La domotica migliora le vacanze

Anche l’estate di un anno bisestile disastroso porta con sé le vacanze. Il 2020 è iniziato con gli incendi in Australia ed è proseguito con una pandemia tutt’ora in corso. Tra mille difficoltà, che non dimenticheremo mai, è possibile che qualcuno sia riuscito a staccare un po’ dalle fatiche degli ultimi mesi.
I viaggi di questo periodo saranno più brevi e privilegeranno le mete italiane. Noi di Progetta la Domotica ne approfittiamo per segnalare alcuni comportamenti domotici utili a migliorare le vacanze.

Cosa succede quando “c’è chi parte e c’è chi resta”?

Può essere la nonna che non se la sente di andare in giro sotto la canicola estiva. O il figlio adolescente che non ne vuol sapere di passare le vacanze in giro per musei. In ogni caso è possibile, grazie alla domotica, far interagire chi è in vacanza con chi è rimasto a casa. Si può sfruttare il dispositivo vocale o le videochiamate interne, che non si appoggiano alla rete telefonica classica.

Basterà dire ad Alexa, “chiama la nonna” (o altri componenti della famiglia dediti alla staycation) per riuscire a comunicare come se si fosse in casa.
Questo consentirà il giusto controllo da parte di chi è partito e un aumento dell’autonomia per chi è rimasto a casa. 

Alle piante e al giardino chi ci pensa durante le vacanze?

Durante le vacanze le piante di casa, possono trovarsi in difficoltà e rischiano di passare a “miglior vita” se nessuno se ne occupa.
La gestione della temperatura e il controllo dell’umidità interne all’abitazione sono molto importanti e possono rimanere sotto controllo grazie alla domotica. Con un irrigatore automatico le piante saranno in grado di stare da sole per un po’ di giorni, senza subire ripercussioni.

Se la vacanza si protrae, invece, potrebbe essere utile avvalersi del lavoro di un plant sitter.
Per agevolarne i compiti si può predisporre il sistema domotico in modo che appaia su un tablet l’elenco delle cose da fare. Dosi e modi di somministrazione di acqua e/o fertilizzante saranno a portata di mano. Oppure Alexa potrebbe fare le veci dei padroni di casa elencando le specifiche di ogni pianta e la to-do-list del giorno.

L’addetto alla gestione delle piante potrà entrare grazie ad un codice temporaneo che consentirà l’apertura della porta di casa. Nel caso in cui gli pungesse vaghezza di inoltrarsi in aree della casa non di sua competenza, un dissuasore vocale potrebbe suggerirgli, amabilmente, di non proseguire nel proprio intento.
Il sistema può anche staccare alcuni elettrodomestici. O limitarne l’uso in base alle reali necessità di chi sta facendo la “visita di controllo” (YouTube potrebbe non essere indispensabile al giardiniere…)

Il giardino viene irrigato tenendo conto di meteo e siccità

La gestione del giardino si può organizzare grazie a metodi di irrigazione smart. Quando iniziano le vacanze il sistema domotico decide quando e quanto innaffiare. Lo fa grazie alle informazioni sulle caratteristiche delle piante, fornite dal padrone di casa e sul riconoscimento della situazione meteorologica.
Nel caso in cui fossero presenti cisterne di raccolta dell’acqua è possibile gestirne la distribuzione a seconda della disponibilità. Il sistema domotico è in grado di capire che, in settimane particolarmente fiaccate dalla siccità, è necessario ricalibrare i tempi di irrigazione. Potrebbe bastare farla durare un minuto in meno al giorno, per riuscire a prolungare la durata dell’acqua, evitando di lasciare “a secco” l’orto.

La domotica facilita le vacanze con gli amici a quattro zampe

Gli animali domestici vanno rispettati e non si abbandonano mai. Se il cane dipende strettamente dal padrone, il gatto è uno di quegli animali che, per un paio di giorni, può “gestirsi” in autonomia. Soprattutto se abita con la sua famiglia in una casa domotica.
Gli scenari di comportamento, se progettati pensando al benessere di ogni componente della famiglia, terranno conto anche delle esigenze degli amici a quattro zampe. Prendiamo come esempio il gatto perché ci sembra il più compatibile con questi tips.

Le telecamere di ultima generazione sono utili per monitorare gli spostamenti del piccolo animale domestico. Possono segnalare se il gatto è rientrato, attraverso la gattaiola o se si è attardato in giardino con i suoi compagni di scorribande.
Proprio la porticina a lui dedicata può essere programmata in modo da richiudersi ad una certa ora. O aprirsi solo in uscita per evitare l’arrivo di tutti i gatti del circondario. Inoltre alcuni sistemi sono così attenti da capire se il gatto è uscito e… se sta tentando di rientrare con un topo in bocca. O con un altro “regalino”.

E per la pappa come ci si può regolare? Esistono dei distributori di cibo che si attivano attraverso un sensore di prossimità quando il micio si avvicina (un numero limitato di volte, per non farlo mangiare troppo). E per essere sicuri che l’amico a quattro zampe mangi tutto, si può far installare un rilevatore che misuri il peso della ciotola. Questo segnalerà quando verrà svuotata a dovere, agevolando l’eventuale rifornimento di croccantini.

Come organizzare un bel rientro dalle vacanze?

A prescindere dalla durata delle vacanze, ad un certo punto è previsto il rientro a casa. La domotica può fare molto per renderlo più piacevole.
All’esterno passerà il robot tagliaerba. Ma non prima che il sistema si sia assicurato che la gattaiola tenga al sicuro il gatto in casa. Giusto il tempo necessario a risistemare il prato.
Rientrare in una casa pulita, con l’aria piacevolmente fresca, le piante in salute e… il gatto vivo 😉 è uno dei piaceri più grandi. Grazie a noi di Progetta la Domotica non sarà un problema concederselo.

L’abitazione domotica può regalare grandi comodità. Lo fa separando le azioni da compiere in presenza degli attori che la occupano da quelle che è meglio fare in loro assenza.
Quando non c’è nessuno in casa si possono tenere le tende abbassate, proteggendo la casa dal sole. Mobili, libri e collezioni di fumetti, ringrazieranno. Il giorno del ritorno si potranno alzare gradualmente per rendere la casa più accogliente.

La casa va in modalità risparmio per affrontare le vacanze

Quando la casa domotica rimane vuota per un tempo più o meno lungo, stacca gli elettrodomestici che non servono. E tiene in modalità economy quelli che è bene che rimangano collegati (frigorifero, congelatore…)
La presenza dei pannelli fotovoltaici permette un uso ragionato dell’energia prodotta dal sole estivo. Gli elettrodomestici che possono partire in assenza dei proprietari, verranno attivati per usufruire dell’energia in esubero.

La progettazione domotica, se ben calibrata, consente alla casa di ridisporsi in modalità “accoglienza” regalando ai padroni di casa solo il meglio.
Nessuno si accorgerà che il robot aspirapolvere si è fermato pochi minuti prima del rientro della famiglia. Ma tutti apprezzeranno la mancanza di batuffoli di polvere negli angoli.
La musica rilassante impostata si accenderà all’apertura della porta e darà il “bentornati a casa” a chi ha appena finito le proprie vacanze.

Questi comportamenti domotici sono possibili e racchiudono anni di esperienza nel settore della progettazione domotica. Se ti abbiamo incuriosito è il momento di fare una chiacchierata per impostare la casa ideale… con la quale affrontare le prossime vacanze!

Ecobonus 110%: si intravedono delle novità

L’Ecobonus 110% per la riqualificazione energetica, tanto atteso, è stato approvato ma non è ancora ufficiale e finché non verrà promulgato sulla Gazzetta Ufficiale, non avrà piena garanzia di validità. Inoltre tra pochi giorni sarà Agosto e aspettiamo ancora delle linee guida da parte dell’Enea, del Mise e della Agenzia delle Entrate.

I provvedimenti attesi dovranno permetterci di definire:

  • in che modo gestire lo sconto in fattura e la cessione del credito;
  • le procedure di trasmissione degli interventi,
  • la congruità delle spese sostenute,
  • le modalità per la comunicazione all’ENEA.

Quindi ti invitiamo a non affrettarti e a non cedere a facili entusiasmi perché probabilmente sarà Settembre il momento in cui avremo delle certezze. E si potrà dare il “via ai lavori”!

Ampliamento della platea che potrà usufruire dell’Ecobonus

Uno dei dubbi emersi nelle ultime settimane riguardava chi avrebbe potuto fare lavori di riqualificazione energetica sfruttando il Bonus 110%.
Contrariamente a quanto comunicato nella fase iniziale, ci sono state delle modifiche che porteranno a rendere più ampio il target dell’Ecobonus 110%. Se inizialmente sembrava destinato ad abitazioni unifamiliari o a condominii con riscaldamento centralizzato, ora sotto il termine “edificio” sono comprese villette, bifamiliari, plurifamiliari e c’è anche un’apertura verso le seconde case.

I beneficiari dell’Ecobonus 110% potranno godere delle detrazioni per gli interventi che coinvolgeranno massimo due unità immobiliari.
In ogni caso resteranno escluse:

  • abitazioni di tipo signorile (A/1);
  • ville (A/8);
  • castelli, palazzi di pregio storico e/o artistico (A/9);
  • alberghi (D/2).

Soglie di spesa e preziario degli interventi

L’Ecobonus 110%, nonostante i paletti di cui abbiamo già parlato – aumento di due classi energetiche e interventi trainanti obbligatori – può essere ghiotto per molti ma potrebbe anche diventare il trampolino di lancio per imprese poco serie che fanno speculazione proponendo interventi a prezzi maggiorati, per poi effettuare lo sconto in fattura.

Per vigilare su questa possibilità è probabile che verrà introdotto un preziario degli interventi che permetterà di vigilare su impresari troppo “intraprendenti”. A completare il quadro ci si aspetta anche un controllo sulla congruità delle spese per evitare fatture gonfiate ad arte che, quando si parla di gratuità degli interventi, potrebbero far perdere il senno ai più.

Al momento opportuno (che non è ancora arrivato 😉 ) il tecnico preposto si occuperà di esprimere il proprio parere in merito a:

  • certificazione energetica pre-lavori,
  • congruità dei prezzi,
  • regolarità edilizie.

Chiudere un occhio su imprecisioni catastali potrebbe mettere in dubbio la buona riuscita dell’accesso all’Ecobonus 110% e la responsabilità non rischia di essere solo del tecnico ma anche del cliente. Meglio informarsi che farsi cogliere alla sprovvista.

Con l’Ecobonus 110% c’è la cessione del credito e lo sconto in fattura

Si è sentito parlare tanto in queste settimane di sconto in fattura e di cessione del credito. Che cosa sono?
Entrambi sono applicabili agli interventi di riqualificazione energetica oggetto dell’Ecobonus 110% e puntano, come da programma del Decreto Rilancio, a rilanciare le attività edili e a sopperire all’eventuale mancanza di liquidità dei contribuenti particolarmente fiaccati dal periodo Covid-19.

La cessione del credito

La formula della cessione del credito permette al consumatore di cedere il bonus corrispondente all’intervento (che avrebbe altrimenti recuperato negli anni a venire) direttamente al fornitore. Questi verrà rimborsato sotto forma di credito d’imposta, che potrà essere usato in compensazione (in dieci quote annuali di pari importo) dall’anno successivo ai lavori. In alternativa potrà anche lui cedere il credito a suoi collaboratori.

Lo sconto in fattura

Dal 2019 la cessione del credito è stata affiancata dallo sconto in fattura. Il cliente che effettua un lavoro di riqualificazione può optare per un anticipo del contributo direttamente in fattura sotto forma di sconto. Il fornitore emetterà una fattura a prezzo pieno mentre il bonifico dedicato sarà ridotto dell’importo corrispondente alla detrazione. Nel caso dell’Ecobonus 110% equivarrà a zero.

Progetta la Domotica e l’Ecobonus 110%

Dopo questo lungo periodo di lockdown e incertezza, questo Bonus ci sembra una buona idea per rilanciare l’economia. A patto che i lavori vengano seguiti da aziende serie e rispettose delle regole e dei vincoli decisi dal Governo.
Noi ci stiamo già muovendo, affiancati dal nostro gruppo di professionisti già collaudato, per organizzare i lavori che ci vedranno impegnati fino a fine 2021.

In questi giorni stiamo effettuando i sopralluoghi presso potenziali clienti. Le case che stiamo visitando sono tendenzialmente edifici indipendenti o semindipendenti, in regola dal punto di vista catastale.
Gli interventi per i quali ci stiamo organizzando sono finalizzati alla riqualificazione energetica perché è il tema dell’Ecobonus e, soprattutto, possono prevedere un nostro coinvolgimento per la parte di progettazione domotica.
Il controllo della temperatura (riscaldamento e raffrescamento) e la gestione dell’impianto elettrico da remoto sono due macro aree sulle quali possiamo intervenire per migliorare le abitazioni domotiche.

Lo faremo utilizzando materiali di ottima qualità e le soluzioni domotiche più moderne. La nostra squadra è formata per affrontare le sfide che si possono presentare in ogni cantiere. Questo ci permette di lasciare all’Architetto che affiancheremo, lo spazio e il tempo per concentrarsi sul lato architettonico del progetto.

Noi crediamo che sia fondamentale non cedere alla fretta di vendere pacchetti pre-impostati ai nostri clienti. Ogni famiglia ha esigenze diverse e preferiamo cercare la soluzione tailor made che renda ogni abitazione speciale.

In attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ci concentriamo sui sopralluoghi, sulle certificazioni dello stato di fatto delle abitazioni e sull’impostazione di quello che potrebbe essere il lavoro, accogliendo e dando risposta alle domande dei potenziali clienti.
Non è ancora il momento di far firmare preventivi perché, anche se al 99% le specifiche legislative saranno quelle di cui ci troviamo a parlare oggi, c’è ancora la possibilità che cambi qualcosa, quindi preferiamo aspettare le conferme del Governo per iniziare i lavori.

Se hai intenzione di usufruire dell’Ecobonus 110%, questo è un buon momento per contattarci e mettere le basi per una collaborazione che darà grandi soddisfazioni a tutti.

Mappa dei comportamenti nei progetti domotici

La trasversalità della domotica richiede una mappa dei comportamenti condivisa dal cliente e da tutti i professionisti coinvolti nel progetto.
A costo di ripeterci, ci teniamo a sottolineare quanto sia importante che la progettazione domotica parta al più presto, e nel modo giusto.

La mappa dei comportamenti ci è di aiuto proprio nella prima fase di progettazione della casa domotica. Si tratta di una fase fondamentale e, se fatta accuratamente, aiuta a prevenire problematiche di cantiere.

Behavioural Mapping: un’idea che semplifica il lavoro

Nel 2008 Jeff Patton, informatico e product manager americano introduce il concetto di Shared Understanding (comprensione condivisa) che noi abbiamo fatto nostro applicandolo alla progettazione domotica.
Patton lo usa per condividere le informazioni e gestire i progetti con i propri collaboratori. Noi abbiamo deciso di fare altrettando, coinvolgendo in questo percorso anche il cliente. Il vantaggio di questo metodo è che, sapendo qual è l’obiettivo tutti possono fare la propria parte per contribuire a raggiungerlo con grossi vantaggi su tutta la linea.

La raccolta delle specifiche del progetto va fatta “alla fonte”

I progetti domotici coinvolgono, oltre al cliente finale, molti professionisti. Ognuno farà la propria parte ed è molto importante che si lavori in modo sinergico, uniti verso lo stesso obiettivo.
Se il fine comune è fare un buon lavoro e avere un cliente soddisfatto, è importante che sia chiaro a tutti quali siano le richieste e chi-farà-cosa per soddisfarle.
Uno dei problemi più comuni è la mancanza di comunicazione tra le persone coinvolte. La mappa dei comportamenti permetterà di evitare le spiacevoli situazioni in cui si susseguono frasi del tipo: “Ah, ma io avevo capito che…” o “Però io pensavo che lo facesse lui…”
Non basta che tutti dichiarino di aver capito, durante il briefing è necessario che ognuno espliciti “come” ha capito i vari passaggi che gli competono.
A volte un elemento cardine del progetto può subire le interpretazioni più disparate a seconda dei punti di vista: l’elettricista, l’idraulico, l’Architetto o, addirittura, i clienti finali non riescono ad essere sulla stessa lunghezza d’onda e iniziano le incomprensioni.

Tutti intorno ad una lavagna per creare la mappa!

Progetta la Domotica - Al lavoro per realizzare la mappa dei comportamenti
Progetta la Domotica – uno spazio grande aiuta a gestire la mappa dei comportamenti

Noi di Progetta la Domotica abbiamo scelto di fare nostro il concetto di mappa dei comportamenti. Per ognuno dei progetti che prendiamo in carico ci occupiamo di realizzare il documento condiviso, che rappresenta la progettazione dei comportamenti della casa domotica. Lo facciamo attraverso due step:

  • la rappresentazione grafica;
  • la descrizione del dettaglio dei comportamenti.

Il punto di partenza sarà una riunione intorno ad una lavagna bianca. Far incontrare il cliente (meglio se accompagnato da tutti gli attori che utilizzeranno la casa domotica) e le figure professionali impegnate nella realizzazione della stessa, permette di mettere nero su bianco ciò che il cliente vorrebbe che facesse la casa.
Ogni sua idea, consiglio, limite e must have verrà appuntato su post-it colorati e incollati a creare una griglia. La possibilità di spostarli con facilità, permette un livello di adattamento ai cambi di programma e ai piccoli problemi “da cantiere” molto alto.

Durante questi meeting è molto probabile che i post-it cambieranno sistemazione in più occasioni. È il bello di questo metodo: si possono riposizionare, indicare ed eliminare con facilità. Inoltre consentono una visione di insieme che permette di suddividere il lavoro in task di dimensioni minori.

Le interviste al cliente aiutano a fare chiarezza

Questo è un buon momento per realizzare delle “interviste” approfondite al cliente. Permetteranno di far emergere problematiche passate e aiuteranno il progettista domotico a capire come rendere confortevole la casa.
Ogni famiglia può dare maggiore importanza a situazioni differenti. La mappa dei comportamenti deve far emergere queste peculiarità per dare modo ai professionisti coinvolti di ottenere la routine ideale per il cliente. In questa fase si fanno strada le sensibilità dei futuri inquilini e vengono elencati gli eventuali limiti del progetto. Non si lascia nulla al caso, per evitare problemi più grandi in cantiere.

Se a brainstorming concluso è possibile ripercorrere tutto il viaggio dell’utente, dalla prima idea al risultato finale, si saprà di essere pronti alla fase realizzativa della casa domotica. Il percorso potrebbe non essere così “indolore” poiché non è detto che tutto sia fattibile. I vincoli tecnici, il budget o i tempi, potrebbero costringere il committente a rivedere i piani iniziali o a mettere in conto qualche cambiamento fuori programma. In ogni caso, meglio saperlo in anticipo e non ad un passo dal traguardo.

La collaborazione tra tecnici è necessaria nella progettazione domotica

Se durante l’incontro dovesse emergere un forte interesse del cliente per la sicurezza, per l’illuminazione o per il sistema audio-video, non verrebbero allertati solo i tecnici coinvolti in quel campo ma anche le altre maestranze. Questo per permettere a tutti di lavorare tenendo conto delle esigenze del cliente.
Sono finiti i tempi in cui l’elettricista poteva stare tre giorni in cantiere per fare il proprio lavoro e poi si dava il cambio con l’idraulico e a seguire con l’antennista. Magari senza mai incontrarsi e confrontarsi. La domotica ha bisogno della collaborazione tra tecnici.

Negli ultimi anni la presenza di una App a capo della casa domotica, ha reso necessaria una preparazione tecnologica avanzata per i tecnici. Il gruppo di lavoro che ci segue nei nostri progetti domotici è aggiornato sulle marche e sui modelli più moderni ed è in grado di far comunicare tra loro tutte le parti dell’abitazione.
Ogni progetto può avere un grado di difficoltà più o meno elevato ma deve rispondere ad una esigenza fondamentale: la soddisfazione del cliente.

La mappa dei comportameni trasformata in un documento

Il documento che realizziamo dopo aver raccolto tutte le informazioni è una sorta di “bussola”. Serve a dare le giuste informazioni a tutti i tecnici coinvolti e a lavorare puntando verso una visione sistemica.
Il grado di dettaglio tecnico può essere talmente alto da rasentare la programmazione. Questo ci permette di procedere con la serenità di chi sa che l’implementazione “sul campo” sarà molto precisa e priva di sorprese.

I calcoli attenti minimizzano le incomprensioni a patto che tutti seguano il documento stilato e che si tenga sempre, come punto di riferimento, il cliente.
Usare un linguaggio chiaro e porre la giusta attenzione ai suoi feedback farà procedere spediti verso il risultato finale. Basta poco per capire che una presa in più in cucina, potrebbe essere di aiuto allo chef di casa. O che il dimmer in salotto è irrinunciabile.
Concretizzare i desideri del cliente è uno dei passaggi della creazione degli scenari di comportamento che risponderanno alle azioni dirette degli utilizzatori.

Con Progetta la Domotica abbiamo concentrato anni di esperienza individuale, in un’attività composta da professionisti in grado di affrontare ogni tipo di problema.
Siamo sicuri di poterti aiutare nel raggiungimento degli obiettivi del tuo progetto e ti invitiamo a contattarci per una prima chiacchierata.
Iscrivendoti alla nostra mailing list avrai accesso ad un archivio delle registrazioni degli eventi on-line organizzati in passato. Per vedere quali saranno i prossimi in programma, visita la nostra pagina Eventi on-line.


Ecobonus 110%. Non è tutto oro quello che luccica!

Il Decreto Rilancio, firmato pochi giorni fa, prevede molte agevolazioni tra cui l’Ecobonus 110%, per risollevare le sorti dell’Italia messa in ginocchio dal Coronavirus.
Tra le inevitabili polemiche, noi abbiamo deciso di soffermarci su quello che conosciamo meglio: il tema dell’edilizia e dell’efficienza energetica.

Attualmente il Decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ma dovremo attendere prima la pubblicazione della legge di conversione e i provvedimenti attuativi da parte dell’Agenzia delle Entrate che dovrebbero arrivare entro 30 giorni dalla legge di conversione.
L’attuale versione del bonus, prevede che la nuova “detrazione fiscale del 110% si applichi alle spese documentate e rimaste a carico del contribuente sostenute tra il 1 luglio 2020 e il 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo.
Il contribuente potrà optare per un contributo sotto forma di sconto in fattura da parte del fornitore che potrà, a sua volta, cedere questo credito ad altri soggetti, comprese Banche e intermediari finanziari.

Scorgiamo del buono in questo Decreto Rilancio e nel Bonus Ristrutturazione edilizia ma pensiamo sia importante, da parte nostra, fare chiarezza e chiedervi di aspettare un momento prima di far partire i lavori di ristrutturazione e stappare lo champagne.
Il motivo è semplice: non è ancora stata definita una procedura da seguire e mancano ancora alcune informazioni per completare il quadro. Per esempio: cosa bisogna fare per ottenere la cessione del credito? Quali sono le linee guida dell’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile)? Quali sono le Banche che accettano il credito? Tantissime domande sono ancora senza risposta e, di conseguenza, i tempi si allungano.

Quali interventi riguarda il Bonus Ristrutturazione?

Riguarda i lavori di riqualificazione energetica e antisismica nelle case di proprietà abitate, che dovranno garantire il miglioramento di almeno due classi energetiche (Ecobonus), gli interventi volti a incrementare la riduzione del rischio sismico almeno di una classe (Sismabonus) e quelli connessi all’installazione di impianti fotovoltaici e colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.

Quali sono gli interventi indispensabili per accedere all’Ecobonus 110%?

Cerchiamo di capire, nello specifico, quali sono gli interventi senza i quali non si può richiedere il Bonus Ristrutturazioni.
È indispensabile che tra i lavori eseguiti sia presente almeno uno di questi due interventi:

  • la realizzazione di un sistema di isolamento termico (cappotto termico) di almeno il 25% delle superfici opache disperdenti (quelle che non lasciano passare la luce e che dividono un ambiente riscaldato da uno non riscaldato);
  • la sostituzione del generatore. In condominio a favore di una caldaia a gas e nelle case unifamiliari o villette a schiera con una caldaia con pompa di calore (tradizionale, ibrida o con impianto di microgenerazione).

Come deve migliorare la tua casa per avere diritto al Bonus 110%?

La conditio sine qua non degli interventi di ristrutturazione che daranno accesso alla detrazione del 110% è che la classe energetica dell’abitazione migliori di due categorie.

Quali sono gli interventi che permettono di migliorare la classe energetica?

La classe energetica di un’abitazione può migliorare grazie a quegli interventi che fino a qualche mese fa rientravano nel Ecobonus 65%:

  • isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali,
  • insufflaggio di materiali isolanti,
  • realizzazione di impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda,
  • introduzione di impianti a pompa di calore,
  • installazione di impianti ibridi o geotermici abbinati ad impianti fotovoltaici,
  • installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo,
  • sostituzione degli impianti a gasolio con quelli più efficienti dal punto di vista energetico e delle emissioni.

Se questi interventi, abbinati a uno dei due interventi principali, permettono il salto di due classi energetiche, allora si ha diritto al Bonus 110%. In caso contrario, niente champagne. 😉
Sembra complicato detto così, ma ciò che è necessario tenere a mente è questo:

È in programma uno dei due interventi trainanti (cappotto termico o sostituzione della caldaia)?
Tutti i lavori migliorativi abbinati sono validi e usufruiranno anch’essi del Bonus 110% a condizione che:
la certificazione energetica della casa migliori di due classi.

Attenzione: non basta fare un paio di interventi qualsiasi che migliorino di due classi la certificazione energetica. È necessario che si parta da almeno uno dei due interventi trainanti.

Come procedere verso l’Ecobonus 110%?

Noi siamo dei sostenitori dell’analisi e della progettazione effettuata PRIMA della messa in opera di lavori di qualsiasi genere.
Anche in questo caso, ricordiamo che una corretta organizzazione dei lavori in vista dell’Ecobonus 110% deve partire da un’analisi dell’immobile allo stato attuale e del suo attestato di prestazione energetica in vigore (che vale 10 anni). E deve essere seguito da una progettazione che tenga conto di dove si vorrà arrivare DOPO i lavori.

Per fare questo serve il supporto di un esperto di certificazione energetica che valuterà, insieme al cliente, quali sono gli interventi di cui c’è veramente bisogno per far salire la classe energetica di due step. A seguire bisognerà dimostrare all’ENEA, mediante l’attestato di prestazione energetica (Ape), l’effettivo miglioramento.

Nello specifico, quello che ci preme portare alla luce è un po’ il nostro “cavallo di battaglia”: come quando parliamo di domotica, anche in vista di una ristrutturazione che ambisca a rientrare nell’Ecobonus 110%, serve una progettazione chiara e, soprattutto, non esiste una soluzione ideale per tutti. Non è detto che la soluzione adottata dal vicino di casa sia la migliore.
Investire in uno strumento non idoneo alla propria situazione, potrebbe allontanare dall’idea di risparmio. Quindi bisogna approcciarsi all’Ecobonus 110% consci delle caratteristiche dell’abitazione che si vuole migliorare e consapevoli che solo affidandosi ad un professionista serio e preparato, si potranno ottenere dei risultati ed un vero risparmio energetico.

Cosa si può fare nell’immediato per avvalersi all’Ecobonus 110%?

Per ora è meglio non abbracciare l’idea dell’Ecobonus 110% ad occhi chiusi, perché gli interventi potrebbero non essere tutti detraibili e, soprattutto, non tutti adattabili in maniera standardizzata ad ogni situazione.
Gli interventi detraibili grazie all’Ecobonus 110% coivolgeranno in primis le case di proprietà abitate, (quindi non le seconde case) molto vecchie e tanto inquinanti, per portarle a diventare più smart e in grado di abbassare di molto le emissioni e i consumi legati al riscaldamento.

A breve verrano emesse le procedure per seguire l’iter burocratico giusto. Per ora non ci sono ancora gli strumenti per capire come muoversi. Noi di Progetta la Domotica restiamo con le “antenne dritte” per cercare di capire quale sarà l’evolversi della situazione. Nel frattempo ti invitiamo ad aspettare, senza lasciarti travolgere dalla fretta di alcune Aziende che stanno facendo campagne marketing serrate. E a contattarci se hai delle domande alle quali possiamo aiutarti a trovare risposta.

Ozono e Covid-19: come sanificare gli ambienti?

L’ozono viene descritto da molti come una soluzione per sanificare gli ambienti, in questa Fase 2 del periodo Covid-19.
Sarebbe semplice (ma semplicistico) cavalcare l’onda del momento e accodarci a quanti ritengano che gli ozonizzatori siano la scelta più adatta per sanificare gli ambienti. Sarebbe consolante pensare che domotica e ozono possano essere il rimedio per rendere sani e vivibili la casa o l’ufficio.
Come Team di Progetta la Domotica abbiamo preferito fermarci un momento ed informarci al riguardo. Scegliere cosa consigliare ai nostri clienti è la nostra priorità perché, pur non occupandoci esclusivamente di disinfezione, la sanificazione tecnologica può essere integrata in domotica, rientrando quindi nella nostra sfera di competenza.

Cos’è e come si comporta l’ozono?

Negli ultimi anni abbiamo sentito spesso parlare di ozono, legato al tema dei cambiamenti climatici. L’ozono stratosferico (l’ozono buono) esercita un’azione filtrante nei confronti delle radiazioni solari ultraviolette, considerate potenzialmente pericolose per la salute umana. L’ozono atmosferico (l’ozono cattivo), invece è quello che si sviluppa nelle atmosfere urbane o industriali fortemente inquinate.

Nella sanificazione ambientale l’ozono può essere usato ma rischia di risultare o pericoloso, o inutile. Vediamo perché: per fare in modo che la sanificazione con l’ozono possa essere efficace la quantità necessaria deve corrispondere a circa 4 ppm (ppm = Parti Per Milione) mantenuta per almeno 20 minuti. Questo è ben al di sopra della soglia di pericolosità per le persone, che corrisponde a 0,3 ppm per 15 minuti. Limite oltre il quale potrebbero manifestarsi sintomi come la secchezza delle mucose, tosse, emicrania… fino alla morte, con concentrazioni superiori a 50 ppm mantenute per più di 30 minuti.

Alcuni studi scientifici condotti dalla SSICA (Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari) dimostrano l’efficacia dell’ozono come igienizzante in aree industriali adibite alla macellazione della carne. I risultati sono stati soddisfacenti ma solo perché le sessioni di pulizia duravano circa 5 ore e la concentrazione di ozono era incompatibile con la presenza di esseri umani. A seguire, veniva areato il locale per almeno 3 ore, prima di riaccogliere i dipendenti. Una formula non applicabile all’interno di abitazioni o ambienti commerciali.

L’ozono è efficace per combattere Covid-19?

L’efficacia dell’ozono per contrastare il Coronavirus non è dimostrata. L’ozono è anche un potente ossidante che, interagendo con le superfici, può degradare plastica, cibo e sostanze organiche. Quindi non si tratta di una sostanza da “maneggiare a cuor leggero”.
Marco Benedetti, Presidente dell’A.N.I.D. (Associazione Nazionale delle Imprese di Disinfestazione) ricorda che “L’ozono non è ancora autorizzato in ambito civile” mentre “i compressori, che vengono venduti come la risoluzione contro il Covid-19 al massimo possono pulire l’aria, eliminare i cattivi odori, ma non sanificano gli ambienti.”

L’EPA (United States Environmental Protection Agency) è sulla stessa lunghezza d’onda e sconsiglia l’uso dell’ozono per contrastare Covid-19. Noi, come Progetta la Domotica, ci abbiamo pensato a lungo e siamo giunti alla conclusione che preferiamo non utilizzare, promuovere o installare strumenti che veicolino l’ozono, in assenza di indicazioni molto chiare da parte di Enti o Istituzioni circa la loro efficacia.
Stiamo vivendo un periodo molto difficile e qualcuno potrebbe essere portato a credere alla soluzione (apparentemente) più rapida e definitiva.
Una delle poche certezze che abbiamo è quella che il Coronavirus non è un virus aereo, si trasmette per via respiratoria o toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi. La cosa importante, ed efficace, è sicuramente la sanificazione delle superfici con alcol o disinfettanti e l’areazione degli ambienti.

La sanificazione tecnologica e la domotica

Grazie alla domotica è possibile gestire un corretto processo di sanificazione degli ambienti. Tra gli strumenti più utilizzati ci sono le lampade UV. Le loro caratteristiche antibatteriche e antivirali vengono sfruttate per la sterilizzazione e l’igienizzazione di ambienti e superfici.
Essendo nocive per gli esseri umani è bene usarle in ambienti vuoti. A questo può pensare la programmazione domotica: un sensore di presenza attiverà le lampade UV solo quando in casa, o in ufficio, non circolano persone né animali.

Sistemi di areazione con UV per purificare l’aria

Per rendere salubre l’ambiente si possono predisporre, o revisionare, sistemi di ricircolo o di ventilazione dell’aria. È possibile progettare la domotica in modo che assorba l’umidità dai locali che ne contengono di più (cucina, bagno…) e la sfrutti per scaldare l’aria proveniente dall’esterno. Oppure strutturare sistemi in grado di rinfrescare l’aria calda in entrata, depurandola. I virus non si filtrano ma è possibile filtrare le goccioline su cui potrebbero essersi posati.

Queste feature, che richiedono intelligenza e interazione con l’ambiente, sono strettamente collegate alla progettazione domotica. La possibilità di gestire il ricambio dell’aria in assenza di persone o in accordo con le temperature interne ed esterne dei locali permette di creare scenari di comportamento personalizzati.

Come ripensare i sistemi di areazione in ottica Covid-19

Ci è capitato di notare spesso che in alcuni ambienti non sono presenti adeguati ricambi d’aria. Oppure che i ricambi presenti prevedono, per questioni di risparmio energetico, il ricircolo di oltre 3/4 dell’aria.
Questo poteva andava bene prima del Covid-19 ma adesso è tempo di ripensare questi impianti. Pur mantenendo come obiettivo il risparmio energetico è bene aggiornare questi impianti.
Sistemi filtranti e recupero di calore con maggiori ricambi nelle ore calde o in assenza di personale, concorrono alla realizzazione di impianti domotici più efficienti. Questo può aiutare nell’ottica di ridurre le concentrazioni di contaminanti, compreso il Covid-19, nell’ambiente.

L’aria condizionata nell’estate al tempo del Coronavirus

Con l’avvento della stagione calda e l’accensione dei sistemi di condizionamento, si rende necessario un sistema di riduzione dell’umidità, veicolo dei droplet che potrebbero trasportare il virus.
Il principio su cui si basa l’aria condizionata è quello del rimettere in movimento sempre la stessa aria opportunamente raffreddata e deumidificata.
In questo momento di grande difficoltà sarebbe meglio predisporre filtri migliori, arricchiti dalla tecnologia Uv, in grado di fermare il virus che ci sta tenendo sotto scacco ormai da mesi.

Un’alternativa può anche essere quella di utilizzare aria proveniente dall’esterno da immettere nell’ambiente chiuso dopo essere stata pulita e filtrata. Sembra un consiglio banale ma spesso si è portati ad immaginare l’aria esterna come fonte di pericoli e quella interna come sicura.
I detersivi, le vernici e alcuni elementi interni alle abitazioni possono veicolare più agenti inquinanti di quanti non ne agevoli l’apertura di una finestra.

La posizione di Progetta la Domotica nei confronti della sanificazione degli ambienti

Consapevoli di scegliere la via attualmente meno battuta in Italia, il nostro Team si associa all’EPA, all’International Ozone Association e ad Altroconsumo nel sostenere che la sanificazione, nello specifico quella delle superfici, deve essere fatta con i prodotti la cui efficacia contro il Covid-19 è dimostrata e documentata.
Meglio utilizzare, consapevolmente e secondo le precauzioni specifiche, alcol, ipoclorito (il principale componente della candeggina) o il perossido di idrogeno.
Purtroppo si tratta di prodotti chimici che, se usati in malo modo, possono risultare pericolosi per esseri umani e animali. Raccomandiamo quindi la massima attenzione.

Perché parliamo di domotica durante un webinar?

Da qualche settimana abbiamo organizzato dei webinar per raggiungere gli Architetti interessati alla progettazione domotica.
Come molti altri professionisti, anche noi abbiamo rivoluzionato il nostro modo di lavorare a causa del Covid-19. Niente cantieri, niente incontri di persona con collaboratori o clienti…

Se per i cantieri stiamo portando pazienza, ci mancava troppo non poter parlare con chi ha messo la domotica al centro della propria professione.
Abbiamo scelto quindi di sfruttare la tecnologia per creare dei webinar e approfondire attraverso di essi i temi legati alla progettazione domotica.

Da circa un anno Progetta la Domotica si è imposta sul mercato come il primo studio di progettazione specializzato nella realizzazione di ambienti intelligenti.
Lavoriamo a stretto contatto con Architetti e progettisti per permettere loro di affrontare con serenità progetti di domotica e smart home. E per fare questo abbiamo cercato di capire quali fossero i loro problemi più ricorrenti.

I cambiamenti necessari per trarre vantaggio dalla domotica

Non ci sono dubbi sulla necessità di nuovi strumenti pratici e concettuali per gestire la domotica in fase di progettazione. C’è bisogno di cambiare abitudini e punti di vista altrimenti la rivoluzione che tutti vedono all’orizzonte sarà un problema e non un’opportunità.
Noi di Progetta la Domotica abbiamo l’esperienza per applicare questi strumenti al giusto contesto.

Vogliamo portare l’esperienza e i metodi più attuali del mondo dell’ingegneria del software e della progettazione IoT (Internet of Things) fuori dagli schemi.
Secondo noi è necessario che si pieghino al servizio di chi progetta e realizza abitazioni, uffici e gli ambienti nei quali viviamo.
Visti il periodo complicato e l’impossibilità di incontrare tutti gli interessati durante un workshop, abbiamo provato a raggiungervi con i webinar.

Un webinar per incontrare professionisti interessati alla domotica

All’attivo abbiamo due incontri online andati decisamente bene. In questo modo possiamo raccontare il nostro approccio alla Domotica, raggiungendo molte persone contemporaneamente.
Questa idea è figlia di tempi difficili e verrà portata avanti, sicuramente, finché durerà la fase critica causata dal Covid-19. Ma i risultati ottenuti ci spingono a pensarla anche come metodo da sfruttare sul lungo periodo.

Ci piace l’idea di poter collaborare anche con professionisti che vivono lontani dalla nostra sede di Chieri, in provincia di Torino.
Per un primo approccio, siamo fiduciosi che i webinar ci permetteranno di “rompere il ghiaccio” per raggiungerli più facilmente.

Il webinar formativo ed interattivo viene affiancato ad un questionario. Questo ci consente di raccogliere le domande e poter rispondere così a tutto ciò “che avresti sempre voluto sapere, riguardo alla Domotica”.
In meno di un’ora raccontiamo qual è il nostro approccio alla progettazione domotica e cerchiamo di capire come affrontare le difficoltà ricorrenti degli Architetti.

Il nostro approccio alla domotica è basato su metodo e competenza

Non vendiamo un prodotto della marca X e non spingiamo affinché vengano acquistate le soluzioni più famose. Siamo convinti che ogni situazione abbia le proprie esigenze e non vogliamo, di conseguenza, proporre formule standardizzate.

Siamo curiosi verso tutto quello che è smart e il nostro obiettivo è permettere agli Architetti di riappropiarsi del progetto, integrandovi facilmente soluzioni domotiche.

Nelle prime due edizioni del webinar abbiamo chiarito le differenze tra i termini che definiscono le varie tipologie di “Domotica”. Cosa significano smart home, home automation, integrazione di sistemi… e che impatto hanno in fase di progettazione.
Non escludiamo di proseguire, facendoci guidare anche dalle richieste degli utenti, affrontando i temi più interessanti per chi si occupa di abitazioni smart.

A fine webinar spediamo, ad ogni persone intervenuta, un attestato di partecipazione nominativo, firmato dal docente.
Non è un documento ufficiale, valido ai fini del riconoscimento di crediti formativi. Certifica però la frequenza al corso e, per i più romantici, è un ricordo del nostro primo incontro. 😉

La progettazione domotica rende possibili gli ambienti intelligenti

Progetta la Domotica è il primo studio di progettazione specializzato nella realizzazione di spazi abitativi smart.
Offriamo servizi specifici per Architetti e progettisti che vogliono affrontare con serenità progetti di domotica e smart home.

Un modo diverso di affrontare la Domotica e la Smart Home

Il nostro team è composto da professionisti che coprono, con le proprie competenze tre settori:

  • la progettazione domotica,
  • la realizzazione,
  • la manutenzione degli impianti.

Abbiamo deciso di dare vita a Progetta la Domotica perché crediamo che sia giunto il momento in cui Architetti e Progettisti riprendano in mano il progetto e ottengano quelle risposte tecniche necessarie alla sua realizzazione.

L’evoluzione del settore Domotica e Smart Home

Per intraprendere un percorso innovativo, è necessario affrontare cose che non si sono mai fatte: la progettazione domotica richiede competenze nuove e trasversali che toccano sia il mondo dell’elettrico che quello informatico.

Noi vogliamo stare al fianco degli Architetti e supportarli nella gestione dei progetti. Se tra i loro compiti c’è quello di costruire i progetti intorno al concetto di comfort e di risparmio; il compito di Progetta la Domotica è quello di affiancarli nell’esplicitare gli scenari di comportamento della casa.

Il mercato sta cambiando rapidamente e servono professionisti con competenze diverse. Progetta la Domotica ha tutte le skills per affiancare gli Architetti che desiderano un supporto concreto.

Il ruolo della progettazione domotica nel tuo prossimo lavoro

Noi siamo la risorsa che spesso manca nei team che si occupano di progettare case con integrazioni domotiche.
Abbiamo delle competenze specifiche che mettiamo a disposizione degli Architetti che desiderano lavorare con noi e, nonostante la domotica abbia un impatto su più livelli (elettrico, informatico…) siamo in grado di fornire un supporto completo.

Dopo aver fatto il progetto è necessario realizzarlo. Noi di Progetta la Domotica abbiamo anche competenze non tradizionalmente patrimonio degli impiantisti elettrici e siamo in grado di affrontare problematiche che normalmente, i professionisti con impostazioni più tradizionali, fanno fatica a seguire (creazione di reti informatiche, sviluppo software, impostazioni di smart home speaker ecc.)

Progetta la Domotica risponde alle esigenze emergenti

Per far fronte ai bisogni ricorrenti abbiamo definito un metodo diverso di approccio alla progettazione domotica: unire tecniche ingegneristiche di progettazione tradizionale con approcci più innovativi come il Design Thinking e lo User Centered Design.

Nasce così l’Ambient Intelligence Designer, una nuova professionalità che:

  • rimette al centro le esigenze del cliente e i vincoli tecnici dall’Architetto, traducendoli in specifiche funzionali,
  • definisce i modelli di comportamento degli ambienti su cui si va ad intervenire,
  • traduce queste informazioni in scelte tecniche che saranno a diposizione degli altri progettisti, degli installatori e del cliente stesso.

Avvalersi delle competenze di un Ambient Intelligence Designer significa:

  • avere un’idea precisa del risultato finale,
  • elaborare soluzioni innovative a richieste o esigenze particolari senza improvvisazioni in cantiere,
  • prevenire problemi di integrazione e coordinamento in fase di realizzazione riducendo tempi e costi di gestione,
  • ridurre i tempi e i costi di gestione del progetto.

Il Manifesto di Progetta la Domotica

I principi e gli obiettivi di Progetta la Domotica possono essere riassunti nei seguenti 5 punti:

  1. Il cliente prima della tecnologia
  2. L’importanza della semplicità
  3. La progettazione domotica è consapevolezza
  4. La domotica è multidisciplinare
  5. Crediamo nella relazione armonica tra le persone e l’ambiente

Il cliente prima della tecnologia

Il nostro punto di partenza è il cliente. Il rapporto che si instaura ascoltando le persone e cercando di aiutarle è un bene prezioso che permette di far partire il progetto con il piede giusto.

L’importanza della semplicità

Lavoriamo per ottenere soluzioni semplici perché crediamo che la domotica debba contribuire ad alleggerire e non a complicare la vita a chi la sceglie per i propri ambienti.

La progettazione domotica è consapevolezza (e controllo del risultato)

Progettiamo con principi nuovi che permettono di gestire sistemi complessi. Anticipiamo i problemi per non farci rallentare in fase di esecuzione e per non rischiare di far perdere tempo, che sappiamo essere prezioso, ai clienti e alle maestranze con le quali collaboriamo.

La domotica è multidisciplinare

Progetta la Domotica si avvale di un team multidisciplinare composto da professionisti con esperienza diretta sul campo. Questo è la chiave che ci permette di fondere mondi che sembravano lontani come l’Architettura e l’Informatica.

Crediamo nella relazione armonica tra le persone e l’ambiente

Noi siamo consapevoli che la tecnologia permetta grandi cose (e la nostra scelta professionale lo dimostra) ma crediamo, ancora di più, nell’importanza delle persone.
Siamo convinti che un buon progetto sia quello in grado di definire la relazione armonica tra le persone e l’ambiente.

Per questo noi partiamo dall’essere umano, dai suoi desideri e bisogni, senza dimenticare l’importanza, e a volte i vincoli, dell’ambiente che lo circonda.
L’esperienza ci ha insegnato quanto sia fondamentale trovare equilibrio tra le esigenze delle persone e quelle della casa. Ci riferiamo alle situazioni in cui può essere necessario:

  • fare scelte che rispettino i luoghi storici in cui sorge l’edificio su cui siamo chiamati a lavorare,
  • salvaguardare aree con esigenze ambientali particolari,
  • pensare alla gestione di persone di passaggio,
  • scegliere materiali e prodotti durevoli in un’ottica zero waste.

Crediamo nella progettazione domotica come strumento di semplificazione e pensiamo che se qualcosa si può cambiare, è nostro compito agevolare quel cambiamento.

La domotica quotidiana al tempo del Coronavirus

La malattia provocata dal nuovo Coronavirus è la Covid-19 e sta mettendo l’Italia, e molti altri Stati, di fronte ad uno stato di emergenza che non ci saremmo mai immaginati.

Il suo proliferare è preoccupante e consigliamo anche noi di restare a casa e seguire le indicazioni ufficiali. Non essendo medici, non vogliamo affrontare temi che esulino dalle nostre competenze ma ci siamo permessi alcune riflessioni.
Se per le indicazioni ufficiali rimandiamo al sito del Ministero della Salute, vogliamo condividere una riflessione riguardo alle soluzioni che la domotica offre nell’affrontare situazioni di questo tipo.

Come la domotica può limitare i danni di un virus

Vivere e lavorare a Chieri (Torino) ci colloca geograficamente in una delle regioni colpite dal virus, quindi è innegabile che questo argomento ci colpisca particolarmente.
In un clima di preoccupazione generale noi non abbiamo soluzioni prêt-à-porter e questo post nasce da quello che la nostra esperienza nella progettazione domotica ci ha insegnato.

Alcune soluzioni domotiche, in linea con i consigli sanitari, sono già presenti in molte abitazioni.
Questi i tre campi di azioni in cui la domotica può migliorare alcune problematiche:

  • limitare i contatti con superfici infette;
  • Assicurare una miglior qualità dell’aria;
  • Supportare il telelavoro e le videoconferenze.

Per prevenire il contagio e limitare il rischio di diffusione di questo virus è importante la collaborazione di tutti ad osservare alcune norme igieniche. La domotica si rende utile con alcuni accorgimenti che potrebbero limitare i contagi, aiutando a vivere in contesti salubri e migliorando il lavoro e lo studio a distanza.

Attivare il controllo vocale… ma “non toccare!”

Poter compiere alcune azioni tipiche della quotidianità, senza toccare interruttori o maniglie è di aiuto quando le raccomandazioni che si ricevono da più parti, sono quelle finalizzate a limitare i contatti. Mantenere le distanze, lavarsi spesso le mani igienizzandole con detergenti a base alcolica e rispettare norme igienico-sanitarie, nonostante sembrino banali norme di buon senso, non sempre vengono adottate.

Le luci che si accendono da sole quando si entra in una stanza, il dispenser del sapone o l’asciugamani elettrico che rispondono quando la mano si avvicina, permettono di toccare meno interruttori o superfici potenzialmente infette.

Il controllo vocale limita le occasioni di interazione con superfici toccate da più persone

Si è abituati a pensare ad Alexa come ad una presenza casalinga, alla casa come il luogo sicuro per antonomasia e quindi risulta strano pensare che uno smart home speaker possa essere utile anche sul lavoro.
Invece Alexa e i suoi simili fanno sempre più spesso parte di studi e uffici e, come alcuni tipi di totem informativi, sono accomunati dal fil rouge del comando vocale.

Controllo degli ambienti tramite il proprio smartphone

Per limitare le probabilità di condividere superfici contaminate esistono anche App che consentono di interagire con l’ambiente attraverso il proprio smartphone.

Ad una progettazione domotica strutturata corrisponde solitamente una App proprietaria, “figlia” del sistema operativo utilizzato. Questa, scaricata sul proprio smartphone, permette di comandare tutto l’ambiente, domestico o lavorativo. Un buon sistema per utilizzare solo uno strumento di cui si conoscono condizioni e grado di igiene.

Senza interruttori si possono gestire anche i controlli accessi

Anche i tornelli aziendali e le serrature elettriche possono essere gestiti attraverso il proprio smartphone. Questo abbraccia l’idea di progettazione che desidera eliminare ogni tipo di interruttore o di chiave a favore di sistemi che permettano di uniformare e controlare gli accessi attraverso una App.

Tempi duri per i sistemi touch screen in comune con altri utenti. Per salvaguardare la propria incolumità è possibile interagire con molte delle applicazioni alle quali affidiamo le nostre abitudini, usando solo device personali.

Nel campo di gestione degli accessi, non dobbiamo dimenticare il controllo basato sul riconoscimento del volto. Uno dei sistemi più precisi è quello realizzato da ZKTeco che ha introdotto il riconoscimento facciale migliorato con luce visibile.

Viste le lacune di altri sistemi, ZKTeco ne ha creato uno in grado di

  • rilevare i movimenti,
  • identificare volti reali (funzione anti-spoofing),
  • essere preciso fino a 3m di distanza,
  • usare tecnologia “touchless”, più comoda e igienica che aiuta a ridurre la diffusione di germi.

Come tenere sotto controllo la qualità dell’aria

In situazioni normali si passa quasi il 90% del proprio tempo in ambienti chiusi, con una quantità di aria disponibile limitata.
Per contrastare gli effetti del Coronavirus il Governo ha raccomandato la chiusura delle scuole e suggerito, dove possibile, il telelavoro.
Questo, sommato alla raccomandazione di limitare le occasioni di incontro, le manifestazioni sportive e quelle culturali, fa sì che la percentuale di ore trascorse in spazi chiusi, sia in aumento.

La VMC cambia l’aria con le finestre chiuse

La VMC (ventilazione meccanica controllata) è un sistema di ricircolo dell’aria che permette di eliminare l’anidride carbonica e di assorbire l’umidità, diluendo la quantità di agenti inquinanti dannosi. Si adatta al numero di persone che occupa lo spazio chiuso e segnala quando è il momento di cambiare i filtri.

Se il concetto di riciclo dell’aria deve garantire il ricambio costante di una quantità di aria adeguata alle dimensioni della stanza, si può procedere in due modi:

  • aprendo porte e finestre (sfidando così la temperatura esterna e dando via libera a rumori e inquinamento);
  • sfruttando appositi apparecchi (l’aria esausta viene estratta e al suo posto viene immessa aria pulita).

Per chi vuole essere responsabile della qualità dell’aria che respira e soprattutto, attento a ciò che immette nel proprio spazio chiuso, la VMC è la soluzione ideale poiché è dotata di filtri appositi per l’aria in entrata.
Significa che grazie a questo sistema si farà entrare aria realmente pulita perché filtrata da pollini, polveri sottili e altri agenti inquinanti.

Ovviamente non si tratta di una soluzione che si può far installare dall’oggi al domani per scongiurare i problemi attuali. La segnaliamo però perché molti utenti che possiedono una casa domotica potrebbero già avere questo sistema di areazione attivo. Nel caso, il consiglio è quello di assicurarsi della corretta pulizia e manutenzione, contattando il progettista domotico di fiducia.

Installazione di misuratori della qualità dell’aria interna

Un altro metodo per garantirsi un’aria salubre in ambienti chiusi, sono i misuratori della qualità dell’aria: dispositivi collegabili allo smartphone, che offrono un quadro immediato della qualità dell’aria, della temperatura e dell’umidità di casa.

Aiutano l’utente che vuole fare scelte consapevoli, tenendo in considerazione la salute di tutti i componenti della famiglia. Purtroppo sono sistemi delicati e complessi da calibrare e offrono un monitoraggio su base organica che non sempre restituisce i dati in modo oggettivo.

La VMC rimane, a nostro parere, la soluzione migliore e più pratica da adottare per monitorare l’aria.

Un supporto smart, che non richiede interventi di muratura, può essere l’acquisto di un purificatore per l’aria. Tra i modelli migliori spicca il DYSON Purificatore Aria SMART Pure Cool. Si tratta di un sistema che permette di purificare l’aria filtrando particelle di dimensioni pari o inferiori a 0,1 micron.

Non è una soluzione al problema del Coronavirus. Può aiutare nell’alleviare alcune patologie respiratorie migliorando la qualità dell’aria in casa ma purtroppo non può catturare e distruggere un virus. Per contrastarlo, e contenerlo, restano valide le solite regole.

Il telelavoro consente una routine nonostante il Coronavirus

Sia per il lavoro “da grandi” che per usare gli di strumenti di didattica online, queste giornate hanno visto intorno allo stesso tavolo grandi e piccini.
Dove possibile, si è potuto confermare che il telelavoro esiste e lo studio a distanza è praticabile.

Con alterne fortune, ci sono genitori che proseguono con il proprio “solito” smart working già collaudato e figli, di tutte le età, che si confrontano con videochat, conference call e le solite lamentele per i compiti.

Strumenti che favoriscono il telelavoro e la didattica online

Esistono diversi strumenti che possono fare la differenza per chi lavora o studia, volente o nolente, da casa. La videoconferenza permette riunioni tra più partecipanti in remoto.
GotoMeeting è un sistema di videochat che permette la collaborazione a distanza in qualsiasi settore, Edmodo è uno degli strumenti usati dagli insegnanti per interagire con i propri alunni e infine, tra i ritrovati tech, spiccano TeamConnect Wireless e Clickshare.

TeamConnect Wireless è un dispositivo portatile per organizzare audioconferenze anche in stanze non attrezzate allo scopo.
Gestisce solo il canale audio e ha un vivavoce con sei microfoni che permette l’interazione contemporanea di più utenti.

TeamConnect è il primo sistema di conferenza wireless portatile per riunioni online.
La sua facilità d’uso, le molteplici opzioni di connettività, la configurazione rapida, l’alta qualità audio e il suo design accattivante lo rendono un alleato perfetto nella gestione delle conference call.

Clickshare invece è un’alternativa che supporta audio e video integrandosi con qualsiasi portatile, piattaforma per conferenze e device.
Una soluzione pratica per portare ovunque la possibilità di collegare in videochat più persone.

Se di solito si sottolinea il beneficio legato alla possibilità di evitare spostamenti e costi legati a viaggi e trasferte, in questo periodo ci soffermiamo sul fatto che lo smart working è un buon metodo per andare avanti con la propria attività, interagendo con colleghi e/o clienti e, soprattutto, evitando possibili contagi da Coronavirus.

Questa riflessione nasce da ciò che vediamo e viviamo nel nostro quotidiano. Nessuna pretesa di poter contribuire a risolvere le cose ma un punto di vista in prospettiva, orientato sulle nostre competenze.

La relazione preliminare in un progetto domotico

La relazione preliminare domotica è un documento necessario per iniziare a definire i contorni del progetto vero e proprio.

La domotica permette di lavorare su più fronti. Stilare una relazione preliminare serve a mettere l’accento su ciò che, alla fine, è veramente importante per il cliente.

Nella progettazione domotica sappiamo quanto sia importante il rispetto dei giusti tempi. Lo studio preliminare precede la progettazione domotica e ha due scopi:

  • valutare le esigenze del cliente e dei suoi familiari;
  • valutare l’edificio dal punto di vista tecnico, compiendo rilievi e analisi.

Struttura del documento preliminare

L’incontro con il cliente deve permettere al progettista domotico la stesura di un documento che risponderà a quattro domande:

  • Cosa dovrà fare l’impianto domotico?
  • Chi sono gli attori che si muoveranno all’interno della casa?
  • Quali saranno gli scenari di comportamenti della casa?
  • Qual è la forbice di costo all’interno della quale muoversi?

Tradurre i desideri del cliente in un progetto domotico

Il contatto umano e l’interazione con il cliente sono le basi su cui si fonda la relazione preliminare. Grazie ad un attento scambio, si potranno mettere nero su bianco le esigenze del cliente riguardo alla propria casa. Spesso non ha ben chiare le potenzialità della domotica e sarà importante guidarlo, per fare chiarezza.

In questa fase la domanda del cliente a cui rispondere è: “Cosa fa la domotica?”
Cambiando prospettiva, si può ribaltare questa domanda chiedendo al cliente: “Che cosa ti serve?” per riuscire ad ottenere una valida base di partenza sulla quale impostare il progetto.

Definizione degli Attori che utilizzeranno la casa domotica

Nella relazione preliminare c’è la storia di chi abiterà la casa. Per fare una selezione mirata di scenari comportamentali è necessario porre l’accento sulla definizione degli attori. Gli attori sono le categorie di utilizzatori dell’impianto.

Definire gli attori è utile, oltre che per stabilire gli scenari di funzionamento, anche per valutare le specifiche tecniche da tenere in considerazione in fase di progetto.

Gli scenari di comportamento permettono di strutturare il progetto domotico

Uno scenario di comportamento è una risposta che l’impianto domotico dà ad eventi specifici scatenati dalle informazioni fornite dai singoli impianti dell’edificio o da azioni dirette degli utilizzatori.
Ecco alcuni esempi di scenari comportamentali possibili. Alcuni standard e altri più basati sulle esigenze di famiglia.

Il comportamento “Benvenuto” accoglie i proprietari in casa

Quando si entra in casa l’antifurto si disattiva, si riaccendono le luci e si riattivano le prese di corrente.
Si crea un ambiente confortevole che si può implementare con la riproduzione di un messaggio audio di benvenuto, una musica in diffusione o l’apertura delle tende.

“Vado via” è il comportamento che si attiva quando ci si allontana dalla casa

Lo spegnimento automatico delle luci e dei sistemi audio/video, l’abbassamento del riscaldamento e la chiusura delle tende, indicano che si sta lasciando la casa (si attiveranno l’antifurto e i relativi sensori interni).

Gli scenari di comportamento personalizzati in base al “momento giusto”

Creazione di comportamenti di eventi (da definire con gli attori), temporizzati. Grazie alla domotica è possibile variare il comportamento dell’appartamento a seconda degli orari.
Si possono impostare luci meno intense di notte, la disattivazione del videocitofono in fasce orarie specifiche o l’abilitazione dell’ingresso ai manutentori in orari e giorni specifici.

Il comportamento “Parla con me” si attiva vocalmente

Il controllo vocale basato su Smart Assistant gestisce luci, musica e tv con la voce.
Si possono introdurre funzionalità di interfono e comunicazione tra dispositivi e smartphone (le funzionalità sono dipendenti dal prodotto specifico individuato).

Si può gestire l’illuminazione grazie al comportamento “Sotto la luce giusta”

Variare la quantità e la qualità della luce, in base alle condizioni luminose degli ambienti e all’orario del giorno, garantisce il comfort e il risparmio economico.

Guardare i film preferiti con il comportamento “Cinema”

Lo scenario comportamentale specifico per predisporre l’ambiente alla visione di film/tv/streaming. Permette il controllo di luci, audio, oscuranti e tv/proiettore ed è gestibile attraverso comandi vocali.

Per gli amanti del giardino e della vita all’aria aperta il comportamento “Vivi l’esterno”

Situazione progettata per massimizzare lo sfruttamento dei terrazzi. Scenari luci e audio specifici per cene e momenti conviviali. Monitoraggio intelligente dei perimetri (avvisi per segnalare eventuali scavalcamenti). Automatizzazione della cura del verde esterno (irrigazione intelligente).

Il comportamento “Ovunque tu sia” permette la gestione da remoto

La casa può essere controllata tramite un’unica App sullo smartphone.
Saranno attivi la gestione del sistema di antintrusione, le telecamere, le automazioni e la termoregolazione.

Per i giorni in cui serve una dose extra di comfort: il comportamento “Coccole”

Si può impostare la casa per un livello di attenzioni speciale: temperatura più alta, luci meno intense, musica soffusa. Sarà lo scenario comportamentale adatto nei giorni in cui l’utente è più stanco, o malato.

Il comportamento “Bambino sicuro” adatto a neo-genitori

Possibilità di integrazione di baby monitor e modalità speciale per la casa che disattiva le prese elettriche non utilizzate, togliendo la corrente a salvaguardia dei più piccoli.

Il comportamento “Ninna nanna” per i genitori che faticano a mettere a letto i bambini.

Aiuta il sonno dei bambini spegnendo progressivamente le luci (simulazione tramonto) con una musica dedicata, scelta dai genitori.

Il comportamentale può essere impostato con la luminosità notturna ridotta al 10%. Per evitare risvegli bruschi.

Ogni scenario comportamentale può essere “Personalizzato”

Le possibilità di creare impostazioni predefinite di luci, prese e altri controlli elettrici sono infinite. Gli scenari possono essere richiamati da smartphone, vocalmente o abbinandoli a specifici pulsanti.

Lo scenario di comportamento “Be Smart!” inoltre, aiuta il cliente anche sul lavoro!

Le App installate sullo smartphone possono essere usate tramite televisore o assistente vocale (es. informazioni meteo, agenda, appuntamenti, ricerche, etc…)

Si può entrare in casa grazie allo scenario di comportamento “Accesso senza chiavi”

L’ingresso in casa senza l’uso delle chiavi può avvenire tramite riconoscimento biometrico, codice o apertura tramite App.

Il comportamento “Sicurezza in vacanza” permette partenze serene

Quando la famiglia è in vacanza l’ambiente domotico può, inoltre, simulare la presenza di attività in casa. La resa è decisamente realistica.

Per ambienti sensibili si può valutare l’attivazione di una protezione aggiuntiva con nebbiogeni.

Definire gli impianti necessari per raggiungere gli obiettivi del cliente

In questa fase della relazione preliminare ci si dedica all’Architettura tecnica: la definizione della suddivisione impiantistica di riferimento per il progetto.

L’Architettura tecnica permette di stilare un elenco di quali e quanti impianti serviranno per garantire la fattibilità dell’impianto e per ottenere i comportamenti desiderati.

Serviranno componenti diversi per adeguarsi al numero e al tipo di scenari di comportamento.
Gli impianti tenuti in considerazione varieranno in funzione delle esigenze e dei desideri dei clienti.
Sicuramente tra questi ci sarà l’impianto elettrico, cuore della casa. A seguire, una scelta più o meno vasta che comprenderà quelli relativi alla sicurezza e all’antintrusione, quelli che si occupano della termoregolazione, della rete Internet con relativa connettività e dell’audio-video.

Ma se la fantasia non ha limiti e gli scenari comportamentali da prendere in considerazione sono potenzialmente infiniti, è bene prevedere sempre un gruppo di alimentazione tampone.

Il progetto domotico deve prevedere un sistema di alimentazione “di emergenza”. Può essere utile, per esempio, quando è necessario garantire il funzionamento delle apparecchiature anche in assenza dell’alimentazione di rete.

Valutare l’impegno economico secondo una forbice di costo, permette una maggior varietà di scelta

A questo punto il cliente avrà, molto probabilmente, le idee più chiare e si aspetterà una stima dei costi.
Il calcolo potrà variare seguendo quella che noi chiamiamo “Forbice di intervento di costo”: il rapporto che c’è tra quello che possiamo proporre e ciò che è disposto a pagare il cliente.

L’offerta che riceverà il cliente conterrà tre varianti, basate sulla scelta di uno di questi livelli:

  • base;
  • intermedio;
  • lusso.

La relazione preliminare non è il preventivo!

Questo documento è necessario al cliente per chiarirsi le idee e all’Architetto per far emergere cosa si può realizzare e avviare la progettazione definitiva.

Per arrivare a calcolare un preventivo con precisione, bisognerà attendere la progettazione definitiva.
Sarà quello il punto in cui si saprà con certezza cosa desidera il cliente, sarà stato effettuato il computo metrico e si saprà cosa potrà servire per il raggiungimento dell’obiettivo.

L’elenco di materiali e strumenti necessari alla realizzazione del progetto domotico, sarà la base da cui procedere per andare dai fornitori a farsi stilare dei preventivi.

Speriamo di esserti stati utili e ti ricordiamo che saremmo felici di poterti aiutare con i tuoi clienti che necessitano di un progetto domotico.

Contattaci per una chiacchierata informale! Potremmo decidere di lavorare insieme!

Biblioteca di Nichelino: una ristrutturazione in chiave domotica

La Biblioteca è uno di quei luoghi che ci sembra di conoscere da sempre e la sua presenza ci accompagna fin dai nostri primi ricordi.
Il Comune di Nichelino (Torino) ha strutturato un bando che prevede la rifunzionalizzazione della Biblioteca “Giovanni Arpino” che è luogo di incontro e di aggregazione per grandi e bambini.

Negli ultimi anni, complici gli e-book e le nuove tecnologie, le Biblioteche più evolute hanno dovuto “fare di necessità virtù“, rimodernando i propri spazi e le relative offerte.

Progetta la Domotica è stata chiamata dallo Studio A&A per supportare la stesura della relazione tecnica per la riqualifica degli spazi di via Turati.
Il nostro punto di vista orientato alla domotica e all’apertura verso scenari di crescita futura, ha permesso di proporre, per questo Bando comunale, un progetto smart ritagliato sulle esigenze degli utenti.

Il punto di partenza è stato la raccolta di tutte le informazioni possibili riguardo alle attività organizzate in Biblioteca. Alcune proposte spaziano sia per contenuti che per target.

Si va dagli spettacoli di lettura animata per i bambini ai cicli di incontri tenuti da esperti. Dalle aule studio aperte di sera all’emeroteca sempre aggiornata. Senza dimenticare il servizio classico di prestito dei libri, l’aula con il collegamento ad Internet, lo spazio Hobby e i corsi gestiti dall’Unitre di Nichelino.

Un’offerta così ricca e variegata ha bisogno di una progettazione domotica che tenga in considerazione le necessità di tutti gli attori coinvolti.

La Biblioteca è luogo di crescita a tutte le età
La Biblioteca è luogo di crescita a tutte le età

Integrazioni domotiche al progetto di riqualificazione della Biblioteca

In un’ottica di futura espandibilità, la scelta di introdurre da subito impianti con le caratteristiche architetturali di tipo domotico, risulta essere una scelta virtuosa.
Sarà più facile aggiornare i sistemi in uso anche grazie all’intuizione di optare per impianti basati su bus a bassa tensione, per la parte elettrica.

Controllo accessi all’interno della Biblioteca

Una prima integrazione suggerita è quella che consente di inserire un controllo accessi alla biblioteca.
Questa feature ha due funzioni:

  • può regolamentare la gestione delle presenze;
  • può offrire accessi speciali ad Associazioni della zona che vogliono organizzare determinate attività.

Videoanalisi per rendere più sicura la Biblioteca

Al sistema di videosorveglianza classico, si possono aggiungere funzionalità di videoanalisi.
La videoanalisi permette di estrarre dalle immagini informazioni significative e implementare controlli più accurati.

I campi in cui la videoanalisi può fare la differenza sono:

  • oggetto rubato o oggetto dimenticato: il sistema riconosce se un oggetto presente nella scena viene rimosso o viene erroneamente abbandonato, segnalando l’evento ai responsabili;
  • contapersone: il sistema domotico è in grado di contare le persone presenti in un ambiente e segnalare situazioni limite (più persone del consentito, mancanza totale di utenti…) fornendo dati statistici;
  • presenza in zone sensibili: il sistema è in grado di segnalare la presenza di persone in aree sensibili o ad accesso ristretto inviando un messaggio al personale responsabile.

Impianto elettrico rifunzionalizzato per risparmiare e gestire l’illuminazione

Sono possibili diversi interventi in un’ottica di risparmio e comfort luminoso.
Introdurre corpi luminosi a LED con tecnologia dimmerabile e affiancarli a dispositivi domotici di controllo, può migliorare le performance dell’impianto elettrico:

  • garanzia di illuminazione ottimale: durante l’arco della giornata i corpi luminosi si possono accendere progressivamente, ad integrazione della luce naturale. Questo permette di garantire la giusta intensità di illuminazione e il rispetto delle normative in fatto di illuminazione sul posto di lavoro (in questo caso si tratta di spazi adibiti a ufficio temporaneo);
  • aumento della qualità del comfort luminoso: la temperatura del colore delle luci varia durante l’arco della giornata;
  • risparmio netto dei consumi: impostando i LED al 95% della propria potenza luminosa si ottiene un risparmio fisso del 5% sui consumi, senza andare ad influire sulla quantità di luce percepita dall’occhio umano.

Scenari domotici ad alto contenuto di innovazione

L’elenco delle innovazioni sulle quali basare la ristrutturazione della Biblioteca di Nichelino si può arricchire con un secondo livello di interventi. La variabile che determinerà l’obiettivo è il livello di impegno economico e di complessità che si vuole raggiungere.

Lo scenario di benvenuto nella “digital welcome area”

L’utente della Biblioteca può essere accolto all’ingresso, in un‘isola digitale formata da totem multitouch.
Avvicinando il telefono, il sistema riconoscerà l’utente e offrirà una serie di servizi informativi dedicati e prioritizzati in base allo storico delle sue attività nella Biblioteca.

Questo permetterà di fare ricerche e prenotare servizi o eventi sia tramite touchscreen che con il supporto di un assistente vocale.
Mostrando un libro o una foto della copertina dello stesso, il sistema potrà dare indicazioni sulla possibilità di prenderlo in prestito e suggerire letture simili (dedotte grazie ad un algoritmo o suggerite da altri utenti della Biblioteca).

Richiedendo informazioni su come raggiungere una specifica stanza, il sistema mostrerà il percorso sullo schermo e indicherà la direzione da cui partire.
Lo farà con l’ausilio di un’indicazione luminosa animata che partirà dal totem e proseguirà verso la prima tappa del percorso. L’assistenza proseguirà sul cellulare appena ci si allontanerà dal totem.

La Realtà Aumentata per la lettura

La Realtà Aumentata (AR) permette di arricchire oggetti fisici con informazioni digitali.
Un utente potrà così recarsi in Biblioteca, prendere in prestito un volume e, grazie ad un’apposita App, sarà messo nella condizione di poter inquadrare con la fotocamera il libro e veder apparire sullo schermo del proprio smartphone materiali di approfondimento, documenti con citazioni e video. Questo succede già, per esempio, con la App di Spazi900, l’applicazione della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

Le informazioni di consultazione verranno associate all’utente così da consentire di recuperare lo storico delle attività o suggerire nuove letture anche al di fuori dello spazio fisico della Biblioteca.

Le funzionalità di annotazione e condivisione tra utenti, permetteranno di mettere a fattor comune i processi di apprendimento individuali con altri utenti. Si potrà così creare uno storico dei lettori consultabile come arricchimento peer-to-peer dell’esperienza della lettura.

Desk virtuale per condividere le informazioni con altri utenti

Nelle aree attrezzate per lo studio si potrà inserire un lungo desk con tecnologia multitouch.
Gli ospiti della Biblioteca prenderanno posto al desk e, poggiando il loro cellulare sul tavolo, questo si connetterà con il dispositivo, attivandosi.

La superficie del tavolo si presenterà come uno schermo multitouch (simile ad un grande tablet), e proporrà le applicazioni usate recentemente da quel determinato utente.
Gli applicativi possibili consentono la navigazione online, la lettura di e-book, la stesura di testi e la fruizione di audio e video (con l’utilizzo di cuffie wireless).

Tramite l’interazione con una tastiera virtuale è possibile usare gli applicativi. Il lavoro svolto viene salvato automaticamente in un cloud abbinato alla propria tessera della Biblioteca, così l’accesso potrà avvenire anche da smartphone, tablet o computer personali. Tornando a casa sarà possibile proseguire il lavoro iniziato in Biblioteca.

Se al tavolo sono presenti più utenti è possibile scambiarsi materiali, appunti e informazioni trascinandoli da un’area desktop ad un’altra. Un metodo che rende decisamente più facili ed intuitivi il lavoro di gruppo e lo scambio della conoscenza.

Un’altra funzionalità di gruppo è la lettura coordinata ovvero una modalità per cui le singole copie dell’e-book di ciascun utente sono connesse le une alle altre. Sfogliando il libro digitale di uno, vengono sfogliate automaticamente le copie degli altri mantenendo allineati tutti i lettori.

Stanza con videoproiezione immersiva

Una delle applicazioni domotiche che si potrebbero predisporre nella Biblioteca di Nichelino è la sala digitalizzata con proiezione sulle 4 pareti. Il pavimento interattivo e i sensori 3D per il riconoscimento del movimento e dei gesti potrebbero lavorare sull’ambiente ricreando un’area multifunzionale.
Sfruttando le capacità multimediali si potrebbero svolgere attività di diversa natura: dalla visione di video e film, ai lavori di gruppo passando per l’intrattenimento in Realtà Virtuale.

Attività di gruppo nelle stanze immersive

Entrando nello spazio con un libro, l’ambiente lo riconosce e propone sulle pareti, attraverso proiezioni immersive a 360°, tutti i materiali multimediali correlati.
Sfogliando le pagine, il sistema porterà in primo piano i materiali relativi alla pagina sulla quale ci si sofferma.

Se all’interno della stanza sono presenti più libri, le pareti mostreranno i dati dei diversi volumi raccogliendoli nelle zone vicine al lettore consentendo la consultazione contemporanea di più opere.

Con l’uso di un tablet dotato di penna sarà possibile interagire con il materiale presente sulle pareti o aggiungere appunti direttamente “sul muro”, raggruppandoli e riordinandoli.
Inoltre, si potranno aggiungere ai materiali connessi al libro, nuovi appunti che rimarranno disponibili anche per i futuri fruitori.

Per facilitare le attività di gruppo si potrà disegnare sia sui muri che sui pavimenti, permettendo così di dividere gli spazi in aree e dare accesso a funzionalità o dati diversi in base all’area su cui si starà sostando.

Sarà possibile registrare il video di tutta la sessione di lavoro e potrà essere rivista in modo da conservare non solo il risultato dell’attività ma anche il processo creativo.
Il materiale realizzato sarà associato alla tessera personale della Biblioteca e salvato in cloud. Sarà disponibile anche a posteriori e al di fuori dell’area in cui sorge la Biblioteca.

L’ambiente immersivo è uno strumento ideale per la realtà virtuale. Con la Realtà Virtuale sarà possibile fruire di esperienze educative 3D o giocare, da soli o in gruppo.

Esperienza di lettura più coinvolgende grazie alla domotica

In aree dedicate alla lettura saranno installate delle piccole strutture a posto singolo all’interno delle quali saranno messi a disposizione alcuni supporti che miglioreranno l’esperienza della lettura:

  • uno schermo touch per la lettura di e-book;
  • un impianto per l’ascolto localizzato e diretto di audio (così che non sia di disturbo al di fuori);
  • postazioni di ricarica dei dispositivi mobili;
  • possibilità di accedere a tutti i servizi digitali avvicinando semplicemente il telefono allo schermo per verificare la tessera digitale della Biblioteca.

Per chi vuole vivere un’esperienza di lettura totalmente diversa, invece saranno predisposte delle piccole stanze dedicata alla lettura immersiva.

L’utente entrerà nella stanza dove troverà al centro una poltroncina da lettura e un tablet. Selezionando sul tablet l’opera di interesse potrà iniziare la lettura. La particolarità dell’attività di lettura fatta in questo ambiente sarà che la narrazione avrà effetto sull’ambiente.

Ad esempio se la narrazione si svolgerà in una giornata assolata in montagna, intorno al lettore verranno proiettati ambientazioni e suoni tipici di quel contesto. Oppure se il racconto narrerà le vicende all’interno di un buio corridoio, le luci si spegneranno e i suoni suggeriranno il movimento in un spazio lungo e vuoto.

L’intenzione è quella di potenziare l’esperienza immersiva senza portare l’utente nelle dinamiche dell’intrattenimento interattivo, salvaguardando così la sensorialità unica dell’esperienza della lettura.

Si può fare… vuoi provare?

Gli interventi domotici fin qui elencati sono tutti fattibili. Non stiamo raccontando di migliorie impossibili o che “si vedono solo nei film”.

Questi scenari ad alto contenuto tecnologico te li presentiamo perché sappiamo essere frutto di progettazione domotica alla nostra, e di conseguenza alla tua, portata.
La variabile è il budget e il grado di tecnologia con la quale ci si vuole confrontare.

Siamo mossi dalla curiosità e dalla passione e siamo sempre pronti a partire verso nuovi orizzonti della domotica… per i nostri clienti.
Vuoi affrontare il tuo prossimo progetto insieme a noi?

Non solo libri in Biblioteca. Sempre più spesso la conoscenza passa attraverso la tecnologia
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