Come si scrive il progetto domotico definitivo?

La progettazione domotica può avvenire su un edificio nuovo o in via di ristrutturazione

Creare un progetto domotico, come abbiamo visto in questo post, è uno dei passaggi fondamentali per portare a termine, con successo, la realizzazione di una casa domotica.
A volte l’utente finale potrebbe volere “un po’ di domotica” perché ne sente parlare da tutti e… non vuole rimanere escluso. Sempre più spesso, invece, c’è consapevolezza da parte dei clienti che desiderano una casa che risponda in modo preciso alle loro esigenze. Trattandosi di lavori di una certa importanza, è meglio non lasciare niente al caso rischiando di ritrovarsi con un’abitazione con cui l’interazione risulti faticosa e insoddisfacente.

Il documento che risponde al nome di progetto domotico affiancherà quelli tradizionali come il progetto architettonico o quello elettrico. Ognuno ha la propria funzione e sono tutti indispensabili. Sia che si abbia in programma una ristrutturazione, una realizzazione da zero o un intervento di retrofit.

L’obiettivo dell’intervento domotico

La prima voce che troviamo nel documento che definisce il progetto domotico è l’obiettivo dell’intervento. Viene specificato se si sta lavorando ad un progetto di creazione da zero o ad una ristrutturazione. Ma si scende nei dettagli fino a definire se i lavori hanno lo scopo di risolvere un problema preesistente o se sono finalizzati a porre l’attenzione verso particolari interessi del cliente.

La priorità è la sicurezza o il raggiungimento di una specifica classe energetica? Magari ci si sta attivando per usufruire dell’Ecobonus 110%? Oppure si cercano delle soluzioni domotiche basate su controllo vocale e motorizzazioni, per andare incontro a familiari anziani o proprietari lungimiranti?
Un’altra opzione è quella di porre l’attenzione al concetto guida alla base del progetto architetturale. Questo perché, essendo un documento che passerà di mano in mano tra diversi professionisti, permetterà di schematizzare criteri e ruoli di ognuno, rendendo chiaro e condiviso un percorso comune.
Questo è il momento in cui definire queste specifiche e metterle nero su bianco nel progetto domotico.

Con la stesura del progetto domotico si schematizza un percorso che sarà utile a tutti i professionisti coinvolti

La descrizione degli ambienti

Per descrizione degli ambienti, altra voce presente nel progetto domotico, non intendiamo i disegni di cui si occuperà egregiamente l’Architetto ma un resoconto di dove si trova la casa alla quale si lavorerà. Si tratta di un’abitazione ubicata in centro città, con ZTL (zone a traffico limitato) da attraversare? Al quinto piano, senza ascensore, in uno stabile d’epoca? O è in campagna, in zone impervie da raggiungere? La posizione e la struttura dell’edificio può far variare i costi di trasporto del materiale ed è bene tenerla in considerazione sin dall’inizio.

È anche importante avere una fedele analisi degli ambienti, dal punto di vista tecnico. Tutte informazioni già presenti nei documenti realizzati da ogni professionista coinvolto ma che, se riportate anche nel progetto domotico, saranno un recap comune e utile a tutti. Da seguire come traccia sin dall’inizio dei lavori.

Le assunzioni preliminari

Le assunzioni preliminari, che in informatica sono le “specifiche di Sistema”, rappresentano quelle richieste riferite al funzionamento dell’intero progetto. I vincoli ai quali ci si deve attenere e le cose sulle quali non si può transigere.
La classe energetica di partenza, o alla quale si vuole arrivare a fine lavori, può determinare la scelta di tecnologia di una determinata fascia. Così come la predilezione per una marca, rispetto ad un’altra. Se il cliente desidera solo prodotti del marchio X, tutti i lavori ruoteranno nella direzione che permetterà di garantire la massima soddisfazione finale.
I vincoli che caratterizzeranno il progetto hanno un’importanza fondamentale e devono essere noti e condivisi tra i professionisti che prenderanno parte alla realizzazione della casa domotica.

Noi di Progetta la Domotica, nel tempo, abbiamo deciso anche di esplicitare un vincolo di budget, deciso con il cliente, che risulta essere un modo per contingentare le spese ed evitare brutte sorprese alla fine. Anche questo, se condiviso tra tutti i tecnici in fase progettuale, non coglierà nessuno di sorpresa e farà scorrere i lavori senza tensioni e malumori.

Gli Attori che vivranno l’ambiente domotico

Proseguendo con l’analisi delle voci presenti nel progetto domotico ci imbattiamo nella figura degli Attori. Si tratta di tutte quelle persone che useranno l’ambiente al quale si sta lavorando. Si tratterà sicuramente dei proprietari ma anche degli altri componenti della famiglia, con una particolare attenzione alle esigenze di eventuali figli, che muteranno in base alla loro età.
Tra gli Attori si elencano anche i collaboratori domestici (che potrebbero interagire con la casa in assenza dei proprietari) o gli animali domestici, che impatteranno sulle scelte legate alla videoanalisi o al timing di aperture/chiusure ingressi.

Anche la casa è un Attore. Sensori e temporizzazioni renderanno l’ambiente autonomo e in grado di avvisare l’utente, in caso di problemi o malfunzionamenti. Una finestra aperta o un’improvvisa fuga di gas, verranno segnalate tempestivamente, tramite i device collegati, ai proprietari. In modo da poterli mettere nella condizione di attivarsi per salvaguardare la propria abitazione.

Descrivere gli Attori che utilizzeranno la casa domotica aiuta ad andare incontro alle esigenze di tutti

Lo scopo della domotica è la creazione di un sistema che risponda alla relazione tra ambiente/persone ed è per questo che è importante sapere che tipo di persone vivranno la casa.
Tra le informazioni che non possono mancare ci sono l’età dei componenti del nucleo familiare, le loro preferenze e le eventuali difficoltà che li contraddistinguono. La professione, le abitudini e le preferenze (per esempio se si tratta di utenti Apple o Android).
Il progetto domotico racconta le relazioni tra casa e ambiente grazie agli scenari di comportamento, che sono descrizioni testuali di come si comporterà la casa. Queste possono cambiare e arricchirsi durante l’evoluzione del progetto, da preliminare ad esecutivo.

Comportamenti: il nucleo del progetto domotico

Una delle fasi più importanti del progetto domotico è rappresentata dalla creazione dei comportamenti. Si tratta di una descrizione di come il cliente vuole che si comporti l’ambiente e può riferirsi a:

  • comportamenti impliciti (una serie di azioni che ci si aspetta che la casa compia. Sono talmente scontati che non vengono descritti a meno che possano dare adito a dubbi. Per esempio l’interruttore che accende la luce è cosa ovvia e non viene segnalato);
  • comportamenti espliciti (azioni richieste, complesse e non date per scontate).

La creazione di scenari di comportamento, negli ambienti informatici e IoT, è universalmente riconosciuta come una parte saliente della progettazione ed è importante perché:

  • garantisce al cliente la comprensione di ciò che sta comprando,
  • dai comportamenti gemma l’infrastruttura tecnica. Ovvero si determinano i sistemi e le tecnologie utili a soddisfare il cliente.

Creare un documento condiviso mette al riparo da incomprensioni

Una particolarità del documento che descrive i comportamenti è che, con l’andare avanti dei lavori, si arricchisce di dettagli ad ogni fase cristallizzando le scelte tecniche fatte man mano.
Questo previene le problematiche in cantiere perché è tutto documentato nero su bianco e limita le sorprese che, in questo contesto, non sono sempre piacevoli. Il progettista ufficializzerà così le scelte prese, senza delegare a chi verrà dopo di lui o agli installatori.
Nessun “Ah, ma io avevo capito che…” potrà dare adito a dubbi e fastidiose incomprensioni. Anche a livello economico, per il cliente, non ci saranno aumenti dell’ultimo minuto e si rispetterà il budget con più facilità.

I comportamenti sono raccolti in una sezione del documento in cui, descrivendo le interazioni tra utente e ambiente, trovano spazio la descrizione di ciò che deve succedere in casa. Per esempio, si analizza e descrive cosa dovranno fare le tende intelligenti:

Tende intelligenti: Le tende seguono la posizione del sole durante il giorno per garantire il comfort e favorire un’illuminazione ottimale.
Supportano il sistema di termoregolazione proteggendo gli ambienti dal calore in estate e favorendo l’accumulo di calore in inverno.
progetto domotico
La descrizione dei comportamenti permette agli utenti di prefigurare ciò che succederà nella loro casa, prima di andarci a vivere

Linguaggio semplice per collaborare in modo proficuo al progetto domotico

In questa breve descrizione salta subito all’occhio che il linguaggio usato è semplice e discorsivo. Non ci sono tecnicismi che rischierebbero di confondere l’utente. Il punto di riferimento è proprio lui che, con un linguaggio trasversale, può determinare il raggiungimento dell’obiettivo.
In questo documento non deve esserci sfoggio di competenze tecniche ma, piuttosto, un allineamento del linguaggio ad un livello comune a tutti. Questo linguaggio condiviso garantisce la comprensione e permette a tutti di rimanere sulla stessa lunghezza d’onda.

Questa formulazione diventa più stringente nella fase definitiva e assume una struttura ricorrente basata su tre step:

  • Come… (Come proprietario / figlio / domestica…)
  • Vorrei che… (Le tende si abbassassero quando il sole batte sulle finestre / le tende si alzassero…)
  • Affinché… (Io non rimanga abbagliato / Io possa guardare la tv senza riflessi / Io possa pulire i vetri senza lasciare aloni)

C’è un percorso che muta da desiderio a desiderio dettagliato. La precisione massima viene raggiunta nella fase esecutiva, quando si arriva ad un passo da quello che è il linguaggio tipico della programmazione software caratterizzato dai comandi “If – Then – Else”:

  • Dato (Antifurto inattivo)
  • Quando (Il sensore di luce S15 indica presenza di massima luminosità
  • E (L’orario del giorno indica che il sole è allineato alla finestra)
  • Allora (Il sistema abbassa la tenda relativa)

La descrizione dei comportamenti, in forma testuale, può essere anche rappresentata in modo grafico, attraverso un diagramma (di flusso o BMPN). A prescindere dalla modalità scelta, è importante che il progetto domotico evolva fino a un dettaglio tale che, chi deve effettuare la programmazione, sia in grado di avere tutti gli elementi per garantire il risultato desiderato.

L’architettura dei dispositivi in un progetto domotico

Se fin qui ci siamo occupati più della parte software, è il momento di occuparci dell’hardware. Dobbiamo definire quali siano i dispositivi da inserire fisicamente nell’abitazione, in modo da poter raggiungere i risultati ambiti dal cliente.
L’architettura dei dispositivi definisce ed elenca, raggruppandoli per tipologia, tutti i dispositivi derivati dai comportamenti descritti negli scenari di comportamento. In un unico documento sono racchiuse le informazioni relative a tutta l’abitazione:

  • una descrizione dettagliata dei dispositivi necessari per ogni tipologia di impianto,
  • la disposizione dei vari elementi e relativo schema suggerito,
  • quantità di elementi necessari (dispositivi astratti, non legati ad un marchio, per poter avere una più vasta gamma di prezzi, senza vincoli).

La figura più adatta a definire l’architettura dei dispositivi è quella che offriamo noi di Progetta la Domotica.
Si tratta di una fase importante della progettazione e non basta il supporto di un progettista elettrico. Il lavoro di definizione di questi elementi è guidato al meglio dal progettista domotico.
Si può sopperire all’eventuale mancanza di questa figura professionale completa, facendo collaborare un bravissimo System Integrator, che ha una visione generale del progetto dal punto di vista tecnologico, e un Architetto. È bene, però, che lavorino a stretto contatto per cercare di ottenere un risultato in linea con le richieste del cliente.

Con l’elenco dei materiali necessari è possibile cominciare a chiedere preventivi ai fornitori e a rendere disponibili parametri utili ai vari progettisti.
La domotica tende a necessitare di più spazio fisico, rispetto a quello di cui ha bisogno un sistema elettrico tradizionale. Con un’analisi dettagliata delle richieste, si potrà allocare budget e spazio in modo più proficuo.

Come produrre un elenco dei materiali necessari alla realizzazione della casa domotica?

Con tutte le informazioni ricavate fino a questo punto, come si fa a stilare l’elenco dei componenti necessari allo scopo? È consigliato seguire lo schema del modello dell’intelligenza ambientale che descrive il flusso delle informazioni.

Rappresentazione del “modello dell’intelligenza ambientale”
  1. Sensing (Percezione data dai sensori)
  2. Reasoning (Elaborazione dei dati ottenuti)
  3. Acting (Attivazione delle azioni)
  4. Interacting (Facilitatore dell’interazione tra utente e ambiente)

Si sceglie un comportamento mutuato dagli scenari ai quali si è approdati e ci si chiede:

  • di che sensori ho bisogno per recuperare le info necessarie ad attivarlo? (Per esempio: un sensore di luce, di temperatura…)
  • Queste informazioni a chi andranno? (Ad un modulo Meteo che è in grado di raccogliere quelle informazioni per fare le previsioni…)
  • Dove vado ad intervenire con queste informazioni raccolte? (Aperture valvole, uscite elettriche…)
  • L’utente come può controllare queste informazioni? (Centralina Meteo, pulsanti touch, interruttori, comandi vocali…)

Stima indicativa dei tempi di realizzazione

Un’ultima voce presente nel documento è la stima sui tempi. Più sarà accurata la fase precedente e più sarà veritiera questa analisi. Dalla quale dipende la buona orchestrazione dei lavori. Nel report vanno elencate:

  • Stima dei tempi di realizzazione
  • Schema delle interdipendenze delle attività (non si può fare l’attività X se prima non viene finita l’attività Y)
  • Informazioni da condividere tra tutti i progettisti per facilitare l’organizzazione.

Queste informazioni saranno molto utili a chi gestisce il cantiere e ha in mano le fila dell’intero progetto. Coordinare tutti non è facile ma con un progetto molto dettagliato diventa sicuramente più facile.

Progetta la Domotica ha trovato il giusto equilibrio tra competenze necessarie e capacità di rispondere alle esigenze dei clienti, anche a quelle più particolari. Siamo in grado di mantenere un buon rapporto tra ambiente e persone che lo vivranno. Se queste finissero in secondo piano, in una casa ipertecnologica che non riescono ad utilizzare, si rischierebbe di incorrere in quello che noi chiamiamo, scherzosamente, “effetto casa stregata”. Un’abitazione che non asseconda i bisogni dell’utente ma tende a fagocitarlo, privilegiando il lato tecnologico e dimenticando quello umano.

Per evitare questa situazione ci vogliono esperienza, lungimiranza e attenzione verso il cliente: caratteristiche che noi possediamo, grazie agli anni di lavoro che ci hanno portato a fondare Progetta la Domotica.
Speriamo che questa analisi delle voci presenti nel progetto domotico ti sia stata utile e ti ricordiamo che puoi trovarci qua per una chiacchierata 🙂

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