Altre cose che può fare la domotica

La curiosità sul tema domotica è tanta. E noi siamo qui anche per svelarti che non tutte “Le cose più belle della vita o sono immorali, o sono illegali, oppure fanno ingrassare”, come sosteneva invece lo scrittore George Bernard Shaw.
Avere un sistema domotico è una scelta che possiamo mettere tra “le cose belle della vita” e siamo pronti a svelare altre applicazioni della domotica all’abitazione del tuo cliente, oltre a quelle elencate in questo post.

La casa domotica si adatta alla presenza dell’utente

Aprendo la porta dell’abitazione con un codice personale, la casa si adatta alla presenza di una determinata persona.
Questo significa che farà in modo di accoglierla ricordandosi i settaggi a lei associati.
Potrà variare quindi il grado di illuminazione, raggiungendo l’intensità di suo gusto. Oppure farà partire la “sua” musica, aggiustandone il volume in modo a lei piacevole.

Se i primi a rientrare in casa sono i figli, il sistema (su richiesta dei genitori, ovviamente) potrebbe impedire l’accesso ad Internet o alla console prediletta. O permetterà di scegliere solo tra alcuni canali della smart tv.

Se invece è il nonno anziano a rientrare a casa, la casa domotica saprà che deve accendergli le luci al 100% di intensità, senza dimenticare le luci di cortesia nel corridoio.
Inoltre potrebbe attivare, appositamente per lui, il montascale o l’ascensore in modo da farglielo trovare sempre al piano in cui si trova lui.

Il sistema domotico monitora i consumi e segnala i malfunzionamenti

Anche gli elementi che compongono un’abitazione domotica necessitano di manutenzione ma la cosa sorprendente è che sarà il sistema ad avvisare quando sta per subentrare un piccolo guasto o malfunzionamento.

Le lampadine più comuni, per esempio, sono certificate per 10.000 ore di attività. Il sistema, a 9.000 ore, è in grado di segnalare che… “si è quasi agli sgoccioli”. Questo permetterà di organizzarsi per un giro di manutenzione.

Questi pre-allarmi possono essere utili per non farsi cogliere impreparati ma anche per decidere di:

  • anticipare il cambio della lampadina se si sa di doversi assentare per molto tempo, lasciando a casa i genitori anziani;
  • contattare il fornitore di fiducia che riuscirà a reperire quel tipo di lampadina (un po’ particolare), che non si trova nel negozietto all’angolo.

Come vengono ripartiti i consumi?

Il sistema domotico è in grado anche di capire come vengono ripartiti i consumi nelle varie zone di casa.
Mantenendo come filo conduttore l’esempio della lampadina, si potrà ricevere un feedback dal sistema riguardo al suo uso&consumo.

Potrebbe segnalare come, quella del salotto, sia una delle fonti di illuminazione che rimane accesa per più ore. E suggerire quindi, di dotarsi di una faretto garantito per 20.000 ore di utilizzo.
Oppure si potrà ricevere come consiglio quello di cambiare la lampadina del garage, che stando accesa per pochi minuti, è un po’ sottosfruttata.

Queste doti di “preveggenza” dell’impianto domotico possono essere assimilate (in una versione molto più basic) a quelle dell’auto che segnala con la spia rossa che è ora di far benzina. Salvo poi rassicurare il guidatore, sulla possibilità di percorrere ancora 100 Km.
L’ideale sarebbe che, in autostrada, segnalasse: “Fai benzina adesso, che tra 2 minuti ti faccio lampeggiare la spia ma il prossimo distributore lo trovi fra 200 km. Poi ti tocca spingere ma non dire che non ti avevo avvisato.”

La casa domotica fa questo e altro, completando il quadro: “Cambia la lampadina adesso che tra una settimana mi spegnerò, ma tu sarai alle Maldive. I tuoi genitori anziani non sono proprio in grado di cambiare quel faretto incastonato nel contro-soffitto.”

Come scoprire guasti e malfunzionamenti?

Purtroppo anche in un moderno appartamento domotico gli elettrodomestici si usurano e possono smettere di funzionare.
La cosa positiva è che non si rischia di dover buttare via centinaia di Euro sotto forma di alimenti stipati nel congelatore “giù in cantina” che ha smesso di funzionare nottetempo, senza dare alcun segnale ai proprietari.

Il sistema domotico è capace di informare che, pur avendo “dato corrente” a tutti gli elettrodomestici di casa, il congelatore non risponde. E lo può fare anche se non si tratta di un elettrodomestico moderno e smart.
Un ottimo aiuto per scoprire rapidamente se c’è qualcosa che non va e non rischiare di trovarsi con un elettrodomestico fondamentale, guasto. Magari di venerdì sera.

La casa domotica coccola l’utente malato

Può capitare di rientrare a casa con un po’ di brividi e di accorgersi che l’influenza sia dietro l’angolo.
Questo tipo di situazione occasionale fa rivedere un po’ le abitudini e le preferenze di chi è stato colpito dal malanno di stagione.

Basterà cliccare sul device, tramite il quale l’utente comunica con la sua casa, e settare l’opzione “malattia”. La casa domotica, quella che erroneamente si immagina sempre come un’entità astratta e fredda, accoglierà il “paziente” coccolandolo e prendendosene cura.

  • Le luci abbasserano la propria intensità per non infastidire gli occhi più sensibili;
  • la sveglia verrà posticipata o staccata perché il medico ha prescritto qualche giorno di riposo a casa;
  • la musica rock che dà la carica ogni mattina verrà sostituita da quella classica;
  • la temperatura di casa si alzerà di qualche grado per assecondare quel desiderio di tepore imposto dai brividi della febbre.

La casa domotica è guidata dal contesto applicativo dell’utente e ha bisogno di essere programmata per poter andare incontro alle sue esigenze. Ogni occasione particolare può avere il proprio settaggio ed essere “richiamata” al bisogno.

Se ti abbiamo incuriosito e vuoi sentire cosa può fare la domotica per la casa del tuo cliente, contattaci per una chiacchierata!

Scopri insieme a noi cosa può fare la domotica per il tuo cliente
Scopri insieme a noi cosa può fare la domotica per il tuo cliente

Cosa può fare la domotica?

Ok la domotica. Tutti ne parlano ma, quando è il tuo cliente a citarla, ritenendo che nel 2019 non se ne possa proprio più fare a meno – come gli ha detto suo cugino – tu, Architetto, sai come indirizzarlo nel modo giusto?
Oppure, se lui non osa prenderla in considerazione per paura dei costi, tu sai quali funzionalità proporre per rimanere nel budget e dare risposta alla classica domanda: “Cosa può fare la domotica?”

Vediamo 3 esempi, ma altre idee le trovi in questo post, che ci permettono di fare chiarezza nella confusione che si crea ogni volta che vengono citati termini come domotica, smart home o building automation.

Se c’è il temporale le prese elettriche si staccano da sole

Con queste estati dal tempo atmosferico variabile, capita di essere colti da un temporale quasi quotidianamente.
Il primo pensiero, in caso di fulmini va sempre alle prese di corrente e all’antenna della televisione: meglio scollegare tutto per evitare sovraccarichi elettrici e lesioni agli elettrodomestici!

Quando un fulmine colpisce un’antenna, le può iniettare tanta corrente elettrica da procurare uno sbalzo di tensione talmente alto da compromettere gli apparecchi domestici.

Una casa domotica può occuparsi in autonomia di staccare e ricollegare i carichi elettrici, in caso di presenza di fulmini.
Il System Integrator, seguendo le istruzioni del progettista domotico, può chiedere all’abitazione di consultare servizi meteo online in caso di annuvolamenti o può installarle dei dispositivi di rilevamento dei fulmini.

La casa progettata ad hoc sarà in grado di percepire l’arrivo del temporale e si attiverà – mettendosi in modalità protezione – per staccare tutti gli elettrodomestici di casa o per scollegarne solo alcuni in determinate zone più a rischio.
In caso di apparecchi che sarebbe meglio rimanessero collegati sempre (frigoriferi, congelatori…) il sistema può decidere di riattivarli quando il rischio scongelamento si fa più pressante di quello legato alla presenza dei fulmini.

Si chiudono le tapparelle per preservare il fresco

Il sistema domotico può usare le previsioni meteorologiche online anche per prepararsi all’arrivo del caldo e abbassare di conseguenza le tapparelle nelle ore più calde.
Questo aiuta a ridurre l’entrata dei raggi solari facilitando il lavoro dei sistemi di raffrescamento.

Le stanze dell’abitazione esposte di prima mattina e est o nelle ore più calde a ovest, in estate potrebbero surriscaldarsi e costringere il condizionatore ad un’attività più intensa. Un surplus di lavoro, teso al raggiungimento della temperatura ideale per l’utente, che però si traduce in un consumo e una spesa maggiori.

Per ovviare a questa problematica la smart home abbasserà le tapparelle per mantenere il fresco e aiutare il sistema di raffrescamento.

Si regolano i consumi con pannelli solari e uso degli elettrodomestici

L’uso dei pannelli solari permette di far funzionare gli apparecchi di casa grazie all’energia prodotta dal sole.
Una parte di questa energia la si può “conservare” per usarla nei momenti di brutto tempo. Un’altra parte dell’energia prodotta la si vende al gestore elettrico con cui si è stipulato il contratto.

Ma cosa si può fare con i pannelli solari, integrati alla domotica, per rendere una casa realmente intelligente?
Si può pianificare l’avvio degli elettrodomestici per sfruttare al meglio la corrente in eccesso prodotta.

Innanzitutto si deve permettere alla casa di collegarsi ad una App di meteo online per visionare le previsioni per il giorno successivo.
Se risulta esserci una giornata con pieno sole si verrà avvisati, con un messaggio sul device con il quale si interagisce con l’abitazione, di preparare la lavatrice la sera perché, probabilmente nell’arco della mattina seguente ci sarà energia da sfruttare.

Il sistema farà così partire la lavatrice (ma anche la lavastoviglie o i robottini per pulire il pavimento) in un momento in cui, anche se in casa non c’è nessuno, il sole permette di produrre e usare più energia.

Queste sono solo alcune delle potenzialità della domotica. E non stiamo parlando di applicazioni di super-lusso. Sono cose che potrebbero essere realizzate in molti appartamenti di ultima generazione.

Purtroppo a volte ci sono le predisposizioni tecniche nelle abitazioni ma manca l’esperienza per attivare i sistemi più all’avanguardia. In questi casi si sotto-sfruttano le potenzialità di una casa domotica che, invece, potrebbe dare tante soddisfazioni al proprietario dell’immobile.

Il tuo cliente non sa cosa può fare la domotica? Raccontaglielo tu!
Il tuo cliente non sa cosa può fare la domotica? Raccontaglielo tu!

Il progetto domotico non sostituisce il progetto elettrico. Lo integra!

Il progetto domotico è diverso dal progetto elettrico. E servono entrambi.
Assodato questo, bisogna mettere in conto che per raggiungere l’obiettivo del tuo cliente, cioè la casa che gli farà dire: “Che meraviglia!” bisognerà prevedere, nel team, la presenza di un Progettista Elettrico e di un Progettista Domotico.

Dopo lunghe chiacchierate con il cliente l’Architetto ha pensato agli spazi, alla divisione in stanze e ha razionalizzato su carta gli aspetti energetici della casa.
È il momento di pensare anche all’impiantistica idraulica ed elettrica. E se ne occuperanno professionisti esperti di quel settore.

Oltre agli aspetti strutturali strettamente legati al proprio ambito di azione, i progettisti si trovano ad affrontare una serie di problemi tecnici e legislativi, che sono il loro “pane quotidiano“. Quindi non gli si richiede solo capacità a livello tecnico ma anche doti da problem solver per questioni burocratiche.
In campo elettrico solitamente operano Ingegneri che conoscono le normative e che firmano i progetti.

Il progetto domotico

Il progetto domotico risponde alla domanda: “Cosa fa la casa?”.
Mette nero su bianco richieste astratte che verranno concretizzate dal System Integrator.
Si può trattare, per esempio, del desiderio di far accendere le luci in salotto per 30 secondi al 100%, per poi abbassarle all’80% oppure della necessità di riconoscere chi, tra i componenti della famiglia, abbia appena varcato la porta di casa.

Il sistema elettrico dovrà necessariamente comunicare con quello domotico. In caso contrario, semplicemente, non succederà quello che ci si era posti come obiettivo e, soprattutto, quello che desiderano i proprietari dell’abitazione.

Il Progettista Domotico

Il Progettista Domotico (che a noi piace definire Ambient Intelligence Designer) ha un ruolo simile a quello degli sviluppatori software. Si occupa, più che della messa in opera degli impianti, di quello che permette loro di attivarsi.
Chi lavora sul software si occupa di capire cosa farà il sistema, così chi lavora ad un progetto domotico immagina l’esperienza ideale per l’utente.

Per svolgere il suo lavoro serve una formazione diversa da quella che possiede il progettista elettrico: si tratta di una professione nuova che si occupa degli aspetti funzionali e si integra con il lavoro del progettista elettrico e con il progetto architetturale.

Il Progettista Domotico decide cosa fa la casa e con quali strumenti. Come farà realmente ad interagire con il cliente, lo deciderà il System Integrator.

Il Progettista Domotico raccoglie i requisiti degli impianti dall’Architetto e trasforma i desideri del cliente in strumenti di lavoro.
Il cliente sarà un fiume in piena di domande e sogni. Sarà il progettista a tradurre le sue richieste decidendo di avere nello studio un’illuminazione costante che varierà in funzione di quella solare.
Sempre lui si assicurerà che il comando vocale possa far partire un film nella sala cinema o che il cancello si apra all’arrivo dell’auto dei padroni di casa.

Il compito del Progettista Domotico è quello di prendere per mano il cliente, facendogli scoprire che “si può fare!” quasi tutto.

Il System Integrator

Ruolo del System Integrator è concretizzare il progetto e far dialogare tra loro impianti di tipo diverso. Grazie a lui si riuscirà ad ottenere un funzionamento migliore dei vari sistemi presenti nell’abitazione del tuo cliente.
Il System Integrator prende dei componenti (hardware e software) molto diversi tra loro e trova un modo per farli dialogare, ottenendo il meglio da ognuno di loro.

Nell’ambito della domotica il System Integrator permette all’utente finale di interagire con l’abitazione e tutti i sistemi tecnologici che la rendono smart, attraverso un solo device.

Durante i lavori in cantiere, il nostro professionista sarà ben felice di possedere un progetto domotico su cui basarsi.
Sapere già a monte come dovrà lavorare la casa e poter esaudire i desideri dei clienti, sono due must per il System Integrator.

Un lavoro di sinergia tra più specialisti

Sono pochi i professionisti che hanno colto l’importanza della progettazione domotica e lavorano per delineare il progetto che verrà poi consegnato al System Integrator.
Il suo compito esula da quello del progettista ed è per questo che, pur realizzando “sul campo” la casa ideale per il cliente, preferirebbe trovare un progetto già pronto senza doverlo realizzare da zero.

Chi decide cosa deve essere presente all’interno della casa è il Progettista Domotico.
Il professionista che si occupa di far succedere in cantiere quello che ci si era immaginato è il System Integrator.

Anticipare i problemi con un progetto chiaro e completo

Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, i lavori più riusciti sono quelli che iniziano con una buona progettazione.
In quella fase ci si può concedere il lusso di sbagliare e di cambiare idea, anticipando eventuali problemi. Si mettono così le basi per la creazione di una squadra di professionisti che lavorerà al meglio delle proprie possibilità, in una situazione di calma e positività.

Il progetto domotico si deve integrare con il progetto elettrico
Il progetto domotico si deve integrare con il progetto elettrico

Problemi in cantiere. Come evitarli o… prevederli

I problemi in cantiere dell’ultimo minuto, quando già si pensava di aver quasi finito i lavori, li conosci vero?
Quell’intoppo che, a catena, fa saltare appuntamenti con fornitori e specialisti è all’ordine del giorno.
Ma non ci si abitua mai… quindi vediamo come evitarli quando si tratta di progettazione domotica.

Quando si realizzano dei lavori, senza averli prima studiati a tavolino, ci si espone a rischi che possono diventare molto importanti e mettere a repentaglio la buona riuscita delle operazioni.
Da una parte le richieste del cliente e dall’altra le bizze dei fornitori.
Fermati un momento e… progetta la domotica insieme a noi.

I problemi in cantiere si riducono molto progettando prima di iniziare

Ritardi sulla consegna dei materiali e appuntamenti annullati all’ultimo minuto (nonostante siano stati presi con largo anticipo), sono cose assai note.
Se non si conosce a fondo il mondo delle smart home, invece, non tutti sanno quali e quanti problemi in cantiere possano vanificare il lavoro di mesi, se non affrontati in tempo.

Mettiamo il caso che il tuo cliente vada da un fornitore di infissi, consigliatogli da un amico, che gli propone l’acquisto di una porta di ingresso con riconoscimento digitale. La porta è bella, lui se ne innamora e tu, Architetto, te la vedi recapitare un bel giorno in cantiere.
Peccato che questa porta, dal prezzo considerevole, non si integri con il sistema domotico che alla fine avete deciso di adottare.

Cosa è successo? In pratica, la porta e il supercervello che fa da supervisore a tutti gli elementi della casa domotica alla quale state lavorando, “non si parlano”. Il sistema genera azioni e fa interagire tra loro antifurto, telecamere, luci, sistema di irrigazione ecc… ma la porta proprio non riesce a gestirla.

Si poteva evitare questo pasticcio? Certo! Sarebbe bastata una chiacchierata iniziale tra cliente, Progettista Domotico e Architetto per capire insieme come evitare problemi in cantiere.

Chi progetta la domotica ha l’esperienza per riconoscere al volo i problemi che si potranno presentare in futuro e la destrezza per saperli aggirare senza far perdere funzionalità all’abitazione e senza scontentare il cliente.

I desideri del cliente vanno indirizzati per evitare problemi in cantiere

Il risultato è che, nonostante la spesa importante il cliente potrà fare, con questa porta, solo una delle tante cose promessegli dal negoziante che gliel’ha consigliata. Ripensandoci a mente fredda sarà scontento e deluso.

Questo tipo di problema può capitare anche con altri fornitori: da chi si occupa di tende a chi installa le luci, da chi vende smart tv a chi fornisce lampade.

Se il sistema di gestione dell’illuminazione viene basato sull’uso di luci a led e poi il cliente compra quelle al neon, non funzionerà niente. Questo causerà un fermo del cantiere, un’attesa per il cambio di luci e una nuova consegna che faranno slittare i tempi, con conseguenti ritardi e malumori.

Per evitare di aver a che fare con committenti nervosi, impazienti e scoraggiati, la soluzione è giocare di anticipo facendosi affiancare da personale altamente qualificato.

Ti aiutiamo a scegliere i professionisti migliori

Certo, si fa presto a dire personale qualificato ma, in pratica, come si fa a sapere se le persone scelte per passare da cantiere a casa dei sogni, sono quelle giuste?

Non siamo qui a demonizzare chi ha sempre lavorato nei cantieri “alla vecchia maniera” ma ci teniamo a porre l’accento su un’evidenza: anche nel mondo delle costruzioni e dei cantieri le cose sono cambiate.

Adesso non basta fare le tracce e tirare i cavi elettrici. Servono conoscenze in campo informatico e la malizia di saper gestire, in modi diversi, citofoni e tablet per la domotica oppure linee elettriche e impulsi che lavorano in maniera selettiva.

Si deve fare in modo che nessuno si ritrovi, all’ultimo minuto, davanti ad un problema di installazione. Problema che, per essere risolto, necessiterà di tre telefonate al commerciale dell’azienda X, due alla ditta produttrice e una all’ingegnere progettista.
Per poi sentirsi dire che non possono fare altro che inviare un file *.pdf con le istruzioni.

Facciamo formazione alla tua squadra di professionisti

Noi siamo a tua disposizione per affiancarti nella formazione di una grande squadra a supporto del tuo lavoro in cantiere. Possiamo farlo in tre modi:

  • aiutandoti a scegliere il professionista più adatto tra quelli che lavorano frequentemente con te;
  • facendo formazione alla squadra di cui ti avvali di solito;
  • trovando per te un nuovo professionista con le giuste competenze a cui affidare il lavoro.

Con il nostro aiuto sarai anche in grado di segnalare al cliente quali cose è possibile fare, cosa purtroppo no e quali necessitano di una variazione per poter rendere al massimo.

In questo contesto è possibile abbracciare un compromesso che permetta di lavorare in modo ottimale. Tutto, salvaguardando la soddisfazione del cliente.
Se non vuole rinunciare a quella porta che gli piace così tanto, è bene che sappia sin da subito che dovrà aprirla con la chiave perché il riconoscimento digitale proprio non funzionerà.
Ed è proprio nella fase iniziale che si potrà decidere “o quella porta o niente” oppure si troverà l’accordo che salverà gusto e praticità.

Chi ben comincia… è a metà dell’opera!

Per gestire il lavoro nel migliore dei modi e non ritrovarsi a metà dell’opera con fastidiosi problemi in cantiere, la cosa migliore è:

  • raccogliere le informazioni riguardanti i desideri e lo stile di vita del cliente e della sua famiglia;
  • progettare la domotica dell’abitazione con l’aiuto di persone qualificate;
  • scegliere le maestranze in grado di portare a termine la realizzazione di un progetto dal taglio mediamente tecnologico;
  • contattare fornitori certificati.

Noi di Progetta la Domotica siamo al tuo fianco per aiutarti a coordinare il lavoro degli installatori, fare formazione alla tua squadra e trasformare in realtà i desideri del tuo cliente.
Contattaci per capire se, e come, possiamo aiutarti.

Progetta la domotica per evitare fastidiosi problemi in cantiere
Progetta la domotica per evitare fastidiosi problemi in cantiere

Il risparmio energetico e la buona progettazione domotica

Il risparmio energetico può arrivare a picchi elevati grazie ad una buona progettazione domotica.
L’Architetto può far raggiungere all’immobile livelli di risparmio inimmaginabili con gli impianti elettrici tradizionali.

Ridurre gli sprechi favorisce il risparmio energetico

Alla base di un buon sistema domotico troviamo:

  • un uso consapevole dei materiali e dell’energia elettrica;
  • una gestione corretta di elettrodomestici e apparati a basso consumo;
  • un’intelligenza aggiuntiva che coordini i sistemi e li faccia interagire tra loro.

Nelle case passive, “che coprono la maggior parte del loro fabbisogno di energia per riscaldamento e raffrescamento ambientale interno ricorrendo a dispositivi passivi”, un’adeguata progettazione domotica permette di risparmiare, per esempio, sul riscaldamento. Durante una giornata serena l’edificio incamera il calore dato dal sole e lo libera quando fa più freddo, permettendo così al riscaldamento di lavorare con meno intensità, risparmiando.

Anche il controllo intelligente delle tende aiuta ad intervenire sui risultati di riscaldamento/raffrescamento. In una giornata particolarmente afosa, il sistema centrale farà chiudere le tende per preservare il fresco. Questo permetterà all’impianto di condizionamento di non fare un lavoro extra.

La domotica prevede le esigenze del cliente

Attraverso dispositivi domotici si possono ottimizzare i consumi in base alle esigenze degli utenti.
Nest Thermostat E e tutti quei sistemi di raffreddamento e di riscaldamento che usano algoritmi per prevedere gli usi degli utenti, sono in grado di organizzarsi in anticipo e di attivarsi secondo le abitudini acquisite.

E così il riscaldamento si attiva in anticipo, accogliendo il proprietario in casa con una temperatura piacevole, raggiunta progressivamente e con calma (e con un minor spreco economico).
Una prassi molo utile quando ci sono i pannelli solari perché, a seconda delle necessità e del consumo previsto, il sistema domotico può decidere di distribuire energia o incamerarla per usi futuri.

Differenza tra risparmio energetico e costi in bolletta

C’è un’importante discrepanza tra quello che si può risparmiare a livello energetico e i relativi costi in bolletta.
Bisogna mettere al centro le persone e il loro benessere, cercando di compensare, dove possibile, il “sacrificio” richiesto loro.

Per intenderci, se il sistema domotico abbassa automaticamente di qualche grado il termostato nei momenti della giornata più adatti, non si costringe l’utente a patire il freddo ma gli si permette di risparmiare sui costi in bolletta, usufruendo di una ripartizione del calore ragionata.

Lo stesso tipo di variazione si può applicare al concetto di illuminazione casalinga.
Quando si accende una lampadina si va dallo zero al 100% di luminosità. Abbassando del 5% la sua intensità, a fine anno si sarà consumato il 5% di energia in meno per l’illuminazione.
A livello percettivo l’occhio non si accorge se la lampadina non è alla sua massima intensità ma al 95%. Di contro il risparmio economico, seppur piccolo, fa sempre piacere.

Questo effetto, in bolletta e nel portafoglio, si ottiene grazie alle lampadine dimmerabili.
Il termine deriva dal verbo inglese “to dim” che significa abbassare. Quando le lampade sono dimmerabili ne si può regolare l’intensità grazie ad un “dimmer” o regolatore elettronico. Con il suo aiuto si può decidere di usare il 100% della potenza della lampadina oppure abbassarne la luminosità.

In un impianto domotico le lampadine dimmerabili si autoregolano in intensità nell’arco della giornata. Questa caratteristica garantisce un’adeguata illuminazione in base alla luce solare.

La collaborazione tra Architetto e Progettista Domotico

Non ci stancheremo mai di sottolineare quanto sia importante lavorare bene a monte, progettando con rigore gli impianti che verranno poi installati.
Quando l’Architetto e il Progettista Domotico lavorano a stretto contatto è più facile scovare insieme eventuali punti critici del progetto e compensare, dove necessario, con tecnologie di livello superiore.

Casa Passiva e Casa Clima, per esempio, sono due certificazioni che vengono conferite in base a determinate caratteristiche costruttive. Si basano su un’attenzione altissima nei riguardi del risparmio energetico. Giocare d’anticipo, come sa bene chi lavora nell’ambito della progettazione, è l’unico modo per non farsi travolgere da eventuali problemi di cantiere.

Considerando che le certificazioni vengono date a lavori ultimati, l’unico modo per evitare contrattempi e modifiche è proprio quello di studiare tutto, nei minimi particolari, in fase di progetto.
Non ci si riferisce solo ai macro elementi della struttura. Infatti è importante pensare anche a tutti i dispositivi elettronici che si decide di installare e alla quantità di calore che emettono.

L’equilibrio dei consumi favorisce il risparmio energetico

Nelle case passive tutto il calore prodotto lo si deve poter quantificare e usare.
Queste tipologie di abitazioni necessitano di un equilibrio costante dei consumi. Non basta prendere solo in considerazione la pompa di calore o il cappotto termico della casa. Anche il calore emesso dai dispositivi messi in campo, può variare la temperatura interna della casa!

Insomma, non si può lasciare niente al caso: si deve sapere quale tipologia di elettrodomestici installare e che peso avrà la loro presenza in accordo con l’ambiente circostante.
Tutte cose a cui è bene pensare in anticipo, per non avere problemi in futuro.

Un buon progetto domotico favorisce il risparmio energetico... ed economico!
Un buon progetto domotico favorisce il risparmio energetico… ed economico!

5 motivi per convincere il tuo cliente ad affidarsi alla domotica

La domotica, sul vocabolario Treccani viene descritta come

“disciplina che si occupa dell’applicazione dell’informatica all’insieme di dispositivi e impianti usati nelle abitazioni (per es., illuminazione, climatizzazione, audiovisivi, sistemi di sicurezza), provvedendo alla loro automazione.”

Se ne parla sempre più frequentemente e non solo tra Architetti ed esperti del settore. Non siamo davanti alla moda passeggera: stiamo vivendo le rapide trasformazioni che stravolgeranno l’idea di progettazione architettonica.

Come coinvolgere il tuo cliente in questo passo verso il futuro, aiutandolo a fidarsi e ad affidarsi alla domotica?
Elencando i cinque motivi per cui è meglio scegliere di progettare la domotica di un’abitazione!
Prendi per mano” il tuo assistito e accompagnalo nella realizzazione di quella che diventerà la sua casa ideale.

1 – Risparmio energetico

Con la domotica si possono ottimizzare i consumi poiché si riesce a misurarli e ad intervenire, facendo in modo che il sistema faccia la scelta migliore, per il determinato momento.

Si può fare in modo che si abbassi il riscaldamento quando in casa non c’è nessuno; oppure che venga spenta la luce dimenticata per sbaglio.
Si può anche ottimizzare il consumo dell’elettricità attivando la lavatrice ad un orario prestabilito. E il consumo dell’acqua? Si può calibrare l’irrigazione del giardino, per esempio, in base alle condizioni climatiche.

Le possibilità sono infinite e sta all’utente decidere, insieme all’Architetto e ai progettisti, quali siano le caratteristiche irrinunciabili per la propria casa dei sogni.
La personalizzazione è un plus fondamentale fornito dagli impianti domotici: abbiamo già avuto modo di parlare di Google Nest e della sua capacità di regolarsi secondo le abitudini dell’utente.

Se il tuo cliente è dubbioso, ricordagli che uno degli elementi per avere le certificazioni di classe più elevate per il risparmio energetico, è avere un impianto domotico installato nell’abitazione.

2 – Riduzione dell’inquinamento elettromagnetico

Gli oggetti tecnologici che usiamo quotidianamente (forno, frigorifero, lavatrice, lampade, asciugacapelli, smartphones, telefoni e modem) emettono onde elettromagnetiche.
Queste sono al centro di dibattiti sia per quanto riguarda la loro presunta pericolosità per la salute, sia per il fatto che spesso disturbano la comunicazione tra alcuni dispositivi elettronici.

La domotica gioca un ruolo molto importante nel limitare l’esposizione dell’utente ai campi elettromagnetici.

  • Permette di utilizzare il 50% di cavi in meno e con una emissione ridotta di onde elettromagnetiche.

  • Consente all’utente di avere un minor contatto con la corrente 220 v.

Quando si preme un interruttore, sotto al dito passa la corrente; con un sistema domotico non c’è questo tipo di contatto – quasi – diretto.
Una sicurezza in più per chi ha bambini o animali in casa. Ma anche per chi è un po’ sbadato e sa che con la corrente non si scherza!

3 – Investimento per aumentare il valore dell’immobile

Al giorno d’oggi avere un impianto domotico aumenta il valore dell’immobile come faceva, un tempo, avere attivo il sistema satellitare o la fibra. Perché significa “essere al passo con i tempi”.

Il mercato riconosce agli impianti domotici un valore molto alto e, nelle case nuove, sarebbe meglio non predisporre più – solamente – gli impianti elettrici tradizionali ma lasciare una porta aperta, nel caso non lo si volesse fare subito, ad una implementazione domotica futura.

Si potrebbe organizzare la parte infrastrutturale separando già i tubi attraverso i quali verranno raccolti i cavi della corrente e quelli della trasmissione dati.
La scelta di tubi di dimensioni maggiori permette di far passare, progressivamente, più fili a bassa tensione. Così come il quadro elettrico di dimensioni maggiori, anche più del doppio, consentirebbe di installare, in un secondo tempo, più dispositivi.

4 – Creazione di ambienti adatti alla tecnologia futura

Una buona progettazione domotica, eseguita nella fase iniziale dei lavori, permette di predisporsi al meglio lanciando uno sguardo al futuro e accogliendo le novità che la tecnologià saprà regalarci.

La longevità della domotica è strettamente legata alle scelte fatte in fase di progetto e alla lungimiranza del progettista. Legarsi a doppio filo ad un marchio, benché famoso, mette nella scomoda posizione di dipendere da lui e di essere condizionati dalle sue leggi di mercato.

Ovviamente è necessario appoggiarsi ad un marchio ma è importante pensare a quanto possa risultare complicato, al bisogno, fare sostituzioni o modifiche. Il nostro consiglio è quello di scegliere con consapevolezza il fornitore migliore.

Strutturando l’impiantistica in modo furbo, si possono aggiungere o sostituire elettrodomestici smart che renderanno più leggere le incombenze quotidiane e… le bollette!

Per esempio, la cucina non è pensata di solito come la stanza in cui mettere le prese ethernet. Ma considerando i passi avanti della tecnologia e le migliorie che questa può apportare, è altamente consigliato prevederne. Potrebbero, infatti, risultare necessarie per la gestione di elettrodomestici smart (come quelli di Miele, Candy o iRobot) collegati alla rete Internet.

5 – Gestione tramite App e controllo vocale

La scelta di un impianto domotico per l’abitazione apre ad una serie di comfort inimmaginabili.
Si può controllare cosa succede nell’abitazione quando non c’è nessuno in casa oppure si può aprire la porta al corriere quando arriva per consegnare un pacco e il destinatario è ancora in ufficio. Tutto questo, ma non solo: diciamo, per riassumere, che la domotica permette di interagire con la casa, anche da lontano.

Può avvenire tramite App aggregatrici o proprietarie, scaricabili da Google Play Store o da App Store, che facilitano l’interazione con l’edificio attraverso lo smartphone.
La differenza tra queste due tipologie è che le App aggregatrici necessitano di una fase di configurazione che permetta loro di capire quali e quanti impianti ci sono e come gestirli.
Le App proprietarie, invece, sono più facili da configurare ma rispondono ad un solo elemento a loro corrispondente.

Nel caso in cui sia necessario gestire luci, allarmi, videocitofoni e telecamere, servirebbero quattro App. Scegliendone una sola, aggregatrice, si riesce ad avere tutto sotto controllo con più praticità e attraverso un solo device.
In entrambi i casi, un grande aiuto per chi -tutti?- ha sempre i minuti contati e si barcaména tra lavoro, figli e magari anche genitori anziani.

Affidarsi alla domotica per il controllo vocale aiuta anziani e disabili

Proprio per supportare le categorie più deboli come, appunto, gli anziani o i disabili, la domotica affianca le famiglie con l’ausilio del controllo vocale.

Il controllo vocale abilita le persone anziane o chi è impossibilitato nei movimenti, a gestire la casa in autonomia.

La “magia” delle tapparelle elettriche, che un tempo faceva brillare gli occhi alle persone di una certa età, ora è semplificata dalla gestione tramite comando vocale. Basta farne richiesta ad uno smart home speaker, come Alexa o Siri e vedere il desiderio esaudito.

Chi è impegnato nella gestione quotidiana di bambini e/o anziani sa come la sicurezza sia elemento fondamentale e i problemi che ci si trova a dover affrontare a volte sono molto simili, nonostante la differenza di età dei protagonisti.

Grazie all’ausilio della domotica si può far partire un avviso o una telefonata quando la persona sta immobile per troppo tempo, nel letto. Oppure si può organizzare la casa in modo che, in caso di fughe di gas, si aprano le finestre e/o parta una videochiamata anche se la persona in difficoltà non è in grado di effettuare la telefonata.

I motivi per cui un utente potrebbe decidere di affidarsi alla domotica sono tanti e noi siamo a tua disposizione per consigliarti e affiancarti nella progettazione della casa smart per il tuo cliente.

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5 cose da verificare con il cliente prima di progettare la domotica della sua casa

Quando il tuo cliente varca la soglia dello studio chiedendoti di progettare la domotica della sua nuova casa e comincia a parlare di smart home, automazioni e bizzarrìe viste a casa del vicino… tu, Architetto, sai che sarà una lunga giornata.
Ti capiamo e siamo qui per affiancarti nel compito di effettuare la progettazione domotica ideale per il tuo cliente.

1- Soluzione di largo consumo o professionale?

Ci sono due tipologie di clienti finali per l’Architetto: l’amante del fai-da-te che non ha paura di “mettere le mani in pasta” e chi si lascia guidare perché non ne capisce molto e preferisce affidarsi ad un esperto.

Ci sono potenziali acquirenti che passano le notti online per informarsi sulle caratteristiche degli impianti domotici e sugli ultimi ritrovati tecnologici. Non si tratta di persone dalle strane richieste, anzi! Il loro interesse permetterà di capire in fretta cosa si aspettano da una casa domotica. E soprattutto quanto avranno voglia, eventualmente, di mettersi in gioco per il suo mantenimento ottimale.

La soluzione consumer, quella da GDO (Grande distribuzione organizzata) è più facile da installare ma i suoi componenti hanno una durata inferiore alla media. Pensata con caratteristiche meno professionali, è la soluzione ideale per gli “smanettoni” che hanno come hobby l’implementazione del proprio sistema domotico casalingo.

La soluzione professionale, quella che ci sentiamo sempre di consigliare, si fonda su elementi fatti per durare (nel limite delle accelerate a cui ci ha abituato la tecnologia domotica), di qualità superiore e dalle performance migliori.

In entrambi i casi la cosa migliore è quella di avviare un confronto vis-à-vis con il cliente. Questo ti permetterà di capire quale sia il budget e quali le sue reali esigenze. È importante separarle dall’“innamoramento del momento” o dal bisogno di avere lo stesso ausilio domotico, visto a casa di un amico.

2- Caratteristiche e requisiti dei componenti dei sistemi domotici

Molti prodotti consumer vengono realizzati all’estero e, in particolare, in Cina. Non che questo sia di per sé un problema… ma le difficoltà si possono, a volte, manifestare nel tempo.

Alcuni elementi, riportano la marcatura CE (il segnale di appartenenza ad un insieme di pratiche obbligatorie per i prodotti sotto direttiva comunitaria) ma potrebbero rientrare a stento nei parametri e presentare difetti sul lungo periodo.
È il caso, per esempio di relé – made in China – venduti a 4 €. Il loro compito è quello di aprire e chiudere le prese elettriche ma, a quel prezzo, nascondevano un difetto: si surriscaldavano molto facilmente, risultando pericolosi.
C’è un motivo se quelli professionali possono arrivare a costare fino a 100 €!

3- Se non c’è la connessione ad Internet come reagisce l’impianto domotico?

Molti impianti consumer e alcuni professionali di prima fascia si affidano ad Internet e costringono l’utente a collegarsi al wi-fi.
Esistono prodotti che sono partiti considerando come necessaria la presenza del collegamento alla Rete. È il caso di Shelly, produttore bulgaro che nel tempo ha “aggiustato il tiro” ed è passato a realizzare componenti con caratteristiche meno restrittive.

Alcuni prodotti legati al mondo della domotica non funzionano senza collegamento Internet. Altri invece, hanno alcune opzioni inibite e funzionano in modo meno sofisticato. È il caso, per esempio, di NEST (il termostato wi-fi targato Google) che, in assenza del collegamento alla Rete, non può essere controllato e gestito tramite App.

4- Se l’utente ha un problema, chi lo aiuta?

Come abbiamo visto, esistono utenti più intraprendenti e altri che preferiscono contare, in caso di necessità, su un supporto esterno.
Scegliere soluzioni consumer mette il cliente nella scomoda posizione di dover trovare da solo, o tramite un generico centro di assistenza, la soluzione alle proprie difficoltà.

I sistemi domotici professionali, invece, promettono assistenza anche sul lungo periodo.
Nel caso di NEST, che abbiamo citato precedentemente, esistono sia un servizio telefonico che una rete di distributori dedicati. In caso di guasti possono dare una mano a chi si trova in difficoltà.

5- Distinguere tra moda e necessità

A volte il cliente finale fa delle richieste dettate dalla moda o dall’infatuazione del momento. Magari ha sentito parlare del controllo vocale in campo domotico o ha visto come funziona il sistema audio a casa di un amico. Si incaponisce sostenendo che vorrebbe applicarlo nella propria abitazione.
Non sempre lo si può assecondare perché, quella da lui proposta potrebbe non essere la soluzione ideale.
Ogni famiglia ha esigenze diverse e non tutte le case hanno la stessa conformazione.

L’aiuto più grande che si può dare ad un cliente è quello di ascoltarlo, raccogliere più informazioni possibili e restituirgli la soluzione migliore, creata su misura per lui.

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Puoi rispondere alla domanda: “Quanto costa un impianto domotico?”

“Quanto costa un impianto domotico?” è una delle domande più comuni che gli addetti ai lavori si sentono rivolgere.
Purtroppo è anche una domanda a cui è impossibile rispondere con una cifra x.
Quindi se ti senti rispondere: “Dipende” sappi che non sei incappato nei soliti furbetti che vogliono solo prendere tempo per poi spararti numeri a caso. Molto probabilmente avrai di fronte a te degli esperti che non vogliono né illuderti, né esagerare a sproposito.

Sul sito Habitissimo, che ti permette di richiedere preventivi da professionisti del settore casa, si calcola che il costo di un impianto domotico possa spaziare tra 1.000 e 55.000 Euro.
Questo campione statistico ci indica quanto possano essere variabili i prezzi in un range così ampio e, di conseguenza, quanto sia improbabile riuscire ad ottenere informazioni precise.

Abituati agli impianti elettrici tradizionali, dove ogni pezzo che si mette in campo ha una suo costo e, soprattutto, un suo unico ruolo, viene naturale chiedersi a quanto possa ammontare l’investimento.

Ma nell’impianto domotico si possono far fare tante azioni ai vari elementi. Parliamo di cose che da soli non farebbero ma che, combinati con gli altri sistemi, danno vita a meraviglie della tecnica tali da lasciare tutti a bocca aperta.

La personalizzazione fa variare i prezzi

Questa possibilità di personalizzazione apre un foglio bianco per quanto riguarda i costi: le variabili sono talmente tante e vengono alla luce nel momento in cui ci si confronta con il cliente. Da un lato si comincia a fantasticare e dall’altro a trasformare i sogni in realtà, mettendoli nero su bianco in un progetto.

Il lavoro di progettazione e sviluppo delle possibilità permette di cominciare, calcolatrice alla mano, a stimare dei costi. L’analisi non può iniziare prima che si sia deciso cosa farà la domotica nella casa in oggetto.

Online potresti trovare dei costi al m², come sai di poter trovare anche prezzi “fatti e finiti”. La rete ci riserva sempre tante sorprese ma questo è uno di quei casi in cui le cifre non possono essere considerate attendibili.
Il System Integrator può arrivare ad estrapolare una cifra di quel tipo, sulla base della propria esperienza e sulle specifiche dei lavori svolti in precedenza ma, la velocità con cui si aggiorna la tecnologia permette a quei costi di variare e, spesso di abbassarsi.
Questo è il motivo per cui, ancora una volta, ci troviamo a definirli poco attendibili per chi sta facendo i conti con il budget del cliente.

L’importanza di un progetto eseguito prima di iniziare i lavori

Un immobile realizzato con un impianto domotico sarà più facile da vendere. Una buona notizia per chi sta investendo in questa direzione: si stima che il valore dell’immobile possa crescere del +5% fino al +8% .
La cosa migliore è quindi iniziare con il piede giusto e progettare la domotica nei minimi particolari.

Il lavoro di analisi deve essere obbligatoriamente effettuato nella prima fase di progettazione. Non si può aspettare di prendere le decisioni “a valle”, come quando si installano impianti elettrici tradizionali.
Farlo in un secondo momento porta a sostenere dei costi più elevati rispetto al normale.

Lo specialista della progettazione domotica può configurare un paio di scenari diversi, con le informazioni ottenute dall’Architetto e dal suo cliente.
Questo permetterà di rispondere, in parte, alla domanda: “Quanto costa un impianto domotico?”.
Sarà un punto di partenza per avere una stima di massima dei costi, dettata dalla scelta delle marche preferite, dai desideri e dalla effettiva possibilità di realizzarli.

Noi di “Progetta la Domotica” lavoriamo in due fasi:
– In un primo tempo affianchiamo l’Architetto durante il colloquio con il suo cliente. Ascoltiamo, raccogliamo informazioni e richieste e, in base alle idee emerse, forniamo un range iniziale di spesa.
– Proseguiamo poi arrivando a produrre un preventivo in bianco che l’Architetto può condividere con i propri professionisti di fiducia o arriviamo direttamente al dettaglio di capitolato.

Con questo post siamo stati una voce fuori dal coro rispetto a quanti promettono costi finiti e prestabiliti. Non vogliamo scoraggiarti ma esserti di supporto lungo la strada che ti porterà a soddisfare le esigenze, in campo domotico, del tuo cliente.

Il prezzo finale di un impianto domotico dipende da molti fattori
Il prezzo finale di un impianto domotico dipende da molti fattori

Building automation, domotica o smart home? Facciamo chiarezza!

Building automation, domotica e smart home definiscono le tre tipologie di impianti che sostituiranno, in tempi e modi diversi, l’impianto elettrico tradizionale.

Il tratto che le accomuna è la possibilità di migliorare la qualità della vita delle persone in rapporto all’ambiente in cui vivono.

Differenze tra diversi tipi di impianti

Il grado di automazione che caratterizzerà la casa deve essere definito in fase di progettazione degli ambienti. La scelta può ricadere su uno di questi quattro sistemi:

  • Impianto elettrico tradizionale
  • Building automation
  • Domotica
  • Smart home

L’impianto elettrico tradizionale

Realizzato con collegamenti fisici di cavi, tubi e scatole di derivazione è “fatto per durare” ma la fase di creazione, ed eventualmente il suo aggiornamento, sono piuttosto invasivi perché richiedono interventi di muratura.

Il comportamento dell’impianto elettrico tradizionale è legato a quello di chi interagisce con l’abitazione. Risponde all’utente tramite due stati: acceso/spento, presente/assente e caldo/freddo.
Questo tipo di impianto è completamente slegato e indipendente rispetto alla presenza di una connessione Internet. Di conseguenza non è controllabile dall’esterno della casa o da remoto.

La building automation

Permette il controllo e l’automazione da remoto di singoli sistemi che non comunicano tra loro. Con la building automation ci sarà una App per ogni cosa: l’automazione delle tapparelle, l’apertura dei cancelli, l’accensione delle luci ecc…
Rispetto all’acceso/spento dell’impianto elettrico tradizionale, risponde anche ad interazioni di tipo aperto/chiuso, ma lo fa in base alla presenza/assenza dell’utente.

La domotica

Il suo funzionamento è basato sulla programmazione software che permette di nascondere le complessità dietro ad un unico strumento o ad un’unica App.
Nella casa domotica è necessario prevedere interventi di manutenzione periodica e aggiornamenti software. Questo permetterà ai vari elementi di funzionare contemporaneamente, vincolo sul quale si fonda l’idea di domotica.
È in grado di mixare le informazioni del sistema elettrico tradizionale con quelle della building automation allo scopo di fornire nuove risposte.
La sua peculiarità è la capacità di attivare meccanismi anche senza input da parte dell’utente.
In una casa domotica gli elementi comunicano tra loro seguendo le esigenze dell’utente. Si aprono le tende al calar del sole, si apre il garage quando si accendono le luci del vialetto o si accende lo stereo quando si entra nel salotto.

Le combinazioni di domande alle quali può rispondere la domotica sono molte e la sua qualità più grande è che permette di restare indipendenti ottenendo il massimo.
Questo significa che l’utente può scegliere, per esempio, le migliori casse audio in vendita e farle interagire con la smartTV della sua marca preferita, senza essere costretto a scegliere il “pacchetto completo della marca X”.
Questo lo svincola e lo rende indipendente da una marca e dalle sue eventuali variazioni di mercato.

La smart home

Il termine smart home è entrato nel nostro quotidiano anche grazie alla presenza degli smart home speaker. I vari Google Assistant, Siri, Alexa e Cortana sono smart home perché permettono l’interazione di un utente con informazioni e dati online o in Cloud.
Per intenderci, la smart home è il risultato di ciò che vogliamo far succedere in casa, sommato a informazioni e servizi presenti online.

Il cloud ci mette a disposizione anche la potenza dell’intelligenza artificiale di Google. Succede ad esempio quando si fa comunicare la videocamera di sorveglianza dicendole di salvare i filmati online su Google Drive. Oppure quando si decide di installare uno strumento come Google Nest, il termostato che dopo aver “studiato le abitudini” del tuo cliente per 7 giorni, si programmerà automaticamente e risponderà al suo controllo vocale.

La smart home è una tecnologia emergente che richiede una grande attenzione nella sua applicazione. Per ora l’80% dei sistemi sul mercato non è ancora pronto per essere utilizzato esclusivamente: i gadget e le cose “accessorie” possono già essere smart, ma il cuore della casa, per ora, ha bisogno di sistemi più consolidati. Si tratta di una tecnologia ancora troppo giovane per essere considerata affidabile.

Inoltre, senza il collegamento ad Internet la smart home non esiste e i materiali sul mercato e le infrastrutture (la connessione 4G dovrà essere sostituita completamente dalla 5G, senza fili) non sono all’altezza delle necessità di questo sistema.

Speriamo di averti aiutato a delineare le differenze tra i diversi tipi di impianto. Avere le idee chiare ti permetterà di consigliare al tuo cliente la soluzione migliore per le esigenze della sua famiglia.

Domotica, Building automation e Smart home. Distinzione tra termini
La domotica applica informatica ed elettronica alla gestione delle abitazioni