Progetta la Domotica - Interfaccia intuitiva

L’importanza di una interfaccia intuitiva

Progettare la domotica di un’abitazione in maniera intuitiva significa evitare quello che noi, scherzosamente, abbiamo ribattezzato effetto casa stregata. Il fastidioso fenomeno che si verifica quando gli utenti non riescono ad utilizzare la propria casa perché troppo tecnologica e dalle funzioni poco lampanti.
Una casa che non si mostra intuitiva ma anzi, preferisce privilegiare le mode del momento a scapito delle reali necessità dell’utente, difficilmente diventerà l’accogliente nido che ci si aspetta.

Quando si entra per la prima volta in una casa domotica non deve servire un manuale per riuscire ad interagire con l’ambiente. Anche perché possono esserci centinaia di cose da controllare e, di conseguenza, centinaia di pulsanti tra cui scegliere.
La convenzione secondo cui, vicino ad un vano porta ci sarà di sicuro un interruttore per la luce, può vacillare poiché i comandi di gestione di un’abitazione smart sono sull’App. Essendo molti, non si può “scartabellare” alla ricerca di quello giusto ogni volta che si deve compiere un’azione. Serve un’interfaccia intuitiva che supporti l’utente, visto che è possibile che allo stesso pulsante vengano assegnati più compiti.

Una sola App gestisce ambienti diversi in maniera chiara

Ogni ambiente vedrà una ripetizione di alcuni macro comportamenti: in salotto ci sarà una maggior attenzione all’home theatre o alle tende intelligenti, nella camera dei ragazzi all’impianto audio multiroom. Le icone relative dovranno essere posizionate sulla prima schermata dell’App ad un livello superiore, poiché utilizzate più frequentemente. Il resto potrà scendere ad un secondo livello, ma per assegnare il giusto posto alle icone… l’ultima parola spetterà sempre a chi utilizzerà quella casa tutti i giorni.
In fase di progettazione dei comportamenti è necessario sfoltire le informazioni. Un’accurata raccolta di dati e aspettative dei clienti, eviterà che la casa “viva di vita propria” nascondendo le proprie potenzialità e i canali grazie ai quali l’utente potrebbe interagire con lei, in maniera intuitiva.

Progetta la Domotica – Interfaccia intuitiva per apertura della porta senza chiavi

Non ci stancheremo mai di ripetere come una casa intelligente nasca, in prima battuta, tra le pagine del suo progetto domotico. Senza l’analisi e la stesura dei bisogni degli Attori coinvolti non si può andare verso la realizzazione della casa dei sogni.
Serve sapere quali siano le abitudini dell’utente e come questi potrebbe interagire con l’ambiente. E poi passare ad una fase di semplificazione.

Le leggi della semplicità in ambito tecnologico

Il concetto di semplificazione in ambito tecnologico è stato vagliato da più parti. L’analisi che ci sentiamo di condividere e che cerchiamo di utilizzare sempre come spunto, è quella di John Maeda, autore di “The laws of simplicity“, nonché professore al Media Lab del MIT e graphic designer di fama mondiale.
Ogni giorno ci troviamo ad interagire con molti sistemi tecnologici e, quelli che siamo portati a riutilizzare nel tempo, sono i più semplici.
“Semplicità equivale a buon senso, a equilibrio” un insegnamento che regola le preferenze e il piacere dell’interazione con gli strumenti che ci circondano. Quante volte, alla terza pagina di un manuale di istruzioni, abbiamo avuto la tentazione di buttare via tutto? Menu, sottomenu e complicazioni varie, fanno venir meno il piacere di utilizzare un lettore dvd, piuttosto che un deumidificatore.

Il plus della semplicità nell’era digitale

I primi strumenti Apple ci hanno mostrato l’importanza delle linee pulite e la facilità d’uso dei device. E continuiamo a percepirlo tutti i giorni con un qualsiasi smartphone. Nonostante siano presenti le istruzioni (anche se in forma sempre più scarna), raramente andiamo a prenderle per cercare di capire come usarlo. Il software è talmente raffinato che è più facile trovarsi a dire: “WOW!” piuttosto che: “E ora? Questo come si fa?”

Maeda ha compiuto analisi e ricerche riguardo alla semplicità e al suo legame con il design, la tecnologia e… con tutto quello che ci capita “mentre siamo intenti a leggere il libretto delle istruzioni di quella dannata caldaia!” 🙂 e ne ha fatto un trattato con 10 regole.
Dalla più semplice (“Riduci”) alla più complicata (“Semplicità significa sottrarre l’ovvio e aggiungere il significativo”) Maeda ci dà dei criteri per gestire la complessità, mostrandoci come questa idea possa guidare sia il business che la tecnologia.

La progettazione di interfacce intuitive è un tema caro agli Informatici

Un Informatico al lavoro sulla realizzazione di una interfaccia intuitiva

La progettazione delle interfacce è un tema dell’informatica e del design, non dell’architettura o dell’impiantistica. L’informatica ha portato diverse innovazioni su questo tema, già affrontato dagli Architetti e, dal momento che il nostro lavoro ci permette da anni di “tastare il polso” della situazione, riteniamo sia il momento di spingere avanti la figura degli Informatici e del design thinking per ottenere il massimo dalla tecnologia.

La casa diventa “smart” quando un Informatico scrive un software che spiega a tutti gli apparecchi come comportarsi.

La certezza di aver fatto un buon lavoro si ha quando l’utente comincia ad interagire con la casa, perché capisce cosa fare, lo fa e ne trae soddisfazione. Questo è poi il succo dell’intuitive design: un design facile da usare che l’utente percepisce come un miglioramento e non come fonte di ansie e dubbi.
L’utente sentirà che un design è intuitivo quando si basa su principi comuni ad altri domini a lui noti e a esperienze pregresse positive. Essendo il risultato soggettivo conferma l’idea secondo cui è necessario progettare, nel nostro caso la domotica, mettendo l’utente al centro e facendosi guidare dai suoi desideri e dal suo vissuto.

Il Team di Progetta la Domotica ha maturato anni di esperienza e al suo interno concilia competenze di realizzazione di impianti con le più moderne capacità informatiche.
Se hai un progetto nel cassetto… contattaci, noi siamo tutti orecchie!