Progetta la Domotica - Appartamento a Torino

Come ottimizzare gli spazi e aggiungere domotica

Abbiamo da poco concluso la ristrutturazione in chiave domotica di un appartamento inserito in un palazzo storico nel centro di Torino.
L’obiettivo dell’intervento era quello di ottimizzare gli spazi e aggiungere un livello di automazione domotica all’appartamento in occasione dei lavori di ristrutturazione intrapresi dal cliente.

Gli ambienti ridisegnano gli spazi e facilitano la coesistenza di attività lavorative svolte in modalità smart con quelle di natura più privata e personale. Dopo la ristrutturazione vi sono quattro aree principali (camera da letto, cucina, salotto e studio), un bagno e una zona lavanderia.
Grazie al lavoro dell’Architetto la cucina e il soggiorno sono diventati uno spazio unico comunicante. Si è reso così indispensabile definire soluzioni che facilitassero lo svolgimento, in contemporanea, di attività diverse senza che una fosse di disturbo per l’altra. Noi abbiamo aiutato a rafforzare l’ottimo lavoro di ridefinizione degli spazi, inserendo degli elementi domotici.

Il nostro intervento ha l’obiettivo di aggiungere al nuovo ambiente un livello superiore di comfort e di predisporlo per una estendibilità futura (ad esempio impostando il necessario per un impianto audio/video avanzato che sarà realizzato in futuro).
Il progetto per questa abitazione nel centro di Torino si basa sull’importanza di due fattori:

  • la sicurezza, sia sul fronte antintrusione che su quello del monitoraggio dei classici incidenti domestici;
  • la creazione di Comportamenti domotici che si adattino alla ridefinizione e gestione degli spazi.

Le richieste dei committenti sono state chiare sin dall’inizio e sono partite da basi imprescindibili:

  • era necessario che il nostro lavoro fosse finalizzato a creare ambienti compatibili con le loro esigenze personali, gestendo gli spazi architettonici open space.
  • Nella scelta dei componenti domotici avremmo dovuto privilegiare quelli con App supportate dai sistemi Android perché gli smartphone e i device di casa usano questo sistema operativo.
  • Ultima – ma non ultima – raccomandazione: gli interventi sarebbero dovuti rientrare, per quanto possibile, all’interno degli incentivi statali correnti rivolti alle ristrutturazioni, per ammortizzarne i costi.

Comportamenti domotici espliciti e impliciti

Il comportamento domotico è una risposta che l’ambiente dà a eventi specifici scatenati dalle informazioni fornite dai singoli impianti dell’edificio o da azioni dirette degli utilizzatori.
La mappa dei Comportamenti definisce i risultati attesi dal cliente finale e serve, inoltre, a rappresentare le specifiche che dovranno essere seguite dai tecnici coinvolti in fase di programmazione. Contiene anche le definizione dell’hardware minimo che sarà da mettere in campo per garantire il funzionamento aderente alle attese.

I Comportamenti Espliciti sono comportamenti costruiti per rispondere in modo diretto alle esigenze specifiche degli Attori.
I Comportamenti Impliciti sono comportamenti base, non esplicitamente descritti ma che gli Attori si aspettano comunque di vivere come, ad esempio, quando ci si aspetta di poter guardare programmi televisivi se si installa una tv o quando ci si aspetta che una luce si accenda alla pressione di un pulsante a parete. Viene indicata solo se:

  • utile per prevenire incomprensioni;
  • l’insieme della programmazione rischia di far emergere comportamenti inattesi o controintuitivi;
  • si introduce uno stato dell’Ambiente per cui i comportamenti impliciti sono sospesi o mutati temporaneamente.

Progetto degli scenari comportamentali e attori coinvolti

Esplorando i loro bisogni, le abitudini e le aspettative nei confronti dell’abitazione si realizzano degli scenari di comportamento, nei quali sono coinvolti i principali utenti del sistema, detti Attori. In questo progetto gli Attori coinvolti sono tre:

  • i proprietari dell’immobile,
  • la collaboratrice domestica,
  • la casa.

I proprietari dell’immobile

Tutto si muove a partire da loro che sono gli utenti principali dell’appartamento. Le attività quotidiane si differenziano per tipologia e frequenza.
Se uno utilizzerà maggiormente la casa e ne seguirà da vicino la quotidianità, essendo in pensione; l’altro vivrà la casa anche come ambiente di lavoro.
Gli sviluppi dell’ultimo periodo, causati dal Covid-19, hanno accentuato la possibilità di lavorare in modalità smart working. Per far sì che questa opzione si riveli un plus e non un impedimento, è necessario adibire uno spazio a questo scopo.
Tra le passioni dell’utente in pensione si evidenziano la lettura e l’approfondimento dell’attualità in Tv. Attività che rischierebbero di cozzare con l’interesse per l’ascolto della musica dell’altro utente. Con lugimiranza, se ne è tenuto conto in fase di progettazione e ne sono derivati una buona gestione degli spazi e l’uso di adeguati elementi tecnologici.

La collaboratrice domestica

Un secondo attore che interagirà con l’ambiente intelligente di questo appartamento è la collaboratrice domestica. A lei si dovrà garantire tutto il supporto per lo svolgimento delle attività e semplificare la fase di accesso ai locali nel rispetto della sicurezza e della privacy.

La casa diventa protagonista

Anche l’alloggio stesso è considerato un Attore poiché è in grado di intervenire, grazie alla domotica, in modo proattivo o di reagire ad alcune situazioni come rispondere a sensori ambientali (presenza di fuoco, di allagamenti o di fughe di gas).

La casa domotica asseconda le esigenze degli utenti

La casa risponde a molti bisogni e, in molti casi, li previene. Abbiamo posizionato in modo opportuno gli speaker che funzionano, oltre che da casse audio, anche come assistenti vocali. Da qualsiasi stanza è possibile interagire con Alexa o ricordarle, tramite comandi vocali, di aggiornare l’agenda, spegnere le luci o controllare che il gas sia chiuso.
La casa non fa mai venire meno il proprio supporto all’utente e il suo controllo avviene attraverso App, comandi vocali e telecomando.

Una giornata trascorsa in casa, tra hobby e lavoro in spazi condivisi

Ogni momento della giornata è scandito dalla presenza di scenari di comportamento realizzati ad hoc che assecondano le esigenze e gli interessi dei proprietari di casa.
Il sistema domotico dà la sveglia secondo uno schema che prevede l’impostazione di orario e del suono dell’allarme, in base alle preferenze.
Alexa, smart home speaker di riferimento, riassume le attività del giorno e si presta a consultare l’agenda condivisa, memorizzando anche le variazioni dell’ultimo minuto. Niente più dimenticanze con un valido assistente che memorizza e suggerisce impegni e scadenze.

La giornata si snoda principalmente tra le mura di casa, per entrambi. Chi gestisce la casa, dedicandosi ai propri hobby e chi lavora in smart working. La difficoltà sottolineata sin dall’inizio era proprio quella di condividere gli spazi senza disturbarsi. A tale scopo abbiamo predisposto, ma non ancora implementato, un sistema audio che può limitare, a richiesta, le frequenze sonore che più attraversano le pareti. Questo può ridurre il disturbo, garantendo comunque un ascolto piacevole.

Data l’importanza della musica per i proprietari della casa, abbiamo predisposto un impianto audio multiroom che permette l’ascolto in streaming attraverso le piattaforme preferite dagli utenti: Spotify, Tidal e Amazon Music.

Lo smart working è entrato a far parte della quotidianità del committente e, in fase progettuale, abbiamo avuto modo di confrontarci a lungo su quali fossero le feature indispensabili per ottenere il massimo dal lavoro da remoto.
Navigare in Internet da qualsiasi device, un’area predisposta per le video call, impostare il giusto grado di luminosità per non affaticare gli occhi, musica di sottofondo… niente è stato lasciato al caso. C’è persino un timer segnatempo che, secondo la tecnica del Pomodoro, “suddivide il lavoro in intervalli, tradizionalmente lunghi 25 minuti, separati da brevi pause”.

Progetta la Domotica - Appartamento a Torino con spazi per lo smart working
Progetta la Domotica – Appartamento a Torino con spazi per lo smart working

Mettere gli spazi della casa in sicurezza grazie alla fiducia nella tecnologia

I proprietari dell’appartamento ci hanno contattato e, fin dal primo incontro, è emersa la loro sensibilità al tema sicurezza. I loro obiettivi sono stati, sin dall’inizio:

  • poter lasciare serenamente la casa incustodita o gestita da persone di fiducia,
  • mettersi al riparo da furti o piccoli incidenti domestici.

Come avere il controllo degli spazi quando la casa è vuota o accoglie collaboratori esterni?

Uscendo di casa si attivano una serie di accorgimenti finalizzati ad evitare ansia e malumori. Si spengono le luci, si abbassa il riscaldamento, si chiude la serratura blindata con la mandata e si attivano sensori e telecamere. La casa saluta i proprietari con un messaggio con cui conferma di aver messo tutto in sicurezza. In alternativa, segnala un’anomalia che impedisce la chiusura della casa.
Se il dubbio che possa andare tutto bene assale i proprietari mentre sono fuori… potranno visionare le registrazioni delle telecamere a partire da un minuto prima della richiesta, tramite App.

Se è in programma l’arrivo della collaboratrice domestica, si imposterà lo scenario che non prevede l’attivazione delle telecamere interne. È noto che non si possano utilizzare per registrare i lavoratori impegnati nella propria attività. Si può piuttosto attivare la telecamera che trasmette in tempo reale cosa succede in casa.
Un’altra cosa di cui si può tenere traccia è il passaggio di persone che hanno suonato il campanello mentre non c’era nessuno in casa, ricevendo una notifica sullo smartphone. Lo stesso device che gli utenti possono usare per aprire la porta alla domestica o al corriere.

All’esterno della palazzina non abbiamo potuto installare un videocitofono moderno perché il citofono è proprietà condominiale e avremmo costretto al cambio tutti i condòmini. Quando qualcuno suona, i proprietari della casa ricevono anche un messaggio sul cellulare e decidono da lì se aprire o meno.

Come evitare piccoli incidenti domestici quando la casa è vuota?

La casa comunica le news sul proprio stato di sicurezza o difficoltà attraverso la App. In caso di piccoli o grandi incidenti domestici gli utenti sono tranquilli perché sanno che la casa sarà la prima ad avvisarli delle difficoltà.
I sensori di allagamento, quelli perimetrali e volumetrici contribuiranno ad evidenziare rapidamente i problemi quando è ancora possibile porvi rimedio.
In caso di tentativi di furto le telecamere faranno il loro dovere in tandem con l’App sullo smartphone e sarà possibile allertare tempestivamente le Forze dell’Ordine.

Questo lavoro ci ha permesso di esplorare e spingere ancora “un po’ più in là” la nostra curiosità per la domotica. Lavorando a stretto contatto con i clienti ogni progetto lo sentiamo un po’ nostro. Cogliere il sorriso e lo stupore sui loro volti al primo collaudo… ci dà una soddisfazione immensa.
Il collaudo è la prova generale in cui “stressiamo il sistema” provando, con i proprietari della casa, tutte le combinazioni possibili di attività e scenari di comportamento. Non si tratta, però, dell’ultima volta che ci facciamo vedere da loro. Non è che poi “ci diamo alla macchia”, lasciandoli soli ad affrontare eventuali problemi.
Noi ci siamo sempre e forniamo assistenza sia in presenza che da remoto.
Vogliamo fare una chiacchierata per definire il tuo prossimo progetto domotico? Contattaci per prendere un appuntamento!