touch point grazie ai quali veicolare gli input verso il sistema. Dover attraversare al buio più stanze per “fare luce sulla situazione” può rivelarsi scomodo e frustrante.

Dare la risposte all’utente nel modo in cui se le aspetta

La progettazione deve mediare tra il modello concettuale a cui è abituato l’utente e la sua trasformazione in comandi utili alla programmazione del sistema domotico.
Il modello mentale a cui è abituato l’utente è frutto di anni di abitudini e gestioni consolidate e si basa sulla somiglianza con situazioni note. L’interfaccia deve rispecchiare il più possibile lo schema mentale dell’utente affinché egli la possa trovare funzionale alle proprie esigenze. Schiacciando l’interruttore della luce ci si aspetta l’accensione o lo spegnimento immediato della lampadina. Chiedendo ad Alexa di accendere le luci, l’utente sa di doversi aspettare un’interazione diversa, a fronte del medesimo risultato.

Un’interfaccia poco fruibile può compromettere i benefici di possedere una casa domotica. Il rischio è che, se troppo complicata, risulti incomprensibile. Se troppo semplice, invece, non permetta all’utente di ottenere il massimo dalla propria abitazione. Per esempio: non si possono togliere tutti gli interruttori, pensando di utilizzare solo lo smartphone. Quando si deve accendere una luce e non lo si ha a portata di mano, come si risolve? Non è pratico pensare di doverlo cercare, sbloccare, entrare nell’App corrispondente e cliccare per vedere la stanza illuminarsi… Un percorso simile è molto lontano dall’idea comune di “accendo la luce”.

Nel tipo di interazione più adatta tra l’utente e la sua casa dei sogni, c’è l’azione ma c’è anche il tempo. C’è un’interazione che ha bisogno di tempo per scatenare una reazione. Cosa succederebbe se, entrando in casa, il tempo che si ha a disposizione per disattivare l’allarme fosse inferiore al tempo di reazione dei bulbi luminosi di design? Si mette in difficoltà il fruitore della casa se in fase di progettazione, si scelgono solo lampadine intelligenti senza tener conto della loro lentezza in fase di accensione.

Scegliere i touch point giusti per chi utilizza la casa

Dopo aver privilegiato l’ascolto degli utenti della casa, si possono equilibrare quantità e varietà dei touch point, rispettando l’equilibrio tra bello e utile.
Abbiamo visto come molte azioni vengono anticipate dalla casa e la varietà dei sistemi di output permette di adattare l’interazione, allo scopo di non creare scomodità e punti di rottura.
Gli scenari di comportamento aiutano a prevedere le situazioni in cui si potranno trovare gli utenti. E prima che si palesino è consigliabile trovare soluzioni ai possibili problemi scegliendo i touch point più adatti all’ambiente ma, soprattutto, più adatti ai potenziali utenti.

La collaborazione a stretto contatto tra Progettista domotico e Interior designer permette di puntare al più alto grado di soddisfazione del cliente. Senza tralasciare il gusto per l’estetica: i più moderni elementi domotici puntano a diventare parte integrante della struttura della casa.
Noi di Progetta la Domotica lavoriamo con Architetti e Interior designer che hanno a cuore, come noi, la progettazione di ambienti belli e intelligenti. Se anche tu punti alle stelle e non ti accontenti mai, è il momento di fare una chiacchierata! 😉