Progetta la Domotica - Riconfigurare gli spazi per lavorare da casa

Lavorare da casa ha cambiato gli spazi abitativi

L’Università Iuav di Venezia ci ha invitati ad un webinar sul tema “Mutamenti dell’abitare – La casa macchinica“.
Lavorare da casa sta cambiando la percezione degli spazi e, in generale, la vita di molte persone. Ci siamo confrontati su questo tema con illustri Sociologi e Professori dell’Ateneo. In rappresentanza di Progetta la Domotica mi sono collegato io, Matteo De Simone, Responsabile progettazione e sviluppo software.

Nell’ultimo anno e mezzo, volente o nolente la casa è diventata protagonista. Lavorare da casa è diventato la norma anche per molte figure professionali abituate a contesti collettivi, impegnate fianco a fianco con dei colleghi. La pandemia ha costretto molti lavoratori ad allontanarsi dai propri posti di lavoro portandoli a riformulare gli spazi abitativi.
Noi di Progetta la Domotica abbiamo ricevuto molte richieste da committenti che avevano la necessità di creare un piccolo ufficio in casa. Possibilmente preservando il giusto equilibrio tra la privacy e la comodità di tutti gli abitanti della casa.

Riconfigurare gli spazi abitativi per lavorare da casa

La richiesta di riconfigurazione degli spazi abitativi è pressante e viene maggiormente da quelle persone che hanno visto, all’improvviso, stravolgersi la propria routine. Molti freelance sono ormai abituati a lavorare da casa in modalità smart o agile. Ma il Covid-19 ha imposto un cambio di rotta, in diversi ambiti, che ha costretto milioni di persone a rivedere abitudini e priorità.

Trasferire il proprio ufficio in casa costringe ad imparare un nuovo modo di far coesistere casa e lavoro.

Recentemente siamo stati impegnati nella progettazione di un appartamento dove c’era questa necessità di Smart Working. Abbiamo ragionato in modo da far coesistere, nello stesso ambiente diversi interessi. La passione per musica&tv di uno dei proprietari e la necessità di avere una stanza tranquilla per lavorare da casa, per l’altro.
La domotica ci è venuta in aiuto, contribuendo a rendere impermeabile al suono la stanza del freelance. E ci ha dato comunque la possibilità di mantenere, nell’altra stanza, una configurazione audio che restituisca il suono in modo pulito. Abbiamo infatti lavorato per tagliare le frequenze audio che attraversavano le pareti in modo più invasivo. La qualità dell’audio, per chi è nella stanza relax, non ne ha risentito.

Molti lavoratori hanno iniziato a lavorare da casa a causa della pandemia
Molti lavoratori hanno iniziato a lavorare da casa a causa della pandemia

Domotica e intelligenza artificiale

In questo momento il tema fondamentale è la tecnologia che cambierà tutto grazie all’intelligenza artificiale. Grazie a lei abbiamo la possibilità di fare analisi dei dati e di creare così nuove connessioni da utilizzare per fare previsioni e prendere decisioni.
Grazie all’intelligenza arificiale possiamo connettere gli strumenti di uso quotidiano e ci avviciniamo ad un tema caldo degli ultimi anni: l’Internet delle cose. Questo coinvolge anche la domotica perché significa essere connessi con tutti i dispositivi. E fruire in modo continuo di servizi on-line, posta elettronica, sincronizzazione del calendario ecc…
Avere accesso a questi dati è molto importante. Permette di creare ambienti su misura e adattabili alle esigenze personali di ogni persona che abita un determinato luogo. Inoltre è la promessa della rivoluzione non solo nell’ambito domotico, ma in generale nel prossimo step evolutivo della tecnologia.

Il ciclo di evoluzione della tecnologia digitale nella casa

La vita del prodotto è strettamente legata all’evoluzione della tecnologia. Siamo abituati che ogni due anni, circa, cambiamo lo smartphone e questo ci garantisce di avere a portata di mano sempre una tecnologia recente.
Quando si parla di casa, la situazione è diversa. La vita di un’abitazione non si misura in mesi, ma in anni. Si acquista una casa nuova ma non è detto che significhi aver accesso alle ultime novità tecnologiche. C’è da considera poi, che si tratta di tecnologie che ci faranno compagnia per decenni.

Il ritmo tra l’evoluzione tecnologica della casa e quella alla quale siamo esposti non va di pari passo. Questo fa sì che, a fronte di ciò che ci aspettiamo, l’evoluzione della tecnologia all’interno dell’abitazione risulti distopica.

Dove è finita la promessa dei film di fantascienza che guardavamo da ragazzini? Come mai ci ritroviamo ancora a dover schiacciare un bottone per accendere la luce? 🙂

La casa passa da essere ambiente reattivo a proattivo

Il passaggio da un ambiente reattivo a quello proattivo ci porta al concetto di Ambient Intelligence System, una branca dell’evoluzione della domotica. Se nel primo caso devo dare un impulso all’ambiente per ottenere un risultato, nel secondo il sistema anticiperà le mie necessità.
I sistemi dotati di intelligenza ambientale capiscono come modificare l’ambiente. Non sarò più io ad abbassare una tapparella e a modificarlo fisicamente ma sarà il sistema che deciderà come e quando fare queste cose.

Per proteggere il comfort delle persone la casa prende da sé delle piccole decisioni migliorative.
Qualche tempo fa abbiamo lavorato ad una casa passiva integrandovi delle tende intelligenti. Il proprietario desiderava poter godere della luce dell’alba. Noi abbiamo fatto in modo che le tende si alzino all’alba, progressivamente, in modo da scoprire le grandi vetrate. Lo fanno in funzione dell’orario in cui sorge il sole e delle condizioni meteo.
Con l’obiettivo di prevedere e andare incontro alle esigenze dei proprietari, questo sistema decide come e quando fare le cose. Sceglie il modo in cui occuparsi degli utenti se sono casa e decide cosa fare quando non c’è nessuno. Per esempio, per dedicarsi ad attività di manutenzione o aggiornamento aspetta il momento in cui è sicura di non arrecare disturbo a chi vive nell’abitazione.

I gradi di indipendenza della casa: da grado 5 a grado 0

Il grado di indipendenza della casa abbiamo deciso di classificarlo secondo una scala di nostra invenzione. Si va dal grado 5, il cosiddetto impianto tradizionale in cui l’utente deve fare tutto interagendo attraverso tasti, pulsanti e manopole. E si arriva fino all’impianto di grado 0, dove la casa anticiperà le esigenze di chi la abita. Prevedendone i desideri, l’interazione sarà a zero click!
Si tratta di tecnologie già presenti, anche se l’intelligenza artificiale è meno matura di quello che ci piacerebbe.
Per ottenere un ambiente proattivo è necessario che un Ingegnere Informatico scriva e sviluppi un software, realizzato su misura in base all’esigenze del proprietario dell’abitazione. Questo ci restituisce una casa più vicina a come l’utente la desidera.

Il software che farà funzionare la tua casa come desideri, viene creato da un Ingegnere Informatico
Il software che farà funzionare la tua casa come desideri, viene creato da un Ingegnere Informatico

La persona è al centro nella progettazione di case proattive

La progettazione di una casa proattiva ci costringe a mettere al centro la persona. Il punto di vista da tenere in considerazione è sempre quello dell’utente finale. Una possibile dualità tra il punto di vista della casa e quello dell’utente può dare vita a situazioni inconsuete. Pur comportandosi nel modo corretto, in casi isolati, la casa potrebbe rischiare di passare per “cattiva“.

Una volta ci ha chiamato, tutto allarmato, un cliente. Mentre era in casa, c’è stato un blackout in tutto l’isolato. Quando è tornata la corrente, la sua casa domotica è sembrata “impazzita”. L’impianto ha pensato di doversi riattivare da zero, come se fosse stato resettato. Così ha dato il via al consueto check di tutte le luci di casa e all’analisi iniziale.
Paradossalmente, pur avendo fatto bene il proprio mestiere, il suo comportamento è apparso sbagliato al proprietario di casa. Perché lui in quel momento si trovava lì e si non aspettava che la casa facesse il reset, al ritorno dell’energia elettrica.
Chi aveva ragione in quel caso? Un quesito per niente banale che apre una serie di interrogativi.

La costruzione del rapporto tra utente e abitazione

La vera sfida è costruire il rapporto tra utente e casa domotica perché la relazione non è più quella di prima. Bisogna evitare la sensazione che la casa, da luogo sicuro e protettivo, si trasformi in una “casa stregata“.
Per noi di Progetta la Domotica è necessario fare un’innovazione non tanto a livello tecnologico, quanto a livello di metodo e metodologia. Servono nuovi strumenti e li possiamo “prendere in prestito” dalle metodologie informatiche. Ci si deve avvicinare a metodi agili, a gruppi multidisciplinari ma soprattutto alla coprogettazione con il cliente.
Un tema di importanza fondamentale perché non stiamo costruendo un motore da posizionare dentro a una tapparella. Stiamo costruendo una relazione nuova tra un ambiente, in parte fisico e in parte digitale, e una persona.

In conclusione crediamo che agli strument tecnici ne vada aggiunto uno culturale. La casa, posto in cui viviamo e spesso lavoriamo, assumerà nel tempo varie funzioni e, probabilmente, contribuirà a cambiare l’aspetto degli ambienti di lavoro tradizionali.
Servirà la sensibilità, la cultura e la capacità di gestire un paradigma nuovo. Noi di Progetta la Domotica abbiamo l’esperienza per aiutare chi si avvicina, per desiderio o per curiosità, a questo mondo incredibilmente interessante. Contattaci per una chiacchierata, senza impegno.